CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “maggio, 2010”

Comunicato 18/2010

Comunicato nr° 18
I ricordi sono un prezzo che paghiamo alla vita.
Non salato come i rimpianti, né gravoso come i rimorsi.
Ufficio Facce.

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Comunicato 17/2010

Comunicato nr° 17
A questo punto per non far sapere i fatti tuoi un “avviso di garanzia” è una …  garanzia.
Ufficio Facce.

Comunicato 16/2010

Comunicato nr° 16
Con le future possibili conseguenze, difficilmente si potrà essere :  “ persone informate dei fatti”.
Ufficio Facce

Comunicato nr.15/2010

Comunicato nr° 15

Che tristezza rompersi le palle, almanaccando su come romperle agli altri.

Ufficio Facce
 

Dica Trentatre.

Arrivata primavera e affinatasi, in qualche modo l’aria, giungono i giorni dedicati alla medicina. Oltre alle oramai usate e inopportune allergie, che ci tengono fastidiosa compagnia, oltre alle cure che dovrebbero rinforzare i nostri corpi, dopo le aggressioni di un barbaro inverno. Oltre a tutto ciò ecco che si appalesano le nubi della visita di controllo con accessorie vaccinazioni piùchevalenti, del felino. Maicio I° Detti il Ligabue, noto gatto rock e interista. Di lui sappiamo le cose le più mirabolanti. Le gesta del quadrupede impellicciato hanno oramai sapore di leggenda. Vengono narrate nelle lunghe notti invernali e gli aspetti più truci vengono ammannite ai pargoli per tacitare i loro effervescenti spiriti ed usati come deterrenti per chetare le loro impellenze fuor di luogo.
 
Dialogo:
Leonessa – Il Liga ha bisogno dell’annuale vaccinazione! Responsabilizzatevi.
Artemisia, la mia – E sì, bisogna portarlo dal pediatra!
Io – Ecco come al solito succedono cose a mia insaputa!
 
Le mie donne mi guardano prima con commiserazione, poi con rassegnazione, poi con quel misto tra disgusto e schifo, di cui noi ometti siamo omaggiati nella normale vita coniugale e nelle attenzioni parentali.
Una pesante cappa, la solita, d’imbonimento mi avvolge, come la coperta di Linus e come tale mi tranquillizza. Nulla è cambiato, tutto usuale sotto i cieli dell’OltrePo. Sospirone.
Guardo il gatto e lui per rimando, mi lancia un’occhiata stile –
Vhé, vecchio pazzo, che guardi? Non pensare minimamente di chiudermi, anche per 10 minuti soltanto, nel trasportino per farmi fare una gita in macchina. Scordati che io mi faccia paciugare da una donna che non conosco, che per prima cosa mi infila nel “pertus del gnao” un coso affilato e poi garrula dichiara a “toute le monde”, che la temperatura basale è perfetta. Poi non contenta mi fa il ganascino e mi guarda in bocca, gola e anche il  naso. Poi mi pastrugna nelle pudenda, o in ciò che rimane, infine oramai incontrollabile, mi introduce un altro robo e mi illumina le orecchie, come se fossi la pubblicità delle lampadine. Degenerato, scriteriato, se solo riesco ad acchiappare il telefono ti denuncia al WWF, LAV, LIPU, FAI, FAO, ONU e agli “Amici di Maria”.
Quest’ultima minaccia, in vero un po’ mi perplime.
Non tutti le organizzazioni testé citate hanno buon seguito e godono di ottima salute, ma gli “Amici di Maria” potrebbero scatenare un’ordalia tale, che neppure sull’Isola di SuperSimo, potrei essere al riparo, dopo aver trovato lì, rifugio.
Traccheggio, fingo il nulla, imito sommariamente in verità, con spurio tentativo il rallo in caccia, assumendone confusamente la postura. Naturalmente il bucaniere gnaulante si accorge dell’infingimento e a tal fatta si bulla ”more solito”. Si da alla macchia per alcune ore, anzi la notte stessa, organizza  e partecipa ad una rissa, con forti strepiti e lancinanti miagolii, tali da far girar le balle al vicinato, a partire dal numeroso gruppo di cani, che non vedono di buon occhio il Liga, sapendolo loro corrosivo sbeffeggiatore.
Così alle tre di notte Artemisia, la mia è costretta a dividere i contendenti e nel buio casalingo, la sento esprime, con vigorosa reprimenda, tutto il suo disappunto circa l’accaduto.
Per paga il Liga, la fa dormire nella posizione del trampoliere. Lui a pelle di leone dove dovrebbero essere i sui suoi piedi. Lei con un ginocchio nell’apposito incavo tra le mie costole, l’altro abbandonato fuori delle coltri, al fresco della notte.
Oggi siamo andati dal veterinario (mascherato per l’occasione da pediatra, giusto per ingannarlo). Tutto si è svolto secondo copione: lotta furibonda per farlo entrare nel trasportino; strazianti miagolii nel viaggio d’andata e altrettanti in quello di ritorno. Opposizione dura e decisa nella misurazione della temperatura (Farsi ravanare nel bus del gnao, non è un successo di cui vantarsi), altrettanta ferma stigmatizzazione alla visita oro faringea con appendice ispezione delle narici. Inverecondo asservimento alla ravanata del gruppo idraulico secondario, mostrando palesemente una qual certa soddisfazione, con tanto di amicale azzannata giusto per mostrare apprezzamento. Infine ronfata trattoriale all’auscultazione del gruppo idraulico primario, giusto per evidenziare di come sia stato buono, in fondo; ma come sia sottilmente e perfidamente ribelle alla scienza d’Ippocrate.
Intanto la Leonessa mi confidava candidamente, che lei avrebbe tanto piacere di veder gironzolare per casa un “Bovaro Bernese” (Non un prestante bucolico e georgico confederato, bensì il molosside, compagno e sodale del cui, prima detto.) Insomma un 70 kg di cane che impazza per casa mentre: lei è assente,(Adducendo improrogabili impegni universitari e perfida nel lasciarci in balia del mostro); la madre guarda con orrore i transiti della fiera vicino alle sue amate ceramiche e il sottoscritto alla ricerca di quadruplo lavoro, onde sfamare una belva mai sazia.
Non l’ho incenerita con lo sguardo, ma strinata, ebbene sì. Pietra sopra.
Mi chiederete dov’è il Liga. Si è ritirato e medita in qualche anfratto, sull’affronto subito, leccandosi le sue ferite spirituali, ma siatene certi: data l’ora la fame, nota cattiva consigliera, lo farà giungere a più miti consigli e si presenterà, come al solito con aria afflitta e mesta, mendicando da ciascuno di noi qualche briciola e si strafogherà come il solito tra un tripudio di crocchette e scatolette.
Se ne riparlerà il prossimo anno.
 
 
Noi, quelli del ’54(felinamente a NordOvest di noi stessi)
 

Comunicato 14/2010

Comunicato nr° 14

Considerando i fatti, è stato riscontrato che vi è un disagio del pensiero ed anche il pensiero è a disagio.
Tempesta all’orizzonte.
Ufficio Facce
 

Comunicare e poi …

Galiziani: (rumore di fondo) ...
Vi parla l'A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisionecon noi.
Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche.
Americani: (rumore di fondo) …
Suggeriamo invece a voi di virare 15 gradi nord per evitare la collisione.
Galiziani:
Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione.
Americani: (un'altra voce)
Forse non avete capito, vi parla il Capitano di una nave degli Stati Uniti d'America.
Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione.
 
Galiziani:
Non lo consideriamo fattibile, nè conveniente, vi suggeriamo di virare di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi.
Americani:(tono accalorato)
vi parla il capitano richard  james  howard, al comando della portaerei uss lincoln, della marina degli stati uniti d'america, la seconda nave da guerra piu' grande della flotta americana.
ci scortano 2 corazzate, 6 distruttori, 5 incrociatori, 4 sottomarini  e
numerose altre navi d'appoggio.

non vi "suggerisco", vi "ordino" di cambiare la vostra rotta di 15 gradi
nord. 

in caso contrario ci vedremo costretti a prendere le misure
necessarie per garantire la sicurezza di questa nave.

per favore obbedite immediatamente e toglietevi dalla nostra rotta !!
 
Galiziani:
Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre, e un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l'appoggio della stazione radio "Cadena Dial de La Coruña" e il canale 106 di emergenza marittima.
Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla terra ferma.
Siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana.
Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella classifica dei fari spagnoli.
Potete prendere le misure che considerate opportune e fare quel cazzo che vi pare per garantire la sicurezza della vostra nave di merda che si sfracellerà sulla roccia.
Pertanto insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata e di cambiare la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione.
Americani:
Bene, ricevuto, grazie!
 
Miei cari e pochi lettori, che mi seguite vi starete domandando del perché questo lungo cappello. Quando ho letto ciò che ho riportato, non mi é sfuggito un sorriso per la piega grottesca delle comunicazioni. Già perché il problema sta in quella. La comunicazione. A volte le cose ci paiono evidenti, tali che indirizziamo al nostro interlocutore solo pochi indizi.
Tali che l’altro non ha un chiaro e completo quadro del problema del contendere. In fondo i faristi di Finisterre, avessero spiegato immediatamente chi e dove fossero, alcuni equivoci sarebbero stati immediatamente sopiti. Invece. Invece assistiamo ad un’immediata levata di scudi. L’imperativo categorico è stato il consunto: “Lei non sa chi sono io !”. Non solo, va da sé che subito si chiarisce quale e quanta sia la forza che si esprime in proprio, ma anche per interposta persona.
Quante volte abbiamo assistito ad imbarazzanti strombazzamenti di presunta e millantata forza. “Lei non sa chi sono io …. E conosco  personalmente il sig. X …. Amico del dott. Y … e caro amico dell’on. Z . Le mie parole arriveranno in alto …“  e via fanfaronando.
Ecco l’arroganza e la protervia della risposta americana, indica proprio quel modo di dire e fare, caro a chi ha annusato per un attimo il potere e crede di poterne disporre a piacimento. Anche in barba a quelle che sono le regole di civile convivenza, ma soprattutto di umano buon senso.
Chiedere
chi sia il nostro interlocutore, da dove parla nel caso non fosse di fronte a noi, quali le sue eventuali coordinate geografiche, pare forse una perdita di tempo? Insomma pare brutto?

Non siamo in mezzo all’Atlantico, in una notte buia e forse tempestosa, eppure quanti di noi al trillo del telefono, veniamo colti dalla fastidiosa certezza che dall’altra parte vorranno sicuramente proporci l’affare della nostra vita; altrettanto  fastidiosamente siamo sicuri che ce lo proporranno in maniera aggressiva, arrogante anche con voce flautata e non urlando come un sergente istruttore.
Forma e sostanza, pur apparendo dissimili, conseguono lo stesso scopo. La prevaricazione, lo stordimento,l’annientamento. E’ vero che nel caso abbiamo la facoltà di riappendere la cornetta, ma nel qual caso, mi fa male dirlo, abbassiamo il nostro, di livello. Congiungendoci in basso, al nostro esecrando molestatore.

Se notate però, anche i faristi hanno dovuto utilizzare, seppur con una nota ironica, lo stesso mezzo, diluendolo però con un minimo di arguzia e affermando la verità dei fatti.
Di colpo il quadro è cambiato e tutto è ritornato nei binari del  buon senso e forse, ma non è dato di sapere, del buon gusto e dell’educazione.
Mi chiedo se sia necessario sempre e solo alzare la voce, per far valere le proprie idee, i propri diritti, le convinzioni di ognuno; oppure sia necessario offrire un’informazione in più per rendere più chiaro ed appetibile il nostro punto di vista?
E’ forse indispensabile sempre e comunque, far valere il proprio pensiero in punta di baionetta, reale o virtuale che sia? Aggiungendo oscure minacce, paventare piogge di fuoco e maledizioni bibliche sui malaugurati interlocutori?
Se vi interessa riflettete sulle mie proposte.
Senza impegno, tanto nulla è dovuto al fattorino.
Un’ultima cosa prima di lasciarci.
Si parlava prima del 2017. Mi par obbligo rispondere ad alcuni quesiti.
Dal 1° gennaio 2017 potrò senza ombra di dubbio chiamarmi pensionato, per chi non accetta, neppure “obtorto collo” quella definizione propongo “persona ritirata dal  lavoro” (un discreto burocratese).
Quindi non vi sto importunando da una remota spiaggia caraibica.
Innanzitutto io e il mare non siamo sodali e se trasmettessi da qualche remoto luogo, sareste costretti a rivolgervi, per avere giuste informazioni ad animali sinantropi, dimoranti dai 2000 msl in su.
In somma chiedereste informazioni a marmotte, stambecchi e camosci e verreste a trovarmi appesi agli artigli di un’aquila.

Epperò vero che da qui, alla fatidica data, se qualcuno dell’Amministrazione del “Pazzificio” mi facesse un’offerta difficile da rifiutare, accetterei di gran volata.
Cretino certificato ISO9001, mi sta anche bene; è vero.
Coglione patentato, ma anche nò!
Ci vediamo in giro, miei cari e se non ci vediamo … è  colpa vostra. Sallatelo !!!
 
 
Noi, quelli del ’54( a NordOvest di se stessi, almeno fino al 2017)
 

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