CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

INUTILI TRACCE – Capitoli 11 e 12

# 11° Capitolo ovvero  “Prime Nubi, dentro …”

I giorni che seguirono, furono di riposo forzato. Fuori la tempesta infuriava. Il “marino”, che continuava a soffiare infaticabile, si scontrava con l”artico”, che altrettanto infaticabile ruggiva da altrettanti giorni. Una situazione di stallo e anche il vecchio Vrek, che avevo incontrato più volte per sapere l’evoluzione del tempo, era più che mai stupito e preoccupato dalla lunghezza della tempesta. Fu contento della bottiglia che gli avevo promesso e mi assicurò che, appena le condizioni si sarebbero messe verso un miglioramento, mi avrebbe avvisato subito. I miei compagni, dal mio socio al dott. Stubbings intanto ne approfittavano per continuare ad avere benefici del Covo. Alternavano bagni ai massaggi e facevano onore alla cucina. Ogni momento era dedicato all’ozio e alla chiacchiera. Quella freddezza che prima mi aveva avvolto, ora si scioglieva piano piano. Avevo scoperto soprattutto che Duca Ramiro meritava completamente la sua fama di spia. Ben inteso, questa volta fu una piacevole scoperta. Avevo già detto che il Covo era una zona franca e la presenza di molti appartenenti a vari clan e altrettante Gilde, facevano del luogo uno dei centri nevralgici di quest’epoca. Infatti Duca, aggirandosi tra i vari gruppi presenti, intessendo le sue solite furbesche trame era riuscito ad agganciare un gruppo di mercanti, appartenenti alla Gilda dei Venditori di Idee. Questi sono tempi in cui anche le idee hanno un prezzo. Dopo le grandi catastrofi, non tutte le tribù, i clan sono riusciti a risollevarsi. Ricominciare da capo, costa fatica e se riesci a trovare chi ti fornisce un sistema sociale, politico, economico, militare a un prezzo ragionevole, ecco che le cose cominciano a essere più semplici. Vendevano e compravano di tutto. Avevano saccheggiato grandi biblioteche, laboratori alla ricerca di programmi, studi, formule e ora le vendevano al miglior offerente. Molti erano scienziati, studiosi, cha al riparo di luoghi sconosciuti lavorava per migliorare o adattare il materiale in loro possesso. La loro rete d’informatori era ramificata e a quanto pare molto potente. Sapevano ben ricompensare, chi forniva informazioni e non mi stupisco se durante viaggi precedenti, fossi stato seguito da loro emissari. Per Duca Rimiro, quell’incontro rappresentava una sfida alla sua abilità di spia e quindi si diede immediatamente da fare per organizzarci un incontro. Al quale doveva partecipare, oltre che lui, il dott. Stubbings, che avrebbe presentato come direttore di un’importante spedizione scientifica, la dottoressa Arvig come capo del progetto e il sottoscritto, giacché incaricato della logistica. Ne accennai del progetto, anche a Thor, che rimase perplesso.
              “Perché dovremmo incontrare quei brutti ceffi?” Mi chiese. “Quelli non scuciranno nulla se non vedranno sul tavolo, qualche bel pezzo d’oro o qualche pietra preziosa. O forse qualche cosa di più ghiotto ancora.”
               “ Non sono riuscito a cavar fuori nient’altro da Duca” ribattei “ Se non, che quest’incontro era di fondamentale importanza. Forse vuol solo farsi bello agli occhi di Stubbings, o forse vuol far altrettanto a quelli di Jeronimus. In fondo i Mercanti di Idee, al nostro Consiglio, non sono mai venuti, che mi ricordi, né sono mai stati invitati”.
               “Quella vecchia volpe sta facendo un gioco, che non mi piace e che non porterà nulla di buono, stanne certo” chiosò il socio.
                 “Starò in guardia ancora di più” conclusi.

Dal diario del Cap. Stubbins.

Questi giorni di riposo forzato hanno portato nuovi fatti. Da una parte questo Duca Ramiro si sta rivelando un prezioso alleato e il Cercatore e i suoi sodali, ha manifestato un qual certo ammorbidimento nei confronti di tutti noi. Ho notato anche un certo interesse per la dottoressa Darla da parte del Cercatore stesso. Come pure quella sua compagna Neelya, mi pare che stia facendo la corte alla Soledo e non fa nulla per nasconderlo. Non immaginavo una situazione simile e ora mi domando se sia opportuno o meno far ricorso al regolamento. Sono dibattuto. Lasciar correre gli eventi, oppure rischiare di essere scoperti, con una mossa a dir poco avventata e per cosa? Un po’ di seduzione? Soledo se la dovrà sbrigare da sola.

# 12° Capitolo ovvero “ Strani incontri, troppo strani”

La sala, che Duca aveva scelto per noi era una delle migliori del Covo. Una tavola ben imbandita, bevande a volontà e anche musica di sottofondo. Non il solito cupo e monocorde rombo del Pissai. Una musica che avevo già ascoltato e che proveniva da secoli abbastanza recenti e che era stata tramandata, proprio per la sua bellezza.
           “La volpe ha pensato a tutto” riflettei.
Gli ospiti non tardarono ad arrivare. Mi fu presentato un ometto calvo, con occhiali cerchiati di metallo che coprivano due occhi freddi e indagatori e dalla voce stridula. Il suo compare, dagli occhi stranamente obliqui fece un inchino buffo, quando fu presentato. Gli altri due li inquadrai immediatamente. Erano guardie del corpo. I tatuaggi di uno m’indicarono un Valsi, barba folta e asce e spade sulle braccia. L’altro, dalle braccia coperte di strani segni, aveva gli stessi occhi dell’uomo degli inchini. Due brutti ceffi, in ogni caso.
Duca naturalmente monopolizzò subito la conversazione. Non si addentrò nello specifico, ma fece allusioni al nostro viaggio, magnificando l’opera di Stubbings e quella di Darla, mentì spudoratamente su quelli che secondo lui sarebbero stati gli effetti futuri del viaggio, cui attendevamo. Si disse certo che le scoperte sarebbero state di capitale importanza e tutto ciò offrendo da bere e da mangiare, infiocchettando il discorso con parole seducenti per gli ospiti, glorificando le loro azioni e i loro propositi. Ammiccava, tergiversava, glissava e poi si lanciava in spiegazioni, lasciando però poco spazio agli interventi soprattutto di Stubbings, che voleva riportare il discorso sui giusti canali. Darla non profferì quasi parole. Io accennai solo alla strada che avevano percorso e su come fosse sicura.
Poi Duca si impegolò circa la nostra meta e mi accorsi di come gli occhi dell’ometto, il Venerato Stavridis, si fecero immediatamente attenti. Lanciò un’occhiata complice al suo socio, il Venerabile Quorig che anche lui si fece più attento.
         “Così” riuscì a interrompere quel fiume in piena” La vostra meta sono le Terre Alte? Posti difficili e per nulla ospitali. Solo vecchi fortilizi, alcuni scavati nelle rocce, altri completamente distrutti o sotterrati. Gli abitanti poi. Bande di predoni infide e feroci. Brutta gente, che, é meglio, non incontrare. Noi abbiamo attraversato le montagne al passo di Cenuram, poi sveltamente abbiamo attraversato la piana di Prabloem e volevamo passere intorno alla Msalaba per arrivare svelti a Criseul. Attraverso la foresta di Slenis ci siamo ritrovati qui. Dal passo di Cenuram dovrete scendere per la Ciàplèra, poi al lago di Crasi dovrete prendere sulle balze di Kralovna. Discenderle tutte a finalmente sarete alle Terre Alte.”
         “Attenti però” interloquì il Venerabile Quorig” I punti più pericolosi sono attraversare la Ciàpela e le balze di Kralovna. Lì si annidano le bande più pericolose. Sbandati e reietti della tribù dei Mistrali e con loro Scoti, Manni, Sammeri. In somma la feccia della feccia.” Terminò il discorsetto con un sorrisetto.
Ci scambiammo un’occhiata, poi dopo un leggero colpo di tosse, per reprimere un vago imbarazzo Stubbings prese, la parola.
         “ Venerabili, vi ringrazio per i suggerimenti, che ci avete fornito, ma la nostra è una spedizione scientifica e non credo che queste bande proveranno ad attaccarci o a depredarci. Cosa se ne farebbero di strumenti dei quali non conoscono l’uso e poi il nostro Cercatore “ E m’indicò” saprà certo trovare la via migliore per evitarli. In più con l’aiuto dei Servi del Covo, manderemo dei messaggi ai villaggi vicini alla Terre Alte, indicando lo scopo della nostra presenza. Ho affrontato varie missioni di questo tenore e non ho mai avuto delle difficoltà” e terminò con un sorriso.
Duca naturalmente rincarò subito la dose
             ” State certi Venerabilissimi, che i doni che portiamo daranno graditi da quei selvaggi. Un sacchetto d’oro, qualche pietra e un paio di fucili vecchi sapranno acquietare la loro fame di prede. Sappiamo come parlamentare, così come sappiamo trovare ….” E lasciò il discorso in sospeso, quasi si fosse reso conto che avrebbe dovuto aggiungere qualcosa che sarebbe dovuto rimanere segreto.
I due Venerabili, annuirono e sorrisero compiacenti. Ma nei loro occhi rividi quella luce di curiosità, che ora si era acuita. Avrei voluto strozzare subito Duca. Polverizzarlo, ma oramai il danno era atto.
I due Venerabili  parlarono ancora del loro viaggio verso le pianure lungo il grande fiume e aggiunsero che avrebbero visitato anche la nostra città, secondo quanto aveva suggerito loro Duca, che naturalmente si rimise a parlare magnificando le nostre Gilde e promettendo una lettera di presentazione a Jeronimus, assicurando di esserne fraterno amico.
         “Certo sei la sua migliore spia” pensai “ Ma questa volta ho l’impressione che tu abbia detto qualcosa di troppo”.
Finalmente l’incontro ebbe termine e tra saluti e riverenze, tra assicurazioni e impegni solenni di ritrovarsi ancora ce ne andammo ciascuno per la propria strada.
Darla si avvicinò a me e disse:
         “ Credi che tutto questo sia stato un bene per la nostra spedizione”?
La guardai perplesso e stupito. Perplesso perché avevo la ferma impressione che quest’incontro non aveva portato nessun frutto, anzi sentivo qualcosa di ancor più opprimente e la stretta allo stomaco era più acuta.
Stupito, perché a parte qualche convenevole, la mia conversazione con lei era stata fino a quel punto ridotta ai minimi termini. Quella domanda quindi mi stupì. Mi stava chiedendo un’opinione e il tono non era quello usato dal superiore nei riguardi dell’inferiore. Non era semplice cortesia. Mi era parsa una richiesta d’aiuto.
         “No” Le risposi diretto “Ma di questo vorrei parlarne ancora in seguito”. Adesso devo riflettere su quanto accaduto. Comunque questa situazione non mi piace e ho un’impressione negativa”.
         “Anch’io ho avuto la stessa sensazione” riprese annuendo.

Dal diario del Cap. Stubbins.
Strano incontro con questi membri della Gilda delle Idee. Temo di essere stato usato da quel  tale Duca per i suoi scopi e i suoi fini, che ancora non riesco a capire. In fondo dei nostri compagni di missione, fino ad ora non ne sono venuto a capo. Ho notato che il Cercatore si è messo a parlottare con Darla. A questo punto è bene che Lei si avvicini di più a quell’uomo, Inizi a frequentarlo e a farlo parlare. Devo sapere di più di quei quattro civili, che possono certo darci dei grattacapi. Inizierò anche a pensare su ciò che ne dovrò fare dopo. Mi consulterò con Luptberg e quando terminerà questa maledetta tempesta, dovrò fare anche rapporto al CTE. OPN. TRR-FDD.

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12 pensieri su “INUTILI TRACCE – Capitoli 11 e 12

  1. L'intuito femminile raramente si sbaglia, e vedo che ne conviene anche il Cercatore. Devo dire che c'è stato un passaggio, nella prima parte, che mi ha fatto pensare al nazismo o comunque a tutti quei regimi che apparentemente offrono al popolo ciò di cui esso necessita: ma forse mi sbaglio.
    La storia procede molto bene, con tempi scanditi ad arte.
    E la curiosità cresce.

  2. anneheche in ha detto:

    L'intuito femminile raramente si sbaglia, e vedo che ne conviene anche il Cercatore. Devo dire che c'è stato un passaggio, nella prima parte, che mi ha fatto pensare al nazismo o comunque a tutti quei regimi che apparentemente offrono al popolo ciò di cui esso necessita: ma forse mi sbaglio.
    La storia procede molto bene, con tempi scanditi ad arte.
    E la curiosità cresce.

  3. @ 1 =  Certe cose, non sfuggono alle donne. Il loro sesto senso le fa sempre stare sul chi vive.
    Esistono a tutte le latitudini e in tutti i tempi organizzazioni che offrono cose per imporre poi il loro modo di pensare.
    Non ho cercato la novità, ma conferma nell'attualità.

    Non ostante il caldo riesco ancora a mantenere un ritmo nella narrazione che può soddisfare, spero, un po' tutti.

  4. capehorn in ha detto:

    @ 1 =  Certe cose, non sfuggono alle donne. Il loro sesto senso le fa sempre stare sul chi vive.
    Esistono a tutte le latitudini e in tutti i tempi organizzazioni che offrono cose per imporre poi il loro modo di pensare.
    Non ho cercato la novità, ma conferma nell'attualità.

    Non ostante il caldo riesco ancora a mantenere un ritmo nella narrazione che può soddisfare, spero, un po' tutti.

  5. Vedo occhi sospettosi che scrutano e si scrutano, attendo sviluppi e nel frattempo mi guardo le spalle.

  6. blanca.mackenzie in ha detto:

    Vedo occhi sospettosi che scrutano e si scrutano, attendo sviluppi e nel frattempo mi guardo le spalle.

  7. @ 3 = e fai bene!

  8. capehorn in ha detto:

    @ 3 = e fai bene!

  9. La trovata dei Venditori di Idee è strepitosa, Cape !
    Chapeau…

  10. melogrande in ha detto:

    La trovata dei Venditori di Idee è strepitosa, Cape !
    Chapeau…

  11. @ 5 =  Grazie. In fondo a questo mondo vendono di tutto. Quindi anche nel prossimo venturo … chissà!

  12. capehorn in ha detto:

    @ 5 =  Grazie. In fondo a questo mondo vendono di tutto. Quindi anche nel prossimo venturo … chissà!

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