CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il Cammino delle Verità – 8/2

Capitolo VIII ° – parte II a
 
 
F
 
 
ecero, come deciso, ma con cambiamenti dell’ultimo mometo. Ai lati dell’accampamento francese, si posero i due arcieri. Vilfredo al centro e l’asciutta figura di Flavia, con la balestra trovata al vecchio campo. Domnall, silenzioso, malgrado il corpaccione e il bastone, che un poco l’ostacolava, si diresse ai cavalli. L’agguato era pronto. Margherita intanto, era stata legata a faccia in giù, si di un ceppo e tutti quelli che passavano, si sentivano in diritto di toccarla. Chi le stringeva un seno, chi una natica tra le risa e i lazzi di tutti. Lei prima tentò di svincolarsi, poi passò agli insulti, infine oramai sfiancata, iniziò un pianto sommesso e il corpo di tanto in tanto era scosso dai singulti. Desiderava tanto non piangere, non dimostrare la sua paura, per orgoglio e per dare una chiara dimostrazione, che elle era erede di una casata di uomini e donne, che avevano saputo sempre mostrare coraggio e ignoravano la pavidità. In quel frangente poi doveva dimostrarne ancora di più, ciò che era per non aumentare l’angoscia evidente dei due ragazzini. Sentiva che qualcuno era lì, pronto a trarla in salvamento, ma ora era sola. Sentiva il peso grande di quella solitudine e non le rimaneva che piangere e pensare che forse, quelli erano gli ultimi momenti di vita. Passati legata come un animale, in balia di altri peggiori animali.
Non le importava dello scempio che avrebbero fatto del suo corpo, ma una parte pur piccola di se, gridava di rabbia, per non aver nulla per potersi difendere.
A un certo punto le si avvicinò Jacot, che con una mossa rapida le sfilò i pantaloni, mostrando a tutti le natiche della ragazza.
         “ Allora mio Signore” urlò forte, perché tutti sentissero “ Che dite, volete favorire, un assaggio, anzi perdonatemi, vogliate prendere ciò che è giusto, per il vostro lignaggio e per la legge, che nostr’Iddio vi ha generosamente e giustamente donato?” e rovesciò la testa in una risata isterica.
Il vino era corso copioso a festeggiare la vittoria.
Il cavaliere, malfermo, perché già visibilmente ubriaco si avvicinò al luogo del supplizio e con voce alterata dall’alcool trangugiato gridò:
         “Per il sangue di Giuda, voglio sì la mia parte. Piangi donna? Che ne è del tuo blasone ora che mostri il culo a tutti. Ti sfonderò e poi gli altri dopo di me ti abuseranno. Piccola impertinente puttana, avrai ciò che meriti. Io Guy de Rochebrune, coglierò il fiore del tuo culo, perché solo quello, posso cogliere. Di sicuro la tua fregna è come una caverna. Griderò in tutte le corti d’Europa che è tuo piacere, provare lussuria come i più sconci dei sodomiti. Neppure il tuo confessore ardirà avvicinarsi a te. “
 Poi con un tono isterico:
         “ Uomini, voi sapete farvi valere sul campo di guerra. Anche qui dovrete dimostrare di essere quei tremendi guerrieri che conosco !”
Detto questo si avvicinò fino a sfiorare Margherita e con un’incerta mossa si calò le braghe, mostrando una virilità approssimativa.
Poi cacciò un urlo belluino, ma rimase con la bocca aperta.
La voce si spense in uno strano singulto.
Si udì distintamente uno schianto di denti e ossa.
Vacillò all’indietro e dalla bocca, invece di oscenità, sgorgò un fiotto di sangue.
Cadde scomposto in posa oscena, all’indietro.
Evidente in mezzo alla faccia il dardo di una balestra gli aveva definitivamente devastato i lineamenti.
Flavia dalla parte opposta della strada stava in piedi, imbracciando ancora quell’arma micidiale.
Fu il segnale.
Leoniero scoccò la freccia che colpì Jacot appena sotto le spalle e la punta uscì dalla schiena.
Tarik, inizò a lanciare contro ogni cosa che vedeva in movimento. Vilfredo uscì dalla boscaglia urlando come un ossesso; a destra stringeva una corta lancia e al braccio sinistro, scudo e sotto la sua ascia.
Si fermò un attimo, giusto per scagliare la lancia nel petto di Jacot, che trafitto si rovesciò all’indietro e rimase lì con in corpo ad arco.
Domnall, intanto, dopo aver abbattuto a randellate il guardiano dei cavalli, con mosse rapite recise le briglie agli animali e cominciò a strepitare per farli allontanare.
Poi anch’egli come un ossesso, si lanciò nella mischia. Si trovò a fronteggiare prima un armigero, che impaurito dal gigante in saio, tentò un timido attacco, rimediandone una tremenda bastonata tra capo e collo, poi il frate si trovò contro l’altro sgherro di Guy, Pauliot.
Questi memore di quanto era successo all’Abbazia, non vedeva l’ora di uccidere il frate.
Il francese sguainò la spada e si scagliò conto al gallese.
Quest’ultimo parò con il bastone e poi lo toccò duro su di un braccio. Pauliot, accecato dall’ira, menava fendenti e Domnall, pareva soccombere.
Leoniero, se ne avvide e scagliò una freccia, che colpì il francese a un polpaccio.
Il dolore, accuì ancora di più l’ira di quello e preso com’era per il desiderio di uccidere il frate, non si accorse che Vilfredo, piombato a ridosso dei due, lasciata la sua ascia, gli aveva scagliato addosso la “franzosa”.
La lama tagliente, scagliata con forza, penetrò come il burro, nel corpetto di solo cuoio e si conficcò nel petto dello sgherro.
Cadde, con dipinto lo stupore sul volto.
Vilfredo raccolta l’ascia, passando strappò la sia accetta da lancio e corse disperatamente verso Margherita.
Accanto a quella già era arrivata Flavia, che con una daga stava tagliando le corde, che oramai avevano segnato i polsi alla giovane. Domnall,  si accorse di Cyr e Benoit e in quattro salti fu loro vicino. Saio e volto erano coperti di sangue e da quella bocca spalancata uscivano frasi terribili in lingua gallese.
Il frate non perdeva occasione di maledire con la lingua chi si avvicinava e nel contempo di benedirli con il suo bastone, menando botte micidiali. Tarik, intanto abbandonato l’arco, si era anch’egli avvicinato al gruppo, che oramai aveva campo libero, questa volta con i cavalli.
Domnall, presi sotto le braccia i due ragazzetti, come se fossero due sacchetti, li caricò sul suo cavallo e montato in arcione, diede sprone e si lanciò in un galoppo forsennato sulla strada del ritorno.
Flavia dopo aver alzato le braghe a Margherita, la avvolse in un mantello che l’arabo le aveva lanciato.
Vilfredo montò in sella e preso il fagotto con la ragazza oramai svenuta, postalo in arcione seguì a spron battuto il frate.
Così pure Flavia; Leonero uscito dai cespugli, lanciò le ultime frecce verso quella compagnia oramai allo sbando.
Fischiò a Falabrac e mentre quello passava al trotto veloce, agilmente saltò in sella, poi seguito da Tarik, si lanciò all’inseguimento degli amici.
Ora, oltre a quella degli innocenti, avrebbero dovuto salvare la propria di pelle. La strada da questo momento diventava più aspra e dura.
 
 
Il Monaco Bianco
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23 pensieri su “Il Cammino delle Verità – 8/2

  1. Malgrado la "legge" di Wolfghost, ho letto con grande piacere tutti i capitoli che mi ero persa 🙂
    L’angolo dei refusi: Ora, oltre a quella degli innocenti, avrebbero dovuto salvale la propria di pelle.
    Buona serata!

  2. Le battaglie sono sempre cose tristi, ma almeno qui da te i carnefici hanno avuto ciò che si sono meritati.
    Il monaco Domnall mi è assai simpatico, nutro un certo timore per lui… staremo a vedere come va a finire.

  3.  Azz. Nemmeno una perdita….

  4. è bello leggere che una volta tanto trionfano i buoni….
    ah… se fosse sempre così, anche al di fuori della letteratura….
    attendo ansiosa il seguito!

  5. argh … non devo leggerli i commenti finche non ho finito di leggere tutto il resto.

  6. ecco, proprio bello, questo seguito:)

    mi è piaciuto quel" mostrando una virilità approssimativa"…proprio ciò che ci si potrebbe aspettare da un tizio di quel genere:)

    barvissimo Cape:)

  7. @ anneeche = Imapvida. 
    Hai affrontato e sconfitta la "legge" di wolfghost.
    Ma sei una grande !!
    Refusi ?
    Il fatto di non esserne esente mi conforta. E’ bello che tra i "Ragazzi" ci sia anche il proto.
    Corretto subito. !! Grazie.

  8. @feritiinvisibili = Sinceramente non mi veniva voglia d’inserire un combattimento, ma vedendo la facci adi Dumnall, bhé ho fatto bene.
    Al di là dello scherzo, quando la misura é colma, anche gli uomini miti o che si caratterizzano tali ripensano a quanto é scritto:
    "C’é un tempo …. "

  9. @Brumbru = Questa volta é andata così.
    Le ferite più gravi sono quelle dell’anima. In fondo vedrai che molti hanno perso qualcosa in quello scontro.

  10. @ azalearossa1958 = almeno nella letteratura, prenderci una piccola rivincita.

  11. @ Zaagstel = fermati quì nel leggere. Solo i commenti, però. Solo quelli.

  12. @ morellina = mi fa piacere che ti piaccia e ti ringrazio per il tuo entusiasmo.
    "Approssimativo" dici.
    Non sapendo come gira da queste parti, ho preferito attenuare i toni.

  13.  Gia. Margherita ha perso i pantaloni… per ora.

  14. @ Brumbru = e ci fermiamo lì .

  15. e in tutto questo casino quel codardo di batman dov’era? schifosa pantegana volante… quando c’è da combattere scappa sempre….

  16. mi sono immerso nella piacevole lettura di codesto racconto
    e sono giunto fin quì

    d’ora in poi, insiema a questo manipolo di avventori, attenderò con desiderio il prossimo scritto … mi farò vicino ai buoni nel disprezzo dei prepotenti … perchè tale io sono.

    mi congratulo per la fantasia negli insulti …
    possa l’inferno sputarti … perchè indegno anche di quel luogo

    … questa frase ricorda tanto l’apocalisse (3,16) …
    Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.

  17. eh si, Cape…si potrebbe essere molto ma molto più duri, in casi come questo………

  18. @ archmdl = Batman ? Come il solito a fare bisboccia con i Fantastici 4 e Superman.
    E Robin l’ha dovuto portare a casa rivoltato come una scimmia.

    E poi dicono …. mhà !? 

  19. @ Zaagstel = debbo ringraziarti per l apazienza avuta nel leggere anche le puntate precedenti. Grazie anche per i complimenti, accettati ben volentieri.

    Il monaco, che ricorda la sua vita, non può lasciare in disparte quanto ha letto e quanto ha appreso. Diciamo che interpreta, secondo il suo metro d’ironia, le Letture.
    La tua chiosa é mooolto interessante. Molto e l’ho apprezzata assai.

  20. @ morellina  #17 = in effetti …

  21.  Vorrei capire se Zaag nel dire "perchè tale io sono" si riferisce ai prepotenti…

  22. @ Brumbru # 21 = mi sa tanto che sai di sapere. Certo che saperlo sa lui toglierebbe ogni dubbio in proposito.

  23. #21 putroppo o per fortuna … neanche se ci provo

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