CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il cammino delle Verità11/1

Capitolo XI ° – parte I a  
 

La luce di un’alba livida, dal cielo che si caricava sempre più di nuvole gonfie di pioggia, era entrata anche nella stanzetta dove Margherita e Flavia avevano trascorso la notte. Le due ragazze la sera precedente erano crollate, subito dopo il frugale pasto. Ora Margherita si svegliò e dapprima sorpresa e poi quasi intimorita dal luogo a lei sconosciuta, cercò subito il conforto di un volto amico. Livia destatasi di soprassalto, parve spaesata, ma riconosciuta Margherita, acquietò lo spirito. Si abbracciarono, a suggellare l’amicizia e la vicinanza l’una all’altra. Rimasero in silenzio e tendevano l’orecchio a percepire i suoni, che potevano provenire da dietro l’uscio. Poi levatesi, presero a fare un poco di toilette. In un angolo scoprirono una brocca e un bacile e a turno si rinfrescarono. Cercarono poi le bisacce e tratti panni puliti, si cambiarono. Si pettinarono anche, tentando con questo di rimanere attaccate a un’immagine femminile, per quanto flebile fosse. Non vollero rinunciarvi; anche in quello stato di prostrazione apparire donne, dava loro il senso d’identità, di appartenenza al consesso umano. Loro che per un lungo e doloroso momento l’avevano abbandonato. L’una, gettata su un tronco, pronta per diventare olocausto di barbare voglie, l’altra imbracciata un’arma e trasformatasi in una sorta di angelo vendicatore e mortifero. Intanto l’uscio di dischiuse e il volto sorridente di madre Caterina, la più anziana tra le suore, che in quel momento vivevano all’Abbazia, fese capolino. Guardò le du giovini alzate e ancora un po’ impaurite e scosse dagli ultimi avvenimenti.
        “Buon giorno, mie care” Le apostrofò “ Vedo che siete già in piedi. Bene e spero tanto che il riposo di questa notte vi abbia giovato. Orsù, venite, che nel refettorio ci sono latte e pan dolce e dopo colazione, se vorrete parleremo un poco. Perché credo che il vostro cuore sia gonfio di tristezza ed amarezza. Parlarne servirà a scacciare la nube nera che vi sovrasta e troverete serenità. Quella che spetta a due giovini come voi. Venite, dunque”.
E presele sotto braccio le spinse nel corridoio e poi a destra, scesa una rampa di scala, le fese accomodare in una stanza a sinistra. Là, un vivace fuoco scoppiettava e le consorelle, quattro monache di diversa età e due novizie le attendevano. Furono portate due scodelle di latte caldo e alcune pagnottelle, che profumavano di spezie e coperte da un cucchiaio di miele. Le due ragazze mangiarono piano e intanto guardavano quel gruppo e un po’ titubanti sorridevano. Le consorelle, in silenzio ricambiavano i sorrisi e con gli occhi le invitavano a mangiare e scaldare il corpo. Terminata il breve pasto, madre Caterina, prese a recitare alcune orazioni. Ringraziando per il cibo donato e per i pericoli scampati dalle giovini. Poi con modi spicci, ma non burberi, le invitò a parlare di se e di quanto era accaduto.
Margherita, non riusciva a capire come quella donna sapesse i fatti, ma aveva l’animo ancora gravato da un peso e sentiva il desiderio di liberarsene. A Flavia, invece, spuntarono due lagrimoni, che si asciugò subito con la mano.
Madre Caterine sorrise e prese le mani delle due giovani disse:
        “Coraggio, parlate, liberatevi l’anima. Solo condividendo saprete liberarvi di quel peso. Solo parlando allontanerete le ombre che vi affliggono. Questo non vuol essere una richiesta di confessione. Non potremmo. Non vuol essere un abbandono alla maldicenza, al pettegolezzo. Cercate in voi le ragioni e non preoccupatevi di come sappiamo che avete attraversato grandi tribolazioni. Il buon Padre Chiaffredo, mi ha chiesto di sentire anche la vostra storia. Dovrete raggiungere tra breve le vostre case, riabbracciare i vostri affetti più cari. Portare a loro i dolori, renderà la vostra riunione un momento non di gioia,ma di mestizia. Dovrete essere felici di riabbracciare le persone che via hanno sempre amato e non via hanno mai abbandonato, nel ricordo, in ogni momento. Lasciate che queste mura siano le uniche testimoni delle vostre tribolazioni. “
Margherita prese a parlare, d’impeto e più il discorso fluiva e più sentiva che l’angoscia, che l’aveva posseduta, la stava abbandonando. Sentiva che parlare degli ultimi giorni era la medicina che le occorreva. E con lei iniziò a parlare anche Flavia. Travolsero le suore con un fiume di parole e più il racconto assumeva i cupi contorni della tragedia che sappiamo, più le consorelle si sentivano travolte da quell’ondata terribile. Soprattutto le due novizie, si stringevano l’una all’altra, spaventate da quanto udivano.
Madre Caterina, mano a mano che il racconto fluiva, corrugava la fronte e stringeva le labbra. Ricordava quanto lei stessa ebbe a patire in tempi abbastanza lontani e come quel dolore, che lei pensava rimosso, ancora faceva sentire i suoi morsi crudeli.
Scese un silenzio insopportabile, alla fine di tutto. Ogni donna era immersa nei propri pensieri ed anche il fuoco, ormai ridotto a poche braci rosseggianti, sembrava essere sommerso da quei fatti e agonizzava, nel camino. A spezzare quell’immobilità ci pensò Flavia, che afferrato un ciocco, lo gettò sul fuoco insieme a una manciata di foglie secche. Subito quello, riprese gagliardo e diede una sorta di sveglia a tutte quante.
Madre Caterina si rivolse alle consorelle:
        “ Avete sentito, che terribile storia, ci è stata narrata e avete udito come ancora una volta l’uomo diventa una belva per gli altri uomini. Ancora una volta noi donne siamo diventate merce di scambio, di gioco, di soddisfacimento degli appetiti più vieti dell’uomo. Preghiamo dunque per le anime di queste due nostre sorelle, che il buon Dio ha permesso che fossero salvate, da chi ha visto in loro, non balocchi, ma corpi ed anime pure e sante. Future spose e madri e a Lui piacendo, docili strumenti della Sua gloria. Ora andiamo a lodare e ringraziare l’Altissimo per i pericoli scampati da queste due giovani e meditiamo sulla bontà della scelta compiuta, di ascoltare e affidarsi sempre alla volontà di Dio.”
Margherita e Flavia, si guardarono di sottecchi, non riuscirono a capire il senso dell’ultima parte del discorso della Madre. Che volesse suscitare in loro una curiosità verso la vita monastica? Che tentasse di chiamarle ad una vita votata solo ed esclusivamente al Signore, disinteressandosi del mondo e così rifuggire i pericoli di esso? Ecco, uscite da un’angoscia, per essere poste tra dubb
i ed incertezze, non era quella di certo la medicina che andavano cercando. Forse era stato più per le consorelle, per riaffermare e rinvigorire una scelta da loro compiuta o forse per far capire la bontà di quella alle due novizie.

Certo è che rimasero perplesse.
 
IL Monaco Bianco
 
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29 pensieri su “Il cammino delle Verità11/1

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    Difficile trovare ragioni e risposte a tutto quello che è successo, quindi ognuno lo fa con le armi che ha a disposizione e con le argomentazioni che meglio conosce.Ma le due fanciulle ne escono confuse: forse perché ancora le ragioni vere non sono chiare alle loro menti.Serena notte.

  2. feritinvisibili in ha detto:

    Sono finalmente riuscita a leggere gli ultimi tre capitoli: le confessioni…Sai la cosa che mi è saltata per prima agli occhi è il potere profondo che ha il sentimento dell'amicizia di sollevarci l'animo di fronte ai dubbi più dilanianti, la comprensione amorevole di un amico forse è il bene più prezioso che abbiamo in vita…

  3. Zaagsel in ha detto:

    colazione con latte caldo pane speziato e mielec'è da dire che per l'epoca si trattavano benecerto che … oggi senza cereali e nesquik non si va da nessuna parte

  4. archmdl in ha detto:

    io mi incanto tutte le volte che leggo 'sti racconti

  5. brumbru in ha detto:

    Mi perplimo di conseguenza.

  6. brumbru in ha detto:

    Azz… lo sapevo che Zaag avrebbe visto il lato culinario della cosa. Avevo questo presentimento…

  7. capehorn in ha detto:

    @ azalearossa1958 = a volte le ragioni sono così grandi, che le stesse  rimangono lontane dalla mente di chi ne é stato coinvolto. hanno affrontato in poco tempo prove di cui ancora oggi, non riescono a capire gli effetti.

  8. capehorn in ha detto:

    @ feritinvisibili = l'amicizia é uno dei pochissimi sentimenti che riewscono a far superare gli incagli della vita, piccoli o grandi che siano. Credo che ci abbia permesso di arrivare sino a questo punto nella vita della terra. E' riuscita ad aiutarci nella nostra evoluzione mentale, soprattutto quando eravamo pochi e l'amicizia era soprattutto dipendenza. Eppure i fondamenti propri dell'amicizia si sono trasformati e ci hanno trasformati.Credo che non si riescano a spendere lodi a sufficienza.

  9. capehorn in ha detto:

    @ Zaagstel = e con la fretaa d'oggi, anche il solo caffé.Ma non é il mio caso. Senza colazione: cerealilattecaffébiscotti (4) e succodifrutta non é giornata. Assolutamente.

  10. capehorn in ha detto:

    @ arcmdl =

  11. capehorn in ha detto:

    @ Brumbru  # 5 = si perplime? Da quando ha questi sintomi ?@ Brumbru # 6 =  Ho capito il suo perplimersi.

  12. anonimo in ha detto:

    livia o flavia?????beffy2

  13. venturo in ha detto:

    Devo dire che queste Consorelle mi hanno un po' inquietata. Come Capisco Margherita e Flavia!Sempre un piacere leggerti Cape.

  14. capehorn in ha detto:

    @ beffy2 = Flavia. I nomi come le cose cambiano con il tempo

  15. capehorn in ha detto:

    @ venturo =  l'inquitudine del momento, mi é parso giusto allargarlo anche alle caratteristiche degli altri personaggi.

  16. RedPasion in ha detto:

    un abbraccio caro CapeHa te e famiglia:)ps. certo che quando si parla di amore…non può dirsi che sei logico:-P

  17. anneheche in ha detto:

    Mi è piaciuta la descrizione delle due donne. Ci sono dei passaggi che mi fanno pensare a una tua componente femminile -e questo è un complimento!Ciò che hai descritto, infatti, è tipico di noi donne, in qualsiasi circostanza, vieppiù in questa.Bello anche il discorso di madre Caterina.L'angolo dei refusi : fese capolino

  18. brumbru in ha detto:

    #11: da quando ho sentito dire che Zaag ha rifiutato un invito a pranzo. Roba da non crederci, eh?

  19. morellina in ha detto:

    ho letto e penso: è proprio vero che quando c'è qualcosa che ci sta sullo stomaco, parlarne  e raccontare tutto a qualcuno dà grande sollievo…anche se spesso non si riesce bene a capire tutto ugualmente.è una specie di confessione, vero.forse in questi casi bisognerebbe riuscire a lasciarci alle spalle ciò che ci fa stare male…ciò non è facile, ma succede con il passare del tempo, immagino.anche a me lascia un pò perplessa l'uscita finale di Madre Caterina..uhm

  20. RosaTiziana in ha detto:

    Se era inquietitudine che volevi strasmettere, ci sei riuscito benissimo. Aggiungerei…che hai trasmesso anche "domande". O meglio, la voglia di farsi delle domande. E questo mi piace.

  21. capehorn in ha detto:

    @ anneeche =  con due donne in casa, qualcosa ho imparato Refusi? Solo quello. Bhè sto migliorando

  22. capehorn in ha detto:

    @ Brumbru = maaaaaaa é lo Zaag che conosciamo tutti noi ?

  23. capehorn in ha detto:

    @ morellina = parlandone e quindi dovendo pensare all'oggetto del nostro aprirsi, questo viene ridimensionato, sezionato e ci si accorge di quale sia la sua reale portata. Ci si libera con più facilità di un peso che all'inizio sembra un macinio.Madre Caterina é figlia del suo tempo, dell'ambiente e del ruolo che svolge. Data la situazione ha dovuto agire per il meglio per le persone di cui sente la responsabilità.

  24. capehorn in ha detto:

    @ RosaTiziana = E' tempo d'inquietudine. Dopo i fatti trascorsi e la ricerca di giustificazioni soprattutto per se, l'inquitudine é la compagnia ideale.Grazie per la tua visita, sempre accolta con grande gioia.

  25. capehorn in ha detto:

    @ Redpasion = non mi sono dimenticato.Tu dici che non sono  logico in amore. Se lo fossi esprimerei un'equazione, tenterei di risolvere un teorema.Non credo che l'amore si possa esprimere in un rapporto matematico, anzi non credo che si possa esprimere razionalmente.In quello esiste la sommatoria di tutto ciò che é positivo e l'esatto suo contrario.Solo l'unione profonda di cuore e mente riesce a trovare la via giusta.Via in cui la logica si trova come un pesce fuor d'acqua.Abbracci condivisi da tutta la tribù; Liga naturalmente incluso.

  26. venturo in ha detto:

    … inquietudine… già…

  27. brumbru in ha detto:

    #22: dev'essere rimasto sconvolto da qualcosa. Avrà saputo che le mele biologiche vengono pattugliate da coccinelle ogm.

  28. capehorn in ha detto:

    @ venturo = siamo tutti inquieti. Saranno i tempi, che non ci permettono la calma dei sentimenti.

  29. capehorn in ha detto:

    @ Brumbru #27 = La perdita di originalità e naturalità gli é occasione di sturbo, si sà.

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