CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Il primo appuntamento

Il primo appuntamento, non lo ricordo. Quindi non posso parlare della trepidazione, del senso di vertigine di quelle ore. La continua altalena di emozioni. Non posso dire di come mi sono scarnificato la faccia nell’eliminare con il rasoio, quella peluria fine e d impalpabile, che definivo onor del mento, né di quanto dopo barba, deodorante e profumo ho dilapidato, tale da sembrare più una danseuse balcanica di un bordello mediorientale, che un giovin dabbene, che si accinge al suo primo incontro sentimentale. E poi perché ricordare solo quello? Perché indugiare su di un tempo, è vero unico e importante, ma poi non ostante tutto, ricomparso ancora in tempi ed epoche diverse. Ogni appuntamento è stato il primo, cambiava la persona, fino all’ultimo quello fatale, quello che ha chiuso la carriera, per così dire, in maniera definitiva. Gli altri primi appuntamenti, li vogliamo lasciare, negletti, nei meandri di una memoria ormai confusa, dalle troppe date, dai troppi volti, dalle troppe ricorrenze? Forse che il primo appuntamento di lavoro è meno impresso nella mente?  O il primo appuntamento dal dentista ha meno valenza? Forse, proprio per quella valenza, per come ha inciso in noi e nel nostro essere, di là dei profumi cui ci siamo cosparsi. Un esempio è il dentista, sulla cui poltrona, per arcano disegno io regolarmente mi addormento, incurante di pinze, trapani e del molesto rovistare che subisco. Non è effetto di anestesia, son fatto così, giurin giuretta! Eppure la sola parola suscita un senso d’orrore, smarrimento, rifiuto in molti, nei più. Anche il primo appuntamento di lavoro. Sia lo cerchi, sia che una volta ottenuto devi far valere le tue conoscenze. In ambedue i casi ecco che si declinano regole comportamentali e di galateo, di buona educazione, rigide e codificate. Non puoi presentarti vestito alla “và là, che vai bene”, ma neppure ostentare le “polpe”.  Indica più il corpo che la lingua, in molti casi. Esiste sempre un primo appuntamento, perché in ogni cosa c’è una prima volta. Quindi andare a frugare nella memoria a volte è difficile, noioso e poi non sempre, anzi mai, c’è l’episodio, che ti tira fuori dal coro, che fa sembrare il tuo, l’appuntamento del secolo. Ma quando mai !! Già il primo incontro a ben ricordare si è svolto in un’imbarazzante atmosfera, nella quale già l’incrociarsi di sguardi, era un baratro d’incertezze. Lo sfiorarsi dava la stura a una pantomima di scuse e di ulteriori incerte emozioni. Non sapevi che dire, le mani, fantozzianamente erano due spugne, la lingua, un tappeto fitto e peloso. Improvvisamente mi rendo conto che era il 196… oddio ma quanti anni son passati, una quarantina ed io devo sforzarmi di ricordare quei momenti, devo far emergere figure che ormai il tempo ha sfumato e delle quali non rimangono che tiepide ombre? No, lasciamo la cosa in un tempo sospeso, abbastanza confuso da poterci chiamare fuori o dentro secondo convenienza. Noi uomini, non sempre siamo capaci di liberare i sentimenti, non sempre inquadriamo i momenti nella giusta prospettiva. E’ facile indorare la pillola, millantando chissà quali magnifici maneggi di quegli istanti. Oppure guardiamo l’interlocutore, interdetti; come se le sue parole giungano da una diversa e aliena dimensione, balbettiamo scuse, nella nostra compulsa afasia. Cominciamo a confonder date, persone, luoghi in una girandola balbettante di mezze verità e menzogne, facendo capire che i nostri ricordi non sono, pur essendo! Ma allora, perché sprecare tempo a scrivere del primo appuntamento, e soprattutto perché sprecare quello del lettore?Forse per indicare che il primo appuntamento, non è così carico di ricordi, come si vuol spacciare. Forse perché, non sempre a quello, i ricordi collegabili sono piacevoli e poi proprio per le numerose forme assunte, non riconducono sempre ai primi palpiti amorosi. Poi forse per trovare una giustificazione verso se stessi. L’incapacità di ricordare, la confusa memoria che ci perseguita e che pone il primo a sovrapporsi ad altri, avvenuti in situazioni diverse e per altre cause. Riaffermare così che la lontananza dei fatti, porta a scolorire le cose e che il passato deve, per suo stesso gene, rimanere tale. Lontano, ormai sfumato e assente di precisi confini. Per contro il presente e il futuro, per i più avventurosi o avventati, sono il terreno su cui pestare le tracce della nostra esistenza. Vivendo la contingenza, preparandosi al domani, incuranti del bene prezioso del ricordo, che può trasformarsi in esperienza di cui far tesoro. Fino al prossimo appuntamento, che considereremo il primo, l’unico e singolare.

Rimestando nel cestone a volte saltano fuori cose di cui avevi perso memoria. Memoria su fatti che ti hanno visto protagonista e ne hai scritto nella speranza di ricordare bene i fatti, per non dimenticare chi sei stato e cosa sei ora.

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40 pensieri su “Il primo appuntamento

  1. Il primo appuntamento d’amore non me lo ricordo…perchè non fu un appuntamento ma una gara in motocicletta naturalmente vinsi io…:) ma poi da quella piccola gara vinta…ho perso tante cose ero giovane .
    L’appuntamento dal dentista mi devasta al tal punto che piango come una fontana ho il terrore (ma ho la giustificazione da piccole mia sorella ed io eravamo povere…pochissimi soldi mamma divorziata) Rossella aveva male a un dente e andammo con la mutua..ricordo le grida di mia sorella quel dentista le tolse il dente un molare senza anestesia…ecco da allora alla parola dentista io tremo:(
    però ti faccio una confessione ad ogni appuntamento con il mio oncologo (ogni 21 giorni) mi faccio carina e speranzosa di sentirmi dire che sta andando bene…beh quelli per me ora sono i migliori appuntamenti!

  2. Anch’io non ricordo un primo appuntamento, per quanto mi sforzi: forse non c’è mai stato. La mia vita sentimentale ha avuto una logica che ha finito per travalicare gli appuntamenti. I dentisti invece, specie da ragazzo, hanno rappresentato un incubo continuo. Uno mi ha provocato un’emorragia e uno shock conseguente, più psicologico che emorragico, per cui ho perso un anno di università. Ogni tanto l’orrore si ripresenta, anche se ora ormai riesco ad affrontarlo meglio (e a tornare a casa con le mie gambe).

  3. carmilla50 in ha detto:

    uhm…sto ravanando nella mia mente per ricordare il primo, vero appuntamento…però cavoli, non deve essere stato un granchè, dal momento che non lo ricordo più…ehehehhehehehe
    ce ne sono stati altri, in seguito…ecco, qualcuno lo ricordo un pò meglio:)
    il dentista? ne ho conosciuti più di uno, di dentisti…non li amo particolarmente, ma mi faccio coraggio quando è necessario:)

    e vogliamo poi parlare del primo esame di scuola, ad esempio? gli esami, ecco, quelli li ricordo bene…con la stessa ansia che provavo allora..:)

  4. Io il primo appuntamento me lo ricordo bene.
    Preferirei di no, sinceramente, ma me lo ricordo sì.
    Ecco, è vero che in tutte le cose serve un minimo di esperienza, ma certo che una figura come quella…
    Diciamo che come male fisico è stato senz’ altro superiore il dentista, però non saprei cosa è stato peggio, nel complesso. 😦

  5. Concordo con Lei. Le emozioni hanno senso solo nella contingenza, mentre accadono o quando stanno per accadere. Dopo… è solo un ricordare, a volte ridendo… a volte intristendosi, a volte innervosendosi nuovamente, ma non hanno un vero e proprio senso. Non servono più a nulla. Di conseguenza, non ha più senso nemmeno sforzarsi di ricordarle.

  6. Non ricordo il mio primo appuntamento,ma ricordo perfettamente il mio primo bacio: un prodigio mi si svelò…

  7. Ciao
    Non ricordo bene il primo appuntamento ma ne ricordo altri che mi hanno dato momenti strabelli da ricordare!
    Buona serata!

  8. Il primo ..? Boh! è tanto lontano nel tempo che ricordo a malapena viso e nome. però è rimasta una poesia che le avevo dedicato. Ridicola ma concreta.
    Il dentista? Il primo approccio lo ricordo bene, quello sì. Perché? dopo essermi seduto sulla malefica poltrona, il dentista è andato via, credo nella stanza accanto, e io sono fuggito, sparito. E il dentista? Non so che faccia aveva quando è tornato.
    Comunque le prime volte sono esaltanti o deprimenti a seconda dei momenti.

  9. L’idea di questo post me l’hanno regalata due o tre ragazzotte sul treno. Una in particolare, che invece di ciangottare le proprie pene o felicità, nello stile dei nostri giorni, come una furia ha descritto il contesto, il fatto e gli effetti. Tra i gridolini delle amiche. Ora, che i tempi siano furiosi e che incanlzino a squarciagola é un dato di fatto e avrebbe potuto risparmiarsi, però per un momento sono riandato al mio primo appuntamento. Sono un buon saltatore visto il balzo di quaranta e più anni all’inditro, riconoscetemelo. Quello é stato lo spunto per pensare ai tanti primi appuntamenti che la vita ci ha dato di vivere, ed é singolare che l’esempio del dentita sia rimasto così radicato in voi, quasi con una violenza mai esauritasi.
    Guardare con occhi d’oggi quello che fu il nostro tempo passato se da una parte, ha giusto il senso di un esercizio mnemonico, dall’altra srotola il nastro del percorso compiuto. Rivela ancora una volta i pieni e i vuoti che ci siamo lasciati dietro, che é quello che ci siamo offerti.

    • Un post nel post questo tuo commento.
      Concordo col dentista. Per me è stato terrificante.
      Altra prima volta? Il primo giorno di scuola, ovviamente parlo delle elementari, è un altro di quei ricordi indelebili nel bello e nel pssimo, perché secondo me o è stato bellissimo oppure bruttissimo. La via di mezzo non esiste.

  10. Lungi da me l’idea di farmi pubblicità, ricordando che un certo personaggio di un certo libro si è macerato per tutta la vita al ricordo del “suo” primo appuntamento 😛
    E’ doveroso, invece, dire che io non lo rammento più. Chi era? Bah. E’ più importante il prossimo, credo.
    Post assai profondo!

    • @ ANNA = Ha ragione. Il prossimo sarà come la prima volta, perché l’esperienza conta sì, ma fino ad un certo punto. L’emozione sarà irripetibile.
      🙂

      ps: citazione appropriata.

  11. Che poi… la stragrande maggioranza delle volte il primo appuntamento ha comportato un’uscita in bianco. Le pare che sia pure il caso di ricordarsela?

  12. Sempre che un successivo ci sia 😦

  13. Parlando di puntelli amorosi, più che i primi rivedo i secondi; i primi sempre un po’ buttati là, mentre i secondi avevano un perché. E inoltre era ai secondi che stringevo il laccio 😀 !
    Comunque mi ricordo gli ultimi primi (o secondi, che pasticcio!), non in quanto migliori, credo, ma perché più vicini nel tempo.
    Invece, ho bene in mente la prima volta che ho visto una persona con la quale ho poi stretto amicizia; la prima impressione, le prime parole; con alcune, per fortuna, ho rapporti tutt’ora.

    • @ LILLO = Forse con il primo siamo più indulgenti. Sopratttutto se é stato il primo in assoluto. Tendiamo a giustificare tutto: imbarazzo, inesperienza, timidezza e quant’altro. Va bene così, é giusto così.
      Gli altri che son seguiti hanno contorni più nitidi, più consistenti.
      I primi incontri poi con persone con cui ancora siamo in qualche maniera legati rimangono cari episodi e in fondo ci gratiicano anche, perché la scelta compiuta si é rivelata in qualche modo vincente.
      🙂

      • Mattinata libera, male, da una parte, benissimo dall’altra 😀

        Stanotte ho ripescato vari primi appuntamenti amorosi, cose a cui non pensavo da tantissimo. Che bello! Son venute a galla cose divertenti… devo dire che, sì, i maschi son proprio dei salami!
        il PRIMO non lo riesco a identificare, ma mi ci metterò d’impegno.

  14. non lo ricordo il primo appuntamento…
    non ricordo dov’era, con chi era, quanti anni avevo e quanto grande fosse l’emozione in quell’istante. Buffo perchè conoscendomi, quasi sicuramente in quell’occasione ho pensato che stavo per vivere il momento più bello della mia vita e che non avrei mai scordato negli anni a venire. Invece è successo… l’ho scordato, come ho scordato tanti altri primi appuntamenti. Pazienza, so che comunque sono li, in qualche meandro della memoria e forse, un giorno quei ricordi riaffioreranno, forse solo accennati e sbiaditi o magari intensi e quasi palpabili, riportati alla mente da un particolare, un gesto, una frase….
    e intanto sono qui, in attesa del mio nuovo primo appuntamento con quella che a breve diventerà la persona più importante della mia vita… anzi, ora che ci penso, già lo è… 😉

    • @ MOMI73 = Crdo che sia naturale, con il passare degli anni, che i ricordi sbiadiscano. Facce, cose, ambienti diventino indistinti avvolte come sono nella nebbia. Credo che sia giusto così. Hanno fatto il loro tempo e noi siamo propiettati verso il futuro. Siamo stati ed é tempo di prepararsi per ciò che dovremo diventare.
      Per te ora il tempo é più prezioso che per altri e l’attesa si fa palpabile.
      Non cedo che manchi ancora molto al tuo più importante appuntamento.
      Non mancare di farci sapere e … auguri.
      🙂

  15. Credo che ci siano primi appuntamenti particolarmente luminosi, e che hanno portato persone molto significative per la nostra vita. E non penso affatto che siano primi appuntamenti amorosi. Nella mia esperienza sono stati molto meno significativi.
    Io, per altro, ricordo immagini, odori, sensazioni, ma le date me le perdo subito e non riesco mai a ricollocare nel tempo degli esseri umani quel che ho sentito dentro, con gran dispiacere di qualcuno, purtroppo.

  16. @ MZSTR= Credo che il più delle volte gli appuntamenti ci rimangono nella memoria per l’importanza di certi piccoli, ma decisivi particolari.
    La nostra memoria selettiva fa il resto.
    🙂

  17. Non riesco a ricordare i primi appuntamenti; sarà perché in questo periodo e in questo momento sono particolarmente stanco. Un pensiero mi ha fatto sorridere leggendo il post e i commenti, se non ti dispiace che te ne lasci uno davvero poco interessante e leggero, che è solo un pretesto per salutarti: non conosco la paura del dentista 🙂 Non ho mai provato dolore e credo che il mio sia bravissimo….a sentire racconti di altri. Per me è come andare dal parrucchiere!
    Cosa mi fa paura? La seggiovia, quellidel54. 😀

  18. @ odinokmaouse = allora siamo in due a non avere paura della poltrona più odiata d’Italia. Non solo per i dolori fisici, che suscita, ma anche per quelli più prosaicamente economici. Le parcelle, sappiamo tuti, son dolori!
    🙂

    E’ strano , che per uno abituato ad andare in testa d’albero, la seggiovia ti provochi uno stato di paura. Forse che sia un vuoto diverso?
    🙂

  19. Un appuntamento vero e proprio no. Erano uscite, passeggiate, tutte messe insieme fanno un capitolo: a volte ci scappava un bacio, altre qualcosina di più, ma erano esercizi con poco stile.

  20. Buona domenica sera:)
    un commentino banale mi scuserai..

  21. Mi ricordo il primo bacio: che impressione!
    Ma tra tutti i primi appuntamenti, d’accordo con NWB, scelgo il 1° giorno di scuola, in quanto a peso.

  22. @ LILLO = Ma quanti libri avevi, nella cartella?
    🙂

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