CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

OVALITA’ ANTIPODALE

Alla vigilia delle semifinali, guardiamo il tabellone e scopriamo delle sorprese e delle certezze.
Prima sorpresa FRNCIA vs GALLES.
Ora il Galles, come squadra nessuno la può ignorare, nel bene e nel male. Pensarla alle semifinali, dopo un’annata altalenante e soprattutto dopo un 6N di dubbia qualità, nessuno avrebbe messo la firma sotto la notizia che i Dragoni sarebbero finiti ad un passo dalla cima. Per dirla tutta alla vigilia i Rossi di Cardiff potevano assurgere a degli outsider e nulla più.
Eppure da quei duri e coriacei minatori che furono, si sono ripuliti della polvere di carbone e tossendo sangue domani affronteranno la Francia. In verità la partita con la pi maiuscola l’hanno fatta. Imbrigliando le folate dei figli di Munster e Ulster e costringendoli a un gioco fatto di muraglie rosse in ogni momento hanno vinto una partita sicuramente difficile e offrendo quelle battaglie da Millenium Stadium, cui siamo abituati a vedere tra febbraio e marzo.
Diverso é il discorso per i parenti transalpini. Reduci dalla sconfitta con gli AB, che sapeva di sopraffina vendetta per tutti neri e usciti dal campo con il morale condizionato, tale l’hanno portato con i tongani. Gente tosta che gioca un rugby fisico, più che tecnico e dimostrano ogni volta che per loro arrendersi è un lemma non compreso nel dizionario della lingua tongana. Tant’è che hanno loro rifilato una sconfitta così bruciante che la Francia ovale per un attimo ha persino pensato di scaricare nei quaranta ruggenti i famosi ”Bleu”. Ma si sa ogni partita è una storia a se. Di fronte un’Inghilterra, che pur essendo la corazzata che tutti conosciamo, non ha impressionato tanto nel girone di qualificazione. Wilko, ma anche Flood, Cueto, Ashton non avevano il solito imperio nello stare in campo. I missili del numero 10 il più delle volte si sono rivelati petardi di carnevale. Infatti contro i “boches” si sono presentati come vecchi lord, accigliati e pieni di prosopopea; di quella tipica, tanto old british. Risultato: i francesi hanno ritrovato il gusto e la via della meta, hanno ricordato di essere gli unici “champagnard” del globo e il leone inglese, si è trasformato nel gattone che ama starsene sul termosifone al caldo, coccolato dalla voce querula della signorina Popperterry, che sospira con le amiche alle cinque, ogni pomeriggio.
Australia e Sud Africa è stata l’altra vera partita. Wallabies contro Sprinbok. Quest’ultimi dovevano dimostrare di essere ancora una volta i campioni e credo fermamente che nella loro testa vedevano solo la finale ad Auckland. Invece quei diabolici canguri li hanno schiacciati, non tanto nel punteggio, quanto piuttosto con la fisicità del gioco. E’ stata sicuramente una delle partite più ignoranti del torneo.  Ben inteso, quando uno è ignorante nel rugby, è perché ha un fisico strabordante. Gioca di forza ed è conscio di questa e non per i motivi che la parola suggerisce. Forse, pochi concetti ma chiari: picchio duro, picchio prima e mangio metri. Punto.
Quindi Australia in semifinale e naturalmente a regolare il conto con i padroni di casa, che contro l’Argentina hanno giocato una partita difficile e indubbiamente la più brutta tra quelle giocate dalle elci d’argento.
Argentina, ah l’Argentina, squadra rocciosa, mai doma capace di andare in meta per prima sotto gli occhi di un’intera nazione. Capace di nascondere il pallone, di rallentare il gioco, di avvolgere l’avversario nelle languide e torbide figure di un tango di un qualunque barrio del Mar del Plata.
Gli AB costretti a subire per lunghi tratti questa faticosa melodia per poi svegliarsi improvvisamente e giocare come sanno loro. Tre passaggi, due finte un calcetto ed ecco che dai loro ventidue  te li ritrovi sulla linea dei tuoi cinque metri. La diga biancazzurra ha resistito un tempo e qual cosina in più, poi la marea è montata, le forze in campo hanno mostrato tutto il loro valore. Mai domi gli uni, ma neppure arrendevoli gli altri.
Quindi le due semifinali vedranno quattro squadre che ora come ora rappresentano il meglio per il gioco e per gli uomini in campo.
Francia vs Galles e Australia vs nuova Zelanda, con un’ultima nota. Agli AB non è piaciuto il fatto di essere stati battuti dagli “aussi” nell’ultimo Tri-Nation. Non so perché sento aria di vendetta.
Quindi per chi può, tra sabato e domenica, avrà di che divertirsi.
 
“Ogni cicatrice ha la sua storia ma grazie a Dio, non ogni storia ha la sua cicatrice” (Massimo Ravazzolo)
 
Buon rugby a tutti.

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5 pensieri su “OVALITA’ ANTIPODALE

  1. Mah… secondo me il Sud Africa era complessivamente più forte dell'Australia, però lo sport è così.
    Ora il mio pronostico è: All Blacks vs Francia.
    Magnifica analisi, la tua, caro Carlo.

  2. Il primo l'ho preso

  3. @ 1 – 2 = Sicuramente più convincenti nel girone di qualificazione, ma si sa ogni partita é un mondo a se stante. Il campo ha dato il suo responso.
    Come oggi. Avrei preferito i Dragoni in finale. Una squadra giovane, nella quale i giovani, cui si é dato fiducua li ritroveremo ancora negli anni a venire e con cui saremo costretti a fare i conti. Il Galles sarà la formazioneda battere in Europa, perché i giovani mnessi in campo fanno paur. Forti determinati e stanno facendo un gruppo formidabile.
    Giocarci contro sarà duro e batterli sarà un onore ben grande.
    Francia fortunata, ma sicuramente non all'altezza di una finale mondiale.
    Vedremo domani se il canguro mangerà la felce o da questa sarà soffocato.
    Di certo sarà … guerra totale.

  4. Due su due
    E che la Francia non faccia scherzi!

  5. @ 4 = allora é vero. Ti hanno riparato la sfera !

    Domenica vedremo chi é chi. Ho visto troppi e troppe volte entrare papa in conclave ed uscirne cardinali.
    Per mezzodì (Ora italiana) sapremo.

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