CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

PENSIERI GIURASSICI

Cari ospiti, in questo strano e per tanti versi, inquieto fine settimana di metà luglio, sono colpito da pensieri giurassici.

Sono quelli più famigliari, perché appartengono alla mia era.

Invero qualcuno me li ha sollecitati, con garbo ed ironia; ed io non mi sono sottratto alla meditazione e da bravo monaco ho svolto il mio compito.

Sarete voi che avete ora la responsabilità di manifestare il vostro assenso o dissenso oppure l’indifferenza più completa.

Qualcuno è venuto a sostenere, che nell’attuale teatro social politico gli unici grandi numeri, di cui dobbiamo tenere fede sono 90-60-90.

E’ vero miei cari.

Se una volta eravamo o dovevamo essere “todos Caballeros”, ora è d’obbligo essere “All Pin-Up”.

Non importa se le misure sono naturali, gonfiate artatamente o frutto di più spericolati interventi chirurgici.

L’ importante è avere un supporto, ancorché tecnologico, per poter conservare e al momento giusto sciorinare, a tout le monde, cio’ che si è fatto, come si è fatto e con chi lo si è fatto.

Ora se la “pruderie”, in questa società italica, così ipocritamente bacchettona, è da sempre guardata con occhio goloso e non  siamo mai sazi, delle maialate altrui, giusto per poter sopportare la vergogna delle nostre.

In questa società, anzi di questa società miei cari, io provo uno schifo sconfinato.

Conoscere che, con scienza uomini e donne, per poter avvicinare il “potere”, farne parte anche in maniera disomogenea, siano disposti a vendersi al miglior offerente e calpestare se stessi e la propria coscienza, azzerando i pensieri di prudenza, pudore, ragionevolezza; inseguendo una gloria effimera, come non mai è questa, giusto per dimostrare che per i quindici minuti di notorietà orami si è giunti al traguardo dell’annientamento dell’essenza umana, perché altre strade oramai sono impercorribili; bene tutto ciò mi procura schifo e disgusto.

Che “potere “ è mai quello, che ogni piè sospinto, deve guardarsi da mezzani/e e prostitute/i, che sapendo della voracità del potere stesso, ne approfittano prima e dopo?

Cosa dobbiamo, anzi in chi dobbiamo credere se quello , il “potere”, é facile bersaglio della stessa cupidigia, che sbandiera con una leggerezza e con una protervia, che non ricordo di aver visto e letto se non nei libri di storia che rivanno alla fine di imperi e poteri che si consumavano in un pozzi d’ignavia, arroganza, accidia.

Di un potere sempre sotto assedio, sotto possibile, a volte tangibile e manifesto ricatto, cosa ne facciamo?.

E di questi esempi disgustosi di esseri che vendono in toto se stessi, ma che se non ottengono di pascersi alla greppia, sono pronti al “cahier de doleance” e denunciano ciò che loro stessi hanno posto in essere, gridando forte dell’ingiustizia subita, del torto affrontato, dell’ignominia vissuta, sono luminosi esempi di cosa ?

“Cui prodest”?

A chi giova un rappresentate del popolo, che dispensa prebende, ma che dai dispensati può essere pugnalato ogni momento.

Quanti Antonio, quanti Bruto, si aggirano nei corridoi del palazzo?

Dove sono e quali sono i Catone? Forse gettati da parte e bollati con qualunquiste sigle, che troppo facilmente penetrano nelle coscienze?

Il mio schifo e disgusto aumenta.

Questo pensiero, non credo che sia soltanto mio, che ripeto sono giurassico, abituato a scansare dinosauri. Non voglio fare la facile Cassandra, ma così si corre il rischio di vedere aumentare il desiderio di ordine, comunque e dovunque e non importa chi lo applica.

Si è arrivati al punto che non ci si domanderà più se conviene il rigurgito moralista della dittatura.

Si vorrà una dittatura, che come un chirurgo, di fronte a questo cancro, incida ed elimini senza pietà e senza titubanza, anzi se lo scavo sarà di più ampie proporzioni, ciò aumenterà le probabilità di una guarigione sicura, forse con tempi lunghi.

A quel punto i tempi non avranno più ragion d’essere, poiché ci sarà solo un tempo.

I nostri padri e le nostre madri, ne hanno conosciuto purtroppo gli effetti sulla loro pelle e dei troppi strascichi, ne vediamo ancora noi le conseguenze.

Non credo che rivogliamo patire tutta la tragicità di quel periodo, ma se continuano imperterrite, queste laide scene da basso impero, non è da escludersi che il putridume che ora affiora sempre più, possa diventare la mano del boia da una parte e il cattivo cibo di cui nutrire pericolosi rigurgiti, dall’altra.

Oggi il tintinnio di sciabole è solo un balbettio confuso nelle grida del “potere” malato.

Domani potrebbe essere un feroce scampanio con cui fare i tragici conti.

 

NOI, quelli del ‘54

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19 pensieri su “PENSIERI GIURASSICI

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    ho letto velocemente, ma l’argomento merita ben più di una scorsa frettolosa.
    per il momento ti auguro una buona serata, poi tornerò con calma.
    (ad occhio e croce, mi sa che abbiam postato più o meno lo stesso pensiero, anche se il mio è riportato)
    ‘sera.

  2. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = uno pari, palla al centro.

  3. feritinvisibili in ha detto:

    Il tuo lucido e meravigliosamente espresso timore riguardo a cosa stia covando nella società di questo paese per quello che mi riguarda è pienamente condiviso, e leggere il tuo post è stato come ricevere un sasso nello stomaco.
    Mi sento terribilmente impotente, per ora resto vigile e aspetto… preparandomi anche al peggio. Grazie per aver saputo dare parole così sagge e allo stesso tempo così furiose a questi pensieri e sentimenti che sono anche i miei e di tanti altri.

  4. capehorn in ha detto:

    @ feriteinisibili = vigilare sì, sempre.
    Soprattutto sul furore del nostro scontento, che non si rivolga plaudente verso quelle sciabole che balbettano.

  5. azalearossa1958 in ha detto:

    i tempi sono grami, e purtroppo son vicini ad esser maturi per quello che tu paventi alla fine della tua riflessione.
    il circolo vizioso che si è innestato è finito in un vortice ove la corrente si fa fatalmente più forte ad ogni limite superato, travalica, calpestato.
    il machiavellico fine che giustifica i mezzi sembra oramai essere sempre più l’unico credo in cui questi loschi figuri si riconoscono.
    amareggiata, schifata e disgustata, mi unisco al tuo lamento, ma so già che questo lamento è destinato a diventare un coro, e via via un urlo rabbioso che forse, se sarà abbastanza rabbioso, riuscirà un po’ a smuovere le coscienze dei suddetti personaggi…
    ma che dico?
    vaneggio?
    sì. certamente sì.
    per smuover le coscienze, occorre che coscienze ancor vi siano.
    chiedo venia.
    sognavo.
    la partita è impari.
    a voi del ’54+’58, auguro una serena notte (possibilmente senza altra grandine, grazie, che tanto macchine da sfigurare non ne ho più).

  6. Wolfghost in ha detto:

    “Sono quelli più famigliari, perché appartengono alla mia era.” ahahahah ma smettilaaaaaa!!!! 😀

    Guarda… non è possibile darti torto sui fatti, sono inoppugnabili. Tuttavia… ciò non ci esime dall’usare la nostra intelligenza, la nostra volontà, la nostra capacità di discernimento. Anzi, volendo, siamo di fronte a una prova, una prova dalla quale non possiamo sottrarci. Se lo facciamo, uniformandoci non già nei costumi, quello – ti parrà strano – ci può anche stare, ma nell’uso della ragione, allora non potremo fare altro che fare mea culpa, senza dire “questa è la società! La colpa è la loro!”.
    No, la colpa è sempre e solo la nostra. Su questo non transigo: ognuno è artefice delle proprie scelte e del proprio stile di vita 🙂

  7. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = come si dice chi non ha testa metta gambe.
    Ci toccherà alimentare le gambe della nostra coscienza.
    Bene, alla lunga la nostra dieta darà i suoi frutti.
    Ribadisco il concetto, vigiliamo perché le sirene di quelle sciabole non ci seducano.

    @ wolfghost = Tu credi che non sia giurassico, questo mio modo di pensare ? 😀
    Ma proprio questo alimenta l’uso della ragione. Della mia, da parte mia.
    Non voglio essere omologato e non voglio neppure essere schiacciato.
    Ho la mia morale e farò il corpo estraneo, molesto, inappropriato, inopportuno.
    Il mio stile di vita non è trattabile sono di quelli che ha scelto e ha superato il punto di non ritorno.
    Nessuno sconto, nessun saldo.

  8. Esecrabile in ha detto:

    ….sono cotta quindi non fare caso agli errori….devo ancora andare a dormire. Ricambio la visita e tornerò perchè il tuo cantuccio mi sembra appetitoso. Ti ringrazio per il commento al mio blog. Non ne ho mai fatti prima e quindi non sono proprio al massimo. Il template l’ho sgraffignato a Godiva, ma sono d’accordo con te sui font, bisogna che aumenti un pò, poi c’è il fatto del bordo destro che mi taglia le parole. Non sono molto pratica sul come modificare ul template…..mi sa che farò pasticci….bòh….grazie ancora per la visita e buona giornata.
    P.S. non mi avete preso in mezzo, sono io che mi sono intrufolata. 😛

  9. capehorn in ha detto:

    @ esecrabile = vedrai che con un po di esercizio e tanta pazienza riuscirai a farti le stanze come più ti piacciono.
    Sei sempre la benevenuta, intrufolata o meno. :-DD

  10. mezzastrega in ha detto:

    io penso che le dittature sono cancri loro stessi, non credo che la dittatura sia strumento valido per sconfiggere la dittatura. Perchè quello è.
    Abbiamo una dittatura che oltre ad essere tale è scandalosa, e ridicola agli occhi degli altri.

    E che ci fà lì?
    Se gli italiani l’hanno messa lì, allora gli italiani questo si meritano.
    Forse?

  11. melogrande in ha detto:

    Perche’ si verifichino le scene da basso impero occorre che ci sia prima l’ impero.

    Non che le democrazie siano sistemi perfetti, ma di certo in una democrazia che funziona non si arriva a questi estremi di arbitrio, si cerca quanto meno di salvare la faccia. In una democrazia che che funziona molto puo’ perfino accadere che mezzo governo dia le dimissioni per un po’ di (imbarazzanti) irregolarita’ nei rimborsi spese, laggiu’ nel Paese di Molto Molto Lontano.

    L’ esibizione di potere personale richiede anzitutto che il potere personale ci sia davvero, imperatore, sultano, boss, leader o duce che sia, e l’ esibizione sfrontata di questo potere fa parte della coreografia. Certo, questo attira clientes, ruffiani, cortigiani e cortigiane, mercenari e sicofanti.
    Talvolta giustamente innervositi per il mancato pagamento di un onorario professionale, diciamo…

    Ma oso sperare che piuttosto che desiderio di ulteriori imperatori, quanto si vede in giro alimenti un sano senso di nausea ed un desiderio di aprire le finestre e cambiare aria.

    Ammesso che qualcuno offra un’ alternativa credibile, ahime’.

  12. MadameIdiota in ha detto:

    Dove sono stata una settimana or sono, pensano che il “nanò” ha messo su un bel circo e che noi italiani siamo tutti,ma proprio tutti, “merd!”
    Meno male che mi astengo sempre dall’andare in cabina,altrimenti altro che “figur de merd!”

  13. capehorn in ha detto:

    @ mezzastrega = è ben vero che per spegnere un fuoco si può ricorrere al controfuoco. Non sempre però può dare gli effetti voluti. Dicerto moltissimi italiani, non hanno voluto questa sorta di dittatura da operetta. Hanno creduto nelle visioni di grandi scenari, ammannite con dovizia di fumo dai grandi comunicatori. Peccato che hanno voluto ed ottenuto delle patenti “Cicero pro domo sua” e ciò che più suscita ribrezzo, lo sbandierano allegri ai quattro venti.

    @ melogrande = come sai il popolo italiano è un popolo impaziente.
    La fase dell’impero, porta ad una noia mortale e quindi meglio gli eccessi del basso, son più divertenti.
    Data ormai assodata che questa è la società dell’immagine, cosa di meglio c’é che dare solo l’immagine del “potere”. Tutti sanno che l’imperatore è nudo , tutti lo dicono, ma nessuno che abbia il coraggio, proprio per l’attesa nefvosa del pagamento delle prebendo, che lo faccia notare all’interessato.
    Credo che stiamo vivendo un vuoto anche culturale. Il nulla proposto ed accettato, non viene soppiantato da una cultura, una filosofia incalzante le parti ancora vive della democrazia. Queste sono così arroccate nel loro spavento. Nè la cultura riesce a ricondurre a giusta macchietta questo “potere”.
    Anzi da una parte si divide in mille camarille, dall’altra emette balbettii confusi e contradditori.
    A questo punto non vediamo e non sappiamo più scorgere alternative, anche perché ogni piè sospinto quasi fosse un momento pubblicitario, se ne sfornano una dopo l’altra e il più delle volte antitetiche.
    Quindi questa confusione, quest’aria viziata, che tentiamo di far uscire dalla finestra rientra dalla porta in un vortice vizioso.
    E il desiderio di aria pulita rimane più forrte che mai.
    Almeno da parte mia.

    @ MadameIdiota = con l’immagine che si è voluta creare questo “potere” in Italia, così l’ ha voluto esportare, credendo al detto Tutto mondo è paese”.
    Peccato che la nostra sia una frazione rancorosa e non quel borgo immortalato da tal Lorenzetti.

  14. anneheche in ha detto:

    No. No. Ci vorrebbe Annibale!
    (O anche Silla, se non vogliamo lo straniero).

  15. capehorn in ha detto:

    @ anneheche = il migrante sarebbe proprio “Lupus in fabula” !

  16. azalearossa1958 in ha detto:

    ovviamente era “travalicato”.
    sarà il caso che impari arileggere prima di schisciare il tastino qua sotto… anche da dormis ho dovuto correggere un errore in modalità postuma, e la cosa non mi piace…
    aufffff…… ma perchè si invecchia?

    ‘notte capo, tenga salda la rotta nel suo turno al timone, mi raccomando.
    siamo nelle sue mani.

  17. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = me ne fossi accorto dei travalicamenti birbanti :-DDDD

  18. Orsombroso in ha detto:

    Il vendersi per un piatto di lenticchie è cosa vecchia.
    A questo punto però il legume ha decisamente stufato.
    Che sia venuta l’ora di levare le mense?

  19. capehorn in ha detto:

    @ Orsombroso = tu che dici? prima che venga qualcuno a presentarci un conto alla … giapponese, che pagheremo in comode rate, per molti e lunghissimi inverni.

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