CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Verità vò cercando …

Verità vò cercando e chi cerca trova.

Non la verità, quella con la V maiuscola, ma tante piccole verità, che messe insieme la formano. Nella mia ricerca mi sono imbattuto in quella di un blogger "PROSTATA" (OKNotizie – portale Virgilio) che nel "FOGLIO.it" dice la sua verità, l’abiura cioè alla Chiesa Cattolica. Per principi squisitamente morali. Il succo del discorso quel’è : la Chiesa non può moralmente sostiuirsi all’uomo che decide della propria vita. Soprattutto nella decisione della propria morte. L’annosa "quaestio" del testamento biologico. Mons. Betori, dall’alto del suo scranno ha emesso un dicktat "La Chiesa non accetta che l’uomo stabilisca il termine della propria esistenza, quella è nelle mani di Dio". Quindi niente testamento biologico, quindi difesa ad oltranza della vita (Quì interagiscono i dibattiti forti : aborto, eutanasia, disposizione dei prorpi organi, cremazione e via così).

Non sono certo io che ho statura morale, scienza filosofica e teologica tale da reggere un contradditorio con gente che di questi argomenti ne ha fatto ragione di vita.

Però … però alcune considerazioni vanno fatte. La ruota della Chiesa è lenta, ma gira inesorabile. La sua lentezza è tale che le ha permesso di sopravvivere con alterne ed incerte fortune per duemila anni. Ci sarà un motivo. Se rimanesse sempre al passo con i tempi, forse non avremmo delle certezze e la sola fede nel Vangelo, non farebbe troppi proseliti. Modificare un modello morale o la morale "in toto" , in questi tempi di morale incerta, è facilissimo e contemporaneamente no.

Data la lentezza propria della Chiesa, per essa o meglio, per i suoi rappresentanti più di spicco, è giocoforza aggrapparsi alla consuetudine, all’interpretazione dei Padri e dei Dottori della Chiesa (I quali essendo morti da secoli, non possono entrare in contraddittorio e quindi ciò che è scritto, è scritto) ed all’elaborazione di ciò che loro stessi hanno fatto nel corso dei loro studi, della loro vita. In più, chi rappresenta la chiesa, è il solo depositario alla vera interpretazione delle scritture, che sono il palinsesto su cui vive e prospera.

Non è tempo di profeti, o se lo è, la loro voce è confusa dalle migliaia di voci che urlano sempre più forte la giustezza della loro Verità. In fondo se ben guardiamo, se ascoltiamo i discorsi, che percorrono la nostra vita, ci accorgiamo che si parla, si grida, si insulta, ma non si ascolta, non si accoglie, non si analizza. NON c’è tempo. Questo e gli sforzi per accaparrarselo, sono tesi solo a far valere la propria opinione. Quella degli altri è assolutamente ininfluente. Esisto io, al centro dell’universo, sono il perno di questo mondo, sono l’oracolo vivente della Verità. Tu emetti solo suoni inarticolati.

Ora il discorso è tra sordi. Citerò un episodio di vita vissuta. L’altro giorno tornavo a casa e alla fermata del treno sono salite sei ragazzotte, che si sono sedute vicino a me. Bene nei quindici minuti successivi di viaggio,  hanno sviluppato sei, dicasi sei discorsi contemporaneamente. Cosa abbiano capito per me è un mistero. Discorsi composti da "Cioè lui… , cioè lei…, lo shopping, quella str…., il prof è una m…." con una velocità e un grado di schizzofrenia inusitati. Quando finalmente sono arrivato e sceso alla mia fermate, ho ringraziato tutto e tutti perchè oramai ero così instupidito,da quel torrente di parole, tanto qunto mi fossi fatto una canna di qualunque cosa.

Il fattore umano è la variabile di cui non si tiene conto. Leggo, studio, penso, medito e popi parlo. Più grande,o meglio,più è in vista la mia posizione e nell’età della comunicazione, dell’immagine, dell’apparire, dell’avere; più avranno risonanza le mie parole che senza pudore potrò affermare che quanto scrivo, penso, medito è la Verità e soprattutto la Verità del gruppo a cui appartengo, e questo gruppo è il solo vero depositario della Verità.

Il gioco è fatto, se poi mettiamo in campo che questo gruppo è presente capillarmente nel tessuto sociale e la società ha scritto nelle sue leggi che questo gruppo rappresenta ufficialmente il sentimento religioso della popolazione, allora tutto è di conseguenza.

La laicità dello Stato, viene ad essere messa in discussione, proprio sui temi morali. La morale indica la strada, ma è il diritto che la deve percorrere in tutti i sensi. Delimitandone i confini , dandone struttura, rendendola agevole a tutti, stabilendo chi e dove si possono compiere manovre ed in quali limiti.

Partendo dall’assunto che l’uomo è un essere libero, e nella libertà c’è la consapevolezza di se, allora questi può e deve compiere scelte per se e attraverso il diritto anche per gli altri. Ben inteso il diritto è il sunto del confronto delle libertà individuali. L’uomo si associa per vivere in comunità. Il legame sociale è nel DNA umano. Se vivi al di fuori della società e dalle regole (Giuste o sbagliate che siano) che ne regolano i flussi, compi una libera scelta, perchè fai agire a pieno il tuo libero arbitrio.  (per chi non è evoluzionista) Dio ti ha creato, ma ti ha dotato del libero arbitrio. Poi credere in lui, puoi negarlo. Adamo poteva anche non mangiare del frutto dell’Eden. Era liberissimo di farlo. L’ha mangiato consapevole della sua azione. Non credo ad un Dio generatore di esseri idioti, perchè se così fosse, il lupo pascerebbe con l’agnello e il leone dormirebbe con la pecora. Ma non è così.

Quindi libero/a, liberissimo/a "PROSTATA" di abiurare la Chiesa e condannarne le esternazioni, che secondo il suo parere violano la morale (quella con la M maiuscola). Libero mons. Betori di dire quel che ha detto (Anche se come ombrello difensivo, tira in ballo l’intero condominio). Libero io di mostrare perplessità sull’una ed altra posizione.

Piccola nota a chiusa. L’articolo è molto interessante e ben scritto, nulla di farneticante,ma preciso ed in buon italiano, cosa preziosa al giorno d’oggi. Il mio è un invito alla lettura.

Io ho detto la mia adesso a voi cari visitatori.

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici.

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