CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

C’é un tempo …

C’è un tempo nell’anno, che danza pesante e segna gli uomini di un marchio che rimane indelebile e che affiora ogni anno, a quel tempo.
C’è un tempo in cui i padri, assenze presenti a un punto del giorno; ingombranti e giustificati solo per un eventuale interesse a ciò che li circonda e solo se sollecitati.
Altrimenti inspiegabili apparizioni, di norma commensali di un desco muto appena vivacizzato da una scatola luminosa, che emette rumori di cui nessuno si cura, ma della cui assenza riempie di paura un vuoto, che diventa sempre più difficile colmare con parole che abbiano anche un senso compiuto. La presenza di quelli è però accettata se si trasformano in muti elargitori di denaro, in fondo più simpatici allo sguardo del freddo “bancomat”. Sopportata se emette suoni a difesa, sempre inevitabilmente l’ultima, di una barriera eretta, a dire di altri, a difesa sociale. Nessuno capisce perché s’intrometta nelle dinamiche familiari; lui che vive fuori dalla famiglia e si picca d’interpretarne categoricamente le dinamiche. Redarguisce, ammonisce, minaccia e poi dopo tanta sfuriata s’accascia davanti alla scatola luminosa e con il  tempo di un rutto e uno sbadiglio, dorme. Rimandando a domani l’ulteriore filippica sui modi dei figli e sulla loro educazione, mal seguita ed interpretata dalla moglie, che a volte risulta negletta pure all’agone amoroso.
C’è un tempo in cui le madri, presenze di un’assenza mal voluta e vissuta, divise tra un lavoro, per quelle che possono, di una noia cerebrale assoluta e una famiglia che vampiresca è in agguato ogni ora, desiderano solo smaterializzarsi. Svanire negli ultimi brandelli dei sogni giovanili; onde evitare i panni sporchi che traboccano da ogni dove. Così sapientemente seminati, nei luoghi normalmente non deputati. Dribblare con eleganza innata, quasi da “etoile” o da sapiente torero, le incombenze di cucina, le inutili quanto stancanti discussioni con i figli e la riproposizione delle medesime, con chiose aggiunte, a mariti dallo sguardo smarrito. Resti di chi in gran spolvero, un giorno le giurò grande amore, lasciandole ora con il dubbio dell’inganno. Con l’aggiunta del sapore strano dell’inadeguatezza dell’agone amoroso, condannate come si sono, a cercarsi difetti. Costringendosi, altresì, a procrastinare, rimandare a un incerto e improbabile domani la loro risoluzione, pur ammettendo nei profondi deliri d’insoddisfazione, il desiderio stragista, accettando la risoluzione finale, come unica via d’uscita di una vita, che come un piatto di ciliegie, a loro è toccato in sorte di succhiare solo i noccioli. Forse anche di un’altra donna nelle stesse condizioni.
C’è un tempo in cui i figli, non importa il sesso, o si trascinano come anfiossi nel brodo vitale, oppure come primati urlanti volano da casa in palestra e da quella a scuola e poi ancora in disco e al pub e ritornano a far scempio di se e degli altri nelle mura domestiche.
Incuranti degli ammonimenti, nel primo come nel secondo caso. Impermeabili a ogni discorso o reprimenda, sfacciatamente sicuri dell’ormone impazzito che cavalcano come un toro selvaggio. Impazzano per la loro invadente vitalità, oppure tendono alla liquefazione assoluta negandosi, se fosse possibile, anche il semplice respiro.
C’è un tempo che tutto ciò scompare. Svanisce come nebbia a un sole caldo e feroce, che fa bollire le menti, i cuori ma comprime nei giusti confini passioni ed inibizioni. Ormoni di cui non si conosce esistenza o forse se n’è sentita vagamente accenno ora sono padroni di corpi che fino a ieri, non erano neppure ombre, ma solo negromantiche evocazioni.
I padri diventano fari che illuminano una notte troppo a lungo vissuta. Emanano improvviso fascino, non emettono grugniti o fonemi intellegibili. Anzi sono un fiorire d’arguzie, dispensatori di corposa ironia e profondi conoscitori degli animi. Sapienti dispensatori di piccole verità, tali che danno senso alla vita loro e di chi li circonda. Portatori di una scienza vivace e salvifica, dispensano come una gioiosa cornucopia tutta la bontà insita nell’uomo, manifestando una liberalità senza pari e assolutamente sconosciuta, fino ad allora. Divengono cialtroni inarrivabili, manifestandosi apertamente quei simpaticoni che sono, in realtà.
Le madri si fanno complici dei padri, nei confronti dei figli. Sono amiche, confidenti imprescindibili, gelose tenutarie di segreti anche i più reconditi e inconfessabili. Disposte anche a ricoprire il ruolo antico del paraninfo, denunciando così un’antica e giovanile allegria, mai del tutto sopita. Scivolano tra le mura domestiche in muta preghiera, ammannendo dolcezze affettive, come pure porzioni industriali di torte di mele, budini alla frutta, biscotti, e panino con la mortazza e birra a fiumi. Diventando un formidabile avversario nelle gare di rutti.
I figli poi lasciati i loro covili, stanze nelle quali solo con tute NBC ci si può avvicinare, improvvisamente si orpellano diversamente. Abbandonano gli stazzonati abiti, le “mise” raffazzonate, scombinate nelle forme e nei colori. Si acconciano in mono colore. I più temerari affrontano il bagno purificatore e si liberano di morchie antiche. Diventano attenti alle sagge parole delle madri e dei padri. Si abbeverano delle sciocchezze che dal labbro genitoriale fioriscono in quei giorni e ne godono felici gli effetti.
E’ un tempo perfetto. E’ un mondo perfetto nei quali i ruoli istituzionalmente stabiliti, si definiscono per ciò che sono e non per ciò che dovrebbero essere. Ciascuno assolve al proprio ruolo e ai propri compiti, con naturale semplicità.
C’è quel tempo ed è arrivato. E’ il tempo di:
 
 

6 NAZIONI

 
Sì, finalmente dal 6 febbraio ricomincia il rito, che naturalmente mi vedrà ufficiante.
Si comincia a Crock Park contro i folletti d’Irlanda. I nipoti di San patrizio anche quest’anno li vedo favoriti. Lo scorso anno gli irlandesi con il Grande Slam (dopo ben 49 anni) hanno polverizzato gli avversari e non solo si sono portati a casa il trofeo, ma hanno incamerato anche la Triple Crown, battendo gallesi e inglesi. Ai quali è toccata la Calcutta’s Cup battendo gli scozzesi. Ai francesi il trofeo Garibaldi e a noi (grrrrrrrrr!!!!!!) il Cucchiaio di Legno. I Compagni di Brian O’Driscoll sono ossi duri e di difficile masticazione, ma gli altri sono abbordabili. Scozzesi e inaspettatamente anche i francesi, che saranno spumeggianti ma si può fare. A Cardiff si gioca alla pari e a Twickenham si va a testa alta.
Mancherà Sergio, il nostro monumentale capitano, ma sarà in panchina, come ad Ascoli. Presenza illuminante conto gli squali di Samoa. Infatti 24 a 6 sono testimoni di un’assenza presente importante.
Niente scuse, ogni eccezione è rimossa. Scarpini lucidi, divise linde, scorta di birra e canale televisivo sintonizzato su La7 dalle ore 14.00 sabato 6 febbraio.
Io ci sarò e controllerò. Buon 6 Nazioni a tutti.
 
Noi, quelli del ’54  (dritto per dritto, tra il Flaminio e l’Europa)
 
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25 pensieri su “C’é un tempo …

  1. Oh basta là!!!!
    E io che mi stavo preparando un commentino tutto compunto sul ruolo di genitori e figli nella famiglia moderna, sui tempi che raramente coincidono, sulle tattiche e sulle tecniche di convivenza………….
    e mi trovo a scoprire che di tutt’altre tattiche e tecniche si stava parlando… tattiche e tecniche di cui non conosco un beneamato ciufolo, quindi mi rimetto al maestro: la sua parola, eccellenza, per me è VERBO.
    Buon 6 Nazioni…. di qualunque cosa si tratti!

  2. @azalearossa1958 = adesso mi motivi sul perché e sul perquanto Lei non ha commentato circa le tecniche e la tattiche della convivenza famigliare e circa la beneficità delle medesime.
    Quando riuscirà a leggere due post in uno?
    Si ponga la domanda e rispondendo commenti senza indugio!

  3. Mi sono sentita fuori tema….
    E siccome l’ultima volta che sono andata fuori tema ho beccato un 4 sonoro, nonostante un temino corretto e dignitoso fatto con impegno, adesso ci sto attenta…
    Sa com’è… quando una si scotta con l’acqua calda, poi ha paura anche di quella fredda!
    ‘vederci!

  4. azz…leggevo tutta questa cosa della famiglia, padri, madri e figli, e pensavo che mi ci ritrovo…nel ruolo di figlia, naturalmente, perchè solo questo io sono:)
    eppoi  ho letto il gran finale…ecco, qui non ci capisco una mazza, mi devi scusare….ehehehehe

    post sorprendente:P
    clap clap clap:P

  5. buon 6 nazioni

    che vinca il migliore
    sperando di non essere nuovamente i peggiori
    che i cucchiai di legno saranno anche utili ma ne abbiamo a sufficienza

    il rugby è uno sport eccezionale

    … a proposito di questo maestoso sport … ti mando poi una cosina

  6. ma vaffanCUORE… dapprima ero già li pronta a pensare che se il matrimonio è una simile galera, meglio restare single… poi ho pensato che la famiglia perfetta che hai descritto esiste solo nel mulino bianco… e alla fine?
    Non si fa Cape…sallo!!!!

  7. mi sento spiazzata! Quoto Arch!
    Non si fa così… 🙂
    un abbraccio

  8.  Altrochè se è tutto vero… quanto da te sapientemente descritto in questo post. Ma io aspetto ancora il tempo perfetto. Non è ancora arrivato, ma sono certo che sia solo questione di tempo. E non ce ne vorrà molto. Lo so.

  9. @ azalearossa1958 = lo ammetto sono stato un po’ cialtrone. Ma sfiancarvi con nomi, statistiche, regole e tattiche, bhè cretino si,ma deficente fino a quel punto proprio no. Quindi partendo dalla famiglia e dai due aspetti contrastanti sono arrivato al gioco. Punto di aggregazione, uno dei tanti che abbiamo a disposizione e che non sfruittiamo a pieno.
    Le cause sono così molteplici che parlarne non aggiungerebbe nulla a ciò che già sappiamo. Ed é già troppo.

  10. @ morellina = sei sorpresa ? Ti confesso che sono contento. E’ un sistema questo per riflettere anche su altre cose. Si parte da un punto di vista inconsueto e si devia poi in un altro campo, attinente però.
    Altrimenti é una cialtronata qualunque.
    Io non posso essere un qualunque cialtrone.
    Ho una ontologia da rispettare.

  11. @ Zaagstel = Grandissimo  e sai il perché !

  12. @ Archmdl = valgano  per te le risposte del # 3 e del # 4.
    Devi ammettere che ti ho aiutato a pensare alle dinamiche famigliari.
    Non sei contenta?
    E’ vero che tutti i salmi finiscono in gloria, ma é altrettanto vero che lo spartito può essersi sbiadito con l’andar del tempo.

  13. @ fantasia72 = potevo fa peggio, ma mi son contenuto.
     

  14. @ Brumbru = Sapientemente sul filo, come sempre.
    Sì,  il tempo é vicino; dal 6 febbraio tutto cambia, ma naturalmente solo perché non cambi nulla o ben poco.

  15. Caro amico,come sempre ci sarò anch’io,davanti alla Tv e poi sul Pc per leggere le tue critiche illuminate.
    Ciao,felice sera.fulvio

  16. @ coloratissimo = caro  fulvio spero di esserlo illuminato, visto che sarò reduce da una notte di lavoro, ma mai mi addormenterò e con occhio vigile guarderò bene bene la partita.

  17. @Cape , ma lo sai che sono rimasta assolutamente affascinata da questa cosa e da questa gara ? Ma anche e soprattutto dal tuo articolo , assolutamente bello , per il motivo semplice che inizialmente esponi un incipit di estrema serietà su famiglia et modus vivendi della stessa , che non è cosa da poco , bensì cosa assai difficile ! si provi un secondo a pensare a quanto è semplice distruggere una fragilissima armonia fra tre o quattro persone ! In seguito poi fai capire quanto un gioco di ruolo possa diventare importante , per non dire fondamentale, nella manutenzione di questa simbologia armonica .

    sto , ti giuro , ancora riflettendo su ciò che hai scritto e su ciò che invece io ho vissuto nella mia famiglia . ti ringrazio per il momento di riflessione che ci doni .

    un abbraccio ed in bocca al lupo di cuore !

    Linda

  18. ma…. ma…. hai detto una parolaccia!
    non si dà impunemente del cretino al mitico Capeh….. va’ che vengo lì, eh?
    e poi ti lavo la bocca col sapone, ecco!

  19. Acc.. Malediz… Dannaz..!  Mi hai messo a tappeto..o equivalente. Ho la tua età, un figlio di manco 9 anni e nessuno dei due gioca a rugby… Come potrò, vecchia madre, affrontare tutto ciò che mi prospetti?

  20. 🙂
    non mi passa neppure per l’anticamera del cervello l’idea che tu sia un cialtrone…sallo:)))))

    sei sorprendente, molto spesso, lo sto notando:)

  21. @ merleneinnoir = non credevo di che potessi suscitare tanto. Ero pertito con tutt’altre intenzioni. Si vede che la vita famigliare e le sue dinamiche giocano sempre un preciso ruolo nella nostra vita.
    Sia che le si tratti seriosamente, sia come in quasto caso si faccia un po’ per riderci sopra.
    Grazie per gli auguri. Speriamo.

  22. @azalearossa1958 = grazzzzzzzieeeeee! Sapessi come mi tratta quel manigoldo !!!! 

  23. @ Lillopercaso = mhmmmm, non me la racconti giusta. Ce la fai, uhuuu se ce la fai. Quelle quisquiglie sono tali per te. 

  24. @ morellina = a te no, ma a me sai quante volte al giorno. Ti dirò, tutto ciò é sorprendente.

  25. ahahahah ed io che mi aspettavo chissa’ quale romantica e definitiva conclusione!!
    Cavolo… davvero il 6 nazioni fa questo effetto sugli appassionati di rugby??

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