CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

L’incontenibile esigenza dell’esserci.

Cari condomini, ormai ci conosciamo, poco forse, ma un minimo sì.

Sono un vagabondo nel condominio. Cerco le stanze, mi fermo, osservo, penso a volte lascio un messaggio. Non so se anche voi, quando eravate nuovi del luogo, seguivate lo stesso iter e se avete avuto anche voi il sentore che la presenza femminile, supera di gran lunga quella maschile. Perchè? Qualcuno si chiederà << Eh allora? Sentiamo questo impulso di censire uomine e donne ? Necesset, oportet, cui prodest? >>. Semplice considerazione, che però da la stura a qualche pensiero sul fatto.

La presenza femminile è maggiore. Forse per una insostenibile ed urgente bisogno di esistere ? La donna oggi , e non millanto di essere un sociologo, però vivendo in questo mondo mi dò d’intorno; la donna, dicevo è plurimpegnata. Lavoro, casa, figli, uomo, donna , tutto ciò in base alla navigazione intrapresa. Per cui ci si domanda, anzi si domanda  << E per me ?? Cosa rimane per me ?? >>.

Una volta adempiuto, più o meno gioiosamente ai doveri coniugali (Non apriamo quella porta !!), sfamati vestiti, calzati i figli ed lasciati a: scuola, danza, calcio, pianoforte ed altri diecimila impegni, dopo 7/8 ore di lavoro (Sbarriamo quella porta !!), dato accudienza ai suoi di lei, ai suoi di lui, alle amiche, conoscenti, parenti vari od occasionali, sistemata la casa, lavato, cucinato, stirato etc … etc … che tempo ha per lei ? Dando un’occhiata sommaria : da 1 a 10, – N elevato ad n.

Allora il blog, questa stanza segreta, virtuale, lontana nello spazio, fuori di noi, diventa un’occasione per rientrare in se. E’ un diario, quel curioso quaderno d’antan, arricchito di foto, disegni, dediche, ma soprattutto del proprio io profondo. Potevano, o lo possono tuttora per qualcuna/o di voi essere pagine di assurdità, di lepidezze, pensieri profondi, lacrime amare, gioie inenarrabili. Eppure, oppure il virtuale ha aggiunto un "quid" in più. Nella rete la tua voce, unica nel suo genere, diventa confusa tra le altre,ma da altri ricercata. In un modo speciale. Tu, nuda/o davanti alla tastiera riveli la parte segreta del tuo io. Coperta/o dal segreto di un nik, liberi la tua fantasia, le tue emozioni profonde, le tue pulsioni, vizi e/o lordure più segrete. Nessuno potrà sapere chi sei, nessuno conoscerà la tua faccia,per un attimo sei libera/o. Potrai scrivere di lui/lei, di figli, dei tuoi e dei suoi parenti,amici,colleghi tutto ciò che vuoi in positivo ed in negativo.

Hai l’alibi del nik, la cassaforte della passw. Per un attimo hai chiuso gli altri dal tuo mondo. E’ soltanto tuo e lì che diventi veramente te stessa/o. Ma nel contempo hai l’ardire di aprirti agli altri. Ai vari sconosciuti che passano e guardano nella tua stanza e possono emettere pareri, che avranno il sapore di giudizi, sentenze o semplici commenti ad una frase, un’espressione che tu hai usato.

E’ vero, verrà considerato solo quello. Forse, in un primo momento, ma la tua presenza costante, permetterà a chi è interessato, di scoprire pian piano chi sei e darti anche indirettamente risposte che cercavi, domande che non riuscivi compiutamente a porti. La stanza diventa uno sfogo e una palestra di vita.

Occorre prenderla per cos’è. Un luogo di esercizio e di sfogo, di sogni ed anche irriverenti pensieri. Non è la vita reale, è quello che uno vorrebbe essere e allora lo racconta a se stesso, agli altri, a nessuno. Ma almeno l’ha raccontato. Giustifica uno sforzo. Quello a volte di trovarsi, di non permettersi il lusso di perdersi definitivamente, anche nei gorghi di un male oscuro.

Le donne questo lo hanno ben capito e frequentandole, mi accorgo che dettano altri tempi. Hanno una visione più a tutto tondo. Si mettono in gioco di più. Sono più attente ai sentimenti e non si peritano di nascondere i propri desideri. In alcune stanze ho scoperto mondi che mai più avrei immaginato. Avrei visto di  più la mano dell’uomo, ma una donna che arreda la stanza con pensieri, fantasie sulla propria vita sessuale e  io credo vere e sincere, quelle parole, quegli argomenti, mi ha lasciato, come basito. Anche lei ha avuto chiaro il concetto di "regole d’ingaggio". Le ha esplicitate senza giri di parole. Così è !!! In questo caso, se fosse stata la stanza di un uomo, bhe ci sarebbe stato del grasso. Ci conosciamo noi uomini, non avremmo lasciato niente al caso, in parole ed esempi; però la nostra visione delle cose, è molto meno sfumata di quella di una donna. 

Sarranno questi tra le altre, che non mi permetto di elencare, ha già abbastanza annoiato, le cose per cui le donne hanno più stanze in questo condominio?

O forse perchè il sentimento è appannaggio della donna ? Il cercare, lo scavare dentro, raffinarlo, sublimarlo è tipico dell’altra metà del cielo. O noi ometti preferiamo la triade (im)perfetta sport, donne, motori e non ci si complichi di più la vita ?

Questo è quanto. Non sufficit, verum est. (Il latino l’ho quasi esaurito, contenti !!) però anch’io ho avvertito l’urgenza di queste parole.

Le "regole d’ingaggio" le conoscete, le ho già illustrate. La settimana per me è pesante, mi raccomando.

Alla prossima, cari condomini

Noi quelli del ’54 non lasciamo indietro gli amici

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8 pensieri su “L’incontenibile esigenza dell’esserci.

  1. RedPasion in ha detto:

    ti intimo di non togliere questo straordinario topic…
    se non prima lo rileggo almeno altre tre volte…

    cioè NON AGGIORNARE LA PAGINA!
    UFFA!

    è un bel pezzo…merita attenzione riflessione…ecc…

  2. RedPasion in ha detto:

    le donne hanno più stanze…
    1. perchè nella realtà hanno molte più stanze vuote da “affittare”;
    2. perchè hanno meno paura degli uomini a guardarsi dentro e ad esporsi;
    3. perchè hanno meno paura di guardare dentro agli altri, in genere.

  3. RedPasion in ha detto:

    complimenti ancora per il topic…

    ah, se puoi…
    togli una S al mio link…

    mi vanto di essere Pasionaria…
    e non Passionaria…

  4. beaticomerane in ha detto:

    concordo con red. ma non solo il topic è interessante, penso che sia anche ben trattato.
    non ho mai fatto questa riflessione, già passo da suffragetta, mi ci manca solo questa.
    penso che il meccanismo sia lo stesso delle amicizie maschili e amicizie femminili. (sempre generalizzando).
    le donne tra loro si confidano di più. gli uomini fanno i compagnoni. perciò, quando le amicizie s’incrinano, tendiamo ad essere più cattive, perché sappiamo dove colpire per far male.

    solo una nota, bazzicando i blog da anni, posso dirti, come già detto da red, che forse molte di noi mettono una parte molto profonda di sè qui. l’angolino riservato. il fatto è che noi non siamo quello. siamo la somma, o, nei casi più fortunati, la sinergia di questo e quello. sarebbe riduttivo prendere per vera solo una parte di noi.
    tra l’altro io non ho celato granché della mia vita reale. chi mi frequenta sa che faccia ho, sa perfino come e se mi depilo. ma credo di essere un caso a parte in questo (e sì, ne faccio un vanto).
    perciò mi sono esposta moltissimo.

    in anni però, in cui mi son messa a nudo, devo dire che ho sperato in comprensione e accettazione. devo dire che questo è successo, e ne son felice. soprattutto con altre donne (e red ne fa parte), e con rarissimi uomini. per lo più maturi (e non necessariamente per una questione anagrafica).
    moltissimi hanno usato tutto questo per la tendenza a fare gli psicologi e per cercare di ferire, per quella meschina tendenza di emergere affondando gli altri e non per le proprie qualità.

    poi io e red sappiamo bene che abbiamo dovuto lottare con altre prime donne (e non erano sempre donne). ma le prime donne nelle nostre stanze dobbiamo essere noi. è un imperativo. se talora abbiamo concesso, era per comprensione di questo bisogno, per pietà talvolta, o perché la cosa era fatta con talmente raffinatezza e garbo che ci è piaciuta.

    in molti casi abbia tolto, (censurato, sei vuoi, visto che va tanto di moda) ed escluso. e siamo state tacciate di autoritarismo per questo.
    parlo per me, ma a casa mia sì, son padrona io. e se non ti pulisci le scarpe prima di entrare, ti sbatto fuori.

    mi scuso. ho scritto un post qui da te, perché da me non ho più voglia di scrivere nulla di ‘serio’.
    quello che è cambiato non è stata solo l’esperienza, o lo stimolo. quello che è cambiato è che la mia vita, come tu ben scrivi, è molto ‘piena’ e, dopo anni, la condivido privatamente con i miei affetti reali e quei 4 gatti che meritano in questo circolo splinderiano.

    mi scuso per l’invadenza, ma lei è molto ospitale.

  5. Brigitt in ha detto:

    la maggior parte delle donne che leggo nei blog non sono sposate o comprensive di figliame.
    ma forse è solo un caso.
    ritengo che i motivi principali non siano quelli relativi al “tempo per me”, ma quelli esposti ai punti 2 e 3 del commento di Red.
    è la prima cosa che ho pensato leggendo il tuo post e l’ho trovata nel suo commento.
    forse si avvicina alla verità?

  6. beaticomerane in ha detto:

    brigitt, ho una collega che si diletta di fare un po’ di studi ‘sociologici’ sui blog.
    non hai idea di quanti blog di donne sposate e con figli ci sono. semplicemente noi si capita in quelli che ci sono più confacenti e in cui più ci ritroviamo, credo.

  7. capehorn in ha detto:

    Queste donne, stupende creature, che osservano, pensano, ordinano con spirito lieve, quasi connaturato.
    Vi ringrazio, tutte quante, di ciò che avete scritto. Oggi non è una bella giornata per me. Lasciate che il vento mi passi un po’ addosso. Mi vine una sola considerazione e prendetela così, tra il gioco e l’ironia, tra il serio e il faceto.
    “Guaglio’, che vi siete persi !!”
    Con sincero affetto a tutte Voi.
    CapeH

  8. capehorn in ha detto:

    “Guaglio’ che vi siete persi”.
    ?????????
    Seguirà spegazia.
    CapeH

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