CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Riguardando

Preso da una strana nostalgia, mi sono riguardato i post precedenti. Vorrei scegliere i più significativi e riproporli. Non li ricopio; basteranno i rimandi. Nella scrematura mi sono accorto che non ho mai scritto nulla riguardo mia madre. Pensare che per noi ometti, mammà è  per sempre mammà. Quel cordone ombelicale, sembra mai reciso, sia che si provi un amore sperticato, viscerale, sia che i sentimenti vadano all’opposto, sconfinando anche nell’odio profondo. Definire la propria madre è sempre difficile, se non impossibile. Si scivola facilmente in ritratti agiografici, stentorei per i quali non si accettano discussioni. Nessuno tocchi mammà !
Questo nel bene come pure nel male.
Diventa una figura generata da un imperativo categorico e assoluto e diventata anch’essa tale.
Intoccabile, stella fissa del nostro empireo, di lei si dice solo tutto il bene o tutto il male e lo si afferma incontestabilmente.
Eppure capire una madre, significa capirne i figli, forse perché la società, o meglio il modello societario, nel quale mi sono bagnato, prevedeva la madre come educatrice, praticamente unica, della figliolanza.
A lei quel compito e il padre assunto come occasionale presenza, per lo più giudicante, per alcuni era ospite di casa propria.
E’ vero che non era e non è sempre e tutto come descritto prima, però la figura femminile nella casa, con quell’etichetta di “angelo del focolare” così forte, risultava e risulta difficile da cancellare dall’immaginario collettivo.
Mia madre, non ha conosciuto sua madre. Quei quindici giorni, il tempo che è intercorso dalla nascita di lei e la morte dell’altra, non so se sono bastati a che almeno una volta si risolvesse un abbraccio, una tenerezza. Tralascio i motivi di quella morte.
Quando la malattia di mia madre avanzava verso l’epilogo, mi confidò che per tutta la vita aveva avuto la sensazione che la sua vita fosse stata uno sbaglio, che non  avrebbe dovuto nascere. Che non si sentisse adeguata ai tempi, un po’ l’ha sempre sofferto. Forse gli anni dell’infanzia fino alla piena adolescenza, sballottata tra collegi e case di parenti pietosi, che facevano rimarcare quella pietà, come un macigno, dal quale mia madre non si è mai scossa del tutto. Forse perché nel mondo contadino che ha visto i suoi anni giovanili il fatto di aver conseguito un diploma è sempre stato visto come un fuoco rivoluzionario che covava sotto la cenere di un opprimente perbenismo, di una ipocrisia imperante.
Poi ancora più scandalosa ancora la scelta di mio padre come uomo con cui condividere un futuro, solo per il fatto che 15 anni di differenza, ai più parve un’enorme e abnorme anomalia Poi mia madre aveva il vizio del fumo e quindi equiparabile per quello a una donna di piccole virtù, negli anni a cavallo dei ’50 – ’60. Anni di quell’Italietta, che ancora sopravvive. Mia madre, forte di una vita costruita con le proprie forze e le proprie mani, alzava le spalle, dando priorità ad altre e più importanti cose. Dignità, pudore interiore, pulizia mentale e ricerca di miglioramento morale ed intellettuale. Le uniche e vere eredità che mi ha lasciato. Fardello pesante, lo riconosco, ma quello o il nulla. Mi ha offerto un modello di vita e se vogliamo di educazione, che tale con gli aggiustamenti e le aggiunte del caso ho riproposto a mia figlia. A mio parere è un modello valido e trovo a distanza di anni, che ciò in cui sono stato educato e ciò in cui educo, ha un valore che si è protratto sempre valido nel tempo.
Mi spiace che la Leonessa non abbia conosciuto nonna Mariù. So che, per il temperamento dell’una e dell’altra, sarebbe stato un bell’incontro, ma sono altrettanto certo che si sarebbe svolto all’insegna dell’assoluta correttezza. Né Artemisia, la mia, né io ci saremmo sottratti ad una certa gelosia, per quello speciale rapporto che si sarebbe instaurato. Mia madre ci sapeva fare con i bambini e il sapere di una nipote, avrebbe allargato finalmente il suo orgoglio. Lei che temeva l’orgoglio, sempre attenta a non tramutarlo in superbia, sempre prudente con una punta di pudicizia in tutte le cose, che a volte non capivo e che ora, solo ora intuisco a fatica e non completamente.
Ho capito più cose di mio padre, nell’inverno della sua vita, che non prima. Forse perché si sono ribaltati i ruoli, io , il figlio, assunto dal padre come tale e lui, rivestito dei panni del figlio.
L'ho ritenuto il gioco di un vegliardo, che passando le stagioni, ritorna ai primordi.

Non era un gioco. Mi accorgo ora di come fossi stato messo alla prova, di come dovessi parlare soprattutto a me stesso: da uomo.
Come figlio reale e come padre altrettanto reale.
La vita è una partita e devi cercare sempre di avere le carte migliori, ma soprattutto devi essere pronto a giocare quella partita a prescindere.
 
 
Noi, quelli del ’54  (Genitori e figli nel NordOvest della nostra umanità)
 

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41 pensieri su “Riguardando

  1. Un posto molto bello, molto commovente. Invidio la bella famiglia, i bei genitori che hai avuto. Grazie per avermi fatto sognare, grazie per avermi fatto credere di essere te per un breve attimo

  2. Un posto molto bello, molto commovente. Invidio la bella famiglia, i bei genitori che hai avuto. Grazie per avermi fatto sognare, grazie per avermi fatto credere di essere te per un breve attimo

  3. UnderWetBastard in ha detto:

    Un posto molto bello, molto commovente. Invidio la bella famiglia, i bei genitori che hai avuto. Grazie per avermi fatto sognare, grazie per avermi fatto credere di essere te per un breve attimo

  4. una riflessione in cui mi ritrovo molto più di quanto pensassiabbiamo molti punti in comune … o forse molto pochima sono punti che segnano profondamente la vitaanche io mi ritrovo a fare il genitore, a ripensare a come sono stato educatoa provare a fare ugualea dover scegliere e non potersi permettere di sbagliaree comunque ogni tanto si sbagliae poi a confrontasi con i genitori …a percepire l'affetto e l'amore… lo stesso di quando ero ancora in fasce… lo stesso di quando da adolescente ci litigavo in continuazionead apprezzarli ora più di quanto non l'abbia mai fattoconsapevole che il tempo e il destino sono nemici inesorabilie tocca vivere cercando di cogliere ogni singola goccia di vita … senza sprecare nullaperchè quello che si spreca non si può recuperare… bel post davvero

  5. una riflessione in cui mi ritrovo molto più di quanto pensassiabbiamo molti punti in comune … o forse molto pochima sono punti che segnano profondamente la vitaanche io mi ritrovo a fare il genitore, a ripensare a come sono stato educatoa provare a fare ugualea dover scegliere e non potersi permettere di sbagliaree comunque ogni tanto si sbagliae poi a confrontasi con i genitori …a percepire l'affetto e l'amore… lo stesso di quando ero ancora in fasce… lo stesso di quando da adolescente ci litigavo in continuazionead apprezzarli ora più di quanto non l'abbia mai fattoconsapevole che il tempo e il destino sono nemici inesorabilie tocca vivere cercando di cogliere ogni singola goccia di vita … senza sprecare nullaperchè quello che si spreca non si può recuperare… bel post davvero

  6. Zaagsel in ha detto:

    una riflessione in cui mi ritrovo molto più di quanto pensassiabbiamo molti punti in comune … o forse molto pochima sono punti che segnano profondamente la vitaanche io mi ritrovo a fare il genitore, a ripensare a come sono stato educatoa provare a fare ugualea dover scegliere e non potersi permettere di sbagliaree comunque ogni tanto si sbagliae poi a confrontasi con i genitori …a percepire l'affetto e l'amore… lo stesso di quando ero ancora in fasce… lo stesso di quando da adolescente ci litigavo in continuazionead apprezzarli ora più di quanto non l'abbia mai fattoconsapevole che il tempo e il destino sono nemici inesorabilie tocca vivere cercando di cogliere ogni singola goccia di vita … senza sprecare nullaperchè quello che si spreca non si può recuperare… bel post davvero

  7. Sì è proprio un bel ritratto, e in un certo senso sono d'accordo sul fatto che la mamma "non si tocca". Soprattuto quando porta dentro un dolore incoffessato e antico, al quale neanche lei saprebbe dare parole, dolore che i figli sentono e portano dentro anche senza esserne consapevoli. In un certo senso, e sempre non del tutto consapevolmente, noi figli ci assumiamo il compito di proteggerla, soprattutto dal dolore che si porta dentro.

  8. Sì è proprio un bel ritratto, e in un certo senso sono d'accordo sul fatto che la mamma "non si tocca". Soprattuto quando porta dentro un dolore incoffessato e antico, al quale neanche lei saprebbe dare parole, dolore che i figli sentono e portano dentro anche senza esserne consapevoli. In un certo senso, e sempre non del tutto consapevolmente, noi figli ci assumiamo il compito di proteggerla, soprattutto dal dolore che si porta dentro.

  9. Accipicchia Cape….. ci si potrebbe scrivere un romanzo con la vita della tua Mamma….!Perché non ci pensi?

  10. Accipicchia Cape….. ci si potrebbe scrivere un romanzo con la vita della tua Mamma….!Perché non ci pensi?

  11. feritinvisibili in ha detto:

    Sì è proprio un bel ritratto, e in un certo senso sono d'accordo sul fatto che la mamma "non si tocca". Soprattuto quando porta dentro un dolore incoffessato e antico, al quale neanche lei saprebbe dare parole, dolore che i figli sentono e portano dentro anche senza esserne consapevoli. In un certo senso, e sempre non del tutto consapevolmente, noi figli ci assumiamo il compito di proteggerla, soprattutto dal dolore che si porta dentro.

  12. bello il post; e si avverte l'affetto profondo che hai avuto per tua madre…direi che è commovente,e si intuisce ancora di più  da questo che bella persona tu sia…:)un sorriso, grande grande

  13. bello il post; e si avverte l'affetto profondo che hai avuto per tua madre…direi che è commovente,e si intuisce ancora di più  da questo che bella persona tu sia…:)un sorriso, grande grande

  14. azalearossa1958 in ha detto:

    Accipicchia Cape….. ci si potrebbe scrivere un romanzo con la vita della tua Mamma….!Perché non ci pensi?

  15. il post è bellissimo…ma, quando ho letto nonna Mariù, mi è scesa una lacrima…ed è con gli occhi lucidi che scrivo questo commento, pensando alla mia nonna che se ne è andata 5 anni fa…. una seconda mamma per me… anche io la chiamavo così….

  16. il post è bellissimo…ma, quando ho letto nonna Mariù, mi è scesa una lacrima…ed è con gli occhi lucidi che scrivo questo commento, pensando alla mia nonna che se ne è andata 5 anni fa…. una seconda mamma per me… anche io la chiamavo così….

  17. morellina in ha detto:

    bello il post; e si avverte l'affetto profondo che hai avuto per tua madre…direi che è commovente,e si intuisce ancora di più  da questo che bella persona tu sia…:)un sorriso, grande grande

  18. archmdl in ha detto:

    il post è bellissimo…ma, quando ho letto nonna Mariù, mi è scesa una lacrima…ed è con gli occhi lucidi che scrivo questo commento, pensando alla mia nonna che se ne è andata 5 anni fa…. una seconda mamma per me… anche io la chiamavo così….

  19. Dici bene Cape: dalle madri forse si possono capire i figli…Dal ritratto che fai di tua madre capisco un poco teCapisco certi tuoi tratti che saltan fuori anche qui, e che stimo.Per motivi diversi ho sempre avuto la stessa sensazione di lei, che non avrei dovuto nascere, che ero inadeguata e rifiutata…Come capisco quel buco….Ho allora qualche piccola speranza che il principe crescerà bene nonostante il mio, visto che lei è riuscita in questa impresa.:-)

  20. Dici bene Cape: dalle madri forse si possono capire i figli…Dal ritratto che fai di tua madre capisco un poco teCapisco certi tuoi tratti che saltan fuori anche qui, e che stimo.Per motivi diversi ho sempre avuto la stessa sensazione di lei, che non avrei dovuto nascere, che ero inadeguata e rifiutata…Come capisco quel buco….Ho allora qualche piccola speranza che il principe crescerà bene nonostante il mio, visto che lei è riuscita in questa impresa.:-)

  21. mezzastrega in ha detto:

    Dici bene Cape: dalle madri forse si possono capire i figli…Dal ritratto che fai di tua madre capisco un poco teCapisco certi tuoi tratti che saltan fuori anche qui, e che stimo.Per motivi diversi ho sempre avuto la stessa sensazione di lei, che non avrei dovuto nascere, che ero inadeguata e rifiutata…Come capisco quel buco….Ho allora qualche piccola speranza che il principe crescerà bene nonostante il mio, visto che lei è riuscita in questa impresa.:-)

  22. Già sarei felice se mio figlio pensasse anche solo la metà delle bellisssime cose che hai scritto…
    Ciao

  23. Diamanteviola in ha detto:

    Già sarei felice se mio figlio pensasse anche solo la metà delle bellisssime cose che hai scritto…
    Ciao

  24. Capeh…  !  I tuoi amici ringraziano mamma Mariù.Poi, quell'orgoglio e l'attenzione a che non si tramuti in superbia… forse mi fa capire maggiormente la mia.

  25. Capeh…  !  I tuoi amici ringraziano mamma Mariù.Poi, quell'orgoglio e l'attenzione a che non si tramuti in superbia… forse mi fa capire maggiormente la mia.

  26. Lillopercaso in ha detto:

    Capeh…  !  I tuoi amici ringraziano mamma Mariù.Poi, quell'orgoglio e l'attenzione a che non si tramuti in superbia… forse mi fa capire maggiormente la mia.

  27. Vi ringrazio che vi sia piaciuto.E' stato solo un breve schizzo, di una vita passata attraverso le gioie e i dolori, che toccano tutti.Malgrado la malattia, malgrado la difficoltà di anni passati lontana da affetti , che le avrebbero fatto bene.Affetto di una vera famiglia formata da quelle persone, che naturalmente vediamo e di cui poco immaginiamo la necessità.Malgrado queste ed altre difficoltà, é riuscita a formare quella famiglia che tanto aveva sognato.Si é battura anche per quell'idea; é stata ferma e determinata a perseguire quello stiule di vita. Neppure la malattia che l'ha resa cieca, negli ultimi anni, é riuscita a sopprimere quella brama di vita di cui siè alimentata. Ricordo le sue ultime parole: "Vedrai, ce le faremo anche questa volta".A volte si piegava, avolte si spezzava, ma come Ercolino saltava sempre in piedi. Tranne quella volta, l'ultima. Forse stanca, troppo, per una corsa mai finita e sempre ventre a terra. Non si é risparmiata, non ha risparimato nulla.Forse anche nell'andarsene ha preferito essere veloce, per non regalare un prolungato ed inutile dolore a chi amava. Se ne é amdata sicura di aver combattuto dalla parte giusta e aver combattuto una battaglia giusta.Ha lasciato un segno in chi l'ha conosciuta, l'ha frequentata. Solo ricordi. Ricordi che mi pesano ancora: li sento addosso a volte come un cappotto troppo pesante, a volte come una giacca elegante.Ma sono in ogni caso comodi e portabilissimi.Sono come una seconda o terza pelle e capisci che in fondo i genitori non smettono mai di esserlo.Grazie ancora.

  28. Vi ringrazio che vi sia piaciuto.E' stato solo un breve schizzo, di una vita passata attraverso le gioie e i dolori, che toccano tutti.Malgrado la malattia, malgrado la difficoltà di anni passati lontana da affetti , che le avrebbero fatto bene.Affetto di una vera famiglia formata da quelle persone, che naturalmente vediamo e di cui poco immaginiamo la necessità.Malgrado queste ed altre difficoltà, é riuscita a formare quella famiglia che tanto aveva sognato.Si é battura anche per quell'idea; é stata ferma e determinata a perseguire quello stiule di vita. Neppure la malattia che l'ha resa cieca, negli ultimi anni, é riuscita a sopprimere quella brama di vita di cui siè alimentata. Ricordo le sue ultime parole: "Vedrai, ce le faremo anche questa volta".A volte si piegava, avolte si spezzava, ma come Ercolino saltava sempre in piedi. Tranne quella volta, l'ultima. Forse stanca, troppo, per una corsa mai finita e sempre ventre a terra. Non si é risparmiata, non ha risparimato nulla.Forse anche nell'andarsene ha preferito essere veloce, per non regalare un prolungato ed inutile dolore a chi amava. Se ne é amdata sicura di aver combattuto dalla parte giusta e aver combattuto una battaglia giusta.Ha lasciato un segno in chi l'ha conosciuta, l'ha frequentata. Solo ricordi. Ricordi che mi pesano ancora: li sento addosso a volte come un cappotto troppo pesante, a volte come una giacca elegante.Ma sono in ogni caso comodi e portabilissimi.Sono come una seconda o terza pelle e capisci che in fondo i genitori non smettono mai di esserlo.Grazie ancora.

  29. capehorn in ha detto:

    Vi ringrazio che vi sia piaciuto.E' stato solo un breve schizzo, di una vita passata attraverso le gioie e i dolori, che toccano tutti.Malgrado la malattia, malgrado la difficoltà di anni passati lontana da affetti , che le avrebbero fatto bene.Affetto di una vera famiglia formata da quelle persone, che naturalmente vediamo e di cui poco immaginiamo la necessità.Malgrado queste ed altre difficoltà, é riuscita a formare quella famiglia che tanto aveva sognato.Si é battura anche per quell'idea; é stata ferma e determinata a perseguire quello stiule di vita. Neppure la malattia che l'ha resa cieca, negli ultimi anni, é riuscita a sopprimere quella brama di vita di cui siè alimentata. Ricordo le sue ultime parole: "Vedrai, ce le faremo anche questa volta".A volte si piegava, avolte si spezzava, ma come Ercolino saltava sempre in piedi. Tranne quella volta, l'ultima. Forse stanca, troppo, per una corsa mai finita e sempre ventre a terra. Non si é risparmiata, non ha risparimato nulla.Forse anche nell'andarsene ha preferito essere veloce, per non regalare un prolungato ed inutile dolore a chi amava. Se ne é amdata sicura di aver combattuto dalla parte giusta e aver combattuto una battaglia giusta.Ha lasciato un segno in chi l'ha conosciuta, l'ha frequentata. Solo ricordi. Ricordi che mi pesano ancora: li sento addosso a volte come un cappotto troppo pesante, a volte come una giacca elegante.Ma sono in ogni caso comodi e portabilissimi.Sono come una seconda o terza pelle e capisci che in fondo i genitori non smettono mai di esserlo.Grazie ancora.

  30. E' un post molto profondo, sospeso fra ricordi e pensieri. Io ho sempre avuto un rapporto controverso con mia madre; invece amavo senza riserve mio padre. Ma credo che questo dipenda anche dal sesso, Freud docet…Sei riuscito a commuovermi…

  31. E' un post molto profondo, sospeso fra ricordi e pensieri. Io ho sempre avuto un rapporto controverso con mia madre; invece amavo senza riserve mio padre. Ma credo che questo dipenda anche dal sesso, Freud docet…Sei riuscito a commuovermi…

  32. anneheche in ha detto:

    E' un post molto profondo, sospeso fra ricordi e pensieri. Io ho sempre avuto un rapporto controverso con mia madre; invece amavo senza riserve mio padre. Ma credo che questo dipenda anche dal sesso, Freud docet…Sei riuscito a commuovermi…

  33. Un gran post. Il fatto stesso che tu l'abbia scritto, in questi termini… fa capire che il suo lavoro è stato buono. Mi hai fatto commuovere… abbraccio virtualmente la tua povera mamma ed è un pò come se abbracciassi anche la mia.

  34. Un gran post. Il fatto stesso che tu l'abbia scritto, in questi termini… fa capire che il suo lavoro è stato buono. Mi hai fatto commuovere… abbraccio virtualmente la tua povera mamma ed è un pò come se abbracciassi anche la mia.

  35. brumbru in ha detto:

    Un gran post. Il fatto stesso che tu l'abbia scritto, in questi termini… fa capire che il suo lavoro è stato buono. Mi hai fatto commuovere… abbraccio virtualmente la tua povera mamma ed è un pò come se abbracciassi anche la mia.

  36. Che bel ricordo della tua mamma!

  37. Che bel ricordo della tua mamma!

  38. thecicken in ha detto:

    Che bel ricordo della tua mamma!

  39. Era ovvio che, il nostro pensiero mentre Vi leggevamo, si rivolgesse a nostra madre. Ella combatté una lunga, debilitante e vigliacca malattia.
    Leggendo le Vostre parole, giunge, in tutta la sua interezza e compiutezza, il messaggio che il Vostro “io” esprime, senza chiedere e senza imporre. Poter regalare un senso emotivo e raggiungere, nel contempo,
    il cuore e la mente di chi legge, è grande cosa e grande qualità.

    Tra le Vostre parole leggemmo il rispetto e l’affetto.
    Cardini principali di “un qualcosa” di perduto irreparabilmente, ma vivo finquando si è coscienti nel sentirlo vivo … nel sangue.
    Veramente significativo il Vostro comento n.10. Lo leggemmo e rileggemmo varie e svariate volte ed ogni volta era come se leggessimo per la prima volta.
    Cordialità

  40. Era ovvio che, il nostro pensiero mentre Vi leggevamo, si rivolgesse a nostra madre. Ella combatté una lunga, debilitante e vigliacca malattia.
    Leggendo le Vostre parole, giunge, in tutta la sua interezza e compiutezza, il messaggio che il Vostro “io” esprime, senza chiedere e senza imporre. Poter regalare un senso emotivo e raggiungere, nel contempo,
    il cuore e la mente di chi legge, è grande cosa e grande qualità.

    Tra le Vostre parole leggemmo il rispetto e l’affetto.
    Cardini principali di “un qualcosa” di perduto irreparabilmente, ma vivo finquando si è coscienti nel sentirlo vivo … nel sangue.
    Veramente significativo il Vostro comento n.10. Lo leggemmo e rileggemmo varie e svariate volte ed ogni volta era come se leggessimo per la prima volta.
    Cordialità

  41. LordNinni in ha detto:

    Era ovvio che, il nostro pensiero mentre Vi leggevamo, si rivolgesse a nostra madre. Ella combatté una lunga, debilitante e vigliacca malattia.
    Leggendo le Vostre parole, giunge, in tutta la sua interezza e compiutezza, il messaggio che il Vostro “io” esprime, senza chiedere e senza imporre. Poter regalare un senso emotivo e raggiungere, nel contempo,
    il cuore e la mente di chi legge, è grande cosa e grande qualità.

    Tra le Vostre parole leggemmo il rispetto e l’affetto.
    Cardini principali di “un qualcosa” di perduto irreparabilmente, ma vivo finquando si è coscienti nel sentirlo vivo … nel sangue.
    Veramente significativo il Vostro comento n.10. Lo leggemmo e rileggemmo varie e svariate volte ed ogni volta era come se leggessimo per la prima volta.
    Cordialità

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