CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Dopo, solo il silenzio

Cari amici, le regole d’ingaggio le conoscete, fatene buon uso

Tutto è compiuto

Ora che, tutto è compiuto. Ora che le luci dello zoo mediatico si sono spente ed è calato, quel silenzio assordante, che ogni tragedia si porta appresso, mi permetto di fare alcune considerazioni, di presentare alcuni pensieri, che hanno toccato la mia coscienza e turbato le leggi morali cui mi ispiro da molto. Credo che l’ampia risonanza del caso, stia ancora rimbombando nelle orecchie di tutti, anche dei più distratti ed è tempo di far tacere le bocche e fare parlare le menti. Come cristiano, cattolico rispetto la scelta di un padre, che in attimo ha visto frantumarsi i sogni, le speranze, i desideri di una figlia e i propri. Sì, io rispetto e rivendico quella dolorosa, straziante scelta. Un padre, che di fronte al baratro di una morte ineluttabile, di fronte all’impossibilità di una vita degna di questo nome e delle sue molteplici implicazioni, con dolore, che non riesco a pensare, ha preferito abbreviare i tempi ed aiutare, perché d’aiuto io credo, una figlia a morire dignitosamente. In quelle ore si è consumato, oltre che uno strazio famigliare terribile e iniquo che ha dilaniato i protagonisti e anche noi, attoniti spettatori, si sono compiuti passi, che oltrepassano le comuni coscienze e hanno intaccato il tessuto stesso della nostra società. Non voglio fare del catastrofismo, tanto peggio tanto meglio, però in quei giorni si è consumato un pasto politico che sa tanto di cena delle beffe. I protagonisti li conosciamo, da una parte il Vaticano, che forte della sua figura storica si è proposto ancora una volta come portatore, unico e vero custode del Verbo. Però questa volta, più timoroso di altre, invece di avvicinarsi alla famiglia e alle coscienze di chi ha condiviso le scelte compiute da essa, con animo paterno, con sentimenti di pastorale amore e condivisione, seppur interrogativa, il Vaticano si è scagliato, con protervia e a volte arroganza,  sulle Istituzioni e sul gregge che dovrebbe pascere.  L’impronta data a questo pontificato è più teologica che pastorale, le mediazioni politiche che avevano fino ad ora caratterizzato la diplomazia d’Oltre Tevere, paiono scomparse. Come cortocircuitati i principi della Chiesa, si mettono a tuonare ad ogni piè sospinto e credo più paurosi della continua, ma inesorabile, emorragia  dei fedeli, che sempre meno si riconoscono in questa Chiesa e sempre più si preoccupano della “società” e forse degli aspetti meno appetibili, ma più facilmente reperibili di essa. Forse perché siamo stati piegati anche nel gusto, dati gli esempi, non certo limpidi, non certo edificanti. E proprio questa classe politica, improntata all’apparire, per apparire e che crede di essere nel back-stage di uno spot pubblicitario, ondivaga e fabbricante di slogan, si trova ora senza quella statura morale, che le impedisce di avere un’autonomia decisionale piena. Pronta ad accogliere passivamente le tesi, che oso definire da contro riforma, le sposa e le propina, in un’affannosa rincorsa ad essere più realista del re. Lo scontro in atto ora tra il “Palazzo “ per eccellenza, (dichiarata” Casa degli Italiani” da chi fu veramente un grande Presidente, a mio modesto giudizio) ebbene lo scontro politico, si è bruciato sul letto di chi fu una giovine, ma  come non-donna, ha atteso  inconsapevole la fine. E’stata una prova di forze che vedeva da una parte, il Presidente che avvertendo pubblicamente di come fosse in atto uno scontro istituzionale con il varo di un decreto, guarda caso “ad personam” (Il gatto ama mangiarsi la coda!). Dall’altra il “no” preventivo, ha innescato un pericoloso processo di lesione all’autonomia di cui giustamente gode il Potere Legislativo. In più c’è stata l’ulteriore presa di posizione del Capo del Governo, intesa non tanto a farsi paladino delle istanze Vaticane (una versione confessionale dell’eredità democristiana) bensì concepita come una  non tanta mascherata  dimostrazione su come gli equilibri del Capo del Governo debbano essere rimodulati, a favore di questa figura, proprio nei casi e nelle materie ove occorra. Perché il tema del presidenzialismo, ancora non è completamente sopito e ancora si studia per poter fare quella riforma, che sta a cuore a certi personaggi. Ora, proprio per il gusto del sospetto, ci si chiede quale sia la moneta di scambio, che in questo periodo è corsa tra Governo e Vaticano ? L’accanimento legislativo con cui si è voluto fermare l’iter conseguente ad una pronuncia del corpo Giudiziario, quale silenzio ha comperato o compererà? Perché sicuramente, nel costume politico del “do ut des”, nulla si fa per nulla. Poi perché fare pubblica, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione possibili, una vicenda così privata e così terribile, amplificando al massimo le urla dell’uno e dell’altro? Forse che c’è in atto un qualcosa di cui non dobbiamo essere a conoscenza? Esistono altre non-donne o non-uomini, nel più banale esempio che mi viene in mente, di cui non si vuol dire, ma che si sa e con questa manifestazione si lancia in chiaro avviso? E se esistono, sono solo tra le mura delle nostre strutture ospedaliere oppure si vuole coprire, pelosamente, le tante che ogni giorno, anche in questo momento, scompaiono dalla faccia della terra nelle zone più miserande del mondo. Dimenticate da noi, anzi, se le vengono mostrate, ne siamo infastiditi, perché è facile il paragone tra noi e loro. Le loro vite non sono importanti come quella della giovane donna?  Non dobbiamo dimenticare che i popoli, in questo momento storico, valgono meno della disperazione che producono e che posseggono. La disperazione non è un bene di scambio, non produce ricchezza, non entra a far parte del P.I.L.

Tutto è compiuto, rimane di tutta questa straziante storia la misericordia di Dio, per chi crede.

Per i non credenti non parlo, sarà la loro coscienza ad esprimersi.

Noi,quelli del’54

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

11 pensieri su “Dopo, solo il silenzio

  1. Fogliadivite in ha detto:

    Io credo in Dio e non credo nell’onipotenza dell’uomo. Questa storia è uno strazio, comunque la si rigiri. Io non so cosa è giusto in quel caso. Non lo so proprio. So che non è giusto far morire qualcuno di fame. So che capisco i suoi genitori. So che non sono d’accordo con l’eutanasia in generale, perchè, visto il paese nel quale viviamo, al primo imbecille che girasse il cervello sarebbe data in mano un’arma con la quale sopprimere chi per esempio “costa e non produce” o chi è biondo, o chi è basso ecc. Non abbiamo la cultura sufficiente per affrontare certi argomenti. Si parla troppo facilmente di tutto, spesso senza sapere niente. Di tutto si fa un gran minestrone.
    Marina

  2. flaviablog in ha detto:

    E’ finita, Carlo.
    Lo zoo mediatico si esibirà ancora un po’. Non oso pensare ai titoli dei giornali di domani.
    Sono fiera di Napolitano.

  3. perijulka in ha detto:

    ho dormito oltre il tempo
     e mia lode è il sogno
    e il mio sogno
    è l’infinità bontà
    della pace celeste
     

  4. denise82 in ha detto:

    Somewhere over the rainbow, way up high
    There’s a land that I heard of, once in a lullaby
    Somewhere over the rainbow, skies are blue
    And the dreams that you dare to dream
    Really do come true
    .
    ciao Eluana.

  5. anonimo in ha detto:

    caro marito…..lo sai che io non sono molto d’accordo con te.
    Io sono triste..molto triste..per tutta questa storia….e spero solo che nessuna altra persona umana debba fare questa fine.
    La vita è un enorme dono…io la voglio fino alla fine.
    Io non sono capace di giudicare ..io ho la mia idea e rispetto le altre.
    buona notte……la tua artemisia…..
    ( MAMYLELLA)

  6. dormisepolto in ha detto:

    Noi saremo occhi di dolore
    con due lacrime divise
    Aridi e induriti come spine
    percorrendo strade di cartone

    Vittime di una follia precisa
    di una macchina corrosa
    preda di qualsiasi cacciatore
    con un passaporto senza nome

    Lacrime amare e poca vita
    restano nella stanza vuota
    Lacrime amare e poca vita
    restano nella stanza vuota

    Apriremo scuole di perdono
    per succhiarci via il veleno
    raccontando storie ripugnanti
    così sentiranno tutti quanti

    Porto l’iniziale del tuo nome
    e ti bacio sulla bocca
    fa che non ti riescano a trovare
    fa che la mia notte sia dormire

    Lacrime amare e poca vita
    restano nella stanza vuota
    Lacrime amare e poca vita
    restano nella stanza vuota

    Quando avranno smesso di gridare
    ci potremo rivedere
    inservibili le nostre ali
    seguiremo lenti i girasoli
    —-
    Credo che Dio abbia avuto compassione.
    Che possa avere altrettanta pietà per tutti quei poveri, derelitti figuranti adornati di nane e ballerine.
    Sapranno, dinnanzi alla morte di un Figlio o di un caro, tener dritta la schiena come quel Padre?

  7. dormisepolto in ha detto:

    Dignità. Questa la chiamo dignità. Il primo ed ultimo insegnamento di mio Padre.

    Buonasera Sig.ra Artemisia. Mi scusi se prima non l’ho salutata.
    Sandro
    P.S.: il testo di quella canzone che ho sopra riportato, Carlo, dovresti conoscerlo.

  8. coloratissimo in ha detto:

    Da non credente,per la mia presa di posizione nel terribile caso “Eluana”mi sento,con qualche dubbio,in pace con la mia coscienza.
    Il dubbio alberga sempre in me,sono le certezze di molti,credenti e non a farmi “paura”
    Concordo con il tuo scritto.Felice giornata.
    Color

  9. thecicken in ha detto:

    Io, come genitore, sono con il Sig. Englaro, che ha visto una figlia morire ogni giorno negli ultimi 17 anni. E credete che ora non soffrirà più? soffrirà, soffrirà ancora, ancora ogni giorno ancora.
    Riposa in pace Eluana e buon riposo ai coniugi Englaro.
    Un saluto
    thecicken
    ps: sul circo mediatico non mi esprimo (salverei solo Napolitano)

  10. RedPasion in ha detto:

    ……..,.

  11. llauraa in ha detto:

    ….storia dolorosissima, dove nessuno di noi può dare una sentenza. Tutto può essere giusto, tutto può essere sbagliato. Noi non possiamo dirlo.

    Laura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: