CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “gennaio, 2009”

Leggasi di un altro stupore

Cari ospiti, compagni e sodali le delle mie scorribande internettiane, in questo giorno, sì tristo e bigio, fatto di nebbia lattea,umida e fredda, vi propongo due episodi dell’ esitenza terrena, che mi tocca vivere, di questi tempi. Ora, voi mi insegnate, che il sabato mattina è dedicato agli approvvigionamenti famigliari. La credenza langue, dell’assenza di basilari fonti di sostentamento. Cogliamo quindi l’occasione, la mia Artemisia e il sottoscritto, per arricchire le salmerie e allo scopo di predere i classici due pennuti con un fava sola, accompagnamo alle fatiche scolastiche la Leonessa. Sveglia alle 6 e 45 partenza alle 7 e 30, ore 8 centro commerciale, per un parco ed avveduto rifornimento della cambusa. Rientro a casa dopo varie peripezie, e sistemazione delle provviste. A questo punto interviene nello stivaggio colui, che di questa abilità ne ha fatto scienza ed insegnamento: il Liga. Il quale, perfido ed infingardo ammasso di peli, si piazza sul tavolo e dopo aver ricevuto, la normale dose di attenzioni, strofinamenti pelici, grattatine sulla testa, alle quali, nessuno della famiglia può sottrarsi, se non vuole essere simpaticamente masticato, ovunque e comunque. Espletate le formalità di rito e rifornitolo di latte, tanto che l’U.E ha immediatamente telefonato, congratulandosi e auspicando ulteriori  e più facondi consumi, mi appresto all’immagazzinamento, quando il Liga, in un impeto di giovinezza e di altruismo, ancorchè gratuito, decide che è giunto il momento di dirigere i lavori e ripiazzatosi in mezzo alle vivande, da inizio al suo particolare incarico. A quelle fatte, di norma la mia empatianei confronti di chiunque, umano o animale che sia, è simile a quella di un caimano, cui un ascesso dentale, fa nascere in esso pensieri di morte e distruzione. Lo fisso, adunque e simpaticamente gli sibilo un : – Fora di ball, gatto!! – Il fellone mi ignora, anzi si bulla, trastullandosi con una scatoletta. Incalzo : -Miicciooo !! – Facciaditonno, drizza le orecchie, accenna ad una fuga in avanti, s’impietrisce e repentino con un dietrofront, saetta dalla parte opposta. Ma tanta è stata la foga, da non avvedersi che, aperto dinnanzi a lui, si palesava la vorace bocca di un sacchetto, ormai vuoto. L‘incauto si lanciava all’interno, spinto dal moto bachiano della fuga e rovinosamente precipitava sul pavimento. Subitaneo mi sorgeva al labbro la parola : – Fesso d’un gatto ! – Quello invece si aggrovigliava nel sacchetto e iniziava così una lotta tra Lui, furente e soffiante e il novello sudario, avvolgente e scricchiolante; alla fine il furente ne sortiva da quell’incomoda e per lui indecorosa situazione e con 4 balzi si rifugiava sulle scale che portano alla zona notte. Scuoto la testa mi mi appresto a terminare lo stivaggio, quando il felino, non contento, anzi più attizzato dalla dubbia figura testè fatta, ritorna alla carica, questa volta attratto dalle arance dell’A.I.R.C., che la mia Artemisia, non dimentica mai di acquistare. Il miciolante ne trova una, sola e abbandonata sul tavolo e per trarne piacere e diletto, inizia con le zampe una schermaglia, che porta l’agrume a rotolare sul pavimento. Non posso esimermi dal regalrgli un: – Gatto balengo, smettila – quando lui in piena spinta offensiva fa correre il novello palllone ed inizia a giocare come un flanker degli AllBlacks. Capehorn non si tira indietro e schiera la prima linea pilone – trallonatore – pilone. L’infido tenta un drop, facile presa, per il vecchio squalo, che vi sta novellando, ma l’ ammasso di peli e miagolii, non contento si lancia sull’agrume, ma più che altro sulla mia mano e con giovile trasporto me la sgranocchia, artigliandomi, per sovrapprezzo, con gli unghioli, l’avambraccio, a ciò di non perdere la presa. L’arbitro fischia e il Liga viene allontanato dal campo da gioco, con una energica scrollata, sulla fredda erba del giardinetto dietro casa e così dolcemente redarguito :- Bastard d’ in bastard !! – Lui fugge saltellon saltelloni. Più tardi verrà ad elemosinare al desco, con fare mansueto e ….. mellifuo. Ah, ti conosco mascherina.

Nel pomeriggio, dopo aver portato la Leonessa a scuola guida, ella si ricorda che la di lei genitrice ha portato a casa delle uova, come evidente segno di desiderio. Che ella cioè, s’impegni nella produzione di una leccornia cha va sotto il nome di Torta del sabato che quando è pronta, via da sotto che non c’è ne per nessuno. Infatti domani sera al più tardi lunedì nel pomeriggio, non resteranno se non qualche briciola, sempre che il Liga non passi per l’assaggio organolettico. Colloquio, che è prologo alla scena successiva del pomeriggio:

Leonessa: – Allora hai portato le uova, faccio la torta; come la vuoi ?

Artemisia, la mia: – Fammela con il limone! –

Leonessa: – Ci metto le arance ? –

Artemisia, la mia: – Il limone non vuol dire che devi metere le arance ! –

Leonessa : – Allora la faccio al limone ! –

Invoco l’afasia permanente e continua.

Pomeriggio, di ritorno dalla lezione di guida

Leonessa :- Dove sono i limoni ? – Io:- Nel frigorifero – Leonessa, apre e chiude in 3 nanosecondi lo sportello del frigorifero e pronuncia la frase, che meglio sa compitare con un senso compiuto: – Non ci sono !! – e prende il telefono.

Paziente guardo nel frigorifero, questa volta è vero non ci sono limoni, dimenticati negli acquisti mattutini.

Leonessa: – Mà, niente limoni, uso le arance, va bene ? –

Artemisia, la mia: – Impossibile guarda, bene, anzi no, meglio !! –

Leonessa: – Ha guardato papà ! Uso le arance  allora !! –

A questo punto intervengo prima che lo faccia l’ONU: – Sì non ci sono , li abbiamo dimenticati ! –

Artemiasia, la mia: – Bene usa pure i limoni, perchè mi hai telefonato, se avevamo già un’accordo ? –

Il gatto è sul tavolo e mi fissa.

Io penso con una certa apprensione e sconforto maggiore: Perchè io? Quì ? Adesso ?

Noi, quelli del ’54

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Ordinaria cittadinanza

Cari ospiti, avete mai avuto fretta !! Ma fretta, fretta ! Di quelle, che vorresti che fosse già finito tutto. Bhè oggi pomeriggio, avevo fretta, ma frettafretta. Devo passare al bancomat, perche devo fare gasolio, poi alcune commissioni e i contanti servono e poi, e poi ho fretta. Arrivo davanti al bancomat; occupato da un tizio che sta facendo diecimila operazioni. Spinge pulsanti, digita psw e poi schiaccia tasti e ritorna a digitare psw e intanto profferisce oscure parole, gesticola e ritorna a digitare psw. Poi improvvisamente si blocca e comincia a fissare lo schermo del bancomat con uno sguardo fisso, ipnotizzato da quel lucore verdognolo. Alzo lo sguardo in cielo e spero che da quello squarcio tra la nuvolaglia grigia, che fa intravedere un fazzoletto d’azzurro, esca una saetta, una sola ma precisa ! Vicino a me un signore distinto, che presumo abbia fretta come me, ma per diverso motivo. Nelle mani tiene un bastone, di quelli con l’impugnatura anatomica. Lo vedo che fatica sulle gambe; anche se pur con un’età avanzata, si mantiene dritto, lo sguardo limpido, di chi ha attraversato le stagioni e quelle non l’han piegato. Il suo sguardo più il tempo passa, più si corrusca e il nervosismo, il suo ed il mio, cresce. Ci guardiamo e ci capiamo. Son già pronto a zappare simpaticamente le adenoidi al ravanatore compulsivo del bancomat, giusto quel tanto, che dopo possa respirare meglio e, irrorare vieppiù le anse cerebrali. Il signore accanto lo vedo farsi lievemente paonazzo e capisco in un attimo che con il bastone proverebbe una gioia immensa a devastare il ravanatore e più propriamente i luoghi fisici, i di lui, più cari. Finalmete Lui, si scuote dalla momentanea (dubito) letargia che lo aveva colpito e guardandoci con con occhi tra lo spento o per le troppe canne o per il troppo fissare lo schermo del bancomat si allontana, strascicando i passi. Faccio passare avanti il signore distinto. Quegli, scuotendo la testa, mi sussurra: – Vada lei, c’era prima. –  Scuoto la testa con forza e con un sorriso lo invito e quasi a malincuore, lui accetta. Pochi minuti il tempo della digitazione, ritira i soldi e la ricevuta e con passo leggermete claudicante, ma con la schiena dritta se ne va. Non senza far mossa di togliersi il cappello a mo’ di saluto. Cose di altri tempi.

Però mi son domandato, ma perchè ci sono in giro  tanti imbecilli a piede libero e pochi uomini, ?

Noi, quelli del ’54

Si noti che :

Cari ospiti, in questi giorni mi sono stati attribuiti simpatici soprannomi, e lo dico con il cuore e non con un sorrisino stirato tipico. Tra essi sbaruacione, discolo e pesante. Quest’ultimo più come appunto, bonario e gioioso, com’è nello spirito di chi ma l’ha scritto. Non per questo quelli prima erano  di tono offensivo, oppure volevano rimarcare difetti, che all’apparenza non dovrei più avere, ma che in sostanza ho e di essi ne rido, come ne ha riso chi mi ha apostrofato così. Il fatto della poca leggerezza, bhè questo mi ha fatto spuntare un sorriso sardonico. Che invero non so nè come sia e nè cosa sia, ma la parola stessa, sardonico, mi affascina e la uso, propriamente o meno. Se non piace o disturba, la si salti.

Ora con l’alito che odora di fanfole, leggere che san di primavera, rispondo che la lievità nell’affrontare certoi argomenti mi vien difficile. E’ vero che si può parlar di tutto, fuori e dentro metafora, però questa volta l’indignazione, sentimento che ancora mi appartiene, l’ho dovuta esternare. Il detto: " Va tutto bene, signora la marchesa !" ; chi vuole propinarcelo, lo eviti soprattutto per quanto riguarda certe cose, anzi lo eviti del tutto e pur pesante che sia, parli della realtà in termini seri, senza enfatizzarene l’angoscia, nè esaltarene la bontà.

Io ho capito ed apprezzato l’ironia del contrappunto: sii lieve, non è vero che son storie bruttissime di cui è bene parlare poco e confusamente, son storie e basta.

Son storie e basta? Allora alla prossima storia, la prossima indignazione sarà grondante di acido prussico, ciò perchè l’indignazione mia e di qualcun altro, che per ragioni di riservatezza non sto a citare; l’indignazione dicevo è differente, in quanto in stretta realzione con l’ovalità dei nostri tempi.

Mi raccomando, siate lievissimi e ripassate la tavola degli elementi chimici. Potrei interrogarvi.

Noi,quelli del ’54

Preparatevi

Cari ospiti, la và a poco, pochissimo. Preparate la birra, le sciarpe e tanta sofferenza. Ne vale la pena

*** CROUCH ***  TOUCH ***  PAUSE *** ENGAGE ***

Lamischia

Noi, quelli del ’54

Già, le domande …

Cari ospiti,quali domande ci siamo posti in questa settimana, che tra pochissimo lascerà spazio ad un’altra ?

L’Ufficio Facce ha già dato delle indicazioni.

 Sì miei cari, la dignità è finita.

E’ finita tra i gemiti straziati, con incubi che popoleranno le prossime notti di quelle donne che hanno avuto la ventura di capitare tra le mani di quattro bestie, perchè solo così riesco a chiamarle. Quattro bestie che non hanno avuto meglio che fare di prendere, assolutamenti sgraditi ospiti, quello che di norma è un momento speciale tra due esseri. Avere un rapporto sessuale è una cosa naturale. La natura ci spinge a congiungerci in quanto scatta il desiderio ancestrale della riproduzione. Per noi che siamo umani e che nel corso della nostra evoluzione, abbiamo subito modificazioni, quest’unione assume un significato che va al di là dell’atto e della funzione. Intorno vi è un mondo relazionale complesso, in cui intervengono la sfera dei sentimenti, oltre che quella della chimica. Ci sono leggi morali oggettive e soggettive che declinano lo svolgersi e l’evolversi di questo gesto. Bene, queste bestie, per soddisfare un bisogno primario, cioè da primati, anzi da protoscimmie, hanno pensato bene di usare la tecnica della violenza e prima e dopo e durante. Incuranti se calpestare la dignità di una persona, può essere cosa grave, anzi gravissima. Senza curarsi, ciò che più è agghiacciante , della propria dignità, per cui pur di abbandonarsi a questa cieca furia e soddisfarsi e soddisfare così il desiderio di sesso fatto per fare, hanno violato non solo nel fisico, ma anche nell’anima sè stessi e un’altro essere umano e per un momento sono riusciti anche ad abbassarlo al loro stesso piano, disumano e animale.

Non avrei pietà di loro, non muoverei un muscolo se mi fosse dato il potere di vita o di morte. La seconda senza dubbio alcuno. Non avrei incertezze, non avrei rimpianti nè tanto meno rimorsi. Non gioirei, ma neppure non dormirei la notte.

"A lupo, lupo e mezzo"

Sempre sul tema della dignità, a molti sarà sfuggita una notiziola dal mondo della scuola, che è stata raccontata, con una vena d’angoscia, sulla prima pagina de "La Stampa" un paio di giorni fa; giovedì se la memoria non mi tradisce.

Una maestra, per tener buoni i bambini, per farli giocare, per farli vivere un’esperienza da "grandi", li ha invitati a votare la più bella della classe. Una sorte di "Miss III° A". Grande giubilo tra i pargoli e naturalmente defilè delle future miss e poi votazioni, con tanto di urne, di partiti contrapposti, di giovani promesse dei futuri concorsi di bellezza, che si gettavano a caccia di voti, con le minacce anche, tipiche dell’età.  – Non votare Tizia, se no non gioco più con te – Vota Caia che poi ti da la merenda per una settimana – Ti pago la ricarico del cellulare, se voti me e non lei – e via corrompendo nella goduria generale di un gioco, che vivaddio non è strega cerca color… o moscacieca. Ben inteso ha poi deciso la maestra, secondo un suo insindacabile e misterioso giudizio. Oltre il danno anche la beffa. La votazione c’è stata, la vincitrice è uscita dall’urna, ma a quanto pare, c’è chi lo è stata di più e, non per merito di una buona campagna.

I bambini ci guardano, recitava un vecchio film degli anni cinquanta. Ci guardano, ci interrogano anche senza parlare e ci giudicano e bevono tutto ciò che diciamo, facciamo, senza poter criticare, perchè non ancora educati a ciò, perchè non ancora in possesso dei mezzi adatti. Ora di quel gioco che ricordo avranno ? La vincitrice, forse beffata, non solo da una decisione calata dall’alto, ma anche dai compagni, che pretenderanno le merendine, le ricariche promesse, come vivrà questa cocente delusione ? E la vincitrice, che si vede assegnare un premio, forse immeritato, ma forse sì per un’appartenenza dei suoi a una "casta"?

Questo è solo un’esempio, tra le mille domande che mi son sorte. I compagni,gli esclusi per default, che impressione avranno avuto da questa vicenda che supera i confini della realtà e si pone in una dimensione distorta, ma per tanti versi contigua, a quella che viviamo nel nostro mondo. Quello dei "grandi".

Son queste ed altre domande che vado masticando in queste poche ore che ci separano dall’inizio della quarta settimana dell’anno.

Sarà banale, ma cominiciamo male, molto male.

Noi, quelli del ’54

Ufficio Facce

 Inizia la quarta settimana dell’anno:

 

 

 Comunicato dall’Ufficio Facce:

La dignità è finita, rimane un po’ di onestà.

Siete pregati di affrettravi!!

 

Good Week ;  Bonne Semaine ;  Gute Woche ; たっぷり1週間 ; Хорошая неделя ; Buena semana ;  Tydzień dobrych; Ø­Ø³Ù† أسبوع;  Hyvä viikko

 

 

Noi, quelli del ’54        

Cari ospiti, il vostro vagabondo, per non farsi mancare ancora un’altro delirio, ha pensato bene di partecipare ad una nuova avventura.

Quello che trovate sotto sono i primi passi in un nuovo mondo

Io mi sto divertendo.

Dei molti splendori …

Cari coccoinomani, che quì, vedo riuniti in numerose frotte e tutti desiderosi, almeno lo spero ed auspico, di lasciare traccia di se.

Per l’appunto, onde placare il desiderio, mi accingo ad’ imbrattare queste candide pareti, che con maestria, solerzia e gratuità, nello spirito di libertà di pensiero parola ed azione, che contraddistingue la nostra Ospite; queste pareti, dicevo, sono state erette a nostra completa disposizione. Quì troveremo di che destreggiarci nei labirinti della poesia moderna, nella passionalità di mottetti amorosi, nella semplicità armonica dei sonetti, oppure trarremo il nostro piacere nello stendere frasi narrative, a volte dolci e mielate, altre saranno dure ed incalzanti, altre seriose e colme di forti essenze cerebrali.

Oppure saranno quattro fanfole come queste, giusto perchè nella vita, una leggera linea di pazzia, renderà la stessa più lieve.

Ma non dimentichiamo perchè siamo qui e cosa ci spinge a radunarci a coorte.

Sì, non possiamo dimenticare la Coccoina !

Chi, diciamolo anche con protervia suvvia, è stato chiamato ad esserne geloso custode? .

Chi ne è, senza ombra di dubbio l’ alchemico conservatore dei segreti che si celano, tra le setole ruvide del pennellino.

Chi, se non noi, può senza tremare, osservare e trarre auspici, da quel niveo candore mandorlato ?

Chi , nella lontana e non per questa dimenticata infanzia, non si è impiastricciato le mani con quella burrosa sostanza ?

Dei presenti, chi nega queste evidenze, si levi e scagli la prima pietra.

Se lo fate sarete posti al di fuori di questo consesso, e gettati là dove c’è pianto e stridor di denti !

Sì miei cari, quelli devoti alla nivea pasta, son malmostosi e di molto !!

Ma sicuro, che nessuno di voi, portatori sani di quei lucidi barattolini, che evocano fanciullesche emozioni, siete lanciatori di pietre; a voi giunga il mio saluto, l’auspicio di faconde ed emozionanti creazioni letterarie sotto lo sguardo benigno e fausto del barattolo che unisce. in virtù della sua stessa essenza.

Viva la Coccoina e i suoi fieri ed impavidi Paladini !

Quelli,del ’54

Deliri e Dolori

credo che ora, per te, sia giunto il momento di pagare il conto”.

 Finalmente è arrivato! E a desso, che faccio? Un sudore ghiacciato mi scivola tra le scapole e sento brividi da tutte le parti. Lo schermo con la sua luce azzurrata, ricrea la pagina bianca, delirio e dolore di tutti gli scrittori. Non ho il crampo dello scrivano, ne l’artrosi del dattilografo. Il telefono, la salvezza, l’ancora sicura, il porto che non può che separarti da morte certa.

          Pronto, ci sei …  sei tu … Meno male che ti ho trovato !

          Scii, bronto, chi è… eeeehh

          Ma sono io.  Chi credevi; ascolta ho una notizia bellissima, seppur tremenda.

          Io chi ? Gli abitanti del 45° parallelo, a quest’ora, di norma dormono il sonno e del giusto e dell’ingiusto !!

          Sono io, io ascolta la mia voce ..

          Chi parla è il mio cuore

          Il mio cuore non parla, batte ,piuttosto la notizia  è di quelle esplosive, ho per le mani una cosa troppo, come dire incredibile. No di più,  è…

          Ho capito tutto. Finalmente Laudomia ti ha mostrato le pudenda ed ora pretende, giustamente, che tu giaccia con lei ed ambedue traiate piacere da quell’aggrovigliarsi di corpi in una vertigine di sesso focoso. Tu naturalmente, non sapendone cosa fare del tuo gruppo idraulico secondario, ti sei portato a consigliarti con me.

          Laudomia. Chi è Laudomia ? La dovrei conoscere, rientra nelle nostre amicizie ??

          Conseguenza infausta di un mercato carnale, che non avrebbe dovuto consumarsi. La tua donna vuole farsi trombare e tu non sai: né perché, né da dove iniziare.          Giusto ??!!!

          No! Piuttosto, senti qua, mi è arrivato l’”incipit” da FireArrow !

          Ah sì, comprato su eBay ?? Montagna d’insipienza, ti ricordo che sono le tre del mattino, la mia cordialità si è esaurita e mi sorge spontaneo, il mandarti in luoghi appropriati per far mercimonio di luoghi corporali a te cari, anzi i più cari. Ora vuoi spiegarti, oppure lo faccio ?

          Ah sì, scusa l’ ”incipit”. Ma no non l’ho trovato su BaiBai, mi sono iscritto ad una sorta di concorso letterario e tu devi iniziare il tuo racconto prendendo spunto dalla chiusa di quello precedente. Pensa si chiama “Domino”. Sì il concorso.

          A questa tua nuova, il Gran Simpatico, mi si è messo in agitazione. Ho i nervi che dalla gioia, mi fan la ola. Mi freme il piloro, che sento danzante in una “java” irrefrenabile ! E ALLORA ?

          Allora è terribile tutto ciò !

          Ma allora gli alieni ti hanno fatto visita e hanno avuto la prova provata, che i guai della polluzione mondiale, risiedono satanicamente in te ! Vogliono esorcizzarti ! Hanno fin  d’ora il mio appoggio e la mia compressione.

          No, MALEDETTO, sta a sentire una buona volta ! Non so cosa scrivere, come cominciare da quell’incipit e poi non ti permetto di dire alcunché di maligno su FireArrow. Guai a te sai, guai a TE!!

          Primo, non conosco FrecciaInfuocata, quindi lungi da me ogni possibile malignità sulla sua persona; ripeti un po’ l’incipit o la chiusa …. Insomma, la frase…

          Allora : credo che ora, per te, sia giunto il momento di pagare il conto”.

          Ottimo, grandissima chiusa. E’ giusto che tu paghi il conto. Adesso vengo lì, con una vanga e ti vango la “salle a manger”.

          Lascia perdere la mia dentatura. Senti, piuttosto ma perché, non ha scritto che so: “Era una notte buia e tempestosa”. Io avrei potuto continuare con: “… E il Barone Rosso, appoggiato al suo triplano, guardava  i lontani bagliori della battaglia, che si consumava sulle rive della Somme e …”.

          E Woodstock, intanto, al Circolo Ufficiali,  lumava le pupe !! Bello, veramente bello,  con Charlie Brown, che faticosamente avanza nel fango incurante delle pallottole e Linus che spazza il campo di battaglia con la mitraglia, mentre Lucy, nell’Ospedale prepara le bende per i feriti !

          Ma è magnifico …  e continua come? Aspetta che prendo un notes così mi appunto le fasi salienti del racconto. Continua, continua pure.

          Continuo. Continuo SI’! Buona notte, monumento crisoelefantino allo sperpero di materia grigia.

          Ma come buona notte, ti prego parliamone ancora !! Cappuccino e brioches li pago io!!

Click. La telefonata si è interrotta.

 E adesso ?

 Dunque vediamo : credo che ora, per te, sia giunto il momento di pagare il conto”. Il Generale tutte le sere glielo ricordava, per scaramanzia. Intanto era una notte buia e tempestosa e il Barone Rosso ……

Questo è quanto ho scritto e lo trovate postato nel blog di  L & L (L’indirizzo esatto  è in Pubblicità Progresso)

Tanto mi son sentito in obbligo per quanti non hanno letto, si son ripromessi di farlo, non sapevano, non si ricordavano e poi soprattutto mi piace riproporlo. Mi son divertito a scriverlo, spero che vi divertiate a leggerlo.

Noi, quelli del ’54

Pubblicità Progresso – II Parte

Cari ospiti, se siete ancora interessati alle mie scemenze scritte, potrete soddisfare le vostre voglie. L’indirizzo è sempre quello indicato nella Pubblicità Progresso precedente.

Noi,quelli del ’54

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Inizia la terza settimana dell’anno:

 

 

 Comunicato dall’Ufficio Facce:

Sono iniziati i prestiti di facce per fare brutte figure !!

 

Good Week ;  Bonne Semaine ;  Gute Woche ; たっぷり1週間 ; Хорошая неделя ; Buena semana ;  Tydzień dobrych; Ø­Ø³Ù† أسبوع;  Hyvä viikko

 

 

Noi, quelli del ’54         

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