CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

ENGAGE part TWO

Cari e gentili ospiti, fratelli, sodali dell’ovalità del mondo, eccomi a voi, a spargere la buona novella. Sì, miei cari patatoni si sono compiuti i giorni delle intemperanze ormonali e il forte richiamo degli agoni primaverili, hanno sortito gli effetti voluti e surrettiziamente preparati nei lunghi mesi di un inverno, che ahimè, pareva senza fine.

Or dunque voi conoscete gli antefatti e di come la Compagnia della Buona Morte e le Allegri Comari, si siano impegnate, profuse ed eziandio ingegnate affinché i due ribaldi, nelle storiche figure di Teresona “Mavainmona” e Tony “Tescartavetroebon”, congiungessero e i loro spiriti ed anche i loro corpi in laoocontico groviglio. Tutto perché oramai ne avevamo, pieni i maroni e contromaroni di quei due.

Però, il maligno, se tale non fosse perché vituperarlo in siffatta guisa, ha sì fabbricato la pentola e per inciso ricordo le erculee fatiche profuse nell’acconciare una figura, che dicesi umana, dei due ribaldi, ma come saggezza rustica e di cervello fino insegna, non il coperchio.

I due, infatti, dopo la trasformazione fisica, le cui effigi le avrete sicuramente viste, si sono abbandonati agli ozi di Capua.

Il baldo giovine, oramai si aggirava azzimato e in polpe a ogni piè sospinto, emettendo sboffi e sospiri. Egli avea abbandonato la fatica diuturna e notturna. Il sicofante non tirava più la ghisa con le mani, come i suoi avi (Mitici metalmeccanici Falk – Ansaldo Grandi Forni, che dalla materia bruta traevano barre, rotoli, travi a T da 8,12,18,24 cm/mm e con le appendici rese callose dalla dura acquisizione del pane e dalle papagne che erano usi allungare a destra e manca, quando erano di servizio d’ordine alle manifestazioni) bene di queste nobili attività, nulla è rimasto. Neppure il fantasma del ricordo, ancorché annebbiato dal tempo. E che dire delle sue presenze in campo? Dove sono i tempi in cui allegramente arava le adenoidi altrui. I giorni felici in cui polverizzava pollicioni e diti bamblini, con il sorriso malefico di chi gode dell’azione, ma non degli effetti nelle estenuanti maul o nelle mischie chiuse. Non oso e voi vi prego osate sino alle estreme conseguenze, come pensare di quanta polvere si è posata su quegli episodi, che hanno reso epico e apodittico il suo essere in campo.

Che dire poi di lei, che si era ricoperta di ori e gioielli, tanto da apparire una madonna del petrolio, larvale sembiante di “neoneocafonal”. Disdegnando il campo della gloria, anzi si piccava di apparirvi coperta da quattro veli ricavati dalle vele maestre dei barchi del “Navigare Necesse Est Ovestque”. Il locale circolo nautico, infatti, ha promosso causa e “Alla Bella Bignola” e“Al Pisellon Fuggiasco”, più che altro per palese contiguità immobiliare e d’intenti. Questo, per incitare alla pugna i quindici uomini e di tanto in tanto, mostrare le intimità per “sbaruare” gli avversari.

Poi sul lavoro di donna rurale aveva assunto dei comportamenti, che la Confagricoltura e la Coldiretti giudicano per lo meno bizzarri. Imporre le “mutande contenitive” a ogni animale della sua “farm”, onde evitare sporcaccierie d’ordine deiezionatorio e, udite miei bravi, il certificato di sana robusta costituzione ed esenzione dalle malattie esantematiche ai maschi di varie specie, che ambiscono avere rapporti a mero scopo riproduttivo.

In più copriva le femmine delle varie specie di profumi, tali e tanti da sembrare più avvezze alla frequentazione di un bordello circasso, che una stalla italiana.

Perdiana, perbacco, per giove. SI E’ PASSATO IL SEGNO.

E’ questo il grido di dolore che si leva dalle tavole, non più oggetto da molto tempo delle intemperanze aero-gastriche del Tony, delle due Hostarie.

Nottetempo, approfittando di una menzognera “Festa dell’Uva Fragola”, artatamente effettuata onde riempire i due sicofanti di fragolino, vino dolce e frizzante, dai sentori di fragole boschive e dei rubescenti frutti delle terre del Pellizza, in maniera che affogassero in una ciucca epica le manie di una “gradeure”, che non appartiene loro.

Nel frattempo la “Cupola” ordisce un piano perché:- Quei due è meglio che facciano del gran ciularò…ohoh. Almeno il P.I.C. andrà in down e finalmente si potrà riandare ai bei tempi antichi.- Così simpaticamente, si espresse Marat (morto nel bagno), ponendo l’accento di come il Prodotto Interno di Cazzate dei due, aveva ormai raggiunto l’evidente insostenibilità. Tutti d’accordo si è pensato di gettare i due, nel fienile di lei ampio e spazioso, già odoroso del primo maggengo e lasciare che la natura, che pregammo forte e benigna, seguisse il suo corso.

Così i fatti si svolsero e tratti i due sicofanti, inscimmiati come trichechi bolsi e catarrotici, dal fiato insostenibile, tanto eruttavano fumi alcolici (Tanto che temevamo possibili incendi, così da perplimerci se l’azione da porre in essere fosse giusta o meno). Gettato il cuore oltre l’ostacolo, ammassammo una buona quantità di erbe odorose e birichine, sprangammo la porta dello stabile e ci accingemmo a una lunga attesa. Il resto della notte, come la giornata rotolò senza che dal topos si udissero segni di tenzone amorosa. Nel cuore della notte successiva, gradi e forti grida si levarono. Urla selvagge e poi questi si trasformarono in insulti e di lì a pochi, udimmo chiaramente il passo successivo, i fatti. Più il tempo passava, più i fatti da violenti che parvero all’inizio, a mano a mano si trasformarono in altri fatti, di cui noi tutti conosciamo il peso. I volti all’inizio tesi, preoccupati e qualcuno paventava anche terrore, si distesero tutti in larghi sorrisi e a quella fatta s’iniziarono giuste e silenti libagioni, ciò per non spezzare l’incanto che si era venuto a formare. L’alba ci sorprese ancora ad ascoltare i gemiti dei due amanti.

          E con questa fanno sette – disse lo Gnomo, apponendo un’altra tacca su di un lungo bastone.

          E basta ! – soggiunse Zobeide, che di quegli agoni, non aveva mai potuto essere partecipe e ciò la infastidiva e di molto.

          Avvivati a dieci savà necessavio povtare qualche geneve di conforto. Uno zabaione con ventiquattvo uova e un litro di marsala, cvedo che sia d’uopo. Mi vaccomando, non si dimentichi, amici, della cvema emoliente e vinfvescante – Chiosò la Contessa Baldaquia, donna di mondo e in gioventù, gagliarda protagonista delle vituperate agapi sessuali della nobiltà, disdegnate dal volgo rozzo ma visceralmente invidioso di quelle manifestazioni.

Così, seguendo le indicazioni, approntammo i due salvavita, in vero rustico e di antica memoria, ma non per questo meno preziosi ed efficaci. Tali si rivelarono.

Trascorse la giornata, con frequenti aggiornamenti delle tacche e poi calata la sera, calò anche il silenzio. La natura, dopo le numerose e vulcaniche esplosioni di pulsioni già fin troppo represse, ebbe esaurito tutte le forze. Il sonno, antico amico e buon consolatore d’animi e di membra, avvolse noi e i ribaldi nelle braccia di Morfeo.

Finalmente tutto era compiuto e se sarete sopravvissuti a questo racconto e se ne avrò la forza, quella che lentamente, mi sta abbandonando, vi dirò ancora del dopo. Altrettanto immaginifico e altrettanto tremendo.

Miei cari ospiti, le fanfole non sono terminate.

Noi, quelli del ’54

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7 pensieri su “ENGAGE part TWO

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    Eppure, un giorno, io un giro “Al Pisellon fuggiasco” me lo voglio proprio fare…
    ‘notte.

  2. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = se ciò è nei suoi desiderata, ben venga e meglio sarà accolta.

  3. azalearossa1958 in ha detto:

    Già la Zobeide… è stepitosa, ma la Contessa Baldaquia…. è da urlo!!!
    Riprenditi, riprenditi, non ti vogliamo affaticato.

  4. azalearossa1958 in ha detto:

    stRepitosa… mannaggia la tastiera…

  5. anneheche in ha detto:

    Non ho capito tutti i riferimenti, ma le tue parole mi hanno trascinata sino alla fine 🙂

  6. happysummer in ha detto:

    In effetti, molti riferimenti sono un po’ oscuri… Tranne che tu non ti riferisca a Berlusconi e alle sue, ehm, sostenitrici politiche… e allora sì, sarebbe la LUCE 🙂 🙂 🙂

  7. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = mi fa piacere che i personaggi di questa favola, perché tale rdeve risultare, ti coivolgano. Per riprendermi mi riprenderò. Smpre che non sia un “a ripijate …”.
    Accetterò comunque.

    @ annaeche = In vero esistono e sono persone vere, che hanno attraversato la mia vita in momenti diversi e per diversi aspetti l’hanno segnata, nel bene e nel male.
    E’ un gioioso omaggio a loro e perché nò a momenti che mi hanno fatto star bene.

    @ happysummer= nulla di politico nei riferimenti, mi dispiace lasciarti nella penombra. Per te valga quanto scritto per “anneeche”.

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