CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – 22° capitolo

Luz si guardò per l’ultima volta allo specchio. Il vestito, dalla profonda scollatura, che restituiva la sua schiena nuda, dalla pelle ambrata, agli sguardi golosi degli uomini e gelosi delle donne, la fasciava alla perfezione. Non c’era niente da fare. L’alta moda italiana era unica e quel vestito valeva assolutamente i soldi spesi. Luz sapeva bene che non occorreva un gran guardaroba per essere ammirata. Solo gli abiti giusti e per le occasioni giuste. Lei aveva tutto questo e sommato al suo gusto invidiabile in fatto di moda, l’aveva resa la prima tra le favorite di Gutierrez. Un favore che personalmente odiava, ma che al momento permetteva a lei e soprattutto alla sua famiglia di vivere più che bene. I soldi di cui disponeva per le sua spese, andavano per lo più ai suoi genitori. L’idea di Luz era quella di far studiare i fratelli rimasti nel paesino sulla Sierra  di Monclova. Sperava che abbandonassero a testa alta, la miseria dei loro giorni. Che trovassero non nella fuga e nella clandestinità in un paese straniero la ragione di vita. Piuttosto sperava nella dignità di una vita in patria. Lontana dall’attuale povertà, senza problemi per il futuro. Uomini e donne libere in una società, che per i campesionios, aveva da offrire quasi nulla. Sperava nel riscatto in patria, piuttosto che l’incertezza di una vita molto più agra in terra straniera.

Lei sentiva che la sua vita, invece si stava consumando nel vuoto di una ricchezza fatta di morte e sofferenza. Aveva capito di quali traffici si occupava Gutierrez e tutto quel lusso ostentato, la faceva sentire più sporca, ma soprattutto complice.

Uscì dalla stanza e si diresse nel salone, dove oramai la “fiesta” in onore del “Gringo” era già iniziata. Quasi tutti gli uomini  più importanti, tra quelli che lavoravano per Gutierrez erano presenti. Anche loro con eccessivi vestiti firmati; alle dita delle mani anelli con pietre preziose e poi catene d’oro in bella vista, che continuavano a scambiarsi occhiate, ammiccamenti, false risate, con l’orecchi ben teso alle parole del capo; vigili ad ogni suo sguardo. Luz osservava il loro tronfio orgoglio, piegarsi in ogni momento agli improvvisi e bizzosi cambi d’umore di Francisco. Sentiva che il suo odio per quel mondo cresceva ogni momenti di più e combatteva internamente una battaglia, sempre sul baratro tra sconfitta e vittoria. Sconfitta nel caso in cui un giorno si fosse ribellata e quella sua ribellione, fosse figlia di una passione anarchica e senza u’alternativa. Vittoria nel caso in cui si fosse palesate l’alternativa di riuscire a sfuggire per sempre a quel mondo e a ciò che rappresentava. Riuscire a raggiungere quella dignità, che per ora aveva solo cuore e forza di offrire ai suoi cari.

Gutierrez la vide e con quel suo ghigno la chiamò presso di se. Voleva offrire lo splendore della donna allo sguardo del “Gringo”. Affermare una volta ancora di quanto fosse la sua potenza rispetto all’americano. Era lui che possedeva una casa meravigliosa, ricca di ori, marmi, stucchi, dalla messa in scena faraonica e che lui considerava regale. Era Gutierez che possedeva le donne più belle di Monterrey e Luz era la più bella di tutte ed era sua.

La donna salutò con un lieve inchino del capo, l’americano dalla faccia lunga e slavata e quegli occhi cattivi, indagatori. Solo a vederlo le faceva ribrezzo, come un po’ tutti in quella sala. Lui era forse quello che meno la faceva restar male. Poi, improvvisamente il suo sguardo fu attratto dalla presenza di Oscar e il suo cuore ebbe un palpito. L’unico che non l’aveva mai considerata una cosa, ma si era sempre dedicato a lei facendola sentire una donna. Un’alchimia misteriosa l’aveva attratta verso quell’uomo. Sentiva, confusamente in se, che quello era la sua speranza, la sua chiave per forzare la porta di quella prigione dorata. Per lei aveva solo sorrisi e parole eleganti, dal tono sincero, anzi si era dimostrato persino timido in sua presenza e più volte era arrossito. Proprio lui, che a dire delle altre ragazze che formavano l’harem di Francisco, era un uomo dal sangue freddo e aveva dimostrato di essere uno spietato esecutore di ordini. Eppure lei si sentiva attratta da un magnetismo che le suggeriva una indubbia compassione nei suoi confronti.

A un certo punto si mise a fantasticare che Oscar fosse segretamente innamorato di lei e questo la compiacque e l’aiutava a sentire più lieve il peso che la opprimeva. Poi un giorno le sue impressioni divennero una piacevole realtà. Oscar le rivolse la parola e riuscì a trovare il coraggio, secondo lei, di confessarle la propria passione. Da quel momento ci fu un gioco di sguardi furtivi, di impalpabili ammiccamenti, di bigliettini, come due scolaretti. Sempre con il terrore di essere scoperti, di essere soggetti a qualche spiata. Ora Luz sapeva dell’amore di Oscar e attendeva il momento propizio perché lui la portasse via. Il sogno del principe azzurro l’aveva presa e coinvolta e lei si sentiva, a quel pensiero lontana dal gorgo nel quale stava vivendo.

Passò vicino al suo innamorato segreto e lui in un soffio le disse.

         “Preparati. Ancora qualche giorno e ti porto via. Lontano.”.

Lei sussultò e tentò di mascherare quel sussulto. Si sentiva improvvisamente ardere e con una scusa abbandonò la sala, per raggiungere le toilettes. Quella frase l’aveva turbata a tal punto che non sapeva se abbandonare la festa o lasciarsi andare ad un pianto finalmente liberatorio. Pensò di uscire e riempire d’insulti tutti quanti, di strappare una pistola alle guardie che gironzolavano e iniziare a sparare su tutti. Primo a Francisco, quel porco, poi all’avvocato ed infine al gringo. Poi si rese conto che la felicità che sentiva, stava montando in follia pura. Ora doveva stare assolutamente calma, non lasciare trapelare nulla, isolarsi ancora di più, abbandonare il corpo e concentrarsi solo sulla sua anima. Che la usassero, a lei non importava nulla, perché era ad un passo dalla libertà, che da tanto tempo stava cercando. Gli incubi stavano per svanire.

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16 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – 22° capitolo

  1. Capitolo dedicato a Luz e alla sua bellezza, alla sua voglia di riscatto, alla sua voglia di libertà.
    Ottime scelte nelle descrizionio, acute analisi dei pensieri di Luz e bello quel fantasticare un amore impossibile.
    Ci riuscirà oppure sono solo fantasie? Domanda retorica per una risposta criptica.
    Alla prossima

  2. Buttiamoci sul romantico, fa bene al cuore…

    • @ S 11 = E per me non é mai facile. Non é facile far uscire la vena romantica in un uomo. Si dice che non sia da maschietti; si dice che non si deve fare gli svenevoli, si dice che …
      Ma chi lo dice?

      • Penso che dovremmo riscrivere il libretto delle istruzioni per l’uso assegnato all’uomo. L’uomo non deve fare questo e quest’altro perché non è da maschi; ad un maschio è proibito piangere perché è da femmine. Deve saper prendere l’iniziativa perchè così fanno i veri uomini ed un altro sacco di stupidaggini. In questo modo si determina per il maschietto un esempio da seguire prima ancora che nasca.
        Basta, propongo il ritiro di questo libretto di istruzioni, assicuriamoci che vengano distrutti tutti e scriviamone uno nuovo, all’insegna della dolcezza, gentilezza ecc….

        • @ S11 = Sarebbe una cosa utilissima. Anzi l’unica. Mescolando l meglio dei due sessi, ma per tutti e due i sessi avremmo finalmente un libretto d’istruzione di facile lettura e più ancor facile utilizzo.
          Verrebbe a mancare un po’ la sorpresa, l’inusuale, l’inaspettato, ma rilasciando opportuni “bugs” chissà che non ci si riesca.

  3. Alchimia? Ma l’amore è alchimia!
    Dopamina, ossitocina, adrenalina, vasopressina, vi dicono niente? Non sono altro che alcune delle sostanze euforizzanti rilasciate dalle 12 aree del cervello coinvolte nel processo di innamoramento.
    Praticamente l’amore è una serie di processi che vanno dal cervello al cuore e dal cuore al cervello. Per cui quando diciamo “mi batte il cuore” è il cervello che manda stimoli al cuore.
    Insomma, anche se non è molto romantico, l’amore ha una base scientifica.

  4. Riuscirà Luz a realizzare ciò che ha in mente?
    Molto precisa e bella la descrizione della festa in onore del Gringo, nonché dei pensieri di Luz.

  5. Uhm. Quella donna potrebbe essere la rovina di Gutierrez. Accade anche per i boss di “cosa” e casa nostra, d’altra parte. Spesso è proprio seguendo le loro mogli che si arriva ai loro nascondigli.

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