CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

VECCHI POST

E’ già passato un’ anno.

 

Cari ospiti, è già passato un anno, da che ho salpato le ancore di questo mio barco immaginario e altrettanto immaginario è iniziato il periplo della mia esistenza tra i mari di Splinder. Un pianeta, un quartiere, una via dove si affaccia e si riflette la vita di tanti, che come me alternano il reale con il virtuale, portando nell’uno e nell’altro se stessi o parte di esso.

Se vi piace chiamatemi Ismaele e pensate che questa nave abbia le severe linee della “Pequod”. Sul ponte troverete  Achab e il suo odio per il grande Leviatano.

Se amate l’ avventura, che possa coprirvi di gloria ed onore, non dovete far altro che vedere le vele della “Golden Wind” e potrete osservare sul cassero, accanto al timone, Morgan il precursore della guerra di corsa, cui Elisabetta I ha dato regie patenti.

Desiderate invece partecipare alle scoperte, allora seguite la vaga scia del “Brandano”, che nelle fredde acque del Nord Atlantico segue i passi della “Navigatio” e spinta da vele con la rossa croce celtica, la barca fatta di pelli di bue, cerca la via per le Americhe.

Secoli prima di Cristoforo Colombo.

Ancora sentite i rauchi sforzi della ciurma di Erik il Rosso e dei suoi drakkar? Sono quegli sforzi che Tim Severin, a bordo di quelle pelli, ha seguito per mesi.

Se preferite altre avventure, se cercate “Mu” e Bocca Dorata o l’isola del “Monaco” allora salite a bordo de “Le tre Sante Marie” e non fate caso se il capitano, non farà nulla per esprimere la sua cortesia. Seguite Corto Maltese, senza fiatare, sarà lui che vorrà conversare con voi. Ha i suoi ritmi, i suoi tempi e siete suoi ospiti, ma non saprete se graditi o meno.

Pensatela come volete, solcate il mare che più vi piace, ma al timone troverete il “Monaco Bianco” e sulle sartie, come gabbieri a dar volta ai terzaroli delle vele troverete le fanfole e lassù, nella coffa di maestra, in punta d’albero c’è l’Ufficio Facce, impegnato a scrutare l’orizzonte e di tanto in tanto, colpa del mal di mare a esternare il frutto delle fatiche del cuoco “ Al Pisellon Fuggiasco”.

Lo so miei cari, le donne a bordo sono una maledizione, ma come potevo sottrarmi dall’imbarcare le “Allegri Comari”. I ponti vanno lavati, le vele riparate, rammendate le amache e le armi debbono brillare. Poi sono sotto contratto ed io vado contro la “Triplice”? E poi possiamo anche sorvolare, se sugli stralli c’é il bucato che asciuga e il gran pavese a volte viene issato carico di mutande e reggi seni.

C’è un tocco d’ironia, giusto per ricordare che non dobbiamo essere troppo seri e crederci chissà che.

Questo me lo ricordano già, grazieaddio Tranzo e Sciallo con l’ausilio delle Ciampornie. I miei ultimi due neuroni e le poche sinapsi, che ancora, con tutta l’improbabilità del caso, albergano, ostinatamente nel mio cranio.

Come nostromo e secondo in comando: Artemisia, la mia, veglia e vigila su tutto e tutti. Con nerbo ma con gusto riesce a imbrigliare una ciurma altrimenti difficile.

La Leonessa è l’ufficiale più giovane, desiderosa e intrepida, pronta e tesa alla conoscenza, in questa lunga corsa la troverete in vari luoghi a svolgere varie mansioni.

Com’è giusto che sia.

Per i topi di sèntina c’é sempre il Ligabue, gatto che sappiamo rock e interista.

Poi l’equipaggio di spudorati quanto improbabili lupi di mare quali sono, ecco quelli della “Compagnia della Buona Morte”, lesti più al gotto e alla franchigia, ma capaci di imbrigliare anche il più piccolo refolo di vento.

Ah, il vento.

Questo “Maestro” teso e imprevedibile, che veleggio non sempre di gran lasco. Molte volte lo trovo al traverso o peggio mi costringe a boline estenuanti.

Sempre pronto a farmi cambiare le mura, in un infinito ed estenuante gioco.

Mi troverete al tavolo da carteggio, molte volte perso, in notti perse a NordOvest di me stesso, a cercare la rotta migliore, a evitare quel groppo di vento maligno.

Come Odisseo alla ricerca di qualcosa, impegnato più nella navigazione che consunto dallo spasmo dell’arrivo a destino.

Non so cosa cerco.

Non me ne curo poi tanto, ma questo mio navigare mi ha dato risposte, mi ha donato dei pesci, che non cercavo,ma di cui avevo bisogno.

Ho ripulito l’etica e la morale da quella morchia portuale che stava consumando tutto.

Ho issato la bandiera della responsabilità e ho rilanciato lo scandaglio del dubbio.

Ho incrociato molti altri battelli.

Tozze caracche, agili clipper, maestosi tre ponti o semplici gozzi.

Con alcuni, sembra quasi che si gareggi, in quelle regate tra amici, che debbono necessariamente concludersi con epiche mangiate e ci si invita a bordo, una volta ciascuno. Andando e venendo, carichi di doni preziosi fosse anche un sol fiore, una parola, una frase, un ricordo.

Altri velieri sono scomparsi all’orizzonte, persi o allontanati da questo vento forte e per loro molesto. Forse non mi sono curato molto di seguire le loro scie o hanno perso per me interesse.

Incurante di questi cinquanta ruggenti, continuo a navigare.

Non c’è nulla di scritto che non si debba riscrivere, non c’é nulla di ascoltato, che non si debba riascoltare.

Fosse solo per il piacere di farlo, perché negarsi questo piacere.

Se vedrete le mie vele, date un grido. Mi metterò alla cappa e ascolterò le vostre storie ed io vi racconterò le mie.

“Permesso di salire a bordo, accordato.”

Sarò felice, quando anche voi farete lo stesso con me.

Ora, se Voi permettete, devo manovrare:

 

 “Monaco, virate di 7 gradi alla puggia”

“Aye, Aye, Capitano”

“Nostromo, la guardia a riva, il vento ha rinfrescato. Un palmo di terzaroli alla mezzana e fate serrare le gabbie di trinchetto. Abbracciate le vele di bompresso. Voglio un uomo allo scandaglio. Guardiamarina, il punto!”

“Aye, capitano: 65 Sud, 36 Ovest”

“Uomini, alla via così !!”

 

Noi, quelli del ‘54

7 pensieri su “VECCHI POST

  1. se lei ricicla post…. vada a riciclarsi anche il commento che lasciai a mio tempo… 😀

  2. @ MOMI = e noi non buttiamo via niente !!

    • archmdl scrisse :

      sono negata….lo ammetto…la mia cultura “marinara” si ferma a “cazza la randa” di cui ignoro il significato, ma mi fa tanto ridere… Luna Rossa docet. Comunque meno male che non hai menzionato il Titanic ecco…. Dobbiamo liberarci dalla speranza che il mare esisterà per sempre. Dobbiamo imparare a navigare nel vento :Aristotele Onassis
      Ciao ciao Cape. Buon w.e.

  3. vedi vedi… fatto bene a dirti di riciclarlo… non avrei saputo scrivere di meglio… e se non fosse stato un mio commento, avrei fatto i complimenti a chi lo aveva scritto… per dire……

  4. @MOMI = ci sono cose che rifulgono e fanno rifulgere senza che per questo la patina del tempo ne attenui colori e immagini.
    Meno male che ho sempre un buon cilindro e so dove mettee mano… 🙂

  5. finchè le mani le mette nel cilindro va bene…..

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