CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il Cammino delle Verità – 5/1

Capitolo V ° – parte I a
 
C
 
 
ome il buon Dio volle, quella notte di tempeste, cessò. L’aurora cedette il passo velocemente ai gialli raggi di un’alba, pronta a ricordare al mondo che il sole, non si era dimenticato del mondo e delle sue creature e che quella notte di tempesta, apparteneva alla Natura. Leoniero e suoi compagni si levarono alle prime luci e con loro anche gli abitanti dell’abbazia, ripresero le faccende quotidiane. Il fuoco del fabbro, già mandava fiamme alte e quell’uomo, gettava carbone preparava il ferro che avrebbe battuto. Dai forni già usciva il primo fragrante aroma di pane che terminava la cottura. I pastori avevano già ultimato la mungitura e i casari riempivano i calderoni per il nuovo formaggio. Uomini e donne ridavano vita a quell’ambiente. Qualcuno aperto il portone si diresse verso il bosco che circondava le mura abbaziali e cominciava la conta dei danni. Un pino smozzicato, un leccio schiantato, faggi privati dei rami, qualche spalla con più acclivio, con evidenti segni di frana. L’acqua copiosa della notte, aveva fatto la sua parte.. Si aprì anche un altro portone e le greggi di pecore e mucche furono liberate verso i pascoli , seguite nel loro andare da pastori e cani.
I giovani, andarono alla vasca d’acqua, posta accanto alle cucine e riempiti tre secchi iniziarono a lavarsi, dopo aver preso la cenere dei fuochi del giorno prima.
Una donna si avvicinò loro:
“Olà, giovani, meglio che mi diate i vostri panni. Non sentite il puzzo che emanano. Siete dei capri. Volete forse andare al cospetto dell’Abate odorando di stalla e di sterco? Orsù date a me i vostri panni”
E rivolgendosi ad altre donne, che si apprestavano a lavare i panni in grandi mastelli, colmi d’acqua e cenere e ranno:
         “Venite donne. Prendete queste camicie e queste braghe. Il Signore ci salvi da questi odori. Sembrano puzzo d’inferno! “
Disse, prendendo i panni che mano a mano i tre giovani le davano.
Una delle lavandaie butto loro addosso, una coperta ciascuno. I tre si accucciarono vicino ai fuochi. Si erano spogliati senza fare molte storie. Erano ancora presi dai pensieri che avevano affollato le poche ore dedicate al sonno. L’immagine del ragazzo piangente era stampata nelle menti. Più il tempo passava e più la rabbia saliva, per poi svanire, lasciando spazio a riflessioni più pacate. Occorreva trovare parole che potessero spiegare, che potessero chiamare a rispondere di un delitto. il Cavaliere di Rochebrune. Leoniero era sempre più intento a pensare su quali fossero le parole più giurte e soprattutto come avrebbe potuto raccontare al buon monaco Aidan ciò, che in fondo non aveva visto. Già in fondo loro non erano stati presenti a quell’orrore. Loro lo avevano immaginato, lo avevano pensato, ma non ne erano stati testimoni. Le parole avrebbero avuto il sapore di una diceria? Di sottecchi guardò Vilfredo. Questi con le mascelle ancora chiuse fissava un punto lontano; sembrava cercasse qualcosa sulla facciata scabra della chiesa. Anche Alì, taceva e con la testa china, appoggiato sui talloni, ruotava prima a destra poi dall’altra parte, per far giungere in ogni parte del corpo, il calore del fuoco del calderone. Tutti e tre persi nei medesimi pensieri. Già nella notte ne avevano accennato. Non erano testimoni oculari e se lo avessero dichiarato o giurato sarebbero stati spergiuri. Bollati per tutta la vita. Eppure Leoniero doveva trovare in se le parole giuste, per spiegare e per permettere al monaco di denunciare, senza ombre alcune, l’obbrobrio di quei fatti.
         “Maledizione” Esclamò all’improvviso Vilfredo” Dannazione, ma perché abbiamo dato i nostri panni a quella megera?
         “Perché il tuo odore è insopportabile, o almeno i tuoi panni emanano un lezzo ….” commentò a bassa voce Tarik.    “Come i miei d’altronde…”
“Come quelli di tutti noi” Rimbeccò Leoniero piccato.
Poi riprese:
”Come e quando parliamo con il monaco Aiden, con quali parole potremo descrivere ciò che non abbiamo visto? Perché non abbiamo assistito a scene abbiette. Immaginiamo che si siano svolte. L’atteggiamento dell’uno e dell’altro, ma né io, né voi abbiamo sorpreso il Cavaliere. Ciò è un fatto che ci costringe alla prudenza e a deporre la nostra sete di vendetta. Per ora, solo per ora”.
         “Sì, per ora la nostra vendetta dovremo addormentarla, d’un sonno leggero però. Un sonno leggero”
Questa frase uscì dalla bocca di Vilfredo come un soffio. Alì annuì ed emise un grugnito di approvazione.
         “Allora gioventù, che fate lì impalati, accanto al fuoco “
Si udì nuovamente la voce della donna che li aveva costretti a spogliarsi.
         “Andate a prendere i vostri panni. Avrete dei panni di ricambio? Andate a prenderli e rivestitevi. Domani vi darò questi puliti e mi darete questi che ve li lavi. Su andate forza che l’Abate non aspetta i vostri comodi”
I tre si guardarono e avvolti dalle coperte, guadagnarono le stalle. Oltre a rivestirsi avrebbero dovuto provvedere anche al rigoverno dei cavalli.
La giornata, un’altra giornata era cominciata e di cose ce n’erano da fare.
 
Il Monaco Bianco
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23 pensieri su “Il Cammino delle Verità – 5/1

  1.  Una comportamento da cui dovremmo prendere esempio nella vita odierna. Non si accusa qualcuno di qualcosa che si è solo immaginata. Si aspettano i tre gradi di giudizio. Non si butta in pasto alla gogna mediatica la gente se non si è certi della loro colpevolezza.

  2. @ Brumbru = purtroppo una virtù come la prudenza, non é praticata poi più tanto da questa società.
    Meglio la gogna mediatica immediata, nella quale una smentita vale l’altra.
    Meglio immerdare, che tanto qualcosa rimarrà.
    tando domani sarà già tutto o quasi dimenticato e ci sarà spazio per un nuovo e più profiquo lancio di letame.

  3. Mi è piaciuto molto l’inizio, curato, dettagliato, ad ampio respiro.
    Poi… quella frase “Sì, per ora la nostra vendetta dovremo addormentarla, d’un sonno leggero però. Un sonno leggero
    E un brivido corse!

  4. @ anneeche = certe frasi si scrivono da sole.
    E’ tutto il resto che costa una fatica
    Comunque grazie per aver visto tra le righe.
    E’ importante quella frase, molto importante.

  5. Scusa… cos’è il ranno?
    Pur essendo vicini di casa, mi sfugge….

    E adesso vanno a rigovernare i cavalli con gli unici vestiti puliti?
    E poi come ci vanno dall’abate?
    In odor di santità?
    ‘sera Monaco, si gela pure qua.

  6. ma bello..mi sembra di vedeerla, questa scena di prima mattina…il mondo che si risveglia; mi piace svegliarmi la mattina presto ed uscire..il mondo sembra così pulito…:)
    oh, ma sono andata fuori tema..ehehehehehehe

  7. E’ dura tenersi quella vendetta addormentata, pur se di un sonno leggero, perché adesso ci tocca di tenerla così anche a noi che leggiamo…

  8.  E se alla fine tutto si dovesse manifestare come infondato… una piccola smentita in fondo all’ultima pagina. Massì…. 

  9. @ azalearossa1958 = Ma come sig.ra maestra ?!   Non é forse dalle sue labbra che apprendemmo che lavando la testa all’asino si spreca ranno e sapone ?   
    Orbene il ranno é polvere grigiastra cenerosa, di cui le nostre nonne facevano grande uso al momento dei buacati.

    Ritorni più preparata, altrimenti sarò costretto ad assegnarle un insufficenza, e per la prossima volta il calzino scrauso lo pulizi con ranno e sapone, così … come penso

    La pulizia personale oltre che degli abiti, era assai scarsa e quelli che si cambiarono erano i meno sporchi. In ogni caso prima l’accudienza alle cavalcature e poi la vestizione con l’abito usato e che già sapeva di afrori sospetti. 

  10. @ morellina = assolutamente. Non divaghi .
    Mi piace descrivere anche il mondo in cui agiscono i personaggi di un racconto. Giustoo per non dimenticare che esiste un mondo reale e che in quello si compiono atti usuali.

  11. @ feriteinvisibili = come sai la vendetta é un piatto che si consuma freddo.
    L’algidità da più sapore.

  12. @ Brumbru = piacerebbe.
    In corpo 4, a piè pagina, tra le "Brevi dall’Italia", dopo aver saputo del ritrovamento di un’antica anfora, a nascita di 14 cuccioli di bracco italiano e la sorprendente scoperta di un fungo di 3 kg.

    I fatti, daranno la smentita? O piuttosto la conferma?

  13. Torno col capo cosparso di….. cenere!
    Giuro giuro giuro, mano sul cuore, che ranno non l’hai sentito da me…
    Ahi ahi, mastro Capeh…. troppi dolci le confondono post e lettori?
    Le ho portato il caffè, amaro e bollente, come da lei richiesto.
    Adesso studierò un dolce senza nulla di dannoso per tutta quella banda di masnadieri che alberga nel suo venerabile corpo….
    Mi ritiro a far penitenza.
    A dopo.

  14. @azalearossa1958 = sia mai che debba penitenziare. 

    Tralasci le gramaglie, aborra dolore e pentimento. 
    Le abbuono tutto, considerando la sua una giusta dimenticanza, un ovvia  titubanza dopo quell’ordalia glucosica così manifesta tra le sue stanze.

    Grazie del caffetino, giulebbe in queste e per queste  ore di perplessità.

  15. ti lascio un caro saluto
    devo ancora leggere

    periodo problematico…

  16. mi scusi Signor Cape…io divago, divago, lo so…sono ondivaga, in effetti…:P
    infatti mi è parsa molto reale la Sua descrizione dei fatti; proprio per questo mi è piaciuta assai:)

  17. @Redpasion = Come sempre sei benvenuta e come sempre leggi secondo il tempo che hai.

    Problemi? Siamo in più d’uno ad averne. Non ci facciamo mancare nulla.
    Il sottoscritto, Artemisia, la mia e adesso anche la Leonessa.
    Nulla d’irreparabile, niente di così gravemente problematico, ma il Liga, graditissimo padron di casa scuote la testa e mormora di tanto intanto: " Mhà ! Questi umani, se non fosse perché mi é difficile aprire le scatolette e al supermercato mi imbarazza spingere il carrello, darei molto volentieri lo sfratto a questi tre sicofanti.
    Ma é Natale e anche quest’anno sarò buono con loro  "

    Un abbraccio corale da parte di tutti.

  18. uhm…. io uso il coccolino…. che il ranno mi infeltrisce i capi, ecco che poi, cos’è sto ranno?…. ci tenevo a dirlo, l’ho detto, me ne vado….

  19. @ archmdl = immagino che non abbia letto ciò che ho scritto in precedenza.

    Il coccolino, non é d’uso da parte di Artemisia, la mia. Se non vado errato utilizza "Felce Azzurra". L’unico per ora che non crea prurito imbarazzante.

    Mentra va, chiude la porta, giusto per non creare correnti.
    Grazie per la sua squisitezza.

  20. che generoso che è il Liga!

    ricambio l’abbraccio:)))

  21.  Non importa che i fatti vengano confermati o smentiti. Non può passare il principio che si possa giudicare senza averne certezza.

  22. @Brumru = su questo concodo a pieno, ma il dubbio a quei tempi era più motivo di condanna , che di assoluzione

  23. @ RedPasion = sì, è diventato improvvisamente magnanimo 

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