CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – 7° capitolo II parte

Infatti una bella mattina di maggio un orso era impegnato mangiare delle bacche vicino alla famosa “Sei un ipocrita” quando annusò uno strano fagotto e decise di farsene un personale giocattolo. Con le forti zanne tentò di spaccarlo per cercare il contenuto, ma una volta squarciato e seminato il contenuto all’intorno, non trovò nulla di commestibile. Lo lasciò perdere, come pure alcuni piatti contenitori che al sole mandavano dei barbagli. Quella luce riflessa gli diede fastidio e quindi cambiò zona.
Qualcun altro però si accorse delle mosse del plantigrado e una volta allontanatosi, costui si avvicinò e presi i contenitori se li mise nello zaino che pendeva sulle sue spalle. Si guardò attorno, ma non c’era nessuno. Rimase a rimuginare tra se, se avesse o meno fatta la cosa giusta. Poi riprese il suo cammino.
Solo alcuni giorni più tardi, durante un giro d’ispezione l’agente Roland Larue si accorse dei pezzi di stoffa lasciati in gira da Potsy. Si stupì del fatto che nessuno avesse denunciato un’aggressione con la conseguente distruzione di beni personali, da parte di un animale del parco. Poi guardando bene lo zaino fatto a brandelli si accorse che era stato all’aria aperta almeno da un anno circa. E in una tasca trovò una cosa che lo fese sobbalzare. Era la patente di Dominic Helverton. Fece manovra con il suo fuori strada e con una buona velocità si diresse verso il comando della RCMP. Portava forse buone notizie, finalmente.
Trovò Branson seduto alla sua scrivania ed era propri immerso nell’ennesima lettura del fascicolo di Helverton.
Era qualche giorno che l’Ispettore stava pensando al luogo dove poteva essersi appostato il cecchino e forse era riuscito ad arrivare alla giusta conclusione.
Quando vide Larue gli si illuminarono gli occhi e lo fece immediatamente accomodare, non accorgendosi del sacco verde, con l’emblema del parco impresso sopra, che l’agente aveva tra le mani.
Esordì subito.
         “Larue, forse ho capito da dove il cecchino ha sparato al fotografo. Nei dintorni delle Canne d’Organo, non c’è una torretta d’avvistamento per gi incendi?”.
L’agente si sedette e ci pensò un attimo
         “Sì. A circa cinquecento metri in linea d’aria. Perché?”
A Branson si stampò un grosso sorriso.
         “Ecco da dove, probabilmente … Anzi sicuramente il cecchino ha sparato da quella posizione.”.
Larue rimase colpito e perplesso, poi andò con la mente ai luoghi e dopo una riflessione abbastanza lunga, si espresse.
         “Direi che la cosa è possibile. Se effettivamente l’arma usata è un M21 o un M40, le possibilità diventano quasi certezze.”.
Branson, eccitato dalla sua scoperta si era già alzato dalla poltrona.
         “ Bene, io direi di andare immediatamente a vedere. La giornata è ancora lunga e se la fortuna ci assiste, potremo trovare delle prove. Non è molto usata quella torretta vero?”.
Larue si sentì travolto da tutto quell’entusiasmo.
         “ Sì, effettivamente non è molto usata. Io personalmente non ci salgo da quasi un  anno e nella zona non si verificano incendi da quanto? Sedici, diciotto mesi almeno. I turisti e gli scalatori poi li controlliamo meglio dal basso. E’ gente affidabile, per lo più ecologisti,ambientalisti. Gente simile. Non danno problemi. Scalano e basta.”.
Branson mentre si infilava la giacca disse,
         “Perfetto. Se non troviamo nulla sulla torretta, almeno nei dintorni, qualche vecchia traccia salterà fuori e poi, io ho te. Chi meglio di te potrebbe trovare una traccia, una pista. O ti sei dimenticato delle tue origini?”.
Roland Larue, a dispetto del nome era di origini Naskapi, nativo originario; nella comunità era conosciuto come un buon cercatore di piste ed era stato istruito dagli anziani della tribù. Un po’ perché nel suo lavoro servivano e poi era un mezzo come un altro per non far scomparire le tradizioni tribali. Era fiero delle conoscenze apprese dagli anziani e d come gli stessi erano fieri di lui.
         “Giusto. Sono il migliore che tu possa trovare da qui al San Lorenzo. Sono così bravo, che prima di muoverci ho già trovato qualcosa.”.
Così dicendo mise il sacchetto sulla scrivania.
Branson lo guardò interrogativo. L’amico invece con rapide mosse aprì il sacco e rovesciò il contenuto. Quel che rimaneva dello zaino scivolò tra le carte dell’Ispettore, che vedendolo trasse un leggere fischio.
         “Lo zaino di Halverton, immagino.”.
Larue assentì.
         “Ho trovato i documenti, la patente anzi. Poi un taccuino, le chiavi di un’auto, delle penne, denaro … un centinaio di dollari tra nostri e americani. Una maglietta. Comunque ho fatto una lista.”. Indicò un foglio di carta intestato, su cui erano annotati gli oggetti elencati più qualche altra cosa di scarsa importanza.
         “Però ho trovato una cosa che credo molto interessante. Il coperchio di un porta cd. Peccato che il cd non ci sia.”.
Branson guardò l’agente.
         “Immagino che tu abbia usto i guanti … Scusa, sono stato uno stupido. Bene portiamo tutto in laboratorio da Stuard e rifai il discorso davanti al Commissario. Poi ci prendiamo un caffè e andiamo alla torretta.”.
Così fecero e il Commissario finito di sentire il resoconto, li spedì immediatamente a fare il sopra luogo.
         “Mi raccomando Ispettore, non dimentichi di far partecipe la nostra collega O’Gara. Le invii un rapporto su quanto le ha riportato l’agente Larue e su quel che riuscirete a trovare. Questo, naturalmente dopo che avrà fatto rapporto a me.”.
         “Certamente signore.”.
Paulson, prima di congedarlo lo fissò dritto negli occhi.
         “Mi raccomando, Branson. Niente regali da Potsy, questa volta.”.
L’Ispettore sentì di arrossire.
         “Chiaro … Signore.”.
Mentre andavano in macchina verso la famosa torretta Branson raccontò all’agente l’episodio, con cui era iniziata la storia. Si fecero una sana risata.
Il cielo era splendido e le poche nubi avanzavano pigre e distratte. La primavera era in pieno rigoglio e aveva regalato una preziosa svolta alle indagini.
         “Questa sera – pensò – avrò di che raccontare a Maeve. Non mi limiterò al solito rapporto burocratico.”.
Fu un lampo, che gli attraversò la mente e se giocava bene le sue carte avrebbe ottenuto di rincontrarla. Questa volta, non solo per servizio.
Le indagini alla torretta d’osservazione fruttarono. Trovarono in un angolo, incastrato tra le assi del perimetro di protezione, il bossolo della pallottola. Era un .308 Winchester, come aveva sospettato già l’estate precedente. Era ancora in buono stato e con un po’ di fortuna avrebbero potuto trovare una o più impronte su quel bossolo. Sì, qualcosa finalmente si stava muovendo
Annunci

Navigazione ad articolo singolo

24 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – 7° capitolo II parte

  1. Mi chiedevo, infatti… come mai non avessero cercato il bossolo ed il luogo dell’appostamento, deducendo dalla direzione del proiettile da che parte fosse provenuto. Dopo tanto tempo, trovare delle tracce sarebbe stato difficile, ma non impossibile…

  2. Non ho capito il titolo Capitolo 6 parte II. Non c’era già un capitolo 7?
    Comunque lasciando il quesito all’Ufficio Refusi, un po’ di lavoro anche per loro. passiamo alla vivisezione della nuova puntata.
    Il nostro Branson ci sa fare e riesce a comprendere da dove è partito il colpo, l’altro agente ha un di fortuna, perché ritrova lo zaino dell’ucciso, che non interessa all’orso.
    Non ricordo Potsy. Chi era costui.
    Dunque la storia si sviluppa e cresce, come la nostra curiosità. La roaa Maeve torna in gioco e niente ragali da Potsy, mi raccomando…

  3. Branson over the top 🙂
    Meticoloso capitolo, magnificamente strutturato e portatore di quesiti, che saranno risolti. Nell’attesa, i miei complimenti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: