CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “ottobre, 2008”

Leggasi: Mi sono domandato e ……

Cari condomini, voi certo sapete, che son cercatore di usme. Transito in varie stanze di questo grande palazzo e già mi son domandato il perchè di alcune scelte.

Mi son domandato perché discertare di anoressia e bulimia, esaltandone gli aspetti positivi di tali pratiche e nel contempo commiserare o peggior ancora, neglettere chi combatte e s’indigna per la violenza gratuita fatta a corpo e anima. Mi son chiesto perché impostare una pagina di link, che rimandano a siti porno, a filmati su cose che, è vero e non esterniamo iposcrisie,  molti han pensato, qualcuno ha osato e per altri è una ben vista abitudine. Non ho ricevute risposte, forse perchè era uso e ritrito quel mio domandare, però ora pongo la stessa domanda,ma in maniera diversa.

Cos’è secondo voi un blog ? La domanda è lecita perchè mi sono trovato a leggere sullo scrivere. Parrebe una bizzarria, oppure completo ottundimento del vostro esploratore. No, non è così. Il tema è di ampia portata. Perchè si scrive ? Cosa spinge donne uomini, ragazze e ragazzi ad impegnarsi a fabbricar frasi su frasi esprimendo concetti, pareri su cose, casi, persone ?  La risposta non è univoca, ma prismatica. Ha moltre facce. Per alcuni è il mezzo per poter parlare agli altri, datosi che chi scrive o non può o non sa come o non ha, non trova per mille motivi, spazio per esprimere le idee, le emozioni che sente urgenti. Altri per puro esercizio sintattico, allo scopo di alimentare un genio (?) o il genio (?) della bella scrittura. Guarda come scrivo bene, so persino coniugare perfettamente i congiuntivi, legando caso, genere e numero.

Per qualcuno, scrivendo benino o anche bene delle cose del mondo, ha ottenuto dagli altri o da qualche volpone, patente di scrittore eccelso e le sue riflessioni, mediante una sapiente e accordata regia, son diventate un punto di riferimento filosofico imprescendibile. Le sue parole sono oracolo, diventando così mentore di schiere di adoratori … di cosa ? E’ altrettanto vero che un blog, può diventare un mero recipiente di stupidaggini, scemenze, perchè non supportate dall’intelligenza di chi scrive. Vuoi perchè dinnanzi ad una tastiera, scollega il cervello, vuoi perchè arriva fin lì e non riesce a schiodarsi, vuoi per le bizzarrie di un anima giocherellona e provocatrice. C’è anche chi si ammanta di parole oscure, di frasi criptiche apposta per farsi notare. Il blog come desiderio di visibilità. Non sono nessuno nella realtà, quì tra queste mura, sono oscuro maestro di vita, che lancia strali, distilla sentenza, cassa aforismi e chi più ne ha più ne metta. C’è anche chi confonde la realtà della vita, del quotidiano, con questa pagina virtuale e si arroga posizioni di sacerdote vivente, profeta o chissà altro che cosa, per spargere semi di vita rivestite però, alla sostanza, di poca sapienza.

C’è chi scrive e lo fa bene, perchè rispetta gli altri e se stesso. Mette nero su bianco le proprie incertezze, i propri dubbi, passioni, amori e delusioni. Facendolo con onestà, dignità di forma e parola. Cercando di esplicitare una vita in piccole frasi, ma dense. Le affida poi a questi muri. Piccoli pezzi di carta virtuale e attende con fiducia, che il passante si fermi, rifletta e se possibile, risponda. A volte è difficile parlare di certe cose con amici, parenti e questo luogo diventa il nostro psichiatra. Non è detto che tutti rispondano, non è detto che tutti capiscano. A volte le risposte giuste si danno a sbagliate domande. Molte volte scrivendo le domande, se lo si fa onestamente, almeno a se stessi, si ottengono, invece già le risposte. Il blog diventa palestra di vita per chi scrive.

Ho introdotto il discorso dell’onestà. E’ importante, perchè se lo usiamo, il blog, per titillare il nostro ego, ne otteniamo una sega mentale, che soddisfa solo noi e perbacco, di questi ne ho visti. Ma se quello era lo scopo, non ci si lamenti che i passanti tiran dritti e pochi si fermano e quei pochi sono quelli, che si parlano addosso.

Il blog è luogo di tante cose, ironia su di se e sugli altri, gioie e dolori, cazzeggi e drammoni, ma soprattutto e qui dico la mia, è un gioco. Un gioco che tu puoi giocare e variare le regole, di volta in volta. Ben inteso piccole modifiche. Sei incupito, spieghi  e ti spieghi il perchè, ma poi basta. Altrimenti scartavetri i maroni. Non c’è quell’urgenza, per Diana !!

Così facendo gli altri saranno più inclini ad avvicinarti, forse tratti cose di cui non si son mai occupati o forse, hanno già attraversato quel mare e qualcuno un qualche parere, potrà regalarlo. Se hai scritto, accettalo, meditalo e poi, se del caso, utilizzalo. Però ora sai che qualcuno ha vissuto il tuo stesso dramma, la tua stessa gioia, condivide con te, in maniera eppure diversa, la tua stessa condizione.

Allora il blog non è più solo cazzate, seghe mentali o un coacervo di frasi più o meno rubate quà e là, per mostrare una cultura che ha tanto di falso.

Il blog è occasione di crescita, di conoscenza di se e degli altri. Certe risposte arrivano da lontano, perchè i vicini se ne fregano ? E allora ? Quelle risposte sono arrivate. Qualcuno nella rete ha pensato, ha mangiato del tempo, colpito dai tuoi discorsi e ha trovato una possibile soluzione. Come si dice due piccioni con una fava.

Forse è questa la via del blog. Onestà intellettuale, voglia di giocare di se e degli altri, con se e con gli altri, alla ricerca di temi, alternando il serio ed il faceto. Usando quella moneta così rara e all’apparenza poco spendibile, in questi giorni: l’intelligenza.

Ora esco e vado a cercare qualcosa che mi faccia pensare, che mi permetta di crescere e di imparare. Lo troverò ? Io intanto ci provo.

p.s. la chiusa è cambiata, gli amici non si dimenticano, si portano addosso, come la maglia della salute.

Noi, quelli del ’54

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Pensiero stupendo, ma tanto …

Carissimi condomini, dopo queste ore, consegnate alla cupezza e alla rassegnazione corre l’obbligo di rendere lo spirito meno greve. Alla bisogna ecco una delle ultime, ma non l’ultima, tralascio le altre un po’ volgarotte, delle perle del Pazzificio.

Pazzificio – interno giorno – primissime ore di un pomeriggio uggioso di pioggia.

Si parla di cose e animali e Mylady esordisce con:

<<Ma voi, avete mai visto una bambina, che porta a spasso una gallina al guinzaglio ?>>

Il Dauno, con occhi da Dauno : << Eehh ? Guinzaglio ? >>

Mylady, infervorata dalla scoperta della nostra ovvia e banale ignoranza : << Sì ! Un guinzaglio! Io sì !! Era mia sorella che portava la gallina che le avevano regalato al guinzaglio ai giardini di P… M… (Luogo tra i più trafficati d’Italia e della capitale morale di quest’utima). Attraversava trullera la strada e la pascolava, nei prati dei giardini.>>

In coro : <<  AaaHhhh ! >>. Il Giovine di Studio osa chiosare : << E tutto questo, quando ?? Non ora, spero ! >>

<< Nooo >> ribatte Mylady << Si era piccole, avrà avuto cinque,sei anni e non voleva vederla finire in pentola !!  Le metteva  il guinzaglio e la portava così, come un cagnolino ! >>. Ride felice di quella storia.

S’abbozza, e leggo negli occhi di molti l’uso un po’ ambiguo di quell’attrezzo.

Risata di compiacenza e sguardi al fin preoccupati.

Il sottoscritto , in cuor suo, cassa il fatto che: Pazzificio, mai nome fu così ben riposto.

Noi, quelli del ’54

La memoria e la strada

La strada, una serpe, nera d’asfalto,

ha dipanato le spire  e mi ha spinto, quì , sulle colline. Le mie.

Tra i rapidi scoppi di rossi infuocati, di gialli assolati e di ocre

che attendono il vento che le impasti alla terra,

in quast’aria nebbiosa di cui usmo gli umori,  solo non sono.

A presso, in un altro filare, mio padre e suo padre ciangottano piano,

ricordando e parlando di vigne, vendemmie e di mosti.

Nei tini barbera e nebbiolo mostano lenti i loro sapori, di terra bagnata, di foglie e di fiori.

Il frullo , un battito d’ali. Un fagiano.

Via basso e veloce, scampato per caso, al morso del doppietto crudele.

Un corvo si posa e, mi guarda dubbioso, non sa, non conosce chi son e chi son stato,

e così siamo in due ad usmare quest’aria nebbiosa.

Alle spalle il moscato finisce il fermento, e aspira a pieni polmoni l’aria nebbiosa

ne succhia tutti i suoi umori, per esser potente domani, alla festa.

Di fronte, il re, il barolo, col suo palafreno, barbaresco sagace, si appressano ad un sonno

di forza, di forti sapori, di legno, tabacco stemperati infine da semplici viole.

A lato il Roero è tripudio di arneis, di rossi frizzanti e dolcetti in forma smagliante.

Il "Novello" s’atteggia, si da una parvenza. Mi metto le scarpe e poi sono pronto a partire pur io.

Io ripercorro, usato giochino, le orme del nonno e le copro veloce col passo,

che natura mi ha dato. Coprendo anche quelle del padre, rivado ai suoi passi, alle sue sensazioni.

Lo penso a zonzo su queste colline a guardare il miracolo dei frutti di vigna.

E a parlare con quanti, antichi sodali, l’hanno aspettato, per ragionare,

e vedere ancora vendemmie, nocciole ed il raro selvaggio,

respirando quest’aria nebbiosa.

Non son più così tanto incupito, afferro l’idea di queste colline, mi permea quest’aria nebbiosa

che sa di confine tra noi e una morte, che andiam a festeggiare.

Ricordi. Pian piano si fanno più netti. Persone, parole ed i fatti assumono i loro confini.

La strada , nero sarpente d’asfalto, ha dipanato le spire e mi ha spinto quì, sulle colline.

Quelle di un padre, ancora presente, che dorme, guardiano di un figlio che ancora ha vendemmie nel cuore.

Noi, quelli del ’54.

Il volo

Voleremo più in alto

voleremo più forte

questo groppo di vento, che stanca

che saluta tempesta immanente, imminente

sarà superato.

Voleremo più forte, finchè il rumor delle ali

sveglierà tutto il mondo

e quell’alito lieve, di brezza d’aprile

farà respirare.

Voleremo più in alto che quel groppo di vento

sarà superato finchè torni per noi

la stagione di venti leggeri

di odori consueti, di amore bambino.

Voleremo più in alto

Voleremo più forte

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici

Pensieri & parole

Cari condomini, sono sempre e vieppiù incupito, giorni  duri e difficili si parano innanzi al vostro viaggiatore. E’ difficile per me far capire i pensieri e a volte son mal interpretati. Sarà il momento. sarà che l’inverno del nostro scontento è arrivato, darà che l’aria del Pazzificio si resa pesante ed è foriera di improvvisa tempesta, non semplice groppo di vento. Si preparano tempi bastardi, sarà dura cari compagni di viaggio, sarà dura. E’ per questo che farò seguito a pensieri in libertà, cercando tra la memoria, frasi che possano essere di conforto a quelli che credo, esser tanti, che ora, adesso sono incupiti al par mio. Lui l’ho ha detto ed io l’ho riportato, par pari. Dobbiamo abbandonare, non tanto chi, ma tanto che cosa. Non è il momento di alzare la testa, giocosi e felici, occorre incupirsi ancora di più e poi  ……

"Mio vecchio amico di giorni e pensieri, da quanto tempo ci conosciamo, 25 anni son tanti e diciamo, un po’ retorico, che sembra ieri …"

"Mi ritorni in mente bella, come sei, forse ancor di più …"

"Mi sono informato c’è un treno che parte alle 7 e 40, non hai molto tempo, il traffico è lento nell’ora di punta "

"… ho tirato una frecca al cielo per farlo respirare …"

" E correndo mi incontrò  lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei …"

"Lo chiamavano il "frate" il nome di tutta una vita …"

"Questa di Marinella è una storia vera …"

" ….cade la neve sui camposanti, cade la neve sui fiori stanchi …"

" E trovi là, le tue radici …. la casa come un punto di memoria …"

"Non so che viso avesse, non so come si chiamava …"

"Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati …"

"Dove se ne è andato Elmer, che di febbre si lasciò morire .."

"Venuto da molto lontano a convertire uomini e bestie"

"Ai porti di ponente il tuo simbolo strano, la spada e non il libro hai nella mano .."

" Il vento ti spunta in faccia la neve .."

" La scimmia del quarto reich ballava la polka sopra il muro …  le abbiamo visto tutti il culo …"

" Figge de famiggia udù de bun, che ti pue ammiàle senza u gundun …"

" E ancora ucciso dalla vostra cortesia nell’ora in cui il sogno …"

" … lascia che il vento ti passi un po’ addosso …."

"Leone di San marco, leone del Profeta, ad est di Creta corre il tuo vangelo …  "

"La chiamavano Bocca di Rosa, metteva l’amore …"

"Sono aperte ancora come un tempo, le osterie di fuori porta, ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro, è tutta morta …"

"Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età dopo l’estate porta il dono usato della perplessità …"

"Cala novembre e le inquietanti nebbie, gravi coprono gli orti, lungo i giardini consacrati al pianto ….."

"La capovolta ambiguità d’Orione …"

"Bisanzio è un mondo che non  mi è consueto …"

" .. cullati fra i portici cosce di mamma Bologna "

" … il nuovo amore getti via l’antico nell’ombra della sera …"

" Rimanere così, annaspare nel niente …"

" Le vite altrui si sono rotte …"

" Che sempre l’ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte."

"Venite pure avanti, voi con il naso corto …"

"Nel mondo che faremo, Dio è risorto. "

" … scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto … "

" Abito sempre quì, da me …."

" Ma s’io avessi previsto tutto questo …."

"Si sa che la gente da buoni consigli, sentendosi come gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli, quando non può più dare il cattivo esempio  …"

" Io canto quando posso e come posso ……"

"Spuntano a grappi i frutti del melo …"

" Ma il tempo, il tempo chi me lo rende …."

" Da tutti gli imbecilli d’ogni razza e colore …"

" Ma io sono fiero del mio sognare di questo eterno mio incespicare  …"

" E aspetto immobile che si spanda l’onda di tuono che seguirà …"

"Ma guarda quante stelle su nel cielo, sparse in incalcolabile cammino …"

" .. capire i giochi di sguardi dietro gli scuri … … restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare ….

"Un altro giorno è andato, la sua musica ha finito …"

Noi quelli del ’54 non lasciano indietro gli amici

Quelli del’54

Cari condomini, Lui è con noi e lotta insieme a noi ed esprime le ansie ed i turbamenti maturati durante anni di dura militanza della e nella  vita.

Non commento, non posso farlo, perché Lui è il groppo di vento, che improvviso ci assale, è il lampo che squarcia d’incanto un cielo garvido di pioggia. Lui è del ’54. Lui è l’amico lontano eppur vicino. Lui è l’anima salva del Pazzificio. Lui è l’unico che basta uno sguardo e le parole son più che superflue. Lui non lo troverete mai all’Ufficio Facce. Ha posto solo nel cuore di questo condomino. Lui parla ed io non commento. A voi la palla, giocatela.

Ebbene ho deciso: quelli del ’54 se non qualcuno cominciano a lasciare indietro qualcosa. E mi protubero e a spiegartela.Un blog può essere, diventare motivo di ansia? Come il libretto d’istruzioni di un qualsivoglia DVDMP3USBLCDPCMODEMNOKIAN70? Pochi giorni fa ho acquistato una Bialetti 2 tz (alla precedente avevo squagliato il manico per un uso improprio) e, udite-udite, il manufatto era accompagnato da un libretto d’istruzioni. Una moka capisci!! una moka che è nel DNA di tutti noi, accompagnata da un foglio di istruzioni. Noi, quelli del ’54, dovremmo cominciare a lasciare qualcosa indietro, anche qualcuno, a volte. "Che tempo che fa", Fabio Fazio, meglio Fazio Fabio per dirla alla Albanese, un arco umano che va da Luigi Pintor a Flavio Briatore, da Gino Strada a Dolce & Gabbana. Da che parte si sta? Belle o brutte, per dirla come molti nostri colleghi, basta che ci sia un buco?
Pochi giorni fa, seduto al bar sottocasa, sorseggiando un caffè, scorro il quotidiano sportivo  "Corriere dello Sport" pontificava sull’infortunio a David Trezequet; mi sono messo a fare i conti di quante partite avrebbe perso fra Champions e Campionato infastidito per la perdita di potenza di fuoco della mia squadra del cuore. Ad un certo punto il lampo: ma quarant’anni fa (1967-1968) se si fosse fatto male Gigi De Paoli per dirne una, o Zigoni (cheval fou da Oderzo Treviso) per dirne due mi sarei mai preoccupato?
Cosa succede? Dov’è che anche noi abbiamo iniziato, accennato una deriva di questo tipo? dov’è che  abbiamo cominciato a non stare più sul pezzo? Ma che scrivo? Metto in dubbio la validità di un mezzo di comunicazione del mio amico, famous man in progress?

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici 

Incupito

Cari condomini, mi sono incupito.

Seguirà spiegazia.

Forse.

Bonne nuit a tout le monde. Good night everybody.  ¡Hasta la noche, siempre !

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici.

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Traduzione Ufficiale

Cari condomini il tempo è ormai spirato. Sono giunte molte traduzionie e la vincitrice è, ça va sans dire, la mia Leonessa, perché sono stato colto da mania nepotista e il padron di casa sono io e quindi, decido IO !! . Se non vi piace, vengo lì con il totem del Pazzificio. Vengo lì ?? ‘Tenti, stè ‘Tenti.

Ecco dunque la veritiera ed unica traduzione ufficialmente in vigore da adesso a mai, o a poi (!?).

A grandissima richiesta….. ecco la traduzione di  "Nutella Omnia" celebre brano di Cesare Chinderius-Ferrerus… (x quelli ke sanno il latino ma non sono in grado di leggerlo…)

 

La Nutella tutta è divisa in 3 parti:

Uno: Nutella in vaschetta di plastica

Due: Nutella custodita in un bicchierino di vetro

Tre: Nutella in grande barattolo (grande barattolo sì, ma meglio è se c’è tanta nutella nel barattolo).

La Nutella piace a tutti i bambini e alle bambine, se mangi troppa Nutalla, diventerai ciccione, ti toccheranno eruzioni cutanee e  sopra la tua faccia si formeranno  brufoli e pustole e, fatto lo stesso, ti verranno subitissimo diarrea e cagarella. Perchè allora i genitori, e la mamma in particolare, nascondono sempre la Nutella in posti impensabili affinché i figli non vengano a sbaffarla, come sono soliti. Ma la domanda  nasce spontanea: se mamma è contraria alla filiale sbaffazione, perché compra la Nutella e poi la nasconde?

Sarebbe più intelligente non comprarla affatto; ma forse anche la mamma sbaffa la Nutella: il nascondimento altro non è che una tergiversale vendetta materna perché essa stessa fu vittima a sua volta della madre. "Così ieri tua madre ti nascondeva la Nutella, così oggi la nascondi ai tuoi figli".

Ma tutto il popolo conosce l’ingegno dei fanciulli se in ballo c’è la Nutella:hanno subitamente la vista dei felini per scrutare nelle tenebre delle credenze; e mani pensili tipo quelle dei ragni per arrampicarsi sugli scaffali degli sgabuzzini, l’olfatto canino – i cani sono superiori a loro –  per scovare la Nutella nei mucchi di marmellate di frutta anonima.

Mentendo sempre: i figli, è inevitabile, scovano la Nutella ma non sempre la mangiano. Infatti, la frustrazione massima dei figli si ha quando scovano il barattolo ma questo è nuovo e sigillato, perché se il figlio lo apre e intacca il barattolo intonso, sarà di certo sputtanato (po’ tanto libera ma pazienza) (eh! Era Nuovo…)

Queste cose dimostrano che il nascondimento dei barattoli di Nutella nuovi da parte di tutte le mamme è fatica sprecata……….

 

 

Ecco….. La  mia traduzione è molto libera ma il senso è questo….

Appunto x coloro ke sanno di latino………… VERGOGNATEVI …….. è praticamente scritta in italiano………… a parte qualcosina…………

Alla vincitrice il Nostro plauso e serto d’alloro ad incoronar poetessa e scrittrice, nonchè traduttrice ufficiale di questi luoghi. A lei va il barattolone di nettare e se le vengono i brufoli, ciccetta e cumulo cellulitico ad est ed ovest del panierino, ….zzi suoi. Sapeva dove parava ed era a conoscenza della gravità delle sue azioni. A sua discolpa l’ormone impellente, la sfrontatezza dei diciottanni e un velo di bastardaggine paterna. :-)))

Questo è tutto per oggi ed è, da stamani alle tre, che sfrango i maroni a tutti i condomini. Chetati o mente vulcanica, prima che chetino te !

Bonne nuit a tout le monde. Good night everybody.  ¡Hasta la noche, siempre !

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici.

Compito di verifica

Cari condomini eccomi, son sopravvissuto. Mi spiace per quanti, spero pochi, che alto, hanno innalzato preci, affinchè il pasto mi fosse fatal ferale. E invece no ! Tiè !

Per questo  e per altri sollazzi, vostri e miei soprattutto eccovi un bel penso (per chi non avesse dimestichezza con il lemma, dicesi penso punzione inflitta dall’insegnate al discepolo, che si è mostrato impreparato, disordinato, negligente, nello svolgere ed attendere allo studio) Bon: ecco a voi per il vostro prossimo trastullo una fondamentale pagina della nostra lingua latina. Non cito la fonte per non offendere ancor più la di lui memoria e inficiare, con aiutini, non dovuti, l’esito della prova. Voi dovrete tradurre il brano, prima in brutta copia e dianzi trasportar lo tutto in bella scrittura, tracciando su carta a mano, lettere in gotico fiammingo. E’ concesso per chi ha mano tremula anche il gotico tedesco. Non è ammesso nessun altro tipo di carattere. Ai più agèe, concedo, per grazia ricevuta e volontà della nazione, un "Bodoni" classico ed essenziale. Non cercate figurine, disegnini o altre scempiaggini. Verrete scacciati e là, vi sarà dolore e stridor di denti. A tal proposito, un amico dentista si è offerto per eventuali consulenze e/o preventivi. Sconti per comitive, militari e over 95enni, accompagnati da almeno un genitore vivente. Ecco il testo che voi dovrete tradurre e consegnare a Noi in tempi brevi, 5 minuti, sufficit.

Nutella omnia divisa est in in partes tres:
Unum: Nutella in vaschetta plasticae
Duum: Nutella in vitreis bicchieribus custodita
Treum: Nutella in magno barattolo (magno barattolo sì, sed melius est si magno Nutella in barattolo).
Nutella piacet omnibus pueris atque puellae sed, si troppa nutella fagocitare, cicciones divenire, cutaneis eructionibus sottostare et brufolos peticellosque supra facie tua stratos formare atque, ipso facto,diarream cacarellamque subitanea venire. Propterea quod familiares, et mamma in particulare, semper Nutella celat in impensabilis locis ut viteant filiis sbafare, come soliti sunt. Sed domanda spontanea nascet:
si mamma contraria est filialis sbafationes, pera nutella comprat et postea celat? Intelligentiore fuisse non comprare manco per nihil…;
sed forse mamma etiam nutella sbafant: celatio altrum non est vendetta trasversalis materna propterea quod ea stessa victima fuit sua volta matris suae. "Sic heri tua mamma Nutella celavit, sic hodie celis filiis tuis".
Sed populum toto cognoscit ingenium puerorum si in ballo Nutellam est: vista felinos similante habent ut scriuteant in tenebris credentiarum; manes prensiles aracnidarum modo ut arrampiceant super scaffalos sgabuzzinarum; olfatto caninum – canibus superior – per Nutellam scovare inter mucchios anonimarum marmellatarum fructarum. Memento semper: filius, inevitabile, Nutella scovat sed non semper magnat. Infactum, fruxtratione maxima filii si habet quando filius scovat barattolum sed hoc barattolus novo atque sigillatos est, propterea quod si filium aprit et intaccat barattolum intonsum, sputtanatus fuisse! (Eh! Erat novus…).

Hoc res demonstrat omnibus mammis nascondimentos novorum barattolorum Nutellae fatica sprecata esse.

Mi raccomando, silenzio e compostezza. Sono ammessi i vocabolari autorizzati dal Ministero della Cultura Popolare dell’ Abkatzia, dal Dipartimento dell’Istruzione della Bassa Turingia e dell’Alta Sassonia. Vietatissimo l’utilizzo del Manuale latino-UngroFinnico-Turcomanno (con testo a fronte in aramaico). Se vi bbbeeccooo, vengo lì col totem del Pazzificio. ‘Tenti, stè ‘Tenti.

 A tutti i solutori del quiss verrà estratto in sorte un barattolone di nettare per brufoli e ciccia sparsa, comprensiva di cellulite (Sti ca….i !)

Fortuna audaces iuvat

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici.

Il rancio

Carissimi condomini

suona il rancio, la zuppa è cotta. Cucina la Leonessa. Se non sentite il passo pesante rimbombare, ricordate che vi ho voluto bene, a tutti quanti.

Non fiori, ma opere qualunque esse siano. Niente cattiverie però ‘ste ‘tenti.

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici

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