CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – capitolo 9° – II^ parte

Parte II^
 Sul tavolo rimanevano solo i resti dell’aragosta. I commensali si erano spostati per il caffè, vicino al camino del salone. Il fuoco scoppiettava piano e un gradevole calore si stava diffondendo nell’ampia camera. Fu servito il caffè e anche il brandy riscosse un notevole successo. Le chiacchiere tra i commensali si erano fatte rade e ciascuno assaporava quei momenti per meditare e analizzare i discorsi fatti nella mattinata. Verso le due del pomeriggio si udì uno squillo. Mildred comparve poco dopo.
         “ Senatore Edward – Lei lo chiamava per nome da sempre – la sua ospite è arrivata.”.
         “Bene Mildred, falla accomodare. Signori, come promesso vi presento la persona che potrà illuminare ancor di più il quadro che vi ho presentato stamani.”.
Maeve O’Gara fece il suo ingresso nel salone. Indosso un abito di taglio impeccabile, blu e francesine nere ai piedi. Un filo di trucco e sulle unghie un velo di smalto perlaceo. I capelli raccolti e ordinati le restituivano l’immagine di giovane donna in carriera. Nelle mani una robusta cartella di pelle, che conteneva il PC e altri documenti, che avrebbe distribuito agli astanti. Si sentiva leggermente intimorita dalla presenza, soprattutto del senatore Norton. Sapeva della sua sottile intelligenza e sperava in cuor suo di fare una buona figura. Il vice direttore l’aveva chiamata a rapporto e le aveva dato precise indicazioni riguardo ciò che doveva e non doveva dire. Su quest’ultimo punto era titubante, ma si augurò di non essere sottoposta a domande su cui fosse costretta a tergiversare o peggio mentire.
         “Si accomodi agente O’Gara. Immagino che lei conosca già i presenti, quindi saltiamo i convenevoli e iniziamo subito a parlare del problema. Ci informi sulla situazione e … senza tralasciare nulla.”.
Maeve , estratto il PC dalla borsa e i documenti, che distribuì agli astanti, iniziò a parlare e a raccontare delle indagini. Fece un riassunto di quanto era successo in patria e del tragico epilogo canadese.
Il senatore Wingwrhit a questo punto si accese il sigaro che aveva tormentato tutta la mattina.
         “Mi faccia capire bene, agente. Lei mi dice che le indagini sono nelle mani di … gente che … andrebbe bene a Hollywood? Forse? Giubbe Rosse … roba da operetta, da musical. Santo Dio … ma è inconcepibile. Edward, ti rendi conto … Canadesi! Adesso dobbiamo farci salvare da gente che ha più famigliarità con gli orsi, che altro. Andiamo … Via. Possibile che non ci sia il mezzo di mandare una squadra di Ranger del Texas a sistemare le cose?”.
La sparata del grosso senatore, ghiacciò l’ambiente.
Maeve, però non si scompose più di tanto.
         “ Con il suo permesso senatore Norton, vorrei far presente che la Polizia a Cavallo, le Giubbe Rosse come le conosciamo, è un organo efficiente e molto ben organizzato. L’ispettore Branson, con cui ho lavorato e sto lavorando al caso è un uomo che sa il fatto suo. E’ stato in Afganistan, la seguito delle truppe alleate e ha indagato e scoperto, un traffico di droga nel quale erano implicati soldati ed ufficiali canadesi. Che passeranno molti anni nelle carceri militari al di la del San Lorenzo. Mi è sembrato scosso e fortemente amareggiato riguardo il comportamento dei suoi concittadini. Li ha considerati feccia e traditori della patria.”.
Il grosso senatore alzò le spalle e iniziò a tirare furiosamente dal sigaro. Una nuvola di fumo grigio azzurra si stava spandendo in tutta la stanza e il profumo forte del tabacco iniziava a penetrare da per tutto.
Il senatore Norton, serrò gli occhi facendoli diventare due fessure.
         “Earl, ti prego. Non è il momento di invocare la cavalleria. Credo che i nostri amici canadesi, siano all’altezza di condurre e bene le indagini. Quindi al momento dobbiamo solo sperare che venga ritrovato quel maledetto Cd e che sia in condizioni tali da darci ciò che vogliamo. Agente O’Gara, vedrò di parlare con Blayton e di farla assegnare a questo caso in modo permanente, sino alla sua risoluzione. Lei dovrà riferire solo a me o al massimo, ad uno dei signori qui presenti e naturalmente, al suo direttore. Al direttore Blayton e non al suo capo diretto, siamo intesi. Inutile dirle che su questa faccenda deve mantenere il riserbo più assoluto. Mi dispiacerebbe che una così bella e intelligente donna passi il resto dei suoi giorni a Fairbanks oppure alla base della Guardia Costiera di Port Clarence. L’Alaska ha degli inverni duri e freddi. Washington, non sarà un gran che, ma almeno è un po’ più casa.”.
Gli occhi di ghiaccio del senatore la fissavano duri e quelle parole non erano cortesi avvertimenti o minacce. Erano certezze. Maeve, non si perse d’animo o almeno così le sembrò farlo apparire.
         “ Certamente senatore. La conversazione avuta e tutto ciò che riguarda l’indagine resta strettamente confidenziale e riferirò a lei, al direttore Blayton e ai signori qui presenti. Mi permetta ancora una cosa. Credo di poter garantire anche sulla discrezione e riservatezza dell’ispettore Branson.”.
         “Bene agente. Credo che con questo sia tutto. Anzi no. Avrei piacere di incontrare quest’ispettore. Crede che ci sia la possibilità di averlo ospite?”.
         “Se mi permette … l’ispettore vuole venire a Boston tra una decina di giorni. Vedrò di organizzare un incontro.”.
         “Si metta in contatto con il mio staff. Parli con la signora Bigelow, la mia segretaria e fissi un appuntamento. Si ricordi di proporre almeno tre date. Bene signori credo che sia tutto per ora Data l’ora credo che potremo andare a cena. Lei signorina è mia ospite naturalmente.”.
La cena si svolse in un ambiente informale e sia il senatore Norton che Windwhrit non si fecero scappare l’occasione di raccontare aneddoti e pettegolezzi sulla vita politica e sociale della capitale, suscitando  così un clima rilassato e gioviale.
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30 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – capitolo 9° – II^ parte

  1. Ahahahahaha !
    Ce lo vedo proprio bene, Branson alle prese col senatore…
    Mi pregusto l’ incontro.

  2. E’ veramente bello!
    Credo, Cape, che questa sia la miglior storia che tu abbia mai scritto. Scorrevole, incisiva, intrigante e – mi ripeto- con alcuni tratti che richiamano il Maestro.

  3. Dunque il raccordo c’è col resto e la bottiglia di brandy fa una brutta fine.
    Si intreccia politica e traffici pochi puliti. Meeve fa la sua apparizione e garantisce per le Giubbe Rosse.
    Lo scontro tra la cavalleria americana (leggi Norton) e le Giubbe Rosse (leggi Branson) avverrà tra non molto. Tutto da gustare con la rossa O’Gara a fare l’arbitro.
    Diamine mangiano i panciuti senatori. Col pranzo appena terminato si gettano sulla cena.
    Aspettiamo gli sviluppi

  4. E sono qui, non sono scappata. Mi sto copiando tutto diligentemente per leggere con calma. Ma quanto dura ancora? Lo finisci per Natale?
    😀

  5. Meno male. Nessuno ci ha provato, con Maeve. Il suo cuore è altrove, si sa…
    Bel capitolo.

  6. suzieq11 in ha detto:

    Cape, solo un appunto, non mi piace il nome Maeve, per il resto è tutto ok.
    😛

  7. Massì, non se ne può più di questa strana primavera….
    😦

    • @ S 11 = Infatti. Oggi é uscito il sole, ma scalda poco e in casa fa piacere un pullover, leggero … ma pullover e nel letto una bella coperta di lana ha il suo perché
      🙂

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