CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

HO PERSO LE PAROLE

In risposta a tutti coloro che mi hanno onorato di un loro commento, e che ringrazio per la pazienza e la gentilezza con cui affronteranno la lettura, che devo dire non facile, anche perchè costata molto.

Grazie

 

“Ho perso le parole”, così canta il Liga, e anch’io, cari amici le ho perse in queste ultime ore. In questa ridda di frasi, urla, strepiti, che hanno caratterizzato la lunga e devastante agonia di una giovine, che suo malgrado si è trovata oggetto di una sorta di lotteria.

Sì di lotteria, cari amici e mi vengono in mente le dure parole evangeliche nelle quali il Cristo, preconizzando la sua fine, agli apostoli predice che, sulle sue vesti, avrebbero tratto la sorte e così fu.

Ebbene quelle vesti, sono il corpo di Eluana e su quel corpo è avvenuta una sorta di battaglia, di scontro incredibile di cui ancora non abbiamo netti i confini, non abbiamo ancora gli esiti e temo per lungo tempo.

Forse in virtù della ridda di cui accennavo prima. Ho letto e ascoltato molto e con certo interesse e, con un certo disgusto, i proclami dell’una e dell’altra parte. Anche in questo nostro quartiere sia prima e dopo la morte della giovine. I pareri si sono manifestati contrastanti e non posso dire se la bilancia pendesse a favore dell’uno o dell’altro.  Sì perché c’è stata quella spaccatura che i più pensavano e molti speravano che non fosse così netta, ma pendesse a favore di una delle parti in contesa. E’ singolare come nei mass-media ci sia stato qualcuno, che ha avanzato una sorta di “mea culpa”, nel senso di aver affrontato la cosa o senza approfondire a priori, quindi con la giusta preparazione, o lasciandosi trasportare dagli eventi e quindi non essere quel punto di riferimento, cui tanto tengono. Qualcuno ammette la poca e giusta informazione e ammette ancora il coinvolgimento di linea editoriale nei fatti, in modo soggettivo e non oggettivo. Soprattutto per quei giornali che, del difficile equilibrio” inter partes” ne fanno bandiera da moltissimi anni.

Se avete l’occasione  (trovate il link a fianco) vi invito, per chi vuole, a leggere il fondo del direttore Anselmi su “La Stampa” del giorno 10 febbraio. E’ altresì posta in luce, come mancando una legislazione chiara e netta, su quella linea grigia e nebbiosa, come il caso di Eluana, si genera oltre ad una levata di scudi “pro vita”, che ho sentita molte volte come fastidiosa e faziosa, anche all’opposta levata di scudi “pro morte”, altrettanto fastidiosa e faziosa. Scritto così pare brutto, ma “in nuce”, di questo si è trattato. Il combattimento tra vita e morte, che in ogni momento si ripresenta uguale a se stesso.

Ora i due schieramenti sotto le bandiere delle Istituzioni, divise per ideologia (?) e per quei insondabili giochi  di potere, che vi soggiacciono, e il Vaticano, e tengo a precisare il lemma: Vaticano, unito e tetragono, hanno battagliato e non poco. Se è vero che il Legislatore debba dare una certezza, suffragato dalla scienza, che non è certo sparagnina in queste cose, per dichiarare che esiste un “fines” tra vita meramente biologica, degna di essere vissuta, e una vita vissuta  in stato vegetativo irreversibile, che questa dignità ha perduta. E’ vero che tra i due confini, o nel confine stesso esiste una zona grigia nella quale le carte vengono sparigliate e allora dovrà pronunciarsi la medicina, che con le sue conquiste, con la sua innumerevole letteratura potrà orientare nella giusta via la giusta decisione da prendere. Spetterà poi ai parenti, ai curatori, ai tutori prendere una strada o l’altra. Però quelli avranno in mano tutte le carte e la loro coscienza farà sì che potranno giocare (mi si passi la similitudine) la carta definitiva. Avranno alle spalle una legge e un conforto medico, che allevierà di poco invero, il peso della decisione. E Il Vaticano chiederete voi ? Il Vaticano si attenga al dettato evangelico “Dai a Cesare quel che è di Cesare”. Noi viviamo in un paese in cui la carta costituzionale, legge cui tutte le altre leggi debbono trarre ispirazione, definisce i confini tra laicità e confessionalità e l’impronta data dai padri costituzionali è stata quella della laicità. Non siamo uno stato confessionale. Lo stato laico è quello che permette a ogni cittadino di esprimere la propria opinione e di mutarla nel tempo, se lo crede e se le sue opinioni si sono evolute in un senso o nell’altro nel frattempo. Ha diritto di comunicare, di condividere di ricercare con gli altri, soluzioni tecniche, politiche, legislative, le migliori per il paese. Nello stato confessionale, ci si presenta con le soluzioni in tasca, non filtrate, scevre da dubbi e da incertezze, con il sigillo della conformità al volere di Dio. Ebbene io leggo in questa pretesa la violazione del secondo comandamento: “Non nominare il nome di Dio invano”

E’ nella dottrina della ricerca, dell’educazione responsabile delle coscienze, il fulcro dell’attività del Vaticano, così da potersi trasformare, nella sua giusta dimensione e cioè Chiesa.

La coscienza è punto dell’azione umana, tant’è vero che nel Concilio Laterano IV e parliamo del 1215, negli atti leggiamo che ciò che si fa contro coscienza , porta irrimediabilmente alla Gheenna. Molto più vicino a noi nel Concilio Vaticano II si legge (Gaudium et Spes) che la coscienza è il luogo sacro nel quale l’uomo ha e avrà il confronto con Dio e Dio ha scritto nella coscienza le sue leggi.

Ora quando si rende a Cesare ciò che è suo, noi, io personalmente come cristiano, dovrò mediare attraverso la coscienza, le scelte operative cui sono chiamato e quelle esprimeranno i valori in cui credo.

Il Vaticano, non è il solo detentore della Verità, così come è espressa dalle Sacre Scritture,quelle appartengono anche alla millenaria tradizione Ebraica, alla centenaria vita Protestante, nelle sue varie forme. Eppure, gli apparati di queste religioni, non hanno posto aut-aut. Non si sono levate voci, neppure fuori dal coro a favore o contro l’azione statale. Solo il Vaticano e da molto tempo, continua una manovra d’ingerenza, che ricorda molto gli anni post-bellicci. Ciò che più è triste che il corpo politico a ogni voce d’Oltre Tevere, accorre in massa, incurante dei possibili e destabilizzanti effetti. Quasi trascinati da un furore vandeano. Ora è bene che le parti ritrovino il giusto posto nella società italiana. Sia dato a Cesare ciò che è suo e a Dio ciò che gli appartiene. Senza ma o forse, senza infingimenti o sotterfugi, senza scambi di favori.

Il Vangelo stesso ci dice che Cristo parlando dei rapporti umani ricordò come il nostro discorso deve essere limpido: “ sia sì, il sì e no il no”.

Queste ultime parole, credo che si attaglino perfettamente a quella legge morale, che credenti o non, ciascuno ha nel proprio essere.

“La legge morale sia dentro di me e le stelle sopra di me”, solo così, credo, avremo  il coraggio di guardare in faccia un padre che vivrà il resto dei suoi giorni a piangere una vita, che si è costretto a terminare prima del tempo.

 

Carlo

 

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11 pensieri su “HO PERSO LE PAROLE

  1. Fogliadivite in ha detto:

    concordo pienamente con questo tuo intenso post, a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Una sola cosa aggiungo, credo che Cesare dovrebbe darsi una calmata, riflettere prima di urlare, studiare cosa non conosce, e non permettere a nessuno di morire di fame e di sete.
    Marina*

  2. capehorn in ha detto:

    Grazie

  3. redcats in ha detto:

    Bellissimo questo post, che condivido. Purtroppo temo che la chiesa cattolica sia ora ben lontana da questa auspicata visione di laicità dello stato ed educazione delle coscienze : chissà quando , e se, respireremo di nuovo la splendida aria del VaticanoII! Redcats

  4. llauraa in ha detto:

    Ora ti arrabbierai 🙂
    Io non ho mai creduto alle favolette della chiesa, ricordo che a soli otto anni, quando andavo al catechismo, io guardavo DIO con occhi spauriti, perchè mi chiedevo MA UN PADRE COSI BUONO PUO’ PRETENDERE CHE LA NOSTRA ANIMA SI EVOLVA FINO A SUA SOMIGLIANZA CON UNA SOLA VITA? E non avevo la più piccola idea della reincarnazione, sia chiaro, ma già allora le cose, come mi venivano dette dai preti…non mi hanno convinta. Ma la domanda non era solo quella! Oggi, dopo aver fatto un cammino profondo, credimi, molto profondo…ho avuto le mie risposte e mi sembrano anche le più “divinamente” giuste. Quella del Karma, del percorso dell’anima in questo cammino che noi chiamiamo vita ma che in realtà è il nostro purgatorio, dove dolore, sofferenza e altro…non mancano di certo. Perchè solo imparando il male si capisce il bene, e solo imparando a proprie spese tutte le cose, si può capire il loro contrario. Solo sulla propria pelle, e non per una vita, una brevissima vita dove assolutamente nessuno, e dico NESSUNO , avrebbe poi accesso al paradiso di Dio. Poi, e scusami se esco fuori tema, io penso che quando Cristo disse TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERAI LA MIA CHIESA…non voleva certo affermare che la chiesa avrebbe dovuto coprirsi d’oro, Cristo non è venuto a predicare la ricchezza: il messaggio arrivato doveva essere un altro. La pietra è la FEDE, e dalla FEDE si doveva costruire una comunità di Dio. Invece la chiesa…beh, lasciamo stare.
    Quindi io sono lontana dal Vaticano, e sono vicina a quello che sento profondamente: esiste una legge divina, questo è certo, che darà a ciascuno ciò che merita. La povera Eluana non ha sofferto inutilmente. La famiglia…neanche. E il tuo post…molto dettagliato, completo, chiarissimo.
    Buonanotte Capeh….

    Laura

  5. sgnapisvirgola in ha detto:

    Ho letto con interesse Carlo.
    E se concordo che ognuna delle parti, debba gestire la sua riva di fiume è vero che il corso della vita, soprattutto la fine di questa, debbano essere decisi dall’individuo stesso.
    Per cui è auspicabile che ognuno di noi possa rilasciare in futuro un testamento biologico, magari riconfermabile periodicamente, perchè si può anche cambiare idea, per evitare di soffrire inutilmente e far patire a chi ci ama questo supplizio.

  6. Wolfghost in ha detto:

    Caro Carlo, sono sempre stato dell’avviso che gli altri ci fanno cosa noi permettiamo loro di fare e lo applico anche alla chiesa. E’ vero: il Vaticano e’ in Italia, tuttavia e’ lo stato italiano che concede ad esso il potere di intervenire a volte con un’arroganza che non puo’ essere considerata “consiglio” o “opinione”.
    Su Eluana… avevo avuto la tua stessa sensazione di disgusto per tutto cio’ che stava accadendo attorno al suo martoriato corpo, ma poi mi sono calmato, ancora prima che morisse. Perche’? Perche’ e’ mia convinzione che lei non ci fosse gia’ piu’ da tempo e quello fosse un corpo vuoto.
    Tanto rumore per nulla, insomma. E certamente e’ meglio che lei non se ne sia resa conto.

    Certo e’, che se ci sara’ una stretta sui testamenti biologici – ho sentito addirittura che forse l’alimentazione e l’idratazione forzate continueranno anche con il dissenso chiaro del paziente – e’ facile prevedere il boom, dopo i viaggi della speranza, dei viaggi di morte verso paesi piu’ permissivi.
    Sempre che non vogliano vietare pure l’espatrio dei malati terminali…

  7. Fogliadivite in ha detto:

    c’è un premio per te 🙂
    Marina

  8. capehorn in ha detto:

    @ tutti = Credo fermamente che ognuno debba fare la prorpia parte, nei suoi “fines” e per ciò che rappresenta per tutti noi. Forse in questo tempo siamo stati chiamati, nessuno escluso, ad interrogarci sul significato che per noi stessi ha la parola vita e la parola morte..
    Che questa chiamata venga da Dio, che ultimamente non ha occupato molto, per i credenti o nulla, per i non credenti, i nostri pensieri .
    Non crediamo perchè credenti, questi siano eletti e quindi favoriti dalla chiamata. Il tempo di Dio è un tempo imperscrutabile e forse questo è stato il suo tempo.
    Ciascuno di noi ha dovuto interrogare la propria coscienza e questa, alimentata dalla vita di ciascuno, ha dato una risposta.
    Non crediamo che la nostra sia quella giusta, o la più giusta.
    E’ la risposta della nostra legge morale, che faticosamente e non sempre a modo, coltiviamo giorno per giorno

  9. melogrande in ha detto:

    Sai che la penso in modo molto diverso da te, non sono credente, ecc. ecc.
    Però questo post lo trovo talmente intenso, sereno ed equilibrato che non ci trovo nulla da ridire e nulla da togliere. Ci metterei la firma, semmai.

    Fossero tutti così i cattolici, il dialogo non sarebbe una chimera.

  10. RedPasion in ha detto:

    ……..
    parole che non possono che appartenerti…

  11. capehorn in ha detto:

    @ melogrande e Red = sono parole che venute dal cuore sono state meditate e non poco, per tentare di riuscire mediare ragione e sentimento e mi conforta sapere che in parte o in tutto sono riuscito nel mio sforzo

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