CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Libri (Parliamo di ) – Parte I°

Cari ospiti, oggi parliamo di libri, iniziando da un doveroso ringraziamento.

Doveroso nei confronti di una delle tante abitanti di questo quartiere, che , avendo pubblicato un libro, mi ha solleticato la voglia di leggerlo.

La voglio ringraziare per la sua onestà intellettuale, con la quale, evitando la facile stesura di un poderoso trattato di sociologia, di cui pavoneggiarsi in tavole rotonde, tra esimi colleghi in polpe mentali, utilizzando un linguaggio iniziatico; ha scritto invece un veloce e succulento libro che stà tra un "Bignami" di psicologia e "Alice nel paese delle meraviglie".

Scritto in buon italiano, con giustezza di congiuntivi, cosa rara di questi tempi e trasparendo lo stupore di Alice, nel confrontarsi con quei personaggi invero reali, che della loro vita fanno l’assurdo e trasferiscono questo con una disarmante semplicità nel quotidiano, lei riesce ad entrare in questo mondo, trovando il modo e maniera di non farsene travolgere.

La voglio ringraziare perchè ha dato corpo e spessore ad una professione, ahimè negletta e mal considerata socialmente. Ricordo mia madre, che donna d’altri tempi, mi diceva che esistono due commesse: la "porgitrice", che  tenta o con  l’ipnosi la cliente, nella speranza che compri quello che lei vuole, il capo che per primo le offre, disinteressandosi dei desideri altrui, o armata d’indifferenza, d’accidia, di chi è lì per caso ed è già buono che presti un minimo di attenzione alle richieste della/del cliente.

Poi c’è la "vendeuse", la commessa tetragona, che con sguado materno, alle tue più imbarazzanti richieste, non batte ciglio, anzi fa trasparire, come in un lampo, ma chiaramente nel suo sguardo, che ciò che sente, per te meraviglioso e strano, lei lo ha già udito ed ha soddisfatto quella voglia.

Con abile dottrina, basata sui fatti e non su fole estemporanee, riesce a guidare la/il cliente e a dimostrargli che ha torto, solleticando quell’Io strabordante saccenza, a tal punto che la/il cliente crede fermamente che l’acquisto era quello e non certo quell’altro con cui era entrata/o in precedenza.

Tutto ciò con sorriso materno, rassicurante.

La voglio ringraziare perchè ho riveduto il mio approccio da cliente.

Per noi ometti, forse è più semplice l’acquisto di un capo, un accessorio. Rimaniamo impuniti nell’accostare colori improbabili, materiali antitetici, in un guazzabuglio nel quale ci troviamo in buon agio.

E’ vero che non siam tutti così, meno male che il buon gusto, per arcano sortilegio, è stato distribuito, anche tra i maschietti e quindi, ci si potrebbe trovare davanti un qualcuno che cerca "un sopra" che stia bene con "un  sotto".

La ringrazio perchè da domani, guarderò con occhio più indulgente, quella donna, che ti accoglie con un sorriso e pazientemente ti guida attraverso colori,materiali fogge, le più strane, ma anche le più usuali e con tatto ti consiglia, ma soprattutto ti chiede di ascoltarla ed anche bene.

Se quel sopra lo fanno solo in seta e in color nero, ascolta la santa donna, non chiederlo in lana cotta, color pervinca o in shantung, chartreuse.

Fanne una ragione di vita, tua e di chi ti ha accolto.

Vedere una dramma di Jonesco, può essere anche divertente, viverlo, ogni volta che si apre la porta del negozio, alla fine è un incubo.

Grazie MariaFrancesca, di questo e di altro, che ora mi sfugge, che forse sono solo parole di circostanza.

Quelle sopra no, vengono dal cuore e dalla mente di chi ha onestà di voler cambiare , anche se piccola, una sua abitudine.

Non è poco, ma può essere molto, l’inizio di qualcosa di nuovo per me.

Che sia un sotto che di abbina a un sopra ? Me lo fa vedere ? Posso provarlo ?

Noi, quelli del’54

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2 pensieri su “Libri (Parliamo di ) – Parte I°

  1. Meriterò davvero tutti questi complimenti?
    Grazie, grazie di cuore.
    Francesca

  2. Se te li ho fatti, prendili e sii felice.
    CapeH

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