CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Breve viaggio

Ho portato, questa sera la Leonessa alla stazione. Domani ricomincia anche per lei il solito tran-tran. Università, collegio,campo dell’agone e qualche volta dell’agonia. Nell’andata la sola luna piena e paciosa si stagliava nell’azzurro del cielo. Sembrava uno di quei lampioni accesi, non si sa perché, in pieno giorno.

Tornando e saranno passati venti, venticinque minuti è cambiato tutto.

All’azzurro pallido di prima si sono sostituiti nell’ordine:

  • Una striscia di un arancio carico e caldo sul limitare dell’orizzonte. Tanto che la quinta del cielo si è infiammata di una luce melanconica che invitava più allo spleen, piuttosto che agitarsi in uno swing ritmato e aggressivo.
  • Alla mia destra il Monte Rosa, già sicuro nel primo buio della notte, ne ha approfittato tirandosi fin sulla testa la solita coltre di nubi a far da piumone. Rimarrà così fino a che l’aurora con dita delicate lo solleticherà per il risveglio.
  • L’Oltre Po si prepara, intanto all’ennesima notte illuminata da una luna grande come la classica moneta. Non so se è quella festaiola di dicembre o quella un po’ più freddolosa di gennaio. Non seguo molto le lunazioni e non voglio farmi attrarre dalle solite diatribe: siamo pari con le lune, oppure no, assolutamente siamo in ritardo di una. Non debbo piantar fagioli o spillare vino. Mi contento di rimirare l’amichevole volto bianco e tentare la via di un romanticismo, sempre più difficile.
  • Sopra di me due nuvole, già nere dalla notte incombente, si aggirano spaesate e quasi in punta di piedi. Vorrebbero essere invisibili, non disturbare l’atmosfera di questo transito.
  • Sullo sfondo, toccato dagli ultimi raggio di un sole affaticato e insonnolito, il Monviso. La cui vetta spunta e si staglia in quella luce soffusa. Sembra la fotografia di classe e in fondo c’è sempre il più alto, la cui testa svetta ed è l’unica cosa che si vede, ma che rimane impressa nella memoria. Un particolare per ricordare il tutto. Già immagino le giogaie di colline che da Monferrato alle Langhe si snodano quasi a prostrarsi ai piedi del Re di pietra. La sua ombra maestosa le ha già immerse nella notte e per riuscire a vedersi e chiamarsi, si affideranno alla luce della luna, che ora ha preso a risplendere sempre più nel cielo.

Com’è strano che bastano pochi minuti e cambiano le cose, le prospettive, anche il nostro sentirle.

Questo passaggio dalla luce al buio, non è poi così repentino. I colori mostrano ancora una volta la forza del loro cambiamento. Non si arrendono, sanno del loro soccombere, ma ci regalano una sorta di speranza, di buon ricordo per affrontare le ore buie. Nelle quali uomini e cose perdono i loro confini e si confondono in un’unica macchia scura. Quell’ultima luce sta lì a tranquillizzarci, a prometterci che ritornerà ancora un’altra volta e un’altra ancora. Ci rassicura che la notte non è così spaventosa, che non dobbiamo temere il futuro e ci lascia per rincuorarci, il lucore della luna. Non avranno i suoi raggi, il calore e la potenza del sole, ma potranno proiettarci in un ambiente più intimo e raccolto. Favorire i pensieri sul nostro passato e sul futuro che ci potrà attendere.

Bastano venti, venticinque minuti.

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49 pensieri su “Breve viaggio

  1. Popc in ha detto:

    I tuoi racconti son sempre bellissimi … che belle descrizioni, hai fatto in modo ci fossimo anche noi 🙂

  2. @PopC = Grazie.
    Mi son sentito ispirato e allora mi son detto. C’ho la Multipla, il posto non manca a bordo e per non fare il viaggio di ritorno da solo, mi son portato anche voi. 🙂

  3. Anche a me è piaciuto davvero questo pezzo, anche perché t’immaginavo nello spaccato di vita familiare e la bellezza del racconto si è fusa alla tenerezza. Il mio fidanzato mi chiama con lo stesso soprannome che tu usi per tua figlia, pensa un po’ (figlia, vero?). Ma la mia è anche una questione geografica.
    Un abbraccio

    • @ Shappparé = Ci sono emozioni che devono essere condivise ed é bello condividere con le persone che ci dimostrano affetto e simpatia.
      Piccole emozioni che rendono la nostra vita più accettabile.

      ps: spero che venga chiamato Leone, perché Leonessa (dato il fatto che é nata ai primi di agosto e il segno é quello) susciterebbe confusione.
      A mio parere … poi … de gustibus … :-;

      • Mhm, non sono certa di aver capito il ps: non sono io che chiamo lui così ma il contrario; e non per il segno zodiacale come tua figlia, ma perché vivo nella città leonessa d’Italia e perché ho un’indole piuttosto combattiva e protettiva…

      • @ Shapparè = Hai ragione a non aver capito il ps.
        Scusa l’imbornimento senescente.
        Sono IO che non avevo capito che TU sei chiamata la LUI, giustamente Leonessa.
        Non ho capito perché ho letto male e di fretta l’ultima parte del tuo commento.
        Me ne scuso con TE e con LUI.
        Adesso capisco di aver capito. 🙂
        Spero 😦

  4. azalearossa1958 in ha detto:

    Nello stesso momento io guardavo fuori dalla finestra e vedevo quella stessa striscia arancione che via via diventava più viva, più intensa, e poi, nel giro di mezz’ora, svanire, incupire, lasciar entrare la notte.
    Sembrano tramontii autunnali, ancora (sarà dunque vera la storia della luna avanti o indietro?)

    Certo è, che hai scritto un pezzo che è poesia.

    • @AzaleaR = Siamo in zona tutti e due e quindi stessi paesaggi, stessi scoppi di colore.
      Però é bello che ci si guardi intorno e ci si riesca a stupire di come la natura, seguendo il propio ciclo, faccia risaltare le sue grandi bellezze.

      Poesia? Per me é una parola enorme. Grazie, sono confuso.

  5. Ho letto con piacere questo tuo post, mi hai regalato l’immagine bellissima di paesaggi che non ho il piacere di poter vedere, visto che vivo da tutt’altra parte. E poi le tue riflessioni a concludere quelle bellissime pennellate di colore che le tue parole hanno saputo regalare a chi legge. Concludi scrivendo: bastano venti, venticinque minuti e io aggiungerei e un’anima profonda che sappia far buon uso di quei minuti. 😉

    • @ Fantasy72 = Credo che si voglia vedere le cose per quello che sono e per quello che trasmettono.
      Avere poi la pazienza di saper vedere e non solo di guardarle.
      Il resto lo fa il cuore e anche qui la voglia di ascoltarlo più che sentirlo distrattamente.
      Si ha sempre tempo per far buon uso dei pochi o tanti minuti messici a disposizione.

  6. carmilla50 in ha detto:

    mannaggia che bel post ispirato…

    oh, li ho proprio immaginati, il Monte Rosa ed il Monviso, con le loro bellissime cime che si stagliano in cielo…

    e poi, le montagne hanno sempre un che di maestoso, affascinante, imponente…quanto le amo:)

    • @ Carmilla50 = Sono montagne che ho sotto gli occhi e in certi giorni mi pare persino di toccare.
      A tutte e due sono poi particolarmente legato.
      Al Monviso perché ai suoi piedi ho trascorso la maggior parte dell e vacanze giovanili e al Rosa e al suo gruppo, perché lì ho passato per la prima volta la soglia dei 4.000.

      • carmilla50 in ha detto:

        azzzzzzzzzzzzzzz..davvero hai superato i 4000???? MITICOOOOOOOOOOO:)))

        fra l’altro, non è cosa da tutti, perchè conosco gente che, arrivando al rifugio proprio sotto il Monte Rosa, è stata male…certo che deve essere una sensazione grandiosa, arrivare proprio sul Monte Rosa; o anche sul Monte Bianco, se è per quello..o anche sul Monviso o sul Cervino:)

        per me, quelle montagne hanno un alone quasi mistico; un pò come la catena dell’Himalaya, per intenderci; montagne sempre sognate, sempre amate…:)

      • @ Carmy50 = Il mio primo 4.000 é stato il Polluce.- Quando sono arrivato in cima era il agosto dell’80 ero sfigurato. conservo ancora da qualche parte le fotografie.
        Il secondo é stato il Gran paradiso. Settembre del’86 salito dalla val di Rhemes. Giornata urfida. Nuvolosa e in cima non ho goduto del panorama, ma di una bella nuvola … fantozziana 🙂

        Il Monviso mi ha sempre rifiutato e sì che ci ho provato sei o sette volte.
        Mi è sembrato di sentirlo dire : Contentati di guardarmi, ragazzo! 🙂
        Così lo guardo ancor oggi e sinceramente … mi girano ancora… oh se mi girano.
        Un giorno o l’altro me ne farò una ragione e … punto. 😛

  7. Sono stata diverse volte al Rosa, a Macugnaga e a Pecetto che preferisco. C’è ancora il vecchio tiglio piantato dai Walser? Ho passato giornate splendide da quelle parti, ero anche più giovane, momenti intensi e pieni di magia……magia che mi viene restituita dal tuo racconto, dalle parole che, grazie alla tua abilità, diventano note di una bella canzone. Questo racconto ha tutta la poesia di una giornata di vento tra le fronde baciate da una luna un pò pigra, la stessa luna che descrivi così mirabilmente. Se la luna non esistesse, potresti benissimo inventarla tu.
    Ma guarda che roba, quasi divento poetica! Scherzi a parte, il tuo racconto è super!!!

    • Brum scettico! Io sono come una conchiglia che racchiude una perla di dolcezza e di romanticismo….conoscermi è amarmi…
      Ma Cape, dimmi tu, se si può con un Brum simile……

      p.s. cuccioli di sebra? Perchè no,una volta ero juventina…..

      • @ S11 = Il Brum é così. Prendere o lasciare. Sono anni che ci provano, ma più ci provano e più é peggio.
        Forse é un bene. E’ quel sassolino che nella scarpa ti fa ricordare che il piede é tuo.
        Peccato che si nasconde così bene che non riesci a trovarlo e a toglierlo.
        Non sai se é colpa sua, del piede o della scarpa.
        Urge dibattito. 🙂

        Gobba??? Il mio “vecchio cuore granata” ha un sussulto, ma come non perdonarti ? 🙂

    • @ S11 = La montagna ha sempre un fascino che il mare … bhé per certi versi se lo scorda ( Quì mi sono fatto un’altra secchiata … di amici … :-D). Scusate ma per me é così: la montagna vince il campionato. Punto.
      Inventarmi la luna? No. Ciascuno inventi la luna che più preferisce, che più riesce a donargli quell’attimo, quella sensazione incancellabile.

      Guarda un po’ che luna … la Suzie mi é diventata poetica, bhé questo sì che é un magnifico regalo della luna. Questa sera la ringrazierò.

      • C’è di peggio del Brum, te l’assicuro. Io poi spesso cammino scalza per cui i sassolini non li sento, e se li incontro lungo il cammino li scanso.

        Vecchio cuore granata, rasserenati. Ho detto “una volta”, quando ero giovane e inesperta. Adesso il calcio non lo seguo nemmeno più.

        Mare o montagna? E’ come dire cane o gatto, se ne discuterebbe in eterno senza arrivare a capo di niente. Io amo il mare ma mio marito mi ha fatto conoscere la montagna e gliene sono grata. Se penso a tutte le scarpinate sul Rosa e in Val d’Aosta e in Abruzzo…..

        E a proposito della luna e del romanticismo…a volte la prima impresssione non è quella giusta.

      • @ S11 = Brumbardo é unico e tanto basta.

        Il vecchio cuore, non rimbomba più come una volta e non perché sono anni che naviga in acque tempestose.
        E’ perché preferiso sempre di più l’ovalità del mondo e il mondo della palla tonda é crollato in un gorgo su cui non intendo affaciarmi.
        Quindi gli anni e l’età hanno sugerito anche a me un ripensamento.

        Mare o montagna? Non c’é storia per me. MONTAGNA. Punto.
        Mi manca l’Abruzzo, che le Alpi le scarpinate abbastanza. Le immagini che ho di quei luoghi, m’intrippano mica poco, sai.

        Sarà … ma in fondo chi non é romantico, o non lo é stato una volta, anche per un breve periodo, ma lo é stato?
        Ogni tanto fa bene al cuore, ecco.

  8. brumbru in ha detto:

    Guardi cosa ha combinato! Mi ha fatto diventar poetica anche la Suzie! Il che è tutto dire….
    E’ un pò come se la tigre si mettesse di punto in bianco ad allattare cuccioli di zebra… non c’è da fidarsi.

    • @ Brum = DucaConte, Lei lo sa che mi piace sparigliare le carte, quando posso e se lo posso fare.
      Certo é che, conoscendo la gentil signora, questa volta ho sparigliato davvero. 😀

      Una tigre allattante.
      Bhè … che c’é di strano! Quì da me succedono cose che voi umani …. 🙂

  9. Hai ragione. Basata poco e il paesaggio muta di coloti. Ieri sera dalla porta finestra della mansarda ho visto sorgere la luna piena. Stamattina il suo tramonto dalla cucina.
    Veramente ispirate queste poche note su un viaggio di pochi minuti.
    Un saluto

  10. in questi giorni ci sono davvero delle serate fantastiche

  11. E’ stato un momento incredibile, io ero un po’ più su, quota mille, per caso, e dall’alto, dal sentiero c’erano in basso la pianura con il suo luccicare meccanico circondata dal contorno delle montagne, monte rosa e monviso e dal quel colore pazzesco del tamonto.
    E poi, aggirata la vetta, a Nord è comparsa la luna che illuminava, irradiata anche da un sottile strato di neve.
    Sono momenti che non si dimenticano facilmente …e mentre cammini la mente si libera e i pensieri liberi si rincorrono senza fatica.
    Bello!

    • @ Poche pretese = Innanzitutto benvenuta e grazie per le tue parole.
      Così eri in quota? Allora avrai gustato meglio le immagini che vi ho descritto.
      Sono momenti preziosi quelli. Che rimangono e ci fanno sentire piccoli, per certi versi; felici, però, di esserci stati, presenti e partecipanti ad un evento che si ripete da sempre, ma che sempre riesce a regalare emozioni, pensieri che ci tengono compagnia.

  12. CIAO!
    Davvero, a volte la certezza o almeno la speranza di un cambiamento ti salvano.
    A volte, invece , il cambiamento è proprio la cosa che temi.

    Ma il viaggio!! Il movimento in sè è la Grazia

  13. E’ da un po’ che non passo da quelle parti. Bisogna che ricominci a fare i brevi viaggi che per noi erano frequenti una ventina d’anni or sono. Bisogna che mia moglie recuperi il suo braccio e decida di andare anche lei in pensione e mandare a… quel paese il lavoro che l’ha già quasi distrutta. Comunque qualcosa di buono avviene ancora e la dimostrazione è che Lillo è tornata alla grande e anzi si è raddoppiata.

    • @ GM = Sì carissimo. E’ venuto il momento di riprendere vecchie usanze. Ritrovare ritmi vecchi che scoprirai nuovi, perché é nuova la vita che hai davanti.
      Faccio tanti auguri a tua moglie per il suo braccio. Spero che il suo dolore scompaia al più presto e che la guarigione si acompleta.
      Spero soprattutto che rtisca nell’impresa titanica di dare un calcio al suo lavoro e che si goda con te i prossimi tempi.
      La prespettiva non é delle più rosee, attualmente, ma le cose affrontate in due sono meno pesanti.
      Auguri.

      Lillo é tornata raddoppiata? Speriamo di sì, che é sempre una presenza preziosa.

  14. Poesia.
    Punto.
    Saluti alla Leonessa 🙂

  15. @ ALE = Troppo buona.
    Leonessa salutata. 🙂

  16. Che Grazia ritrovarvi.
    Io sto un po’ fuori mano…

  17. carmilla50 in ha detto:

    oh accidenti…il Polluce!!!!!

    mi inchino con grande rispetto (ed anche un pò di invidia, diciamolo..) ad un vecchio montanaro che è arrivato a tali altezze…:)

    uffa, è tanto tempo che non vado più in montagna…dovrei riprendere, vedremo questa primavera…naturalmente, qui, si va sulle Apuane, che non raggiungono l’altezza delle alpi del nord…però non sono affatto male, tutt’altro:)

    • @Carmilla50 = Le Apuane? Ma scherzi.!!!
      Sono montagne di tutto rispetto. Ho un’immagine vivida e bellissima. percorrevo l’ultimo tratto del cammino delle 5 Terre. un aprile di troppi anni fa e improvisamente mi sono apparse subito dopo una curva.
      Le montagne sopra Massa Carrara. Con quelle ferite bianche, quei marmi che luccicavano sotto un sole di primavera.
      Sono rimasto senza fiato e …. non so . Sarà sata la giornata, il sole, l’aria di mare. Un vero incanto.
      Non trovo parole per descrivere a pieno contesto e sensazioni e sì che le parole non mi mancano. 🙂

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