CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Appunti e Fogli Sparsi – II

Cari ospiti, voi sapete che ogni medaglia ha due facce. Un’opposta all’altra come contenuti, ad esempio. O con contenuti diversi. Se il tema della faccia precedente era la visibilità che ognuno di noi dà alle proprie sembianze, appendendo, o no, il proprio ritratto alle pareti di queste stanze, quello di questo intervento riguarda un aspetto della visibilità: l’invidia. Decliniamo questa parola come più ci aggrada, e per ritornare al passato possiamo essere invidiosi dell’aspetto altrui o più semplicemente, scoperte le fattezze dell’altro, ci accorgiamo, con una punta d’invidia, che ha capelli più belli, un abito migliore ed è stato fotografato con una luce eccellente.

E’ una bella donna o un bell’uomo.

Possiamo quindi provare invidia per il suo aspetto.Non si tratta di ciò, in verità.

Siamo invidiosi di ciò che leggiamo sui muri delle altrui stanze?

Proviamo quel sentimento, che viaggia sul filo della cresta dove un versante è occupato dalla superbia (Scrive delle cose di cui già ho parlato e meglio di quegli accrocchi di parole, che ci poteva pure risparmiare), mentre l’altro è sede dell’accidia o anche della noia (Ma che triste, ancora la solita sbobba, avrei cose da rimarcare, ma sprecarle mi sembra eccessivo e non è tempo di sprechi; domani, forse.)

Confesso che l’invidia è un sentimento che ho praticato. Sono stato invidioso i primi tempi, in cui cercavo casa in questo quartiere di tanti che avevano un numero di visite e di commenti che mi parevano enormi. Leggevo con avidità e riconoscevo, che quelle visite erano ben meritate. L’invidia si trasformava in apprezzamento, perché sapevo che tra quelle pareti avrei trovato idee e non “degli accrocchi di parole”.

Posso quindi dire che l’invidia, in questo caso, cammina spedita su quella cresta, con passo sicuro, attenta a non cedere da una parte o dall’altra. Cosa ben diversa e qui il discorso s’inspessisce, quando l’invidia diventa livore se non proprio odio, nei confronti di una o più persone, che si dilettano a scrivere e a svelare il proprio essere attraverso lo scritto. Ad alcuni lo scrivere vien benissimo, sono limpidi, profondi, hanno pluralità d’argomenti e modi d’argomentare le idee che l’invidia muove. Per certuni questa si trasforma, nelle contro argomentazioni, in dileggio, spregio che si spinge di là dello scritto e va a riflettersi sulla persona stessa. Quasi che parole e scrittore fossero la stessa cosa. Un conto è essere invidioso delle tue idee, un altro è sostenere che non meriti sputazze, perché profumeresti troppo. Ho notato, che si è passato allegramente questo segno.

Non ne sono stato molto contento e se posso, evito certi luoghi che della rissa fanno bandiera.

Già nella realtà la lotta è continua, almeno in questa, che dovrebbe essere un’oasi, trattiamola per tale.

Termino chiedendo: l’invidia, può essere un veicolo di miglioramento personale, oppure è fonte di nuovo stress? Quel’è la nostra invidia? E’ un agile equilibrista, oppure pervicacemente, si affatica su di uno dei versanti che ho in precedenza descritto? Oppure esiste una faccia nascosta, di cui non ho notizia?

Detta in breve, ma voi ve’ rosica? J

Eventuali annotazioni, lasciatele come sempre, a piè pagina. Grazie.

 

Noi, quelli del ’54 (abbastanza a Nord Ovest, mi pare.)

 

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22 pensieri su “Appunti e Fogli Sparsi – II

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    No, nun me rosica, ma confesso che a volte “invidio” chi sa scrivere così bene da incatenarti alle sue parole, chi sa cantare come un usignolo mentre io raglio, chi sa dipingere con estrema facilità mentre io “sbrodego”…, ma è l’invidia buona, quella che ti fa ammirare le persone e al massimo dire:
    -Ma perchè io no???
    Poi penso che forse io so fare altrettanto bene cose che a loro non riescono, per esempio:
    …………………
    ehm…. uhm…. azzarola….
    Vabbè, ci penso e poi te lo faccio sapere.
    Ciau ne’!

  2. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = bhè, sai fare il guardiano del faro ed io no.
    Mannaggia se rosico :-))))

  3. Wolfghost in ha detto:

    Secondo me hai ben centrato il punto: l’invidia, se e’ solo iniziale e si trasforma in ammirazione e spinta al miglioramento, non e’ di per se’ negativa. Lo e’ invece quella che si cronicizza divenendo livore. In quest’ultimo caso, non solo e’ inutile, ma dannosa per se’ e per gli altri.
    Su Internet esiste tanta di quella invidia che forse non hai nemmeno idea 😉 Dove scrivevo prima esistevano attacchi demenziali e dispregiativi solo per distruggere coloro che erano percepiti come avversari da abbattere. Ed erano all’ordine del giorno. Roba da far chiudere il sito, se le cose funzionassero davvero per quel che dovrebbero.
    Qui al confronto e’… all’acqua di rose 😉

    Io… mmm… se c’e’ una cosa che “invidio” e’ il tempo che evidentemente diversi utenti hanno a disposizione. Perche’ in quanto ai numeri, guarda… sara’ anche questione di bravura, ma e’ soprattutto questione di “metodo”. Quindi nessuno dovrebbe sentirsi inferiore per i “numeri”, poiche’ spesso esso sono ottenuti in modi superficiali (ovviamente non sempre! Ci sono blog visitatissimi perche’ apprezzabilissimi!). Se proprio si si vuol sentire inferiore (ma solo allo scopo di migliorarsi ;))… allora guardi piuttosto ai contenuti 😉

  4. denise82 in ha detto:

    Il confine tra ammirazione e invidia è così labile che,a volte, si rischia di creare confusione…quindi…molto sinceramente…posso affermare che ammiro/invidio le qualità delle persone, soprattutto quando (troppo spesso) vengono a galla i miei ganteschi difetti..
    ciau!

  5. melogrande in ha detto:

    Io la vedo così.
    L’ invidia propriamente detta per me non è tanto il desiderio di avere anch’ io qualcosa che gli altri hanno, quello semmai è uno stimolo a crescere ed arricchirsi, una cosa positiva, un confronto.
    L’ invidia vera è semmai il dispiacere che ce l’ abbiano gli altri, una cosa che a me manca.

    Ma di invidia cattiva in queste stanze non ne ho trovato traccia.

  6. capehorn in ha detto:

    @ wolfghost = Concordo a pieno. Anzi ti invidio 🙂 perché hai centrato meglio uno dei bersagli.
    Il fattore “miglioramento dei contenuti”. E’ questo il focus su cui si deve puntare per avere, giusta la gioia di soddisfare l’ego, i “numeri “.
    E non ultimo il tempo che ci si dedica a migliorare i contenuti.
    Grande analisi.

    @ Denise82 = E’ vero che ammirazione ed invidia vanno affiancati su quella linea che ho tracciato.
    Non vanno di pari passo a volte avanza l’uno piuttosto che l’altra, ma se rimangono sulla cresta ci indicano la strada migliore per migliorarsi e per riflettere meglio su cose che sentiamo comuni.

    @ melogrande = Sintetico e preciso come sempre.
    E’ l’accettazione del confronto, è il guardare il proprio limite e sforzarci di superarlo, umilmente con l’aiuto degli altri.
    Sicuramente la chiave di volta è l’umiltà: di saper esporre e recepire il pensiero, l’idea.
    Quella che permetterà un personale avanzamento.
    Sei stato fortunato, oppure a pelle hai sentito che frequentare alcuni luoghi sarebbe stato un perdita di tempo.
    Ebbene questa è una sensibilità che invidio, ma mi sto attrezzando in tal senso 🙂

  7. cautelosa in ha detto:

    Io credo che l’invidia sia un sentimento innato nella natura umana: chiunque la prova, in un momento o nell’altro della propria vita, nei confronti di qualcuno ritenuto, a torto o a ragione, superiore a sé. L’importante è accettarla e cercare di tenerla sotto controllo razionalmente, senza esserne travolti e rovinarsi in tal modo l’esistenza.
    In questo mondo virtuale, mi è capitato di provare un empito di invidia, in questo caso “positiva”, assai simile all’ammirazione, per chi sa usare la parola in modo preciso e accattivante scrivendo piacevolmente e su argomenti interessanti, col risultato di avere un considerevole numero di lettori…
    Ma poi mi dico che posso anche accontentarmi delle mie “performances”….
    Ciao!

  8. capehorn in ha detto:

    @ cautelosa = anche tu poni giustamente l’accento sull’invidia quale motore innato dell’esistenza umana. Motore che va domato verso un innalzamento dello spirito, più che orientarsi sul livore, non soltanto nocivo al momento, ma che a lungo andare rende acida un’esitenza, che già ha nel vivere una gran prova.

  9. azalearossa1958 in ha detto:

    oooooohhhhh, lo so, lo so!!!
    so fare benissimo anche la salama da sugo (nel senso che quando c’è da farsi fregare…. non mi batte nessuno!!!)
    eh eh…
    serena serata.

  10. Sottoachitocca in ha detto:

    Credo che l’invidia sia un sentimento che non mi appartiene.
    Tantomeno riferita a un blog. Se invidia significa che si possono usare tutti i mezzi, anche scorretti, per raggiungere popolarita’, simpatia, ricchezze o qualsiasi altro fine che ci faccia sentire piu’ importanti di qualcunaltro…non me ne po’ frega’ de meno. Rimarrei comunque una misera persona…
    L’importante e’ partecipare, condividere, confrontarsi…ma perche’ ci si deve rodere per queste cose?
    A.L.

  11. castoretpollux in ha detto:

    Pervicacemente….ti invidio per come scrivi :-))) (sorrido ma sono serio)

    Purtroppo sono il soggetto meno indicato ad esprimere un parere in quanto è un sentimento che non mi appartiene.
    Credo che l’invidia sia legata strettamente all’idea di possesso/non-possesso. O conquista/perdita.
    Sia per quanto riguarda i beni materiali, ma anche nelle sfere del comportamento, delle qualità intellettive, morali e nelle capacità individuali.

    Non saprei dire, quando vedo una persona che considero illuminata non la invidio tendo semmai ad imitarla.
    Quando vedo qualcuno che ha più di me non sento la necessità di invidiare la sua posizione.

    Sarò anomalo…o solo zen! 🙂

  12. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = salama da sugo? Avverti quando la fai, mi attrezzo e arrivo. Porto il vino.

    @ Sottoachitocca = condivido i principi di partecipazione, condivisione,confronto. Se non li applicassimo nel nostro vivere, questo sarebbe ben poca cosa.

    @ castoretpollux = il tuo intervento è molto zen. Grazie.

  13. mulisinasce in ha detto:

    Ho letto con attenzione e credo che il sentimento più diffuso in queste stanze non sia l’invidia ma la superbia.
    L’arroganza di alcuni non è dettata dall’invidia ( si invidia ciò che si crede di non poter possedere ) ma dalla convinzione di essere superiori alla media e di appartenere ad un elite colta e lontana dalle miserie umane .
    Personalmente mi impongo come antidoto l’esercizio costante del dubbio e bagni continui di umiltà.

  14. dormisepolto in ha detto:

    Che libri meravigliosi sono i Vangeli.
    Ricordi la parabola degli operai nella vigna? Fu pronunciata contro quelli che, ritirando il salario, mormoravano. Di che cosa si lamentavano? Non perché era poco denaro: era quanto stato pattuito; ma perché anche gli altri, che avevano lavorato di meno, avevano ricevuto la stessa ricompensa. E’ indirizzata quindi a persone che, trincerate nella propria superiorità spirituale, giudicano come un affronto ai propri principi la sollecitudine dimostrata da Gesù verso i peccatori che essi disprezzano. E’ parabola analoga a quella del figlio prodigo. Là era il figlio maggiore a non accettare il troppo buon cuore del padre che perdona al fratello minore! “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa coi miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello più grasso”. Lo stesso avviene nella parabola del fariseo e del pubblicano, dove il “giusto” esce dal tempio non giustificato. Ecco il giudizio di Gesù: “Tu sei invidioso perché io sono buono?”. E’ l’invidia del “giusto” di fronte a un Dio che perdona i peccatori.
    Nel mio piccolo mondo (ma importante, compreso il mio ed i blogs tutti che frequento), sto bene con quel poco (che è tanto ed è tutto) che “posseggo” e che un giorno dovrò “restituire”.
    Buona giornata, grande Capo!
    Sandro

  15. capehorn in ha detto:

    @ mulisinasce = hai saputo leggere tra le righe e ciò mi conforta. Uno dei mali che affligge questo quartiere è proprio la superbia. O forse è l’incoscenza di chi afferma di sedersi in cima alla montagna e da lì dispensare perle.
    Peccato che adesso va di moda il “Magrello” e tanti tesori vanno persi. 🙂

  16. capehorn in ha detto:

    @ dormis = Sandro mio caro, grazie di essere passato, ma soprattutto grazie di avermi rammentato che un giorno dovremo “restituire”.
    Mi rendo conto che avrò l’affanno di recuperare quel poco che ho e il rammarico del troppo che ho sperperato inseguendo l’inutilità sulle vie più facili che mi sono state e che per comodo vivere ho battuto.

  17. dormisepolto in ha detto:

    Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine Papiiiii et filii et spiritoso Sandro.
    :-))))

  18. capehorn in ha detto:

    Amen 🙂

  19. mezzastrega in ha detto:

    invidia che spinge all’emulazione, questa ce l’ho.
    Me rosica quando certi personaggi privi di qualità particolari (anche ad uno studio approfondito) ottengono grandi risultati solo per fortuna e capacità di manipolazione o, peggio di peggio, perchè son belli.
    Rosico anche peggio quando non mi vengono riconosciute le capacità professionali.
    Per il resto io mi ritengo poca cosa, quindi non sono invidiosa. Più spesso ammirata.

  20. capehorn in ha detto:

    @ mezzastrega = hai ben ragione. Non essere riconosciuti per ciò che si vale o peggio vedersi privati da altri i meriti raggiunti non fa che definire l’interlocutore come colui che approfitta di una aleatoria fortuna, vendendo il proprio nulla mentale e fisico.
    Questo fa ori,primiera e settebello.
    Riguardo la scopa, bhè sappiamo come vorremmo usarla.

  21. cautelosa in ha detto:

    D’accordissimo con le tua parole. Se ci lasciamo soverchiare dall’invidia, non facciamo che peggiorare la nostra vita…
    Che, a volte, è già dura così…
    Buona settimana!

  22. capehorn in ha detto:

    @ cautelosa = ti ringrazio.

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