CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Vagabondando

Avendo ripreso la vita virtuale che mi sono scelto, non ho perso il vizio di vagabondare senza scopo tra i vari blog. Un po’ per rendermi conto di dove sono finito e un po’ per soddisfare la curiosità che mi alberga. Ora è capitato sicuramente anche a voi di aprire la pagina iniziale di WP e tralasciando quella istituzionale in inglese e soffermandosi su quella in italiano, vi sarete accorti che i nomi che circolano sono spesso i medesimi. Nulla di nuovo. Anche su Splinder gli avatar di mezza pagina i così detti” amici connessi” erano spesso i soliti. La differenza sostanziale sta nell’appetibilità giornaliera dei post. Sarà che WP s’ispira, a mio parere, a una sorta di omnibus magazine e chi si è guadagnato i titoli d’apertura, sicuramente, l’ha fatto con impegno encomiabile, comunque sta di fatto che i nomi sono di solito quelli. Fin qui mi sta bene, nulla da eccepire, anche perché da buon ultimo arrivato pretendere certa visibilità significherebbe alimentare un “ego abnorme” che non mi sono mai cucito addosso. Né tanto meno lo voglio fare ora.

Piuttosto è stato interessante leggere dieci buoni motivi per non diventare scrittori a quest’indirizzo: http://alessandrogirola.me/ (Plutonia Experiment – quantum blog).

Un sagace, ironico e per certi aspetti caustico decalogo sui danni che ci si procura nell’intraprendere la carriera dello scrittore.

Illustrando con lievi pennellate di parole i pochi alti, ma con dovizia di particolari le sciagure che occorrono quando si decide di diventare eroi della carta stampata.

A questo punto, mi son sentito un formicolio alle dita. Il commento era un’occasione troppo ghiotta, per lasciarlo formicolare sui polpastrelli.

Quindi mi sono detto, dopo aver letto con calma anche quelli degli altri, che commento posso lasciare?

La solita banalità riguardo all’ironia e il sarcasmo con cui è stato stilato il decalogo, ponendo l’accento sui punti più irriverenti e quindi meritevoli di lodi? Oppure rimanendo sul vago, plaudire una simile iniziativa, rimarcando che tutti hanno voglia di quindici minuti di notorietà?

Forse è meglio, mi son detto, un bel “pippone” contro gli sciacalli, che si aggirano sempre intorno allo scrittore.

Vuoi gli editori, che per la troppa concorrenza, pure spietata, non son disposti che a cedere miseri guadagni a chi ha sofferto e penato per mettere insieme un libro. Vuoi i velenosi detrattori, critici che di fronte al bel libro, cercano nelle pieghe più nascoste del racconto e dello stile eventuali falle, piaghe foruncoli anche, così da poter esprime tutto il loro disappunto, la severità con cui si ammantano e perché no anche quella cattiveria gratta e meschina di cui sono imbevuti. Loro non riescono o non sono riusciti a pubblicare se non qualche rigo e con molta fatica e adesso devono censire e leggere, chi ha trovato consenso nel mondo editoriale. Non solo è anche ad un passo, possibile, dal trionfo, dal successo, dalla notorietà, che per vari motivi è sfuggito loro.

In un secondo tempo mi son chiesto se fosse meglio un altro tipo di “pippone”. Orientato più sull’estetica del successo, sulla sua inevitabilità, data la validità dell’opera in esame. Di come il successo sia inviso da molti e da tutti agognato. Da quello è altrettanto inevitabile parlare di guadagni e della loro liceità. Stigmatizzando infine tutti quelli che pur avendocela fatta, rifiutano di allungare una mano a chi sta faticando per emergere. Così da negare loro per primi l’estetica di cui sopra.

Così non è stato.

Mi sono chiesto innanzitutto se lo scrivere fosse l’unico mezzo sostenibile di sostentamento. A dire: scrivo perché è mia intenzione vivere di quel mestiere e quindi sono disposto e disponibile ad affrontare tutte le inevitabili disgrazie che mi si pareranno innanzi. Editori micragnosi, critici meschini, amici invidiosi, ma anche editori illuminati, critici attenti, seppur severi nella loro giustizia, amici fedeli e disponibili a supportare, a rincuorare. Tanto che rimarranno amici anche nel momento del trionfo.

Oppure scrivo perché mi diverte, perché così mi distraggo alle preoccupazioni della vita che ogni giorno vado ad affrontare. Perché la parola stesa sul foglio di carta o sul supporto informatico, m’infonde quella sicurezza cui tanto aspiro. Chi legge i miei scritti lo fa con la stessa leggerezza con cui li ho compilati. Altrettanta leggerezza la metterà nel giudicarli, indicandomi i pezzi migliori o quelli da gettare. Senza che questo vada a inficiare sui rapporti. Scrivere insomma per divertimento e leggere con altrettanto gusto le cose degli altri. Punto.

Personalmente credo di aver applicato questo stile. Scrivo per divertimento e mi sono accorto che voi vi divertite a leggere le mie fantasie. Di questo sono grato e ciò mi basta

In quanto al decalogo dello scrittore, rimane uno dei tanti che il mondo ci ha propinato, ci propina e continuerà a farlo. Da una parte l’uomo desidera avere una guida, soprattutto se non ha la forza o la voglia di porsi innanzi a tutto e tutti. Dall’altra un aiuto è sempre ben gradito, soprattutto se questo apre la mente e gli occhi verso errori che potremmo in parte commettere. Un’ancora di salvezza non fa mai male.

Chi ha deciso di essere scrittore e di vivere di quello, sa cosa va incontro e se ne assume le conseguenti responsabilità e dunque non dica di non avere saputo.

Altrettanto lo sanno chi scrive per la propria e l’altrui gioia.

Il resto è il nostro personale viaggio.

 

ps: a proposito di viaggio. La terza parte è in cantiere. Dopo “Il Cammino delle Verità” e le “Inutili Tracce”, sta nascendo “Sentieri Incrociati”.

Adesso lo sapete e quindi sapete anche le misure da prendere conseguentemente.

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73 pensieri su “Vagabondando

  1. Hai toccato un tema a me assolutamente caro.
    Io, per quanto mi riguarda, vivo per scrivere.
    Il resto è noia.

    • # ALE = Infatti, leggendo il decalogo e i vari commenti mi sei venuta in mente e mi sono venuti in mente anche i tuoi … spiaevoli trascorsi. Ciò che ti é accaduto é stata per me una lezione.
      Lo dico con il magone, perché l’ho trovato ingiusto.

  2. Ahahah 😛
    Ti ricordi su Splinder quel tipo con il dito nel naso?
    Era sempre in pagina, e faceva pure schifo!

    • @ALE = Se é per quello, il tipo con il dito era tratto da un fumetto di Jacovitti e pensa chi si nascondeva sotto quell’avatar era pure bravo a scrivere.
      Pensa te. 🙂

      Piuttosto sotto certi avatar si nascondevano persone che … bhè meglio perderle che trovarle.
      Quello fa più male. 😦

  3. Ops… in PRIMA pagina

    • @ ALE = In prima, in seconda.
      Certi soggettini o di una imbecillità assoluta, o di un’arroganza cosmica oppure di una insipienza da non credere.

      Meno male poi che ci sono stati e ci sono tuttora anche magnifiche persone della cui umanità e bellezza mi sarà difficile dimenticare.

  4. Abbastanza carino il decalogo, più ancora qualche commento.
    Ti dirò, io leggo e leggo e leggo perché sono avida; scrivo e scrivo e scrivo perchè mi scappa proprio di scrivere!

  5. …partito da solo…
    ..e mi piace leggerti perché si capisce che ti diverti con le parole
    e naturalmente faccio bottino delle tue idee

  6. si ma… alla fine lo hai lasciato o no sto commento?

  7. fantasia972 in ha detto:

    ancora non ho capito bene come funziona qui, detto questo ho letto anch’io il decalogo, mi ha fatto sorridere.
    A me però viene sempre da pensare a una cosa: ci sono troppi che si definiscono scrittori, pensando a me stessa e alla mia piccolissima esperienza ho sempre affermato e pensato che io sono semplicemente barbara, una che scrive per gioco.

    • @ Fant72 = Credo che quel decalogo si riferisse proprio ai troppi che amano definirsi tali. Che si credono, ma non ne hanno la stoffa e pensieri adeguati.
      Personalmente mi arrabbatto e so di essere un semplice zappatore di sintassi e i raccolti a volte sono scarsi e grami.
      Motivo in più per pensare bene a ciò che si vuol scrivere e farlo nel migliore dei modi.
      🙂

  8. Naturalmente, essendo curioso, andrò a vedere il decalogo. Anch’io penso che, se uno ce la fa, sarebbe meglio se evitasse di scrivere e si occupasse di altro. Se proprio non può farne a meno, peggio per lui e per il mondo, se per avventura è uno di quelli che crede a quello che fa e si sente Scrittore (con la S maiuscola).

    • E perché dovrebbe farne a meno, Diak?

      • @ LILLO = Credo che manchi qualcosa nella proposizione di Diak.
        ” … Anch’io penso che, se uno ce la fa, sarebbe meglio se evitasse … etc.
        Credo che ci voglia un NON dopo il …. penso che,se uno … etc.
        Si spiegherebbe meglio lo scritto, ma il senso credo proprio sia quello.
        Se non ce la fai, lascia perdere, perché accanirsi. fai male a te stesso e agli altri.

        Almeno io l’ho interpretato così il senso della frase.
        Resto in attesa degli eventi.

    • @ GM = Appunto. Offelé fa il to mesté, dicevano i nostri vecchi. Avere o tenere un blog é una forma di divertimento, alleni la mente nello scrivere, ma soprattutto nel leggere. Se poi seguendo le mollichine delle idee messe sulla carta ne esce qualcosa di bello e appetubile, ben venga. Altrimenti, pace, ma almeno ti sei allenato a non rimbambirti del tutto.

  9. Come ben sai, io non mi sono mai definita “una scrittrice”.
    Al limite, possono dirlo gli altri.
    Ciò non toglie che amo scrivere.
    Baci alla formidabile Leonessa 🙂

    • @ ALE = Lo so che non ti definisci una scrittrice, ma permettimi … le prove dimostano il contrario 🙂

      La Leonessa prende i baci e contraccambia .
      Domenica é di nuovo sul campo dell’onore e dell’agone. A Monza questa volta.
      Naturalmente io … lavoro domenica prossima e non ho possibilità di ferie. 😦

      Speriamo che siano baci portafortuna. 😛

  10. come sicuramente immaginerai … per sentieri incrociati attendo il PDF … leggerò di tanto in tanto … ma io sono di quelli che non riescono ad aspettare che tu elabori tra un capitolo e l’altro … preferisco il malloppone tutto intero.

    quanto a me … mi hai fatto riflettere … perchè scrivo? perchè tengo un blog?
    ecco .. l’unica risposta quasi sensata che ho trovato è … che non lo so.

    • @ ZAAG = Contavo sul tuo commneto e anche sull’inevitabile prenotazione.
      ZAAG é il PRIMO. Lo si SAPPIA … seppia … seppio … và bhé so far di peggio. 🙂

      Tenere un blog perché?
      Perché in fondo é come il bar preferito.
      Tra un caffè e una partita a scopa, ci scappa una partita di parole e poi i titpi da bar … vuoi mettere.
      Meglio quelli che i truzzi dei vari pazzifici che frequentiamo, ahimé ogni girono o quasi e per la pagnotta tra l’altro. 🙂

  11. Leggo il tuo post e scrivo queste poche righe. I commenti altrui e le tue rispsote vengono dopo.
    Il tema è scottante, anche se siamo in inverno (anomalo e quasi primaverile), perché il dilemma sulle motivazioni per le quali uno scrive sono condensate nei due punti: scrivo per vivere o per divertirmi.
    Ebbene molti dicono, ipocriotamente e mi ricordano il famoso screitto di esopo con protagonista la volpe e l’uva, che scrivono per divertirsi.
    Sarà vero? La mano su fuoco non ce la metto, ne ho solo due e cerco di preservarle.
    Però sotto sotto molti di questi scrittori-divertenti coltivano la speranza di mettere in bella mostra un libro libro.
    Comunque interessante questo post.
    Comp

    • @ NWB = Credo che facesse riferimento proprio a quelli che vogliono fare della scrittura la ragione della loro esistenza.
      Sia che abbiano i numeri o meno.
      Parlando per me e solo per me ribadisco che mi diverto a scrivere. Ho altro a cui badare e non ho il coraggio, ora come ora, di gettare tutto e reinventarmi scrittore.

      Adesso scrive riguardo “l’opposto” ?
      Mi viene in mente quando per dire che il blog era morto se ne sono aperti tre per discettarne. 🙂

    • Mi pare che una cosa non escluda l’altra. Intendo divertirsi e al contempo gongolare per un magari unico, misero e magari inaspettato riconoscimento.

  12. PS
    Il blog che hai citato esce oggi con un post dal taglio opposto ovvero i dieci buoni motivi per scrivere.
    Si diverte a scrivere …

  13. carmilla50 in ha detto:

    beh, leggerò il post di cui parli:)
    Credo che quello dello scrittore sia cmq un mestiere difficile, perchè occorre attrarra l’attenzione di chi ti legge, scrivere in modo chiaro e comprensibile, avere poi molta fantasia…inzomma, non tutti ci riescono, ovvio:)

    cmq è vero che tra i bloggers ci sono persone che si sentono “grandi scrittori”, ma in realtà talvolta sarebbe tutto di guadagnato per loro se non scrivessero nulla, e si dedicassero ad altre attività…:)

    • @ Carmi50 = Il lavoro dello scrittore credo che sia un mix delle cose che hai detto. In più ci aggiungerei preparazione, pazienza e non ultimo una buona dosa di umiltà. Nei confronti della parola scritta, ma soprattutto nei confronti del lettore, che in fondo é il vero ed unico giudice.
      Molti scrittori che ho letto quest’ultimo aspetto lo hanno un po’ tralasciato.

      Che i blogger si sentano scrittori, bhè … in parte é vero. In fondo un po’ d’amor proprio non guasta mai. Importante é non esagerare, non credersi troppo addosso e cercare di essere onesti con gli altri e nei propri confronti.

      • carmilla50 in ha detto:

        concordo con le tue parole:)
        Quest’estate, una domenica mattina sono andata in una libreria, qui, perchè c’era la presentazione di un libro di racconti, fatta dagli scrittori stessi dei racconti. E’ stato un incontro interessante, perchè questi scrittori, di cui alcuni non troppo conosciuti ed uno che invece ha scritto molti libri ed ha collaborato anche a spettacoli televisivi, si sono dimostrati molto disponibili a parlare con la gente intervenuta ad ascoltarli.
        Ecco, direi che questi sono scrittori ancora attenti al loro pubblico…è una buonissima cosa:)

  14. Mi è sembrato di entrare in un salotto di casa, con vista giardino. Che bella aria c’è da te. (andrò a leggermi il post che citi)
    Scrivo perché ho necessità di esprimere con le parole alcuni concetti. Sì, è una necessità la mia. Cosa diversa è il blog, dove gioco e condivido pensieri ad alta voce. Fare lo scrittore? ci vuole credo e coraggio, come per intraprendere una qualsiasi arte. E se ti scorre nel sangue, sei fregato, non hai altra scelta.
    un sorriso

    • @ Germogliare = Scrivere per avere chiari concetti che frullano in testa é una cosa buona. Scrivendo e rileggendo si trovano le cose positive, ma anche le pecche del pensiero. Si riesce a togliere ed aggiungere sino a che il conceto é limpido. Prima di arrivare alla pagina scritta é un macinìo che trova risoluzione solo con la scrittura, la rilettura dello scritto, perché deve emergere che era quello il concetto che più premeva.

      Il blog é un gioco di condivisione di idee e sentimenti. Ciascuno mette quelli che ha e credo che sia più che suficiente. Se iniziano ad affibiarti o ti arroghi un ruolo allora il divertimento termina e gli strascichi non sono mai gradevoli.
      Parola d’esperienza.

      Se senti di essere uno scrittore, lo vuoi fermamente essere allora non c’é scampo e niente e nessuno potrà realmente fermarti. Mi viene in mente l’Alfieri: volli, sempre volli, fortissimamente volli.
      Cordialità.

  15. brumbru in ha detto:

    Io scrivo per i Suoi stessi motivi, Maestro, dunque non posso che capirLa.
    D’altra parte, sono convinto che il mondo dell’editoria sia marcio. Altrimenti non si spiegherebbe che certi autori… ed Ale è uno degli esempi più lampanti, non trovino il modo di pubblicare i loro scritti in maniera degna.

  16. Io non scrivo, annoto pensieri, ispirazioni, intuizioni, commento notizie, atteggiamenti, comportamenti, riporto cose che ho letto e che mi sono o non mi sono piaciute….scrivere lo lascio fare a chi ne è capace

  17. @ S11 = C’é anche bisogno di quello che fai e molte volte i tuoi scritti saranno l’occasione per qualcuno per scriverci sopra.
    Le idee fanno male solo a chi ne ha paura e le teme.

  18. Dico che uno fa bene a scrivere come, dove, quanto vuole; di cazzate e/o di massimi sistemi; di getto o ben ponderando; a tempestare amici, editori o stamparsi e distribuirsi in proprio; a passare ore davanti alla pagina bianca, a cestinare, correggere e riscrivere oppure a non rileggere neppure le e-mail; a raccontare del proprio ombelico o del mondo; in prosa o poesia, in lingua arcaica o sperimentale; lettere d’amore, cartoline, diari di viaggio e giornali di bordo;per i bambini o i pendolari; che scriva bene o che scriva male.
    O anche malissimo: che c’è di meglio, per imparare, che scrivere e leggere?

    • @ LILLO = meglio se scrivesse bene … Comunque a furia di scrivere uno comincia a farlo bene e poi raggiunge quella forma che più gli é congeniale. Con cui esprime al meglio i suoi pensieri. Quindi bene venga la scrittura che sa migliorarsi.

  19. Il blogger scrive perché gli piace scrivere, sapete tutti che tenere un blog richiede tempo e fatica, ma anche perché gli piace condividere idee e sentimenti.
    In questo mi sento un dilettante in senso buono, scrivo per diletto, e quindi con leggerezza e senza il peso di dover arrivare chissà dove.
    La stessa leggerezza la trovo presso il padrone di casa,leggerne i post mi causa sempre diletto, talvolta genuino divertimento.
    Certo, anch’ io spesso sono sorpreso dal trovare una qualità di scrittura che meriterebbe altra visibilità, ma che ci vogliamo fare ?

  20. @ Melo = E’ vero. Ci piace immensamente scrivere. Attraverso la scrittura i pensiri, anche i più confusi o si dipanano e si rendono limpidi, sia per chi scrive che per chi legge, oppure rimangono tali in un minestrone scipito.
    Questo dipende dalla passione con cui ci si applica nella spesa di tempo e fatica.
    Come in tante cose del nostro vivere comune.
    Mi sforzo di rendere questo sforzo comprensibile e se possibile anche divertente.
    Il desiderio di visibilità poi appartiene alle scelte responsabili. Con cui bisogna fare necessariamente i conti.
    Personalmente é già difficile così.

  21. Mò ce lo dico: guarda, Alessandra bianchi… che tu, Alessandra Bianchi, Ale, Anneheche, Annadechè, Anne ed Anna… siete sempre la stessa persona. Ecco.
    Ce l’ho detto bene, Cape?

  22. @ Brum = Lei DucaConte sei un mito. SALLO!

  23. Grazie ancora al padrone di casa e a Brumbru 🙂

  24. Così a occhio non si direbbe, invece pure Brum sa il fatto suo, nello scrivere.
    Incredibile ma vero!

  25. dididonna in ha detto:

    Ciao! Io vengo da un’altra piattaforma, trasferita da poco. E pure io qualche giorno fa, ho fatto la stessa considerazione, cercando altri blog da leggere.. Ho scritto un post un po’ simile al tuo. Dato che sono nuova di qui, ancora devo capire come girare, e ora provo ad andare di commento in commento, per scoprirne di nuovi, perchè la pagina principale mi da gli stessi sempre..che noia! E sono approdata qui!

  26. @ Dididonna = Benvenuta in questa umile casetta.
    Emigrante Splinderiana? Anche tu con sfratto esecutivo improrogabile?
    No problem.
    Prendi una sedia e accomodati. my casa es tu casa.
    A questo punto verrò a leggere il tuo post, perché vuol dire che nell’aria c’é un desiderio di risposte oltre che un inarrestabile volgia di domande.
    A presto allora.
    🙂

  27. BRUM,
    Ah.. a me aspettavi? Il Re che abdica ma pur sempre amato? SAVOIARDO!

    CAPEH, ti ricordi che beati si stava da Cretini? Prima dell’ abd .. icazione? (Abdicamento? Abdicatura?)

  28. Allora: suggerimenti per la rcetta del TIRAMIGIU’?

  29. @ LILLO = Ah … Apperò … Nouvelle couisine!!
    Che donna … spericolata …
    🙂

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