CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per il giorno “gennaio 25, 2009”

Già, le domande …

Cari ospiti,quali domande ci siamo posti in questa settimana, che tra pochissimo lascerà spazio ad un’altra ?

L’Ufficio Facce ha già dato delle indicazioni.

 Sì miei cari, la dignità è finita.

E’ finita tra i gemiti straziati, con incubi che popoleranno le prossime notti di quelle donne che hanno avuto la ventura di capitare tra le mani di quattro bestie, perchè solo così riesco a chiamarle. Quattro bestie che non hanno avuto meglio che fare di prendere, assolutamenti sgraditi ospiti, quello che di norma è un momento speciale tra due esseri. Avere un rapporto sessuale è una cosa naturale. La natura ci spinge a congiungerci in quanto scatta il desiderio ancestrale della riproduzione. Per noi che siamo umani e che nel corso della nostra evoluzione, abbiamo subito modificazioni, quest’unione assume un significato che va al di là dell’atto e della funzione. Intorno vi è un mondo relazionale complesso, in cui intervengono la sfera dei sentimenti, oltre che quella della chimica. Ci sono leggi morali oggettive e soggettive che declinano lo svolgersi e l’evolversi di questo gesto. Bene, queste bestie, per soddisfare un bisogno primario, cioè da primati, anzi da protoscimmie, hanno pensato bene di usare la tecnica della violenza e prima e dopo e durante. Incuranti se calpestare la dignità di una persona, può essere cosa grave, anzi gravissima. Senza curarsi, ciò che più è agghiacciante , della propria dignità, per cui pur di abbandonarsi a questa cieca furia e soddisfarsi e soddisfare così il desiderio di sesso fatto per fare, hanno violato non solo nel fisico, ma anche nell’anima sè stessi e un’altro essere umano e per un momento sono riusciti anche ad abbassarlo al loro stesso piano, disumano e animale.

Non avrei pietà di loro, non muoverei un muscolo se mi fosse dato il potere di vita o di morte. La seconda senza dubbio alcuno. Non avrei incertezze, non avrei rimpianti nè tanto meno rimorsi. Non gioirei, ma neppure non dormirei la notte.

"A lupo, lupo e mezzo"

Sempre sul tema della dignità, a molti sarà sfuggita una notiziola dal mondo della scuola, che è stata raccontata, con una vena d’angoscia, sulla prima pagina de "La Stampa" un paio di giorni fa; giovedì se la memoria non mi tradisce.

Una maestra, per tener buoni i bambini, per farli giocare, per farli vivere un’esperienza da "grandi", li ha invitati a votare la più bella della classe. Una sorte di "Miss III° A". Grande giubilo tra i pargoli e naturalmente defilè delle future miss e poi votazioni, con tanto di urne, di partiti contrapposti, di giovani promesse dei futuri concorsi di bellezza, che si gettavano a caccia di voti, con le minacce anche, tipiche dell’età.  – Non votare Tizia, se no non gioco più con te – Vota Caia che poi ti da la merenda per una settimana – Ti pago la ricarico del cellulare, se voti me e non lei – e via corrompendo nella goduria generale di un gioco, che vivaddio non è strega cerca color… o moscacieca. Ben inteso ha poi deciso la maestra, secondo un suo insindacabile e misterioso giudizio. Oltre il danno anche la beffa. La votazione c’è stata, la vincitrice è uscita dall’urna, ma a quanto pare, c’è chi lo è stata di più e, non per merito di una buona campagna.

I bambini ci guardano, recitava un vecchio film degli anni cinquanta. Ci guardano, ci interrogano anche senza parlare e ci giudicano e bevono tutto ciò che diciamo, facciamo, senza poter criticare, perchè non ancora educati a ciò, perchè non ancora in possesso dei mezzi adatti. Ora di quel gioco che ricordo avranno ? La vincitrice, forse beffata, non solo da una decisione calata dall’alto, ma anche dai compagni, che pretenderanno le merendine, le ricariche promesse, come vivrà questa cocente delusione ? E la vincitrice, che si vede assegnare un premio, forse immeritato, ma forse sì per un’appartenenza dei suoi a una "casta"?

Questo è solo un’esempio, tra le mille domande che mi son sorte. I compagni,gli esclusi per default, che impressione avranno avuto da questa vicenda che supera i confini della realtà e si pone in una dimensione distorta, ma per tanti versi contigua, a quella che viviamo nel nostro mondo. Quello dei "grandi".

Son queste ed altre domande che vado masticando in queste poche ore che ci separano dall’inizio della quarta settimana dell’anno.

Sarà banale, ma cominiciamo male, molto male.

Noi, quelli del ’54

Annunci

Ufficio Facce

 Inizia la quarta settimana dell’anno:

 

 

 Comunicato dall’Ufficio Facce:

La dignità è finita, rimane un po’ di onestà.

Siete pregati di affrettravi!!

 

Good Week ;  Bonne Semaine ;  Gute Woche ; たっぷり1週間 ; Хорошая неделя ; Buena semana ;  Tydzień dobrych; Ø­Ø³Ù† أسبوع;  Hyvä viikko

 

 

Noi, quelli del ’54        

Navigazione articolo