CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il Cammino – Ringraziamenti

Giunto a questo punto, vien da dire: Fuori l'autore.
E l'autore esce.
Vi  ringrazio, per l'affetto mostrato per questo racconto e la pazienza con cui avete seguito  le vicende dei personaggi.
Vi ringrazio anche per la stima e le parole di questa, espressemi nei vostri commenti.
Hanno mitigato e molto le mia paure, la mia titubanza nel mostrare, quello che per me é stato divertimento prima e impegno nei vostri confronti dopo.
Confesso che prima di intraprendere questo cammino, mi sono confidato con una cara  e gradita estimatrice, che mi ha saputo ben consigliare, ma soprattutto mi ha stimolato a continuare anche quando le cose si facevano difficili.
Perché solo scrivendo  si apprezza come il racconto  sviluppa la trama. E ci si impegna duramente a rimanere fedeli a quello sviluppo. Cercando di migliorarsi e mai ingannare né il lettore, né se stessi.
Confesso che le fonti d'ispirazione sono state molte e alcune le avete immancabilmente trovate voi stessi. Autori dei più vari, mi hanno virtualmente sbirciato mentre scrivevo. Spero di non essermi fatto ulteriori … amici.
Non ho ceduto né al saggio storico-politico, né al manierismo fantasy. Non era il caso.
Ho sfiorato un momento storico, su cui rifletto ed in cui mi rifletto molto.
Il Medioevo e i suoi aspetti, per me hanno un fascino particolare.
Evvia, ciascuno ha le proprie debolezze.
Forse perché si ritornava ad interrogarsi sull'uomo e i suoi sentimenti, con occhi diversi. Forse perché é bello rileggere di echi lontani nel tempo, eppure continuamente presenti. Certi temi sono di un'attualità, a ben vedere imbarazzante.
E poi perché no? Far leva anche sulla curiosità di un'epoca che sta a cavallo tra due modi di essere. Una sorta di zona grigia, che poi tanto grigia non era. Un momento travagliato, come la vita di tutti noi.
Dove gioia e dolore hanno le loro parti e calcano il nostro personale palcoscenico.
Siamo un po' tutti Aiden, Osea, Margherita, Leoniero. 
Viviamo il nostro Medioevo, cercando sempre un Rinascimento, dopo momenti bui, mai dimentichi di crescere e sempre cercando in noi , negli altri e nelle cose la verità.
Quella che ci aiuta a vivere meglio, malgado tutto e tutti, forse malgrado anche noi stessi.

Con affetto, Carlo
 

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9 pensieri su “Il Cammino – Ringraziamenti

  1. anneheche in ha detto:

    Grazie a te, Carlo!

  2. mezzastrega in ha detto:

    i tuoi personaggi hanno un'alta moralità, io non sono proprio convinta che tutti, di questi tempi, siano così e così innamorati della verità…Magari fossePeraltro, nel tuo racconto c'erano anche gli altri….

  3. azalearossa1958 in ha detto:

    Una postfazione degna del racconto e che ben rappresenta l'autore.Viviamo tutti un po' il nostro Medioevo, è vero, e soprattutto nei momenti bui e tristi come quello che ho appena passato e che ancora mi tocca il cuore.Ed è pur vero che in questi momenti si vede meglio dentro e fuori di noi, si vede cos'è la vita, ma soprattutto si vede quel che vorremmo che fosse e che non è.Grazie all'autore, che ci ha accompagnati attraverso boschi e foreste lontane per condurci a vedere meglio ciò che abbiamo vicino.Grazie a te, Carlo.

  4. morellina in ha detto:

    un bel racconto,ed un autore capace di far riflettere anche su sè stessi; e cosa si potrebbe desiderare più di questo, quando si legge un racconto o anche un libro?:)e bravo Carlo…:)

  5. venturo in ha detto:

    Caro CapeHorn, leggendo il tuo racconto -del quale ancora ti ringrazio- mi sono spesso trovata a pensare che il vero medioevo fosse il nostro. La nostra epoca non è forse ben più povera di valori, spiritualità, profondità del medioevo di allora?O forse queste mancanze sono proprie di tutte le epoche anche se si manifestano in modi differenti?Col tuo scritto, hai sollevato riflessioni di cui si sentiva la necessità dove anche i commenti dei lettori sono stati un ottimo spunto di riflessione.Ancora grazie e a presto.

  6. brumbru in ha detto:

    E me… per i commenti scemi, non mi ringrazi?

  7. Zaagsel in ha detto:

    quelli di BRUM erano commenti scemi?… occacchio … non l'avevo capito

  8. Wolfghost in ha detto:

    Caro CapeH… eccomiiiiiiiii!!! Allora, intanto ti ringrazio perche' il tuo libro (perche' di libro si tratta) mi ha tenuto compagnia nel mio lungo viaggio di ritorno (e meno male che la "nuvola vulcanica" non e' giunta fino a Budapest, molti miei colleghi del nord Europa sono rimasti bloccati li'… Oddio, certamente esistono posti peggiori dove rimanere bloccati! ). Pero'… ti ho promesso una critica costruttiva e distaccata, e… eccola qua Il tuo e' potenzialmente un ottimo libro, complimenti Vero: come mi avevi preannunciato ci sono diversi errorini, qua e la', alcuni davvero sorprendenti venendo da te che hai una grande conoscenza dell'Italiano nonche' una ottima capacita' espressiva  Diciamo che una revisione grammaticale sarebbe necessaria nel caso volessi tentarne una pubblicazione Tuttavia per Splinder… e' gia' molto piu' di quanto ci si aspetterebbe (e sarei, ad esempio, in grado di fare io…).Un aspetto che mi ha sorpreso e' stata la scorrevolezza della lettura! Tu tendi ad avere una scrittura ricercata che sul blog risulta a volte perfino un tantino pesante (a volte, eh!!!), ma… letto su carta, il libro e' scorrevolissimo e di piacevole e facile lettura! Chissa' come mai… Forse si puo' fare l'abitudine anche al tipo di scrittura? E adesso veniamo alla storia in se'. Grande immaginazione e capacita' di tenere coerentemente a mente i diversi e numerosi personaggi, ti va subito riconosciuto Una critica e' l'eccessiva riflessivita' dei personaggi che ad un certo punto prende molte (troppe) pagine del libro, risultando un po' ridondante: tutti piu' o meno pensano le stesse cose, e il libro si chiude un poco su se' stesso. Lo so, lo so, e' chiaro il tuo intento ma… forse insistere meno sarebbe stato meglio.Grande il finale. Inaspettato anche. Cosa mi ha fatto venire in mente? L'ineluttabilita' della vita espressa dalla tragedia greca classica : non importa quanto corretto tu sia o tenti di essere, non importa se i tuoi propositi siano benevoli o malevoli e nemmeno la determinazione che poni in essi… la vita fa quel che vuole, e in questo ignora tutti: meritevoli e non meritevoli. Perche' la vita non ha in se' il concetto di bene o male.Ecco: il libro descrive benissimo – e mi chiedo se era voluto… ? – la natura dell'uomo (ma anche di qualunque essere vivente), ovvero la sua caducita', fragilita', nonche' il travaglio derivante da tutti quei dubbi che esso vorrebbe, ma non rieasce, a sciogliere.Ti posso dire che, finito il libro, avevo ancora un'ora di aereo e… e' stata un'ora travagliata, che mi ha portato a ricordare la mia vita, e a pormi le stesse domande che… non hanno, e non possono avere, risposta.Bravo

  9. melogrande in ha detto:

    Chiedo scusa per il ritardo, ma solo ora ho trovato il tempo (e la tranquillità) per leggere tutto di seguito il pdf gentilmente donatomi dall ?Autore.La storia è bella ed avvincente,  i personaggi sono credibilil' assalto dei nostri al campo dei francesi è vivacissimo. Insomma, il racconto piace e di sicuro meriterebbe di essere pubblicato ( magari dopo un' attenta rilettura, effettivamente ci sono molti refusi che in po' disturbano la lettura, immagino il tempo che hai dovuto ritagliare per scriverlo…).La parte finale, riflessiva e problematica, a me è piaciuta assai, conoscendomi lo potrai immaginare, credo sia quella in cui ti sei più esposto, le tante domande prive di risposte che in tanti continuiamo a rivoltare fra i neuroni.Il colloquio fra Tarik e padre Alberto, diversi ma resi vicini dalla loro ricerca di verità, a me è parso il punto più alto di un racconto con poche certezze e  tanti dubbi, che rende il Medioevo tormentato un specchio del tempo tormentato che ci troviamo a vivere.Complimenti, Carlo, e speriamo ti venga presto la voglia di riprovarci …

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