CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il Cammino delle Verità – Cap. 3 – parte 2

 
L’
 
 
abate si levò e recitata la preghiera di ringraziamento, sciolse l’assemblea e i monaci, ordinatamente com’erano giunti, così raggiunsero ciascuno le proprie celle, per la lettura serale in attesa di “compieta”.
I tre giovani in compagna di Margherita e Fulvio, uscirono dal salone per passeggiare brevemente sull’ampio spiazzo di fronte alla chiesa abbaziale. La notte oramai giunta, era fresca e una luna pallida,faceva capolino tra le nubi che lente, migravano in cielo, sospinte dai venti di quota. Margherita e lo scudiero furono accompagnati fino davanti alla porta della casa del cellario.
“Spero che dormiate bene, questa notte” disse Vilfredo e con un inchino si congedò.
Tarik sorrise e si chinò quasi fino a terra e raggiunse il giovane tedesco.
Leoniero, ciancicando nervosamente l’angolo del giubbetto, sembrava non trovare, o non voler cercare, le parole di commiato. Guardò Livio, con l’aria di chi chiede un aiuto, per iniziare il discorso, ma lo scudiero lesse negli occhi del giovane un “Vattene” e si ritirò veloce in casa. L’imbarazzo del giovane aumentò.
Margherita per toglierlo d’impaccio disse:
“Allora Leoniero, avreste pensato di arrivare qui, sano e salvo?”
Leoniero si scosse:
“No, mia signora. Le terre che abbiamo attraversato e i pericoli che abbiamo affrontato, debbo dire che non avevano deposto a favore della buona riuscita dell’impresa.”
La ragazza sorridendo:
“Non ditemi che avete avuto paura, per tutto questo tempo. La vostra maestria con l’arco, il valore espresso contro quella banda di predoni e il vostro buon cuore verso il giovane infedele, sono forse segni di pavidità?”
Leoniero, punto su vivo rispose:
 “ No mia signora.”
E continuò:
“ Non sono un pavido, ma un uomo prudente che vuole tornare a casa ad abbracciare i propri genitori e a consegnare nelle mani del mio signore, le pergamene del suo pellegrinaggio.”
E calcò ancora:
“Non credete forse che viaggiare di questi tempi sia facile. Sia una bubbola? Avete visto anche voi, che il signore di Tours, ci ha dotato di una scorta e questo per ordine esplicito del Re di Francia, mi è stato riferito.”
Non abbandonando il sorriso, Margherita seguitò:
“ Leoniero, non volevo certo ferirvi. Consideravo solo i miei pensieri riguardo il viaggio e vedo che combaciano con i vostri e non ho mai messo in dubbio il vostro valore di combattente.”
Leoniero abbassò il capo:
” Perdonate, mia signora l’irruenza di questo povero zotico, vi chiedo licenza, le prossime brutte figure vorrei riservarle al nuovo giorno”
Margherita scoppiò in una risata argentina, e concluse:
“ Vi attendo per scortarmi a compieta, a dopo dunque.”
Ed entrò in casa ridendo ancora sommessamente.
Leoniero ancora sbalordito si avviò al fienile, dove gli altri compagni lo stavano aspettando.
Vilfredo e Tarik, accolsero il giovane con un sorrisetto sulle labbra e il gigante tedesco esordì:
”Allora, come vanno le pene d’amore?”
“Di che pene vai parlando” subito s’accese Leoniero.
E l’altro di rimando:
“Le tue. Che credi ?  Che nessuno se ne sia accorto! ”
A questo punto, scoppiò in una risata. Tarik, prudente si avvicinò a Leoniero, che rosso in viso, non sapeva se e come rispondere.
“I cavalli. "Sussurrò, con una certa ironia nella voce"  Bisogna rigovernarli per la notte”
Leoniero scoccò un’occhiata di fuoco al Vilfredo, che con le lacrime agli occhi stava scendendo dal fieno e si apprestava a raggiungerli, intanto si asciugava le lacrime e singhiozzava, per le risa fatte.
La campana della chiesa iniziò a battere a raccolta per l’ultima funzione.
“Andate” disse Tarik
 “Intanto inizio a cambiare la lettiera. Per la distribuzione del fieno vi attendo”
Leoniero, piccato, si diresse verso la casa del cellario e, buon tre passi indietro Vilfredo avanzava ridacchiando. Leoniero si voltò:
“Smettila” disse” Che figura mi vuoi far fare ancora, con madonna Margherita.”
“Dalla risata della fanciulla, mi pare che tu l’abbia già fatta. “ E si rimise a ridere.
Leoniero respirò forte, la voglia di picchiarlo era forte ma si trattenne.
Presentarsi stazzonati entrambi a scortare una così bella ragazza e nobile, la figura non avrebbe avuto proporzioni e sarebbero stati lo zimbello di molte corti della pianura.
Se poi la voce fosse giunta e sicuramente lo sarebbe stato, alle orecchie del suo signore, la promozione a capo degli arcieri sarebbe sfumata. E poi con che occhi avrebbe osato guardare suo padre.
“No, è meglio inghiottire anche questa “ si disse il giovane “Il tempo verrà per ricacciare in bocca quelle frasi e, gliele ricaccerò una ad una.”
Margherita uscì sentendo i suoi passi avvicinarsi, dietro di lei donna Anna, la moglie del cellario, si materializzò subito. Dietro buon ultimo Fulvio, lo scudiero. Le due donne sulla testa portavano un pesante velo e per coprirle in chiesa e per combattere l’aria frizzante della notte. La luna illuminava il loro cammino e in breve furono in chiesa.
Dagli stalli, dietro l’altare si alzò una melodia gregoriana di gioia per la giornata trascorsa, ma anche di supplica per la notte che si avvicinava. L’abate si avvicinò al pulpito e disse qualche breve parola di commiato e ricordò ancora la preghiera notturna. Un affettuoso rimbrotto ai novizi che ultimamente in quello, avevano fallato. Concluse benedicendo i presenti e l’assemblea si sciolse. Ciascuno andò ai propri giacigli per il meritato riposo.
I due giovani, accomiatatisi da Margherita e da donna Anna, svelti raggiunsero Tarik, giusto per terminare il foraggiamento degli animali e per prepararsi alla notte.
Una notte, che li avrebbe resi al giorno, con una grande angoscia e pesanti tormenti.
 
Il Monaco Bianco
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6 pensieri su “Il Cammino delle Verità – Cap. 3 – parte 2

  1. ho sorriso con gli altri personaggi per l’essere impacciato del giovane, ma poverino l’amore provoca certi imbarazzi!
    intanto si attende il giorno nuovo, per continuare a gustare l’avventura!
    p.s. funziona mettere i blog tra i preferiti!! 🙂
    buona giornata

  2. @ fantasia972 = funziona sempre
    Bhè tra le varie situazioni, che l’amore crea c’é l’imbarazzo. E’ un modo di riuscire a superarlo, o almeno si impara a farlo. 

  3. Il dialogo fra Leoniero e Margherita è irresistibile :-)))

  4. Eccoci, la notte, mi sa che siamo al cuore della storia…. attendo curiosa il prossimo capitolo, intanto ti auguro buoni giorni Capeh.

  5. @ anne eche = ne verranno altri ed altrettanto irresistibili, ma per altri motivi.

  6. @ feriteinvisibili = la notte porta sempre qualcosa, non sempre consigli però !!

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