CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

INUTILI TRACCE – Capitolo 29

Capitolo 29 – ovvero “Liberi prigionieri”.
 

Appena scesi dal passo, a una curva ci trovammo di fronte una pattuglia di Cacciatori comandati da una giovane tenente.
         “Sono il tenente Ilbalt. Sono stata incaricata dal Comandante della Piazza, Maresciallo Arroka di agevolarvi nell’ultimo tratto. Se mi seguite, sarete accompagnati a destino con uno dei nostri TrakMountain. La strada purtroppo è in fase di manutenzione e il cammino è diventato disagevole e a tratti pericoloso. Stanno eseguendo delle manovre di disgaggio e non vorremmo che accidentalmente, qualche masso vi colpisca.”.
Indicando la bocca aperta del mezzo, ci sollecitò.
Stubbing, naturalmente ringraziò e tutti noi di buon grado, occupammo un posto sul mezzo. La nostra slitta fu posta in fondo e ben ancorata. Noi ci disponemmo lungo le fiancate e ci legammo ai seggiolini, con una barra di sicurezza. Notai che le piccole finestre, di cui normalmente era fornito il mezzo, si trovavano in basso. Potevamo solo guardare la strada.
Mi apparve la prima stranezza della giornata. Altre cose simili caratterizzarono la nostra permanenza, tanto che giungemmo a pensare di essere curiosamente dei liberi prigionieri.
Il viaggio fu abbastanza comodo e in circa un’ora arrivammo finalmente al Forte. Entrammo direttamente nella rimessa dei mezzi e lì trovammo il Maresciallo comandante, il Forte a riceverci. Poche parole di benvenuto, con scambio di doni, poi fummo affidati a ufficiali che ci portarono ai nostri alloggiamenti. Stranamente fummo divisi. Thornbijor, Duca e il sottoscritto ci portarono in una bella stanza, dotata di comodità, ma stranamente di una finestra che dava su un muro cieco. Gli altri elementi maschili, trovarono alloggio al piano terreno della palazzina ufficiali e l’unica finestra dava sul cortile interno al Forte. Le ragazze ebbero lo stesso trattamento, ma nella Foresteria. Mi convinsi che eravamo proprio dei liberi prigionieri. La slitta con il suo prezioso carico, fu assicurata da Duca in una sorta di contenitore metallico, chiusa con una chiave elettronica a tempo. Nessuno avrebbe avuto occasione di aprire quella serratura. Ci furono molti inchini, molte, anzi troppe assicurazioni, che il prezioso carico era meglio assicurarlo, contro ogni evenienza. Al Forte c’erano troppe persone che andavano e venivano e potevano trovarsi, fra quelle, dei mali intenzionati. Fummo costretti ad abbozzare. La sera ci fu il ricevimento ufficiale e il Maresciallo Arroka, fu buon anfitrione e s’intrattenne con ciascuno di noi. Intanto che il tempo passava, io personalmente, morivo dalla voglia di parlare un po’ con Stubbing e gli altri. La situazione era sottilmente ambigua. Ci potevamo muovere, ma solo all’interno del Forte, anzi dell’area del cortile, dove potevamo essere ben controllati. Alla fine della cena, passammo nella sala comune e qui trovammo Pituddu e Gios. Ci furono presentati come guide locali, persone della massima fiducia, cui affidarci per i prossimi giorni. Lo leggemmo come un obbligo, assoldarli come guide, più che l’incontro fortuito con due abitanti di quei luoghi. L’occhiata interrogativa che Stubbing mi lanciò, non lasciava dubbi. Iniziava a preoccuparsi seriamente e sentivo una certa tensione anche negli altri miei compagni. Dopo innumerevoli brindisi e date le più ampie assicurazioni che l’indomani, con le nostre nuove guide avremmo lasciato il Forte per proseguire il viaggio, finalmente riuscimmo a trovarci, per poter scambiare le impressioni circa quella strana sosta.
Thor era stato l’ultimo a entrare nella stanza, che avevamo chiesto a un ufficiale, adducendo come scusa la consueta riunione serale. Il gesto eloquente del socio, stava dicendo che nessuno ci avrebbe disturbato. Solo il tono della voce doveva essere più basso possibile. La presenza di eventuali microfoni nascosti, non era da scartare.
Stubbing, non si fece pregare. Tutt’altro, iniziò con foga a parlare, seppur sottovoce, tanto che le vene del collo s’ingrandirono dallo sforzo fatto per mantenere basso il tono di voce.
         “ Siamo dei prigionieri.”. Esordì. “ Ogni passo è controllato e non mi stupirei, se oltre a questa stanza anche le nostre fossero piene di telecamere e microfoni. E’ inaccettabile. Poi che segreti, potremmo mai scoprire?”.
         “Credo.”. Intervenni. “ Che non siano i segreti che potremmo scoprire, quelli che interessano a loro. Piuttosto quelli che ci portiamo addosso. Che questa sia una zona sensibile, militarmente, ce ne siamo accorti. Sicuramente tra le montagne che ci sovrastano, sono nascosti i sistemi di difesa della zona. Abbiamo visto le postazioni d’artiglieria a guardia del lago. Credo che se potessimo dare un’occhiata sulle creste, ne scorgeremmo altre e forse con cannoni più potenti. Questo è un posto strategico. A guardia di passi importanti e soprattutto a guardia della pista, di cui ci ha parlato Pituddu.”.
Thor prese la parola.
         “Credo che in questo gioco, partecipino anche i nostri ospiti. Controllare le Terre Alte è una cosa troppo importante. Per la loro sicurezza. Impediscono ai Valsi di espandere troppo la loro influenza, e rafforzano le loro alleanze con gli Ingli, gli Scoti. I passi che ci sono più a nord sono vitali per gli uni come per gli altri. In più controllano la pista per assicurarsi rifornimenti sicuri nelle loro terre del sud e ultimo tengono a bada i clan Confederati delle Pianure. Ora il fatto che andiamo a curiosare in luoghi così importanti e che per decenni sono stati abbandonati e la storia ci insegna che furono luoghi strategici, secondo me non li incuriosisce. Li preoccupa. Avremo anche i loro occhi addosso.”.
Stark alzò una mano.
         “Perché dici che le Terre Alte sono strategiche? Io fino ad ora ho visto solo grandi prati, qualche coltivo e boschi. Naturalmente la pista che le attraversa e basta.”.
Thor sorrise.
         “Perché è nei boschi il loro segreto. Ci sono bunker nascosti. Fortini che custodiscono armi e chissà quali altre diavolerie. In queste terre c’erano centri di controllo e di comando. Da queste zone provenivano gli ordini alle truppe di pianura. Controllavano anche il traffico aereo. Civile e militare. Furono uno degli ultimi luoghi a cadere alla fine dell’ultima grande guerra. Prima dell’inizio delle catastrofi. Parlo di un centinaio di anni fa. Da quel momento in poi, queste terre sono sotto il controllo di molta gente. Controllano che nessuno se ne impossessi. Mistrali, Valsi e i loro alleati e poi noi. Riprendere in mano quei posti, significa ricominciare a comandare su di una bella porzione di territorio. Credi che i nostri clan riuscirebbero a sopportare il peso di un’eventuale guerra? Credi che chi ci ospita, non si lascerebbe sfuggire la possibilità di affermare il proprio dominio da qui al mare. Alla fine del grande fiume. C’è un’intera pianura che conserva ancora un’antica ricchezza. Occorrono le capacità per sfruttarle e vuoi che la Gilda dei Mercanti, non desideri il boccone migliore, per se? Così aumenterebbe il proprio potere tanto da poter controllare meglio e di più i popoli con cui fa affari? Dobbiamo solo trovare quello per cui siete stati comandati di cercare. Una volta trovato, potremo contare solo su di noi, per portare a casa la pelle. Ci saranno tutti addosso. Mistrali, Valsi, la Confederazione. Questo però, lo sapevamo già. Ce lo siamo già detto. Credo che il lavoro sporco sia stato affidato a questi quattro montanari. La storia della guerra dei pascoli è solamente ridicola e incredibile, sinceramente.”.
Stubbing, sempre più pensoso commentò.
         “Allora, una volta trovata l’ubicazione di Bunker Hill AB12 e scoperti i suoi segreti, per noi sarà tutto finito? Fino a quando non trasmetteremo i segreti, però, non dovremo temere nulla. Fino ad allora avranno tutto l’interesse a lasciarci in vita. Per il dopo non posso assicurare nulla. Dobbiamo andare fino in fondo. Non c’è nient’latro da fare. So che vi sto chiedendo un grande, enorme sacrificio. Potrebbe essere la fine di tutto. Potreste non uscirne vivi. Forse non ne usciremo vivi, ma …”.
Lasciò il discorso sospeso e scrollò il capo.
Per la prima volta prendemmo coscienza che le sue parole erano tragicamente e ineluttabilmente vere. Quanti di noi avrebbero superato vivi, la prova?
Feci una domanda.
         “Stubbing, tu sai dov’è Bunker Hill AB12? Tu sai esattamente cosa andiamo cercando?“.
Stubbing, mi guardò.
         “ Il punto esatto non lo conosco. So dove potrebbe essere. So cosa cercare. La dottoressa Arvig saprà anche come fare a prenderlo con noi, altrimenti qualcosa inventeremo. L’improvvisazione a noi Ranger non manca.”.
Neelya si alzò.
         “Direi di andare a dormire. Questa sarà l’ultima notte in cui riusciremo a dormire in un letto: Bene o male, non so. Ma in un letto, quello si.”.
 
Dal diario del Capitano Stubbing.
 
Siamo arrivati, dunque, al momento della verità. Nei prossimi giorni o forse nelle prossime ore si deciderà del nostro destino. Da una parte mi sento pronto, dall’altra sento l’angoscia di avere trascinato delle brave persone in un gorgo. Il peso si fa insopportabile.

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5 pensieri su “INUTILI TRACCE – Capitolo 29

  1. azalearossa1958 in ha detto:

    Capitolo 29°?????????????

    Ma……………… ma…………….. ma quanto sono stata assente?
    Dovrò portare la giustificazione, temo………..

  2. anneheche in ha detto:

    Sono finiti nella vecchia Unione Sovietica o forse nella Germania nazista. Situazione difficile e complessa, tuttavia io sono ottimista. Il racconto procede molto bene, grazie all'abilità descrittiva, alla padronanza del linguaggio e alla sapienza della trama.

  3. capehorn in ha detto:

    @ 1 = abbastanza …. troppo.Comunque, ben tornata!!!!

    @ 2 =  Il controllo é potere. Sia entro che oltre la cortina di ferro, le due cose viaggiano a braccetto, come un'affiatata copia.
    Mi sto sforzando di far rimanere alta l'attenzione e poi … ancora un capitolo e la seconda parte sarà terminata.
    La seconda parte, non il racconto.
    Mi raccomando : siate vigili ! 

  4. blanca.mackenzie in ha detto:

    Capitolo di transizione. Una svolta dunque, c'è bisogno di capire e le congetture non presagiscono nulla di buono. Prigionieri!
    Attendo sviluppi, forse chiarimenti.
    mi piace lo scambio di battute, hai saputo ricreare quella situazione di incertezza che precede una rivelazione…quale? Quale??

  5. capehorn in ha detto:

    @ Segui il … seguito e avrai la grande rivelazione.
    Stringere le vele, che tra un po' rinfresca.

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