CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Due Anni Dopo

E i santi Crispino e Crispiano da questo giorno alla fine del mondo non passeranno più la loro festa senza che insieme a loro non s’abbia a ricordarsi anche di noi;

Sono passati 731 giorni. Il Duemilaotto era bisesto e i conti tornano.

Tanti sono i giorni scivolati, piano e silenziosi come la sabbia tra le dita. Di questi giorni, di queste ore che li compongono, non so quante davanti alla tastiera e gli occhi incollati allo schermo. A volte con i pensieri liberi di aggirarsi, tra righe scritte e lette, in mutande. Quelle ruvide d’orbace. Oppure in lento pellegrinaggio, doverosamente tesi a quel NordOvest esistenziale, dove trovare conforto, nascondiglio, confusione. Cercare e cercarsi; trovare e trovarsi. Con costrutto, svolgendo il bandolo della matassa. Inutilmente, avviluppandosi nell’insoddisfazione. Eterno migrante, sempre curioso di e per nuovi paesaggi e altrettanto stufo dei medesimi. In questo viaggio, portando il proprio fardello d’esistenza vissuta oppure sognata. Tra realtà e finzione. Camminando sul filo invisibile di un confine , cercato, vissuto, inaspettato. Allungando la mano anche quando c’erano tutti i motivi per ritrarla. Con la normale ingenuità che la vita regala a ciascuno. Confondendo, a volte vita reale, con quella virtuale; ricevendone giusto ridimensionamento. Imparando, come sempre dai propri errori, ma non sottraendosi dal commeterne altri, per non rinunciare alla propria umanità, per non rinnegare la propria libertà. Umanità  e libertà spalmate sulla pagina scritta, portate senza incertezza e pudicamente mostrate, a costo di sembrare un altro.

Pagare con l’ira, vissuta e lacerante, il momento in cui quest’umanità la si dimentica. La libertà la si soffoca. Esaltato da una falsa euforia. Supponendo di essere. Arrogante nel supporre, come aggravante. Il tempo, gli uomini e le cose poi mostrano il conto. Un conto doloroso, che impone scelte altrettanto dolorose. La ricerca di una via d’equilibrio, attraverso una giusta catarsi, un bagno di quell’umiltà che è facile predica, ma di difficile vita.

Il ritorno a quell’equilibrio e riconoscere ai tanti, che hanno esercitato l’arte sublime della pazienza, il vero volto del buon compagno di viaggio. Di quello che ti accompagna nella tua ricerca, che suggerisce, che stimola e ti ricorda che il cercatore sei tu. Non sempre  indica cosa cercare, ma aiuta a trovare i mezzi e gli scopi migliori per la tua ricerca.

Ciò che sei e quello che diventerai è solo frutto delle scelte e della responsabilità che metti in quelle. Non hai capri espiatori. La moneta che spendi prima o poi ti ritorna. Quasi mai ha lo stesso valore, di quella spesa. Il più delle volte avrà il valore assegnato da chi la spende per te.

Le ferite guariscono, se le curiamo con la volontà della guarigione. I cerotti non bastano a volte.

Occorre anche il coraggio di voltar pagina. Di essere ciò che si è fino in fondo.

Per essere credibili per noi stressi e per gli altri.

Queste poche righe, riassunto dei 731 giorni trascorsi, per dire di me e …

….. di noi felicemente pochi, di questa nostra banda di fratelli. ”  (W.S. Enrico V – a. IV – sc. III)

 Noi, quelli del ‘54

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: