CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Quelli del ’54

Nel settembre 2008 scrivevo quello che leggerete tra poco. Se avrete voglia di leggerlo. Sono uno dei tanti transfughi da Splinder, che per ragioni, che non hanno quella grande importanza, ha fatto trasloco. Quel che scrissi e il suo sognificato vale allora, come ora. Non é un proclama, né una minaccia, né un cortese avvertimento. Allora era una sorta di “Chiamarsi dentro”. Richiamare quelle parti nascoste, metterle al miscroscopio e poi misurarsi con il mondo. Nelle righe che verranno ci sono io e credo tanti come me. mai sazi di niente e stufi di molto. Tanti cui la vita ha regalato molto e altrettanto ha tolto. Patetico. Forse, ma é meglio dichiararsi per ciò che si é e non millantare. Di buffoni e di potenti che millantano di questi tempi c’é un esubero e per quelli neppure un’ora di cassaintegrazione.

Ho detto quasi tutto. Il resto verrà con il tempo e con la voglia.

 Si va ad incominciare

Noi quelli del ’54 non,lasciamo indietro gli amici. Quelli del ’54 sono i figli della ricostruzione e ancora adesso, visto che l’arte l’hanno appresa ricostruiscono ogni giorno questa Italietta di vippotti, velonze,calciobimbi nani e ballerine e lo faranno per ennumeri (Sentito il vento che spira da Arcore…). Quelli del ’54 che hanno giocato con le figu a muro a mazzetto e a lancio. Quelli del ’54 che hanno giocato con le biglie a buca,spanna o bocciare (Si usano solo gli indici, non trassiamo). Quelli del ’54 che hanno portato i calzoni corti (Alla zuava d’inverno, almeno quello …) fino in terza media. Quelli del ’54 che per la rivoluzione del ’68, non avevano nulla da mettere e poi trasudando testosterone, come cinghiali, avevi il tempo di gridare “Viva Marx, viva Lenin, via Mao “. Ma quando mai, avevi il tempo per il basket, il rugby e cominciavi ad usmare la “bignola”. Quelli del ’54 che hanno scoperto l’eskimo e le Clark, anzi le Gasparotto (costavano meno e fungevano lo stesso) e allora sì che avevano qualcosa da mettersi, ma è arrivato il ’77 e le macchie rosse sulla pelle non erano eruzioni acnee o eritemi giovanili, ma fori di pallottole.Quelli del ’54 che negli anni grandi hanno visto e sentito i “Santana”, i “Genesis” (Ancora con Peter Gabriel) al “Ruffini” di Torino, ed era come Woodstock (visto e rivisto anche il film). Quelli del ’54 che hanno urlato e cantato come matti ai concerti di Guccini e ne hanno profuso a piene mani con i figli (Ricevendone prima conati di vomito, poi non riesco più a trovare i CD, perchè sequestrati e frustati con ardore adolescenziale dalla prole). Quelli del ’54 che ascoltano e cantano anche se stonati ancora adesso: P.F.M., Il Banco, i Nomadi e De Andrè (Con il vate di Pavana, un gigante) e che basiscono a sentire questi quattro spernacchiotti che muovendosi peggio degli oranghi (creature meravigliose) sostengono di cantare. Quelli del ’54 , che hanno visto morire un secolo e nascere un millennio. Quelli del ’54 che hanno il pudore di confessare di aver vissuto, perchè hanno ancora un po’ di pudore. Quelli del ’54 che si emozionano per l’arcobaleno, che stupiscono per un’alba o un tramonto.Quelli del ’54 che si vergognano un poco delle loro emozioni e credono che i sentimenti, i valori della vita debbano essere trasmessi alle generazioni a seguire e poi si pentono amaramente di averlo fatto, quando i loro figli per queste emozioni, valori, sentimenti vengono sbeffegiati (Purtroppo ne sono stato attonito testomone). Quelli del ’54 che hanno superato il Capo Horn della propria vita e adesso di bolina o di gran lasco navigano sul finire dell’estate del proprio esistere. Quelli del ’54, che meno male che abbiamo ancora due stagioni piene e speriamo di godercele. Quelli del ’54 che hanno deciso di aprire la porta ad altre persone, ad altre idee, al confronto o semplicemente sfogarsi. Urlare nel mare magno della rete il proprio sconcerto, la propria rabbia,frustrazione, incazzatura. Servirà, non servirà? Non lo so e sinceramente, non sono così goloso di ricevere nè lodi sperticate, nè dure reprimende. Io scrivo, mi misuro con il mezzo e se quello che faccio non ha riscontro per gli altri, bèh ha riscontro per me. Pare bizzarro che per uno che non ama particolarmente il mare, ma adora la montagna, chiamarsi, soprannominarsi “CapeHorn”. Lo ripeto ho svoltato i 50 anni.Noi, quelli del 54 che si sono ritrovati all’ennesimo trasloco della loro vita, senza saper chi e cosa ringraziare. Che sentono ancora forte il vento di questi giorni, un garbino teso e freddo, che li riporta indietro.Noi, quelli del 54 che sanno andare di bolina e meno male che hanno imparato. Noi, quelli del 54 persi sicuramente a Nord Ovest di se stessi. Quel NO che ti segna e non perché sfoghi i tuoi umori levando un dito o un braccio. Perché quello, il NO, dove abita quel vento che porta del nuovo: il maetrale; cha va a governare il tuo modo d’essere, di vivere, di compatire quello che la vita ti offre e quello che tu puoi offrire alla vita. Son quel che sono, un’altro viandante che ha preso su di se la responsabilità delle proprie scelte. Che deve averle per dichiararsi uomo, almeno a se stesso. Noi, quelli del ’54

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20 pensieri su “Quelli del ’54

  1. utente anonimo in ha detto:

    carissimo,
    anche noi del 58 ci stupiamo del tramonto……e tante cose che fate voi del 54.
    E’ che noi abbiamo 4 anni in meno di voi…ah ah ah ..lella

  2. grazie del passaggio… noi del 58 ci ricordiamo sempre di quelli del 54 eheh

  3. ma ti rendi conto, Cape, di quante cose sono successe dal 2008?
    Che emozione è leggerti… sempre!
    che me lo presti, un cd di Guccini?
    sai, noi del '75 ci facevamo prestare il  vinile graffiato…

    sei forte gigante!!!

  4. I commenti, per onor del vero risalgono a quel tempo. A quando publicai per la prima volta l’articolo stesso.

  5. DIMENTIVìCAVO…mi piace la proposta di visione…del tuo nuovo sito..bravo…

  6. terza prova…vediamo se moderi ancora…

  7. Buonasera!!!!
    Grazie Mamy per l’ invito..sono in visita al marito!!
    Oh, mamma, mi faccio prendere dalle rime???
    Ahahah,,,
    Carissimi, sono Sabry…che dite, ci incrociamo sabato????
    Sembra che, se non ci si cala nulla tra capo e collo, dovremmo farcela,
    ma ci aggiorniamo!
    Un forte abbraccio e complimenti!!! Che splendidissimo (perdonerai il mio vero..?!) modo di scrivere! Buona serata a tutta la splendida famiglia, Sabry

  8. mi hai fatto sentire piu vecchio di 15 anni … sallo e vergognatene!

  9. Evviva, piano piano ci si ritrova tutti qui, in questa piattaforma così elegante da creare quasi imbarazzo a chi si era abituato alla grafica esuberante dei blog vecchia maniera. Per ora sono ancora piuttosto intimidito; ci metterò un po’ per recuperare la necessaria spontaneità
    saluti,
    Diaktoros

  10. Ma ciao Grande Capo!
    Sono un tantinello spaesata…. vedremo che ne uscirà.
    ‘notte.

  11. azalearossa1958 in ha detto:

    Ehm… devo aver combinato qualche guacchio inserendo la foto… non so perché esca quel profilo, nè tantomeno da dove arrivi o perché. Boh!
    Riprovo così, vediamo se ti dà il link giusto.
    rinotte!

  12. Io per ora continuo a restare su Splinder, che vuoi, ci sono affezionata, poi detesto i traslochi. Piuttosto butto tutto a mare e chiudo baracca e burattini. Anzi, sono talmente scoglionata che ultimamente entro poco e leggo niente, come se volessi già abituarmi al distacco indolore. Ma poi trovo tue notizie e seguo la scia, sento che devo seguirla……E voltato l’angolo scopro frammenti di me nel tuo bellissimo post…..Io, vagabonda che son io, vagabonda che non sono altro, nata in Romagna ma abituata a spostarmi fin da piccola per approdare poi definitivamente in quel di Bologna, esattamente in via Paolo Fabbri, 47 poco distante da Francescone. Correva l’anno 1982, io avevo 12 anni, e presi per lui una di quelle cotte tremende tipiche di quell’età.. Andavo a casa sua per giocare con la figlia Teresa. Ma era una scusa pietosa, lei aveva 4 anni, che vuoi che ci facessi io che ne avevo 12? In realtà andavo a vedere lui e me lo godevo tutto, mentre lui parlava con quella R arrotata che mi piaceva tanto. E mi parlava di tante cose, soprattutto delle sua passione per i fumetti, primo fra tutti Paperino,però quello disegnato da Carl Barks Ecco, lo sapevo,mi sono dilungata, ma non importa. Cape, leggendoti mi sono commossa e non è solo perchè mi sento più vulnerabile, ma perchè scrivi proprio bene! Tanto che arrivata in fondo ho pensato “e poi? Non finirà mica qua…….
    E nvece sì, ho chiuso gli occhi ed ho visto Guccini che si allontanava con gli altri lungo quel viale, Nella foschia di autunno ancora malato d’estate.

  13. Ale … Ale impziente come il solito.
    Vedrai che i topi prima o poi abbandoneranno la nave. Anche questa.
    Ci sarà più rancio per noi. 🙂

  14. Mi piacciono gli abeti e le abetaie.
    Loro non hanno tempo, né datazione…
    No importa Splinder o Splendor importano le nostre esistenze e quello che valgono.
    Cordialità

  15. In fondo la foresta é stata la nostra prima casa.
    Da quella siamo usciti e un giorno forse, a quella ritorneremo.
    Buo proseguimento di giornata.

  16. Carissimo, ti ho aggiunto agli amici su questo mio blog pubblico, dove ovvio è anche la “nostra” dolce metà, Mamy! Ahahah.. ormai mi sono auto invitata a far parte del vostro nucleo famigliare!
    Spero basti quello che ho fatto, cioè aggiungere il link..ti lascio apposta il messaggio, perchè tu possa risalire al mio spazio virtuale..anche se da tempo sono passata a WP non sò ancora bene destreggiarmi.
    Un abbraccio a tutti in famiglia! Con affetto, la vostra amica di Genova, Sabry

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