CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Sì … viaggiare

Ormai mancano una manciata di ore e poi parto. Datosi che sono in ferie (Chi ha detto  … e chissene frega! Ehhh?) corre obbligo anche quest’anno partire, viaggiare, andare oltre i confini del paese. Superare distanze geografiche, ma anche culturali, sentimentali. Andare oltre insomma.

A pensarci  bene il viaggio è giornaliero, attraversiamo la nostra esistenza muovendoci da un punto all’altro dei luoghi a noi conosciuti, sia fisici che dell’animo. Andiamo verso qualcuno o qualcosa e da altrettanto proveniamo. A volte è importante il luogo, a volte è solo un leggero viaggio emozionale, comunque sia mettiamo un piede avanti all’altro. Metaforico o meno mutiamo la nostra presenza nello spazio con il conseguente consumo di tempo ed energia e affido a chi sa di matematica e fisica il compito di illustrarci, con calcoli alla mano, a quale dispendio andiamo incontro.

Diciamo che lascio il compito delle vacanze e lascio pure la più ampia possibilità di giustificazioni, nel caso che questo compito non sia eseguito. Mi raccomando solo giustificazioni fantasiose, improbabili, surreali, grottesche anche.

Va bene … parto, ma dove vado?Solatia spiaggia cubana. Ovvero desolata landa, di un sognato profondo Nord?Pensione “Miramare” in uno dei comuni divertimentifici di questa nostra penisola? Oppure sarà “ Il covo del camoscio ballerino”, inventata pensione famigliare in quota … Alpi? O sono meglio i più semplici e confortanti Appennini? Chi lo può dire.

Per scoprirlo occorrerà mettere, per l’appunto, un piede dopo l’altro. Visto però, che per scrivere queste poche ed insulse righe i miei due neuroni , Tranzo e Sciallo, si stanno accapigliando, non certo per aiutarmi, bensì per vedere chi risulterà primo nel riposo più assoluto, sarò costretto a rivelarvi e subito la destinazione, prima che l’irreparabile accada. Irreparabile, nel senso che si perda del tutto il senso di questo intervento, già abbastanza segnato dall’insulsaggine. Sono proprio alla frutta, come è costume dire. Poche idee, confuse, imbarazzanti e sottoposte al voglio di una recensione spietata, che sfocia, la maggior parte delle volte, in una censura oscurantista, della più bell’acqua. Ho quello che si dice: il vuoto. Leggo gli scritti degli altri e ne rimango colpito, nel senso che do poderose craniate agli spigoli di casa, pensando chi anch’io avrei potuto scriverli. Anch’io avrei potuto dar sfoggio di parole e temi interessanti, mentre ora posso solo osservare un deserto d’idee. Mio, personale.

Qualcuno potrebbe con causticità, osservare che non è da tutti possedere un deserto e che dovrei esserne felice. Il deserto non è solo uno scatolone pieno di sabbia, dove un sole feroce la fa da padrone, dove abita la fata Morgana (Beate lei e chissà com’è abbronzata!) dove strane e bizzarre cerature vivono la loro esistenza, perfettamente adattati al luogo e al clima. Non è quello il mio deserto. E’ un vuoto, un’assenza; è forse anche una scusa, un alibi o più semplicemente il sintomo di una stanchezza generale.

Non sempre si riesce a stare sul pezzo, diamine. Non sempre si è pronti a ribadire sulla carta, ciò che suggerisce la mente, rapportandosi con la realtà. A volte non è il momento e si sa ogni lasciata è persa. A volte frigge, tumultua, ma non trova la via, il pertugio per scaturire. A volte un certo pudore ci fa rimanere distanti e meditiamo se e in che modo procrastinare sia la cosa migliore, perdendo così l’occasione, il famoso raggio verde.

In somma meniamo il can per l’aia, come sto facendo io, rincorrendo brandelli, simili a sputazze, di pensieri lasciati liberi di vagolare nella mente. Gironzolano con le mani nelle tasche delle mutande e quelle, neppure d’orbace d’ordinanza, così a me care.

Allora parto, venerdì, verso le tredici e quindici e vado …. a Lourdes. Dove altri.

Anche quest’anno, finalmente il pellegrinaggio. In queste poche ore che mi separano dalla partenza spero di trovare il “mio” tema. Perché ci vuole un tema personale, che s’inquadri o meno nel tema del pellegrinaggio. Credo che ciascuno di noi debba averne uno personale, che possa seguire in ogni momento, soprattutto al di fuori di quell’ufficialità necessaria al governo di un gruppo di pellegrini. Ci sono è vero orari e scadenze, perché il pellegrinaggio è una rotella dell’ingranaggio, però riuscire a ritagliarsi un momento, fa la differenza, da un senso di maggior pieno, è un valore aggiunto. Qualcosa succederà e può anche darsi che capiti mentre sarò in viaggio o sarò lì; oppure chissà può essere anche la ricerca del tema, proprio il tema personale di questi giorni così intensi.

Quindi vi saluto fin d’ora. Lascio le chiavi nel solito posto, mi raccomando, in mia assenza fate i buoni … se potete. Il gatto è in buone mani, comunque due coccole non guastano mai, sempre che riusciate a trovarlo. Non serve bagnare le piante. Penserò anche a voi.

Ci risentiamo ad agosto.

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20 pensieri su “Sì … viaggiare

  1. Lo sai che nei deserti nascono fiori meravigliosi?
    Buone vacanze, caro Carlo!

    • @ AB = E’ una delle meraviglie di quei luoghi. Hanno colori incredibili, perché é incedibile che riescano a nascere in un posto simile.
      Decisamente … meraviglia e mistero.
      Grazie!

  2. Forse sei ancora in tempo per rispondere alle mie fregnacce che spaccio per commenti. Ma forse è meglio lasciarti in raccolto silenzio per prepararti al viaggio o meglio al pellegrinaggio.
    belle divagazioni sul tema vacanze e altro, che hanno riempito questo pomeriggio afoso e caldo.
    Una tiratina ai baffi del gatto sono d’obbligo, perché altrimenti ronfa troppo. Prometto (incrocio le dita dietro la schiena) di fare il bravo e non rompere più di tanto. Farò i compiti con diligenza, perché mi scoccia dover far firmare la giustificazione a mia madre (quasi centenaria).
    Che altro rimane? Ah! dimenticavo, quando torni avrai un bel po’ da leggere sulla storia di Giacomo, del duca e di Laura. Questi saranno i tuoi compiti post vacanze prima della ripresa lavorativa e dopo la purificazione dell’anima e del corpo a Lourdes.
    Buon viaggio, Carlo. Un augurio sincero e affettuoso.

    • @ NWB = No! Non sono prorpio riuscito. riprenso ora, rispondendoti, con il trantran quotidiano. Giusto un morso e via , perché di viaggiare non ho ancora smesso. Domenica altro giro, breve ma intenso. Ho visto che é tutto tranquillo e nelle prossime ora risponderò con ordine ai compiti assegnatimi.
      Grazie di core per il tuo interessamento.
      A dopo quindi.

  3. Matematica e fisica? Mi spiace, ieri non ho potuto studiare… son dovuto andare dal dentista a pagargli la parcella, ed avevo solo spiccioli, dunque abbiamo perso la giornata a contarli.
    Buon viaggio, Horn… a lei e tutta la famiglia. Il relax sia con voi.

    • @ Brum = Ahììì … il dentista!
      😦

      Così lui andrà in vacanza, invese tu … 😛

      Sì, é sato un … viaggio e che viaggio, ma ne riparlerò e accennerò anche al relax.
      Relax …. insomma … affermazione tutta da verificare 🙂

      • Ahahah. Ben tornato.
        I festivi sono i giorni più stancanti anche per me. Tra organizzazione di cene con gli amici, risoluzione delle varie problematiche accantonate durante la settimana, servizietti in casa e giri in moto… alla fine son distrutto. Ma è una stanchezza piacevole, non trova?

        • @ Brum = Assolutamente. Quasi quasi non ci si stanca. Pio quando si ricomincia allora saltano fuori tutti gli stravizi precedenti e ci lamentiamo che in vacanza non siamo riusciti a riposare come avremmo dovuto e voluto.
          Ma … quattro salti con gli amici, un giringiro con la motina e le varieedeventuali non hanno prezzo.
          😀

          • Vero. Oltre alle varie ed eventuali, devo… di certo, giocare al piccolo imbianchino ed all’operatore ecologico in campagna. Devo riprovare a smettere di fumare…. Ce n’è abbastanza….

    • @ Brum = Ecco mi mancava proprio di veserti in veste di piccolo imbianchino ed opoeratore ecologico. Certo é che la tua personalità é multiforme e l’ingegno non ti manca e sono sicuro che riuscirai ha superare la prova del pennello.
      Pennello grande o grande pennello?
      🙂

  4. wolfghost in ha detto:

    ahahahahah è bellissimo questo post! 😛 Per uno che non è sul pezzo… ne scrivi di roba interessante e divertente, eh? 😀
    Che tu e tutti coloro che verranno con te sappiano trarre da Lourdes il massimo. Cosa sia poi questo massimo… bé, è personale: dipende dall’animo di ciascuno di noi 🙂
    Un caro saluto! 🙂

    http://www.wolfghost.com

  5. Be’ io due gocie alle piante le darei volentieri..vale la pena vivere se annaffio i fiori…anche quelli degli altri.
    Bellissimo e interessante il tuo viaggio.

    • @ She = Grazie innanzitutto della visita e grazie che ti sia presentata con il Pollice Verde. Con piante e fiori sono un disastro quindi fosse dipeso da me qui sarebbe un deserto. Grazie ancora da parte loro.
      🙂

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