CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Come nella steppa

Ebbene sì, mi sento un mugiko.
Avete presente i servi della gleba, che abitavano le campagne russe del ‘800? Schiavi di una terra e di un padrone?  Proprio quelli. Mi sento come se fossi preda di un qualunque boiardo, che fa di me, un’ appendice eventuale della sua stessa esistenza.
Tutto perché la misura è colma. Vi parrà strano che da questo momento in avanti, parli di cose che normalmente evito per una forma, quasi patologica di riservatezza. Non ho mai sentito l’esigenza di esprimere la mia visione politica, sui fatti che ci vedono non testimoni, bensì attori e destinatari. La banalità apparente del fatto che mi porta a esprimere i miei sentimenti, a molti parrà evidente. La RAI ha deciso di chiudere ben quattro trasmissioni di approfondimento politico e sociale. Per molti erano punto di riferimento, di nutrimento. Per altri motivo per aumentare la voglia di lontananza da un certo mondo. Personalmente, a scopo di eliminare equivoci, non sono quelle le trasmissioni che cerco nel palinsesto televisivo. Non rimango in astinenza se non tetto da certi conduttori, da certe posizioni. Ma rimango inorridito dalla manovra, a mio giudizio efferata, della censura che si è voluta così tanto cercare e alla fine si è riuscita ad ottenere. Badate bene, che tutto ciò è fatto in nome della legge. Di una legge, nata farraginosa e che della sua astrusità ha continuato nutrirsi, come il cane che insegue la sua coda. Finalmente sono riusciti a giubilare la “par condictio”. I burosauri dell’applicazione di questo capolavoro d’inettitudine mentale, hanno raggiunto un “climax” che mai più pensavano di ottenere. Sfruttando le incredibili leggerezze di un apparato, per di più esterno ai fatti che osservo, che non ha saputo governare al meglio le regole abbastanza chiare atte a promuovere chi dovrà governare i destini di noi tutti per i prossimi cinque anni; sfruttando i giochi barocchi, operati dagli imbarazzanti “sottopancia” di turno, ecco che con un bel colpo di spugna hanno azzerato la campagna elettorale televisiva. Non c’é né per nessuno. Punto.
Ora io mi chiedo, quando nella vita di ciascuno di noi urge, necessita la più ampia informazione circa le idee di come verranno affrontati per i prossimi anni temi che ci stanno a cuore: la salute, il lavoro, le imposte, la sicurezza, i trasporti, la casa,l’istruzione, la cultura e soprattutto come questi problemi saranno risolti?
In campagna elettorale, la maggior parte risponderebbe.
Giusto, sen non ora, quando?
Quando abbagliati dai plastici, dalle migrazioni mediatiche verso e nella “ ggente”, saremo troppo presi dalle varie risse verbali da bettola di periferia, per accorgerci che esistono figuri che, a ciclo continuo, spolpano gli avanzi di questo nostro paese?
Paese che crolla sotto il peso della non programmazione, dell’ignavia ecologica, dell’accidia bancaria, dell’indifferenza culturale.
E’ per questo, che mi sento un mugiko.
In mano ad oligarchi, a boiardi che, Cicero pro domo sua, arraffano tutto l’arraffabile. Che godono con protervia e mostrano le loro scorribande come esempi massimi di una nuova etica, di una adamantina morale. Mostrando poi, con risibile giustificazione, che ciò che è stato fatto, lo è stato perché hanno avuto cattivi maestri, di cui non conoscevano a pieno le mire. Eppure hanno imparato, più realisti del Re, a gonfiarsi le tasche anche all’insaputa del Re. Spirito di emulazione? Desiderio di superare il maestro? Anche. Perché attorno agli squali di norma, vive una fauna che si nutre delle briciole dei pasti dei carcarodonti. A volte però a lupo, lupo e mezzo.
Allora, mi chiedo, dell’espressione libera del pensiero, della ricerca di verità che ne faremo di qua alle elezioni? Le rottameremo assieme alle frane che dilaniano il nostro paese. Ci paluderemo di viola, guarda caso colore dominate nel contingente, e come prefiche esterneremo i nostri lai? Già siamo un popolo di lamentosi e quindi ancora una volta non ci sorprenderemo più di tanto.
Oppure questa è l’occasione per mostrare la vera faccia di un popolo che ha subito abbastanza le ingiurie di chi, nelle torri eburnee del potere, emette proclami, esige chiarezza, invoca giustizia, ma mira ad aumentare quel potere, senza il quale sente di non sopravvivere, neppure alla vuotezza delle parole che pronuncia?
Mi sento un mugiko.
Un’ombra, una foglia preda di un vento che conosco e contro cui non ho armi. Contro cui neppure  la parola di un buon maestro, mi è ancora. Tacciono anche loro, forse narcisi del canto della loro voce. Forse anche loro, nella bettola di cui sopra, troppo presi a parlarsi addosso, nel contempo, a denigrare l’altro solo perché ha mormorato un lemma dubitativo circa le loro parole così “illuminanti”.
Mi sento un mugiko.
Privato anche di un’opposizione, balbettante e rissosa, che perde tempo a dileggiare a denigrare a indicare i mali del mondo e non offre serie e debite alternative. Ondivaga nel seguire chi riesce, nel bailamme attuale, a gridare con più forza e come costume tutti a gridare le stesse parole, senza un momento di pensiero, senza una critica, senza un confronto sulle parole e sulla realtà che vorrebbero rappresentare.
Mi sento un mugiko.
Questa realtà, di cui faccio parte e nella quale sempre di meno mi ritrovo. Osservo e medito e non trovo più le parole per fermare le cose importanti, i pensieri corposi. Sento il fiato sul collo di un presente, che prima di esserlo già si paluda come futuro. Senza radici, a volte senza un senso, senza un’identità.
Mi sento un mugiko, che vede inevitabile una vita alla zappa, senza storia, perché troppo esigua, troppo lontana o forse troppo compresa in questo vuoto pneumatico che ci circonda, tanto da farci pensare che questa sia la nostra storia.
Mi sento un mugiko, ma ora basta.
 
 
Noi quelli del ’54 (nella steppa, a NordOvest di me stesso)

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

26 pensieri su “Come nella steppa

  1. chooselife in ha detto:

    Nella mia infinita ignoranza ammetto che non sapevo cosa fosse un mugiko.
    Ma direi che tu hai reso perfettamente il senso della parola e soprattutto della condizione di un mugiko.
    Solo mi chiedo… quando dici ma ora basta… cosa intendi?!
    Che le rivoluzioni che io sappia non si fan da soli e se non ricordo male mi par che la storia insegni che di solito si fanno per fame di pane e non per fame di conoscenza.
    Dovremo arrivare a morir di fame per accorgerci forse di quello che sta accadendo. Ahimè temo di sì…

  2. fantasia972 in ha detto:

    Il tuo "sfogo", la tua amarezza la si sente tutta… penso che sia condivisa da molti ( io certamente la comprendo e la vivo)

  3. morellina in ha detto:

    Comprendo e sento in pieno ciò che scrivi…questa situazione che tutti stiamo vivendo è pesantissima; eppure sembra quasi che la maggior parte della gente sia in trance e non capisca a che punto si arriverà, continuando in questo modo…
    E' veramente pesante, pesante da sopportare…si spera di non arrivare a morire di fame perchè tutti si accorgano di ciò che sta accadendo in Italia – come scrive anche l'amica Choose………..

  4. azalearossa1958 in ha detto:

    Caro il mio mugiko, mi sa che ci ritroveremo sempre più immersi in questa steppa che sta avanzando e ci sta inghiottendo passo dopo passo, con lupi sempre più famelici che scoprono le zanne ad ogni nostro tentativo di protesta.
    Anch'io lascio la politica fuori dalla porta del blog, ma mi piacerebbe tanto associarmi al tuo "basta". Se solo sapessi come e cosa fare. Che non mi si chieda di vestirmi di viola come soluzione, per favore, ché la trovo solo un'altra buffonata del circo barnum.

    Auguro una notte serena, per quanto possibili, visto il quadro che si sta delineando.

  5. Lillopercaso in ha detto:

    Ciao, sono una 'radiofonica' incallita,  e magari non avrei visto ballarò, ma fa lo stesso!  Ma avete visto che han trasmesso un documentario sull'avvento della dittatura? Perlomeno allontana il senso di vuoto pneumatico, nelle case è entrato il messaggio: c'è una resistenza.  Non mi vesto di viola,  perchè così facendo forse mi darei un sollievo che non voglio, come mettere un cerotto su un'infezione e starsene contenti aspettando che guarisca. Però non faccio altro, oltre che spedire copiaincolla e mails e parlare con gente che più o meno la pensa come me. Volevo anche dire a
    chooselife:  gli studenti napoletani contro la camorra, i giovani calabresi contro la ndrangheta sono stati mossi non dalla fame di pane, e forse sono io a sentirmi quasi d'accordo con te perchè son vecchia (rispetto a loro).
    A parte non sapere cosa fare, non so nemmeno cosa pensare..
    Ecco, adesso stan parlando e della democratizzazione dell'informazione via web, dell'uso che il NewYork Times già fa dei bloggers ecc: 
     Adesso, a mezzanotte e mezza!!
    Esistono le mugike?

  6. MadameIdiota in ha detto:

    Tu sei la versione casereccia di gugol

  7. archmdl in ha detto:

    ho sempre pensato che l'indignazione che ognuno di noi può provare è inversamente proporzionale al potere che abbiamo di cambiare le cose…
    triste, davvero triste come cosa… ma purtroppo è così….
    più aumenta il potere di una persona, più diminuisce la sua volontà di seguire il giusto….
    Ma non parlo di politica io, non mi piace…. la politica la lascio fare a chi non è in grado di farla….

    Gran post!

  8. melogrande in ha detto:

    Un’ amarezza che non posso non condividere, Carlo.
     
    Due sono stati i frutti avvelenati dell’ ultimo sciagurato quindicennio.
     
    Da un lato l’ aver ripiombato il paese in un clima da guelfi e ghibellini che rende ormai impossibile esprimere un’ opinione su qualsiasi argomento senza essere subito aggrediti come propagandisti e partigiani mossi da inconfessabili interessi ideologici.
     
    Dall’ altro, l’ involgarirsi di una classe politica che onesta probabilmente non è mai stata, ma neppure così spudorata nell’ esibita  tracotanza con cui aggredisce ogni altra istituzione, e torce, calpesta o cambia le regole sulla base della convenienza del momento.
     
    La par conditio è una porcata, verissimo, ma come dimenticare che è nata nel tentativo di arginare uno strapotere politico-mediatico che non sarebbe stato compatibile in altre democrazie occidentali e che riteneva legittimo  vendere politica con le stesse regole con cui si vende una bibita, la Coca Cola ha più soldi e dunque fa più pubblicità che non la Spuma di Viggiù, per dire.
     
    Che l’ opposizione abbia poi attivamente collaborato alla propria sconfitta e si ritrovi senza credibilità, senza uomini e senza idee è un’ altra lampante evidenza.
     
    Non resta che resistere, per quanta poca voglia se ne possa avere. Altro non mi viene in mente.
     
    Adesso per piacere fatti un po’ più in là e passami una zappa.
     

  9. anonimo in ha detto:

    che tristezza
    (thecicken sloggata)

  10. capehorn in ha detto:

    @ Chooslife =  "ma ora basta" é solo un singulto, perché definirlo grido sa troppo di delirio del penitente, che mi viene spontaneo dopo l'ennesima mascalzonata, fatta da chi avrebbe avuto delle reponsabilità e le ha gettate nuovamente nella letamaia dell'accidia, che oramai permea l'intera classe politica. Credo che sia venuto il momento di dire basta a tutti questi inutili imbecilli, che continuano a rimirare il proprio ombelico, credendo che sia il centro del mondo.
    Abbiamo fame di verità, per brutta che sia, per favore ditecela.

  11. capehorn in ha detto:

    @ Fantasia72 = sì sono molto amareggiato, anche perché ci troviamo difronte a individui che credono di abitare nel paese dei balocchi, dove le regole esistono solo ed esclusivamente se fabbricate al momento.
    Indegni persino di ricordare, che le regole che abbiamo le abbiamo conquistate a caro prezzo.
    Se non piacciono, si discuta per cambiarle e non ignoriamole dicendo che sono brutte.

  12. capehorn in ha detto:

    Non arriveremo, spero alla fame, ma il digiuno di vera etica e morale, penso che debba essere giunto al termine.
    Ripeto abbiamo bisogno di verità, perché in essa trova giustificazione la libertà, che tanto sbandieriamo ad ogni pié sospinto, ma sento ogni giorno di più che nan sappiamo più gustarla per ciò che é.
    Ci stanno rifilando della libertà che sa di scaduto.

  13. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = neppure io ho ricette decisive erisolutive. Le avessi non chiacchiererei con voi, ma agirei.
    Ho solo la mia voce per dire e continuerò a farlo che occorre, sì fare un passo indietro da molte, tante cose, ma occorrerà farne anche altri in avanti con una diversa cadenza.
    Altrimenti si continuerà a cantare: "Partiam, partiam, partiamo,ma mai non parte il prode Anselmo".
    Peggio se corroboriamo gli errori che ci siamo impegnati ad eliminiare.
    Cosa di un'incredibile facilità.

  14. capehorn in ha detto:

    @ Lillopercaso = già il fatto di tenersi informati, già il fatto di non foderarsi le orecchie di qualunque cosa é un buon segno.
    Il non massificarsi dietro un colore, piuttosto che un'altro. Piuttosto identificarsi in un simbolo, ma agire criticamente, apportando le proprie idee nel confronto, nella discussione. Non accettare bovinamente tutto ciò che ci viene propinato come unica e vera verità.
    Facciamo funzionare il cervello, non per distruggere, ma per costruire.
    I ragazzi calabresi con quella scritta : " Adesso ammazzateci tutti " non hanno chesto una mattanza. Hanno detto no ad una logica che si é troppo stratificata in una regione che non merita il malaffare come unico spiraglio di vita.

  15. capehorn in ha detto:

    @ madameidiota = veramente mentre scrivevo ho pensato a Gogol: "Le anime morte".
    Bhè, io personalmente non ci sto a morire dentro.

  16. capehorn in ha detto:

    @ archmdl = hai ben ragione. Non hanno tempo quelli per indignarsi. E la loro indignazione é rivolta ai pari grado che arraffanno più del convenuto al tavolo delle spartizioni.

  17. capehorn in ha detto:

    @ melogrande = grazie di avermi ricordato guelfi e ghibellini. Ma almeno a quei tempi si guradava all'Imperatore e al Papato. Adesso, anche quelle figurine mostrano lo sbiadito del tempo. Ora persino i sottopancia pretendono ciò che hanno i Papi e gli Imperatori, anzi pretendono di più, infischiandosene bellamente di ritegno e morale.
    A Dio non si rivolgono preghiere, ma comuni bestemmie. Si sacrifica a Mammona e alla sua corte.

    Un tempo si ergevano alberi in onore della Libertà, della Verità. Ora si preferiscono palazzi destinati a crollare al primo sussulto della terra. basta un lieve singulto e crolla un'intera città.

    Se la par condictio fu ideata prorpio per evitare che altre ai media privati, ci fosse chi poteva portare il proprio controlo su quello pubblico, ora é diventata una sorta di pallottoliere, con la quale con il bilancino del farmacista si dispensano minuti a tutti.
    Si mira alla forma dimenticando, per paura, la sostanza e anche quelli che dovrebbero mettere sostanza, o si arroccano dietro fumisterie politichesi, oppure preferiscono gettare la sorte sulle spoglie di partiti che non ricordano neppure pallidamente gli ideali che portarono a fondare quei partiti.

    Resistiamo e resisteremo con la nostra integrità, moralità, etica. Parole che si vuole prive di significato, che vengono vendute al mercato delle pulci, come curiosità di un antico mondo che nnon ha più riscontro nella realtà odierna, ma sono quelle che per ora mi fanno andare con la schiena dritta, non offrendo le terga al mariuolo di turno.

    Io mi sposto, ma ti ricordo che le zappe son finite.
    Una vanga va bene uguale.

  18. capehorn in ha detto:

    @ thecicken= la tristezza maggiore é quando ci si accorge che mentre la marea sale e tutti gridano che quella sale, chi dovrebbe lanciare i salvagente é nel salone delle danze per un altro giro di valzer.
    Come sul "Titanic"

  19. melogrande in ha detto:

    E vanga sia…

     

    Tra il mio indice e il pollice sta la penna,
    salda come una rivoltella.

    Sotto la finestra, un rumore graffiante all’affondare della vanga nel terreno ghiaioso:
    è mio padre che scava. Guardo da basso,

    Finché la sua schiena china tra le
    aiuole, si risolleva venti anni indietro,
    piegandosi a ritmo attraverso i solchi di patate che interrava.

    Il rozzo scarpone accoccolato sulla staffa,
    il manico contro l’interno del ginocchio sollevato con fermezza,
    sradicava le alte cime, infossando a fondo l’orlo lucente
    per spargere le patate nuove che noi raccoglievamo
    amandone la fresca la durezza tra le mani.

    Sapeva bene come usare una vanga, per Dio.
    Proprio come il suo vecchio.

    Mio nonno tagliava più torba in una giornata
    di chiunque altro uomo alla torbiera di Toner.
    Una volta gli portai del latte in una bottiglia
    turata alla men peggio con un pezzo di carta.
    Si raddrizzò per berne e subito riprese
    a tagliare e intaccare nettamente,
    spalando pesanti zolle, gettandosele alle spalle, andando sempre più a fondo
    in cerca di buona torba. Scavando.

    Il freddo aroma d’ amido nel terriccio, il risucchio
    e lo schiaffo della torba umida, i tagli netti della lama
    nelle radici vive, mi risvegliano la memoria.
    Ma non ho una vanga per imitare uomini come loro.

    Tra il mio indice e pollice
    sta salda la penna.
    Scaverò con quella.

    Seamus Heaney

  20. capehorn in ha detto:

    Grande. Sì mi ha fatto un grande regalo.
    Ci é rimasta, grazie a Dio la penna e con quell'arma andremo avanti.

  21. anneheche in ha detto:

    Ringraziamo la sinistra (?) che ha regalato il Paese a Berlusconi.

  22. Lillopercaso in ha detto:

    Ciao, avevo acceso per dire che la par conditio andrebbe semmai applicata, già che c'è, all'interno dei talk show, anzichè chiuderli, ma tu Capeh mi hai dipinto bene il bilancino con cui si dispensa forma e non sostanza…
    Cosa cavolo pensava di fare D'Alema quando ha affossato la legge che avrebbe dovuto regolamentare il conflitto d'interessi? CANALI TELEVISIVI ecc?  Credo che quello sia stato il primo ruzzolone in discesa.  Spero che, imparata la lezione, ricapiti l'occasione di riprendersi una democrazia fatta di pluralismo di idee, con possibilità di espressione,  piuttosto che di pluralismo di marche di dentifricio e cellulari. Con possibilità di essere informati su come stanno le cose su temi concreti, perchè la 'libertà' non sia la bandiera dei pirati. La terra da coltivare, dov'è? (I mugiki non eran quelli che avevano riscattato la terra che avevano lavorato, tipo da noi i coltivatori diretti?) Ariciao.

  23. brumbru in ha detto:

    Ho un fratello medico. Se mi spieghi meglio dove ce l'hai, questo mugiko… posso chiedergli se è grave.
    Seriamente: mah… non so. Se è vero (ed io credo di si) che di quelle trasmissioni 3 erano sfacciatamente di sinistra ed una di destra… hanno fatto bene. Se in quelle trasmissioni non si prospettavano idee e soluzioni in un dibattito leale tra tutti ma si faceva politica faziosa… hanno fatto bene.
    La tribuna elettorale è un'altra cosa: si dà spazio a tutte le fazioni un pari numero di volte e per lo stesso tempo.
    P.s.: anche il tg4 dovrebbe essere proibito… però. Anche se c'è il tg3 che non scherza… pur non essendo paragonabile alla lecchinaggine di Fede.

  24. capehorn in ha detto:

    @ anneeche = e ringraziamo anche quanti, hanno visto lui come Salvatore della patria e non come un piazzista, ottimo sicuramente, ma solo un piazzista.

  25. capehorn in ha detto:

    @ Lillopercaso = purtroppo davanti al tubo catodito, tutti da sinistra a destra tendono a perdere la testa (sempre che l'abbiano mai avuta) e quindi iniziano a baloccarsi. Soprattutto distraendoci con sfiancanti diatribe sulla forma, perché hanno paura della sostanza. Questa, che neppure loro sanno bene quanta sia, é l aparte che più ci interessa. DIcevo, per brutta che sia ditemi la verità, o pensate che io, tu gli altri siamo così improvvidi da non sapere come comportarci per uscire da queste peste?
    No i politici ci considerano bambini e allora temo che di non abitare in un paese evoluto, ma in un asilo e il corpo insegnante lascia a desiderare.

  26. capehorn in ha detto:

    @ Brumbru = il mugiko é uno stato d'animo. Può essere più o meno grave, ma poi passa, più che altro per abitudine. Si cronicizza, insomma,.
    Vanno bene anche le tribune politiche, ma per favore anche in quelle parliamo di soluzioni e non di ripicche rissose. Grazie.
    Fede oramai é entrato nei testi dottrinari multidisciplinari. Ho paura per i miei nipoti (sempre che ne abbia in futuro)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: