CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Al PISELLON FUGGIASCO Locanda con Camere ed uso di stallaggio

Cari ospiti, oggi mi sarei dedicato volentieri al vagabondaggio, per questi lunghi corridoi di casa Splinder. Poi, con il rientro di Artemisia e il suo sfogo, su come viene interpretato il senso dell’amicizia e di come, con poche parole via sms, questo sentimento da gioioso, possa essudare acrimonia e, sapendo come io sia fumino e malmostoso, improvvisamente mi occorre l’urgenza di sfogarmi.

Tanto perchè, mi è stata toccata Artemisia e la cosa è meglio che nessuno faccia, perchè passare trentanni in galera,non mi disturba affatto, ma il fatto che sia giunta a casa, dopo ore difficili, passate accanto ad una madre,che lei ama e che vede giorno dopo giorno perdersi nel pozzo di una malattia che estranea dal se e dagli altri e per questo motivo ne soffre e di riflesso anche noi ne soffriamo. 

E’ ben vero che Lei sa ribattere colpo su colpo e le risposte, ferme e ponderate, Le ha fornite alla meglio, però il vostro vagabondo si è leggermente incupito ed è ritornato ad un pensiero, che balzano, gli ha attraversato la mente questa mattina.

Vi dirò avrei voluto aprire un’altra stanza, e l’avrei fatta,non so come, per tutti voi, cari ospiti. La vorrei chiamare:

 "AL PISELLON FUGGIASCO"  

 Locanda con Camere ed uso di stallaggio.

Alla maniera di quelle locande che si trovavano una volta, nelle nostre terra, che davano ospitalità a viandanti ed erano il punto centrale o uno di quelli, che catalizzavano la vita di ogni borgo.

Con camino di canto, il lucido tavolo di zinco, tavolini di marmo e di legno robusto. Sedie impagliate e panche ove trovar riposo. La cucina, odorosa di profumi usuali, semplice e confezionata con affetto ed amor proprio. Piatti semplici che nonne e mamme a tutti noi hanno insegnato o che abbiamo visto preparare ed in ogni caso mangiato. Poi vino schietto, pulito, di uva. Quello delle mie colline, ma se qualcuno vuol portarlo da casa e farlo assaggiare, ben venga, non sono io quell’oste che rifiuta e sdegna.

Sì un luogo d’incontri ove ciascuno può lasciare memoria di se. Non esisterebbe, o si potrebbe anche trovare, un tema preciso per le chiacchierate. Ciascuno arriva e porta la sua urgenza. Un luogo libero, con semplici regole da rispettare nel quale, tra un bicchier di vino, due castagne ed una fetta di polenta o un boccone di crostata di mele, uno possa dire la sua.

Tra amici.

Già l’amicizia, quì cominciano le dolenti note. A qualcuno oggi è venuta l’orticaria, nel sentir dire quella parola. Al sottoscritto ad esempio.

Se sei in attrito con un amico, o comunque con una persona che si è dimostrata tale, per i gesti e per le parole che ha avuto nei tuoi riguardi, non credo che tu debba sbatterle in faccia ciò che tu reputi un fatto grave ed inammissibile, da te perpetrato, secondo lui.

Mi spego meglio, se vengo ricoverato in ospedale e tu caro amico, mi dici che non sai se potrai venire a trovarmi perchè le tue condizioni famigliari sono di freno, e mi telefoni quando sono stato dimesso, offrendoti di venirmi a trovare, bhè sinceramente, non posso scriverti parole che ti possano ferire.

Non posso sbatterti in faccia il fatto che tu non ti sia fatto vedere, quand’anche tu mi avevi avvisato e pendente il mio ricovero, ti sei ingegnato di farmi avere tue notizie, da chi di certo sarebbe venuto a trovarmi.

E anche se si fosse dato il caso che durante il ricovero, nella tua famiglia le condizioni di un tuo famigliare necessitassero della tua presenza, costante ma discontinua, non credo che tu, amico mio, ti senta in dovere di far sapere a cani e porci della malattia e del decorso, di quel tuo famigliare. Son cose tue, private e personali. Anche se  mi giungessero alle orecchie notizie opposte, perchè non dovrei credere a te, che hai vissuto personalmente la vicenda, la quale è per te scusante .

Potrei dire che ne son dispiaciuto, del fatto che tu non mi sia venuto a trovare, potrei anche storcere il naso e creder risibile la tua scusa, ma di fronte alla salute di un tuo parente stretto, le riserve son neve al sole.

E per dirti tutto ciò non credo di dover usare il sarcasmo che si usa per le persone, che amici si son rivelati solo di facciata. Non credo che la risposta dovuta debba essere perfusa di distacco, piccata. Potrei ribadire di esser dispiaciuto, di aver un filo di amaro in bocca. Questo direi se son veramente amico. Invece le parole usate, il tono, mi hanno disvelato che l’amicizia, è luogo lontano e di molto.

Per questo sono restio ad aprire la locanda con camere ed uso di stallaggio.

So benissimo, cari ospiti che non siete voi il problema a contesa. Non siate prevenuti o permalosi, però volevo solo stuzzicarvi.

L’idea di una Locanda è fattibile ? E’ un’idea che piace ed è condivisa?

O è solo la fola novembrina di uno che ha avuto un’attacco d’orticaria e tra il detto e il non detto parla e sparlicchia di un nobile sentimento ?

Io presento la faccia e dico che si può fare. Che "IL PISELLON FUGGIASCO"  detto tra noi può essere un’occasione in più per ritrovarsi. Anche per chi ha difficoltà, per innumeri motivi. Potrà esser luogo di profonde meditazioni, ma anche di sano cazzeggio elevato ad arte, perchè in fondo un po’ tutti lo siamo.

A chi sarebbe venuto di chiamare una Locanda "IL PISELLON FUGGIASCO" se non ad uno che millanta d’esserlo. Almeno con le parole.

Fatemi sapere e dell’idea e perchè no anche dell’amicizia.

Vi saluto cari ospiti, a presto.

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9 pensieri su “Al PISELLON FUGGIASCO Locanda con Camere ed uso di stallaggio

  1. Morfea77 in ha detto:

    [io odio le persone…così…dunque sai la mia idea]

  2. capehorn in ha detto:

    Telegrafica. Ne prendo atto
    Capeh

  3. anneheche in ha detto:

    A me l’idea della locanda piace. Riguardo al resto, non ho molti elementi di giudizio, ma mi sento di concordare con quanto hai scritto.

  4. capehorn in ha detto:

    Grazie. Direi uno pari palla al centro.
    CapeH

  5. dormisepolto in ha detto:

    Lucia l’ho ri-incontrata per caso ieri. Noi, clienti di un negozio di abbigliamento, Lei cassiera del negozio.
    “Lucia”, dico sorridendo quando mi presenta il conto, “ti ricordi di me?”
    Mi guarda negli occhi. Repentinamente li distoglie e li porta a fare quello per cui sono allenati.
    “Sì”, risponde “ma ho un vago ricordo”.
    Le ricordo l’esperienza lavorativa trascorsa insieme in un grande magazzino di abbigliamento sportivo della zona (“trovati un lavoro, non ho più intenzione di mantenerti e non lavorerai nelle nostre attività” disse mio Padre 15 anni fa appena terminato il servizio militare. Ed io, che sono sempre stato orgoglioso, lo trovai: venditore di sci e scarponi da sci pur non sapendo sciare; ed ero bravo, eccome se lo ero).
    Io mi ricordo di Te, Lucia; come di tutti quelli che ho incontrato. E’ la mia dannazione e la mia gioia. Quando venivo in magazzino a caricare, tu eri sempre lì, al computer per l’inventario, china su quello schermo; da sola, al freddo, chiusa nel tuo piumino e nei tuoi pensieri. Eri bella, e lo sei ancora. I tuoi occhi, però, non hanno quel sorriso di allora, quell’alba di speranza. Eri fidanzata con il figlio di un grosso albergatore; tu, ragazza umile ma bella. Lui, bello e dannato dalla droga. Era il tuo cruccio, il tuo miele, la tua speranza; chiusa in quel piumino, in quel magazzino.
    Non mi sono mai pentito di averti difesa quel giorno. Fu spontaneo e mai vi fu interesse. Tu fosti licenziata per invidia e per ripicca, io non potei più sopportare la mercificazione di Donne succube di un maiale.

    Quando stavamo uscendo da quel negozio (son passati 15 anni che non ti vedevo e non ti sentivo) hai alzato lo sguardo da quei soldi.
    Mi ha guardato, mi hai sorriso.
    Il tempo cancella tutto. Ma io, le orme, ce l’ho tutte dentro.

    Sì, l’Amicizia ha il sapore del vino… ma quello schietto.
    Per le tue cose private, non posso che augurarVi pace.
    Ciao, Carlo. Un saluto a Te ed ai tuoi Ospiti.
    Scusatemi

  6. capehorn in ha detto:

    Una pagina di tenerezza. Grazie Dormis, righe di amicizia e per me e per lei.
    Devo dedurre un 2 a 1, oppure riapassiamo l’azione alla moviola?
    “Il dubbio del Lunedì”
    CapeH

  7. CharlieManson78 in ha detto:

    Bof…a Lanzarotene ho trovata una che si chiamava “El Remedios”… e non che fosse proprio una posto che consiglierei…

    charlie

  8. RedPasion in ha detto:

    L’AMICIZIA…
    è il risultatodi tanti sacrifici
    di tanta crescita insieme
    di tolleranza e di sopportazione…
    e di voglia di condivisione…

    bene rarissimo…

  9. capehorn in ha detto:

    Credo che dovrò riconsiderare il progetto. Attendo !
    CapeH

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