CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “gennaio, 2009”

Scene di caccia del basso OltrPo

Cari ospiti, oggi è successa una cosa stranissima, al limite dell’impossibile e ai confini dell’improbabile, ma nel contempo si è anche consumata una tragedia, che ha avuto un risvolto inimmaginabile. Il Liga (noto gatto) ha catturato e smangiucchiato un animaletto, probabile volatile. Ora, data l’incapacità di catturare tutto ciò che si muove ad almeno mezzo metro dal suolo, io credo che abbia scoperto l’infelice in un anfratto, intirizzito e semiassiderato, quindi incapace di qualunque attività difensiva. Il rapinoso felino ne ha avuto facilmente ragione. Dopo di chè, ho sentito un gnaulio, manifesto del fedigrafo, ma non vi ho dato peso. Indubbiamente ha portato in visione il frutto di una caccia facile e cialtronesca. Dianzi la mia Artemisia, si è portata a controllare il forno, che utlizza per la cottura dei ultimi manufatti e ha scoperto con vero raccapriccio, date le urla che ha levato, gli avanzi del fiero pasto. Il Liga, immediatamente convocato a giudizio, si è difeso portandosi sotto il tavolo, in un angolo ben munito e lì ha alzato una palizzata, steso filo spianto e innescato un campo minato, bullandosi e facendosi beffe del peana elevato al quadrato, perchè intanto anche la Leonessa, strepitava. Ho tentato una minima difesa di Facciaditonno (gatto gangster), ma sono stato anch’io assalito dalle due erinni, che hanno coperto lui e me di contumelie e mi hanno accusato di connivenza con il nemico, crudeltà contro gli animali, inside-trading (?), appartenenza ad una setta non ben specificata, dedita a pratiche immonde e misteriose, aggiotaggio e abigeato ( Il perchè di quest’ultima accusa mi sfugge. Si vede che piace la musicalità della parola ).  La Leonessa mi ha imposto di catechizzare il felino, apostrofandolo con parole argute e oscure minacce. "Digli qualcosa !! E’ un bruto, brutto e cattivo !! Un malo esempio !!! " Dirgli qualcosa ? E cosa ? Che la caccia è chiusa e che le scatolette da noi sono sempre aperte per lui. Mhà le donne, misteriosa metà di quel cielo che ci sovrasta, immantinente nella sua vastità. Nel mentre, mi sono acconciato da monatto e ho tumulato i poveri resti, direttamente nel pattume, che ho portato al cassonetto, con il desiderio di introdurre in quello, anche gli strepiti,le urla, le accuse piovute, a mio parere gratuite sulla mia personcina e contro natura sulla persona del gatto. E’ gatto e come tale ogni tanto si comporta e vive ancestrali impulsi che fanno di lui, quando può, una macchina da guerra. Va bhè, si fa per dire. Credo che questa sarà l’unica preda dell’anno, data la sua propensione ad impersonare il famoso "Gatto di Marmo Dormiente". Questo è tanto, forse troppo per una domenica di gennaio dal tempo chiuso, freddo, umido. Un tempo in cui non  mi riconosco, ma che l’abulia, che mi sta pervadendo , gioisce e si ritrova contenta.

Noi, quelli del ’54

 

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Cari ospiti, permettetemi di essere un pochettino piacione. Di norma mi sento imbarazzato e rifuggo dall’esibire le mie cose. Lo so , se così fosse realmente la mia presenza quì, in questo grande quartiere, non avrebbe senso.

Però una cosa è scrivere di se e delle cose che più mi colpiscono o mi fanno meditare, un’altra è scrivere per cimentare la propria presunta bravura, in un’agone con altri blogger.

Si è sempre sottoposti al giudizio, quì per le cose che scrivi dopo averle vissute, elaborate, digerite; trovate voi la similitudine che più vi è consona.

Un’altra è scrivere per mettersi in competizione con altri.

Ho scritto un breve racconto e lo trovate prossimamente sul blog:

http://lestoriedilauraetlory.splinder.com/

Per non smentirmi sono solo fanfole, niente di che. Però ho avuto piacere di scriverle, spero che voi troviate piacere a leggerle.

Un po’ di pubblicità non guasta, concedetemelo.

Noi, quelli del ’54

Perso nella notte persa

Cari ospiti, il vostro vagabondo, perso nella notte persa, ormai si sente come Chatwin e si domanda :- Cosa faccio io quì ? – Sì cosa faccio io quì, nella notte, al Pazzificio, circondato dai neri fantasmi dei miei incubi peggiori, con la sola compagnia di parole ovattate, che giungono da altre stanze. Da passi amplificati dal falso pavimento, dove so la presenza di cavi ed altre diavolerie elettriche ed elettroniche. Guardo fuori dall’ampia finestra e intuisco l’occhio rosso del semaforo che tenta di bucare una caliggine nebbiosa. Questa notte, nebbia da delirio, spessa, grassa, fredda che solo quì oltre il 45° parallelo abbiamo la fortuna di avere. E’ una di quelle notti che passeresti volentieri nel tuo letto, abbarbicato al tuo cuscino, anche in posizione fetale. Giusto per far passarti addosso, questo senso di vuota impotenza che hai di fronte a questa nebbia, che come un mostro muccilagginoso, ti entra dentro, ti blocca le giunture (Questa sera le mie varie fratture gridano vendetta la cospetto di chiunque le voglia udire). Ti blocca la mente, penetra in tutti i tuoi pori e piano piano ti lascia senza fiato, o almeno con poco fiato. Vorresti scacciarla, vorresti vedere la luna, che sai essere sopra quella  pesante coltre. Non perchè la luna sia una bellezza, ma perchè la luna di gennaio ha un nivore argentino, lucido e ritorni a pensare al caldo abbraccio del tuo letto, alla morbidezza pesante delle coperte, il sospiro lieve di chi condivide con te le coltri. Riguardo fuori, nel silenzio strano dell’ufficio. I telefoni tacciono, anche il fax ha il suo momento di estraneazione, quasi preso anche lui dall’atmosfera, dai suoni attutiti di fuori. Girano i camion spargisale/sabbia. indovino, come se non sapessi, che c’è ghiaccio o che verso mattino si formerà, vigliacca, quella patina traslucida, incollata all’asfalto, subdola nel suo esserci. Rivai alla strada che dalla stazione ti porta a casa, ripercorri le curve i dossi, i rettilinei i ponti che dovrai attraversare, i rondò che ti toccherà, con molta prudenza circumnavigare, attento a non accellerare, a non frenare d’improvviso, in un balletto senza musica, ma in cui il tempo non lo scandisci tu, bensì quella subdola patina, traslucida inciollata all’asfalto. Io come tanti altri questa sera ci chiediamo: –  Cosa ci faccio io, quì ? – Perchè essere perso, in una notte persa ? Perchè perdere la notte, seguendo delle voci di  persone che non conosciamo, e delle quali poco o punto c’importa ?

Per la pagnotta ellamadoscavaccaimpestatadiquellatroia.

Notte lavorata su riposo compensativo uguale straordianrio uguale talleri nelle mie tasche. (Come Guccini insegna) a culo tutto il resto.

 La notte persa,la nebbia, me a SSE di me stesso.

Noi, quelli del ’54

Lessico famigliare

Bucolico ... (Liga)Cari ospiti, vengo ad illustrarvi alcune cartoline famigliari, ciò per mostrarvi quale situazione emozionale serpeggia tra le mura della mia modesta magione.

1)  Interno sera, sala/salotto-angolo tivvi, bagno di servizio. Mi accingo a puliziare la "salle a manger" dopo il frugale pasto serale (Non eccedo mai perchè sono sovente affetto da "pavor nocturnus") e sento la mia Leonessa che borbotta oscure frasi, con un silente interlocutore. Termino le abluzioni e mi avvicino e scopro ch’ella, sta catechizzando il noto Ligabue (gatto rock ed interista, ed io non approvo quelle scelte sportive) con parole dolci ed espresse con piano e tanquillo tono di voce :

 – Ma come, tontolone, io ti faccio le carezzine, i grattini, ti pulisco e spazzolo,  ti mangio, ti allatto, ti piscio, ti coccolo, ti porto in giro per la casa, ti faccio dormire nel mio letto, ti apro alle 3 – 4 – 5  del mattino e altrettanto ti faccio rientrare e tu così tratti la tua sorellina. Sai cosa ti dico, in spirito di amicizia e non sia mai nelle mie parole, alcunchè di astio o di disapprovazione, anzi con simpatia, con tutta la mia simpatia, ti dico e affermo : STRONZO !!! –

Tutto perchè il felino, in un empito di gioviale giocondità si era aggrappato all’avambraccio della Leonessa e con dovizia e foga le stava sgranocchiando una mano, anche con certa perizia anatomica.

Faccio presente che lei forse aveva esagerato con lui, che calmo e pacifico, nella sua poltrona, si apprestava ad esibirsi nel suo personale film : Il Grande Sonno. Infelicemente lei, lo ha distolto dalla performance e giustamente lui stava riaffermando, con mezzi usuali, il suo giusto diritto al sonno ristoratore, cui tanto anelava. Dopo essersi pitonato in maniera scandalosa, una scatoletta, brucato abbondantemente nella ciotola delle crocchette e ingurgitato una tazzina di latte. Andandosene dalla cucina, dove trova di che sfamarsi, se ne è andato scarlingando, anzichè nò. Ah dimenticavo, ha avuta l’improntitudine di aggrapparsi alla tovaglia per fare colletta di avanzi, dai piatti dei commensali e non contento, con manovra al limite, si è issato sul tavolo e ha ingaggiato una battaglia vigorosa con il torsolo della pera, frutto che disdegna, giusto per bullarsene. Naturalmente ha sleccazzato lo yogurt, che la Leonessa gli propinava, dopo averlo spalmato sulle proprie dita.

Poi lei gli da dello stronzo, a mio parere in maniera gratuita. E’ anche vero che lo sgranocchiamento della mano, non è contemplato nel lessico famigliare, ma come ebbe a sostenre mia madre : – A lupo, lupo e mezzo !! –

Dopo essere stato abbandonato, bollato da tanto insulto, seppur cordiale, baldanzoso si è recato nuovamente in cucina, il fedigrafo, ed è balzato sul lavello e ha pensato bene di introdursi nell’acquaio, giusto per tendere un agguato a chi si fosse avvicinato ignaro della sua presenza. Nel frattempo adocchiata l’insalatiera, ne ha lappato gli avanzi di olio, suscitando l’ira, giusta e funesta, della mia Artemisia, che come un’erinni, si è catapultata sulla malabestia e con urlo beluino : – LIGA, COSA FAI !! – lo ha redarguito. Facciaditonno (Assume così un’altra personalità in certi frangenti, quì in veste di malvivente plurirecidivo) l’ha guardata con sufficenza e ha continuato imperterrito il suo fare, anzi ha alzato la zampa, allo scopo di allontanarla, molesta e fastidiosa come si proponeva.

– Sa, vieni fuori di lì – dice il Diamante di casa, e fa un passo per allontanarsi, visto l’inutilità dell’arrabbiatura. Il Liga schizza dal suo nuovo nascondiglio e si infila tra le gambe di Artemisia, che in manovra scomposta cade rovinosamente a terra, procurandosi inutilmente del dolore inutile. – LIGA, MALEDETTO, TI SPELLO !!! Ahiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaa !!! – La famiglia accore, il fedigrafo fugge, raggiunge luoghi oscuri, che gli danno nascosto rifugio sottraendosi così, ad altre possibili gravissime conseguenze.

Oggi i rapporti tra Artemiasia e il Liga sono ridotti ai minimi storici, lei entra, lui esce, lai va in cucina, lui si fa trovare in sala. Lei sale a rifare i letti, lui è nascosto sotto gli armadi o negli armadi. A tal motivo l’ho già liberato una volta che si era fatto rinchiudere nell’armadio della Leonessa, visto che ama tanto dormire tra i suoi maglioni. Lei con la testa direttamente immersa in altri mondi paralleli, forse pluridimensionali, sicuramenti distorti nel tempo e nello spazio (Ha 18 anni,vogliamo pretendere una logica kantiana nel suo agire ?) l’ha rinchiuso nell’armadio, incurante delle sue giuste rimostranze.

Che dire di più di un’ora, perchè tanto è durato il turbine impetuoso, che ha attraversato le nostre esistenze, in cui in cui tre poveracci sono stati tenuti in scacco da 4 kg di gatto rock e …

– LIGA, MALEDETTO, TOGLITI DALLO SCHERMO, CHE NON VEDO CIO’ CHE SCRIVO !! –

– MAO !! FNU !! MAOUUUHFFF !!

Noi, quelli del ’54

Con un perchè

Cari ospiti, io credeva che il mese di gennaio, fosse governato dallo malo tempo. Esterno, per le giuste ed approrpiate nevicate, ma anche interno, tale che io mi trovo a salire lo Sperone Walker delle Grandes Jorasses, con ai piedi due scufons, mi pare fin troppo, anche per me. tanto che mi vien da pronunciare la ben nota ed usata frase:  – Ma quando viene primavera ?? –

Noi, quelli del ’54

Un passo dopo l’altro

 

Inizia la seconda settimana dell’anno:

 

 

 Non correte, la strada è ancora lunga!!!

 

Buona settimana : Good Week ;  Bonne Semaine ;  Gute Woche ; たっぷり1週間 ; Хорошая неделя ; Buena semana ;  Tydzień dobrych; Ø­Ø³Ù† أسبوع;  Hyvä viikko

Noi quelli del ’54

Senza un perchè

Cari ospiti, a volte non scrivere è meglio che impegnarsi a lungo per cercare parole che riempiano lo spazio e il tempo di un vuoto, che permea noi stessi.

 Alla prossima.

Noi, qielli del ’54

Fare e non fare

Cari ospiti, dappresso per ricordare ben bene che certe cose si fanno, altre si possono fare, ma altre ancora è meglio evitarle !!

URL=http://dailysuicides.splinder.com/post/19511521

 

Buona serata a tutti.

Noi, quelli del ’54

Voi che siete di bella scrittura

Cari ospiti, voi che siete di bella scrittura, voi che della traccia sottile o grossa d’inchiostri neri e bleu, ne avete fatta arte sopraffina, voi dunque stamani, dov’eravate ?? Io vi ho ben cercato; ho atteso, che all’orizzonte, le vostre figure apparissero come novelli Mosè, ad indicare la promessa di nuove e più ubertose terre, scevre dalle eburnee coltri, che gravi coprono e ammantano, fin oltre la linea d’orizzonte, queste mie lande. Invece all’orizzonte non è apparso che un  tossicchiante spazzaneve, che sferragliando i suoi dolori articolari, immagino bielle consunte con evidente asintonia della distribuzione delle forze da applicare per il moto lineare, onde procedere non come figliolo bacchico, ma virgulto erculeo. Ma voi avete forse soggiaciuto a forze aliene; dico a voi leggiadre fanciulle, avete sfogato il vostro innato senso del viaggio, ancorchè notturno, a bordo di improbabili mezzi di locomozione, addobbate con stracci e stranezze. inguainate dalla mutanda lunga di lana, tattica sì , ma in lungo periodo strategica; avete dato il meglio di voi, in questa notte, che dicono magica per il fanciullame e ancora avete le dita appiccicose di zuccheri e creme cioccolattizie ?? Per simili quisquiglie mi avete dato buca. E voi, baldi uomini, ancora  vi puliziate gli abiti, odorosi dell’afrore dei camelidi, che avete condotto per l’intera notte, adducendo come scusa, un’improbabile quanto urgente visita speleologica, per rimirare non si sa quale effetto che voi avete spacciato come speciale. Voi che siete di bella scrittura, mica vi siete peritati di porre mano alle pale, ai badili per aiutarmi nel compiere l’erculea fatica che da immemori passa sotto il nome di : Spalatura della Neve, conseguente ad una non imprevista nevicata, quassù al Nord. Lo so miei cari, vi siede detti, svegliatevi che siete stati a tarda ora nella mattinata, fredda e gelida, perchè compiere gesti inutili, inutilmente ??  Perchè si sa spalar neve è inutile, come inutile uccidere il prossimo e bacchiare le noci. Già gli antichi annoveravano queste tre cose tra quelle, le più inutili da compiersi per l’uomo. Ma patatoni bellissimi, della cui limpidezza neuronale, tutti all’intorno si stupiscono, se non spalo la neve, come esco di casa !!! Cinghiale monferrino, questo perchè penso che dal livornese al grossetano, ne abbiano stufa, del continuo malignare sui costumi sessuali delle scrofe di quelle lande. Io sperava in un vostro aiuto. Io sperava , indarno ahimè; cinghiale langarolo (Ho cambiato sponda di Tanaro, ma non suinide). Ora della neve da me accumulata, che ne fò; la vostra presenza e i vostri preziosi consigli, mi avrebbero tratto dall’evidente impaccio. Ma di evidente rimane il rovello d’inevasa domanda. Forse qualcuno dei miei immeritati lettori, si chiederà, ma … la bella scrittura, come entra in questa delirante narrazione. Dovete sapere che uno dei cardini della vita militare erano  e credo ancora essere.,le domande bizzarre, cui mai e poi mai si doveva affettare la risposta. Una di quelle è il titolo a questa cascata di fanfole; di norma l’incauto che rispondeva, si trovava piantone ai cessi, con tutti gli annessi e connessi del caso. Ecco perchè, surrettiziamente, ho invocato voi , che siete di bella scrittura. Il mio appello è caduto nel vuoto. Ma … avete fatto tutti, tre anni di militare a Cuneo ??

Noi, quelli del ’54

65° S – 36° W

Miei cari ospiti e bene che rompa gli indugi e anche un po’ le balle, ma mi urge una spiegazione, acciocchè voi, carissimi, siate edotti, indotti e introdotti in un mondo, anzi nel mondo del Pazzificio. Invero vi introdurrò di sguincio, al fine di risparmarvi ben gravi traumi, che possono ledere le vostre menti, pure e limpide. Ormai la mia è avvezza  ciò e di conseguenza, migliorare non può; nel peggiore delle ipotesi può solo aumentare l’evidente imbornimento, ma è il mio, siate sereni. Dunque una questione, anzi la vexata quaestio, è la semplice spiegazione da alcuni di voi richiesta, di cosa significano l’ arcana formula: Turno in terza.

Dicesi dunque, turno in terza quel turno lavorativo, che permette al lavoratore in soggetto/oggetto (Io nella fattispecie) di effettuare il lavoro da svolgere nei seguenti orari:

Pomeriggio: dalle ore 14.00 (14.30*) alle ore 22.00 (22.30*) = 8 h;  (8 h *)

Mattino:      dalle ore (6.30*) 7.00 alle ore 14.00 (14.30*)     = 7 h;  (8 h *)

Notte :        dalle ore 22.00 alle ore 7.00                               = 9 h

Turno * per il sussidio – turno in seconda e non mi pare di difficile interpretazione.

Converrete con me che nel giro di 48 ore solari il turno in terza permette di svolgere il lavoro in 24 ore solari. Converrete con me che per il pomeriggio devo mangiare alle 11 del mattino per prendere un treno alle 12.23 che mi porti sul luogo di lavoro alle 13.25 per un gustoso pomeriggio e riprendere il treno alle 22.33 per ritornare a casina, dove gettarsi sul proprio talamo come una mappina, pronto alle 4.10 a svegliarsi per riprendete il treno delle 5.25, chè alle 6.36, mi/ti scaricherà al luogo tanto deprecato, onde me/te ne andrò/ai alle 14.27 per giungere alle 15.12 in stazione e alle 15.30 a casa dove mi/ti aspetta il lettuccio, che mi/ti avvolgerà sino alla 17.15/30 e alle 18.30 sarò/sarai già con i piedi sotto le mense, perchè alle 20.36 ripassa il trenino che alle 21.23 mi/ti depositerà nel luogo agonico, da cui alle 6.32 del mattino successivo mi/ti preleverà per riportare ciò che di me/te avanza a casetta. Di poi godrò/godrai, come oggi del libero notte. Domani Riposo e nelle migliori delle ipotesi Riposo Compensativo. Altrimenti, ciccialculo si ricomincia con il tritatutto. E questo "ad libitum". O almeno fino a che non fai una cazzata immonda, ma così immonda che neppure l’inferno, che dicono ampio e ben attrezzato alla bisogna, avrà il coraggio e l’orrore di contenerti. Ma di questo non devi preoccuparti più di tanto, perchè se non metti insieme troppo le cose (E’ il caso nostro), oppure hai le mani troppo lunghe (Non è il caso nostro), verrai dirottato con una simpatica forma di mobbing, in altro luogo e, quì attenderai la sospirata pensione e verrai accomodato fuori passando per la porta di servizio. Però se la sorte ti sarà propzia , qualcuno ti consiglierà caldamente, la prospettiva del prepensionamento e con una sputazza di euri, verrai gettato là doce sappiamo essere dolore e stridor di denti. E non potrai mandare a ‘fanculo nessuno, tranne temedesimo !

Questo è il turno in terza, miei fulgidi esempi di limpidezza neuronale.

Ora levate le ancore, sciogliete le vele, avendo cura di cazzare la randa, bracciare di poco il pappafico e dare di un palmo di terzaruoli il genoa2. Lasciate stare il boma, ch’è malmostoso.

La rotta è sempre quella:   65° S – 36° W

Noi, quelli del ’54

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