CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Parlare per capirsi

Cari ospiti, voi che siete di bella scrittura, vorrei sottoporvi un piccolo quesito, sorto in corrispondenza di questa notte persa al Pazzificio. Non posso, per motivi indipendenti dalla mia volontà descrivere per bene i compiti che svolgo durante le deliranti ore del mio lavoro. Sappiate che coordino attività di trasporto di persone, in una società leader sul mercato. Ora questo, comporta sapere tutto del traffico e dei suoi flussi, conseguentemente le decisioni prese in queste quattro mura, proprio per la peculiarità e la mole d’informazioni in possesso, sono da considerarsi dogmi. Per avere le informazioni è giusto porre domande giuste, tempestive, appropriate e lo stesso dovranno essere le risposte di colui al quale indirizzate.  Quindi è necessario ben parlare, in modo chiaro e senza fraintendimenti. Purtroppo, ed iniziano qui le dolenti note, la totalità delle informazioni è acquisita via telefonica, quindi occorre buttare un occhio anche sul fattore umano. Vuoi per le difficili comunicazioni imputabili al malfunzionamento delle linee e degli apparecchi telefonici in uso, vuoi perché non sempre l’interlocutore sa cosa vuole o sa esattamente l’origine del problema (succede, succede oh se succede), si possono verificare le situazioni che d’appresso vi racconto.

NB in corsivo l’interlocutore e diversamente colorato; uso del carattere normale per il sottoscritto.

         Pronto ? Sono il 9999, viaggio con qualche minuto di ritardo. Senti, avrei una signora che deve arrivare a B. Fammi aspettare il 777 e così siamo apposto!!

Bado al ritardo (56 Mn non sono bruscolini, né per voi che viaggiate, né per noi che dobbiamo tener conto anche di questo, sia ben chiaro) trovando la soluzione con il 8888.

         Ascolta con il 777, non è possibile. La indirizzi al 8888 che è al binario X, non ti preoccupare parlo io con i colleghi per il proseguimento del viaggio!

         Ma lei deve prendere il 777 e non l’8888!!

         Con il tuo ritardo, il 777 e l’8888 partirebbero allo stesso orario. Il primo invece partirà in orario, il secondo con cinque minuti di ritardo massimo.  Prima di P lo ha già recuperato tutto e a B arriverà più che in orario.  (C.V.D. – Infatti, l’8888 è arrivato a P in anticipo d’undici minuti a B di ben ventuno, mentre il 777 sarebbe arrivato a B con 10/15 minuti di ritardo sicuri, fidatevi!)

         Ah bene allora fai fermare il 777 così arriva in anticipo! Sei un mago tu!

 

A questa parata, mi s’impongono alcune possibilità:

 

1.     Ignorare il colloquio e abbandonare al suo triste destino la signora in questione. Scelta però è improponibile. Mai abbandonare una signora nel cuore della notte. Avrei difficoltà a perdonarmi.

2.     Pronunciarsi in modo definitivo sulle capacità mentali dell’altro ed invitarlo seriamente a ripensarsi

3.     Imporgli di mandare la signora in questione al binario X. Pietra sopra.

 

Delle tre possibilità, secondo voi qual è stata la prescelta? Bravi, indovinato.

Ora però, per raggiungere il mio scopo, ho dovuto accennare brevemente al punto due, anche perché non riuscivo a capire cosa della semplice e frusta parola: NO, non riuscisse ad afferrare l’interlocutore. La enne forse. Lettera emettibile solo schiacciando la lingua contro il palato e questa forma di violenza fatta ad una parte del corpo così delicata ed importante sede di uno dei nostri sensi, è così esecrabile? In fondo è un organo che ci permette la comunicazione e in alcune situazioni anche lo scambio di fluidi corporei. Forte e allo stesso tempo tenero e suadente, ma in un breve volgere può diventare un’arma, la più terribile. Che sia la "o" ? Così tonda; espressione di una figura geometrica semplice, eppur complessa e completa. Che ha offerto nei secoli, innumerevoli parti di se, per scopi che hanno, nelle scienze matematiche ed artistiche, trovato altissimi esempi di come la circolarità si esprime. Che dire poi delle arti magiche, esoteriche, anche negromantiche. Il cerchio come simbolo che permette di racchiudere forze altrimenti poco governabili. Anche la religione ha trovato nel cerchio esempi di manifestazioni dello spirito, a volte anche contrarie alla professione ortodossa, accettata e seguita.Non dimentichiamo, gli ultimi cerchi che si sono manifestati in questi anni: quelli nel grano. Sono da considerarsi epifaniche presenze aliene, orme di civiltà galattiche? Oppure inganni sopraffini di menti bislacche?Perché è così difficile capire il significato di un NO? Perché è così disdicevole, seguire le indicazioni di chi governa determinati processi, conoscendone tutti gli aspetti ed affidarsi alle sue decisioni? La responsabilità di quella data scelta è mia; le conseguenze graveranno sulle mie spalle non sulle tue. Perché, pur sgravandoti gratuitamente, d’ogni tipo di responsabilità, con protervia ed ignavia, persegui la strada della tua insulsa cocciutaggine? Questo per pavoneggiarti davanti al tuo personale pubblico? Ami visceralmente il suono delle tue parole, tanto che ne rimani incantato e da ciò non hai più forza per distaccarti? O il tuo è un comportamento tale da farmi girare le balle, giacché le hanno fatte girare prima te? A volte mi domando e per una sorta di perfida perfidia il domando anche a voi, se il parlarsi serva a comunicare qualche cosa, oppure è un semplice esercizio d’emissione di suoni, anche articolati, ma che fanno sorgere il dubbio che l’intelligenza sia un molesto inquilino della nostra mente.

 

Noi, quelli del ’54, persi nella notte; persa normalmente, a NordOvest di se stessi.

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35 pensieri su “Parlare per capirsi

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    Secondo me le cause vanno ricercate nei traumi dell’infanzia:
    hai presente quei bambini che crescono senza mai sentirsi dire un “NO”, di quelli secchi, categorici, inequivocabili?
    Ecco, bravo, quelli lì.
    E’ che a distanza di anni ancora questa parolina (“NO!” magari anche con punto esclamativo… orrore!) continua a non avere significato nella sua testolina…
    Oppure…. E’ appena tornaaatooo!!! Eh!

  2. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = non sono solo traumi infantili qualli. Sono continue iniezioni di “stordite fortissima”.
    Il vaniloquio contro la paura della solitudine, anche da se stessi.
    Una gigantesca onda per comunicare il nulla.

  3. anneheche in ha detto:

    Quoto il crudo finale.

  4. mezzastrega in ha detto:

    c’è gente che ci prova gusto a far girare le balle.
    C’è gente che non capisce l’italiano, anche se è convinta del contrario.
    C’è gente che…

    Direi che soprattutto c’è gente che non ascolta proprio e questo forse è il caso… insieme al volersi dare un tono e tentar di dimostrare che ne sa più di tutti.

    Quanta pazienza Cape, quanta pazienza in Pazzifici e Manicomi vari…
    Forse siamo noi gli alieni.

  5. capehorn in ha detto:

    @ anneeche = non so se gioire della tua quotazione o abbandonarmi ad un pianto a dirotto. 🙂

    @ mezzastrega = ho capito che tu mi capisci. Così simili nei nostri deliri lavorativi, puntelliamoci a vicenda.
    Ah proposito.
    Hai avuto notizie dalla Nube di Magellano.
    I cugini a Beltegeuse, stanno tutti bene.
    Meno male, una buona nuova. :-)))

  6. azalearossa1958 in ha detto:

    come direbbe Cicerone, la nostra è un’epoca affetta da stitichezza concettuale e diarrea verbale…

  7. madibacisaziami in ha detto:

    porcaccia la miseriaccia!bella sta definizione dell’intelligenza!mi piace proprio…parlare dovrebbe servire a capirsi ma sono giunta alla conclusione che ormai si fan solo grandi parole,piccoli se non inesistenti concetti.Alle persone-e bada che di persone ne frequento anche troppe per lavoro ahimè-piace ascoltare la propria voce,il parlarsi addosso è terribilmente trendy e quindi non dire una sacrosanta minchia è molto “in”.
    Ragionare e comunicare è “out”,not ok,osoleto,scontato,noioso.
    Anche noi del 66 tratteniamo la nostra intelligenza con stoico ardore nella nostra scatola cranica,nella speranza che dal deserto spunti più di un miraggio di umanità,PERSONE,auspicabilmente.
    buonaserata:-)

  8. capehorn in ha detto:

    @ madibacisaziami = leggendo il tuo commneto mi vien da pensare che i sentimenti, i pensieri che hanno unito i tanti che si son fermati a commentare sia il filo rosso, ancorché invisibile dell’età.
    Quasi che dopo una certa annata, non si dia più dacconto a quelle cose che sono state e sono ancora fondamentali per chi scrive.
    Un salto di qualità? Un’accellerazione generazionale ?
    Oppure …

  9. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa 1958 = troppi sono afflitti da stispi mentale.

  10. Sottoachitocca in ha detto:

    Parlare e’ piu’ facile che ascoltare.
    Per ascoltare ed elaborare ciò che ascoltiamo bisogna connettersi mentalmente con il nostro interlocutore…mica e’ semplice. Spesso non c’e’ la linea.
    Nei pazzifici, poi, le linee sono talmente intasate….
    Un saluto silenzioso.
    A.L.

  11. mulisinasce in ha detto:

    No, non è vero che non capiscono, non è vero che hanno difficoltà di comunicazione come del resto non è vero che non ascoltano….semplicemente non gli interessa !
    Non sono domande quelle che pongono ma dispozioni.
    L’unica arma che abbiamo è la stessa che usano loro…l’indifferenza !!! non dimenticando che è pericoloso cercar di migliorare loro, perchè l’unico risultato che possiamo ottenere è quello di peggiorare noi.

  12. thecicken in ha detto:

    Cosa c’è che non capite nella risposta “NO”? lo ripeto ai miei figli con una perseveranza spaventosa! Al telefono del circo cerco di essere più signorile ma il concetto è lo stesso. E il risultato simile a quello nel pazzificio. Che crosta che ci vuole!

  13. azalearossa1958 in ha detto:

    Leggo i commenti e mi accorgo che hai toccato un nervo scoperto.
    Ahi ahi… che nevralgia!
    Quanto alla linea del tempo che abbiamo superato… orkapepina… mi sa che hai ragione anche stavolta!

  14. capehorn in ha detto:

    @ Sottoachitocca = tu credi che la mancanza di connessione tra pensiero, parola e udito stia nel fatto che il campo è venuto a mancare? Lo credo anch’io.

    @ mulisinasce = purtroppo nel mio caso devo scendere io e non posso far salire l’altro, se voglio arrivarne ad una. Purtroppo !

    @ thecicken = con i ghepardosauri è giusto perseverare, perché “gutta cavat lapidem”.
    Per gli altri casi i pruriti di quelle croste sono veramente insopportabili.

    @ azalearossa1958 = ioo speravo di non aver ragione, però dalla piega della conversazione vedo il presentimento trasformarsi in verità.
    Verità che non è sempre quella che ci si aspetta, ma è la verità.
    Altro scomodo inquilino della nostra mente.

  15. MarraS in ha detto:

    Dè o bambino, direbbe la mia vicina from Livorno
    “ci vol tanta pazzzienzzza pe campà.. boia dé se ce ne vole….”

    Mimì

  16. capehorn in ha detto:

    # MarraS = ma tu m’insegni che ogni limite ha la sua pazienza.

  17. iosempreio in ha detto:

    non fanno sorgere nesun dubbio. ti danno la certezza.

  18. iosempreio in ha detto:

    nesun = nessun

  19. capehorn in ha detto:

    @ iosempreio = di questa certezza io confesso: ho paura.

  20. Wolfghost in ha detto:

    A volte credo sia semplicemente una difficoltà a… ascoltare davvero l’altro – quante volte parli con chi è lì solo per… riprendere il filo del discorso di prima che lo interrompessi come nulla fosse? (ergo: non ti sta ascoltando affatto) – ma nel tuo caso, a intuito, ho l’impressione che ci sia un senso di colpa, come un essere stato sgamato per il fatto di avere un ritardo così forte: “sei in ritardo! Adesso la tizia la do’ all’8888 così impari!”. Da cui il (patetico) tentativo di rivendicare la continuità del servizio 😀
    Ti suona? Può essere? 🙂

  21. coloratissimo in ha detto:

    Confermo,l’la mia intelligenza è sempre stata una modesta inquilina della mia mente,forse per questa ragione o forse a causa dell’ora antelucana, ti ho letto ma della tua numerologia,dei telefoni poco affidabili e della signora x non ho capito niente.
    Felice giornata,f.

  22. feritinvisibili in ha detto:

    Parlare per capirsi… credo sia un compito che necessita di pazienza, e di frequente ascolto silenzioso, privo di giudizio… In questo caso più che ascoltarsi è necessario leggersi.. anch’io devo confessare che della prima parte del tuo post ho capito poco, ma mi interessa comprenderti e così torno e ritorno qui a leggerti. Buona giornata, e a presto quindi…

  23. RedPasion in ha detto:

    io quando ti leggo
    ti quoto a prescindere

    mi fai sentire più leggera
    ed è una sensazione gradevolissima

  24. azalearossa1958 in ha detto:

    un’inquilina che latita nella mente di molte persone: spesso è fuori casa, a cercare alibi da propinare a chi un giorno le chiederà conto dei suoi movimenti…
    ah, verità, verità… quanto sei scomoda!!!

  25. capehorn in ha detto:

    @ wolfghost = mi dispiace ma hai toppato. Il problema non sta nel dare la possibilità di continuare il viaggio o meno. Bernsì quella di far continuare il viaggio, penalizzando il meno possibile chi vorrebbe partire giustamente in orario. Ora con due treni che partono a distanza di 20 mn l’uno dall’altro e guasrda caso il treno in ritardo arriva all’ora di partenza del secondo, tu cosa proponi? Facciamo partire il primo con 20/25 mr. e con un 400/500 persone incazzate, oppure il secondo con 5 mr e un 300 persone che quasi non ci badano? Se io sono un coordinatore di processo so valutare i pro e i contro e so come “gira”! Quindi a te che sei in ritardo, non resta che seguire le mie istruzioni, punto. Gli annessi e connessi ed ulteriori procedure lasciale a chi è 15 anni che le mastica e se le digerisce. Grazie.
    Sensi di colpa ? Per altre e più importanti cose! :-))

    @ coloratissimo = sapere che l’intelligenza nella tua mente è inquilina affidabile che paga regolarmente l’affitto, mi riempie di gioia.
    Il resto del racconto è semplice contorno.

    @ feriteinvisibili = carissima, ciò che più mi ha indisposto è stato il completo e inspegabile atteggiamento di chiusura mentale dell’interlocutore. E sì che siamo della stessa azienda, e sì che anche lui sa in linea di massima come “gira” eppure, non solo non ha ascoltato, ma ha continuato imperterrito il suo inutile discorso. Avrebbe dovuto semplicemente attenersi alle mie istruzioni.

    @ RedPasion= l’essere quotato a prescindere, mi spinge a migliorarmi.
    Ciò per renderti ancora più gradevole la sensazione che provi nel passare tra queste stanze.

    @ azalearossa1958 = è questa ricerca affannosa che aiuta ad allontanare gli interlocutori.
    E ti sembra che chi parla con te creda che Embolo sia uno dei sette nani.

  26. mammaP in ha detto:

    anche io lavoro in un pazzificio, mascherato da qualcosa che pazzificio non è, (?) e mi capita spesso di non essere ascoltata…non vuoi ascoltare?, ok, ma almeno non rispondere…
    ti quoto, proprio come RedPasion…sarà l’avatar!

  27. capehorn in ha detto:

    @ mammaP =deve essere allora un problema di pazzifici.
    Luoghi in cui si parla, si sparla e si pensa che il trombo sia un piccolo ma simaptico pesciolino d’acqua dolce.
    Senza minimamente ascoltare l’eventuale risposta..

    sì, devo ammettere che il rugbysta letterato fa simpatia.
    C’é da chiedersi cosa legga.

  28. anonimo in ha detto:

    …non capisco perché continuare a prendersela con i “diversamente intelligenti” 😉
    Prova con il metodo “amici miei”: quando parli con costoro prima gli spieghi il concetto, poi loro diranno la propria sciocchezza; a questo punto ribadirai il concetto inserendo una tantum qualche termine inventato, tipo antani con la supercazzola, dando per scontato che ti abbiano capito; non dar loro tempo di rispondere, così rimarranno spiazzati e nel dubbio si atterranno al primo concetto espresso. Solo per il fatto che non hanno capito il discorso si sentiranno stupidi e perciò ti ascolteranno; altrimenti è una battaglia persa e faranno di testa loro!
    enrico

  29. capehorn in ha detto:

    @ enrico (Uno dei Diòscuri?)= come mi piacerebbe trascrivere una volta, una delle conversazioni che chiamiamo amichevolmente “De rerum nullius”. Ciò si consumano minuti, preziosi per altre cose, per scambiarsi il nulla cosmico, pneumatico, afasico e metafisico, intangibile, minimamente apodittico, sicuramente surrettizzio, estremamente iperboreo.
    Come li dìbìdì di maitai oppure la supercazzolacon scappellamento lateralizzato e temporizzato.
    Sì a cazzata, cazzata e mezza.
    Proveremo anche quello.

  30. melogrande in ha detto:

    Credo non sia nè la N nè la O ma la combinazione delle due lettere, quando per di più vengano recepite anzichè con la testa col testosterone.

    Metà del tempo inutilmente perso in qualunque azienda o pazzificio (c’è differenza ?) dipende solo da questo.

  31. capehorn in ha detto:

    @ melogrande = sintetico ed esaustivo.
    Ricezione con testosterone ?
    Anche gli estrogeni non scherzano, sai.

  32. feritinvisibili in ha detto:

    Un salutino di buon fine settimana (ammesso che avrai giorni di festa, visto il lavoro che mi sembra di capire fai) e un grazie per la tua aggiunta di spiegazioni, adesso ho capito…. ((:

  33. capehorn in ha detto:

    @ feriteinvisibili = come w.e., è da rubricarsi tra i “Non pervenuti, non effettuati, NON”. Però si prospetta un turnazzo con persone che mi piacciono quindi il bicchiere è mezzo pieno. Grazie e buon w.e. anche a te.

  34. azalearossa1958 in ha detto:

    Embolo… ahahaha
    senti, vieni da me ad addolcirti la bocca, dai, che te lo meriti…
    Embolo… ahahahahahah!!!!

  35. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = mhmmmm … dolcetto o scherzetto?

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