CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – 26° capitolo

I volti, mano a mano che la relazione di Maeve si sviluppava, andavano facendosi più attenti e la tensione iniziava a sentirsi.

Riprese la parola Blyton.

         “ Dobbiamo assolutamente scoprire chi è l’uomo con la barba, poi di quello voglio, anzi vogliamo sapere tutto. Anche che calzini portava il giorno della fotografia. Dobbiamo anche procurarci un giudice o meglio, una squadra di giudici che siano disposti a firmare ogni possibile mandato che occorresse. L’agenzia metterà in campo ogni uomo disponibile su questo caso. Credo che a questo punto il tempo giochi un fattore fondamentale.

Direi di far girare la fotografia dell’uomo con la barba in ogni luogo. Dobbiamo assolutamente sapere chi é. Naturalmente il primo che scopre l’identità è pregato di informarcene immediatamente. L’Agenzia ha il comando di questa, che oramai è una questione di sicurezza nazionale.”.

Gli altri uomini intorno al tavolo annuirono.

Prima di alzarsi e sciogliere la riunione il capo della C.I.A. fece una domanda.

         “Ron …  tu parli di sicurezza nazionale. E’ per avere le mani più libere, oppure credi che tutto ciò stia portando una seria minaccia alla sicurezza della nazione?”.

Blyton si fece più scuro in volto.

         “Tolan, ti rispondo subito. Se quello schifoso ha passato informazioni vitali sulle eventuali falle o pecche del nostro sistema di controllo delle frontiere, nulla m’impedisce di pensare che quel porco di Gutierrez, quelle informazioni le potrà vendere a peso d’oro. Le voci corrono e fanno presto ad arrivare ai paesi canaglia, i quali le girerebbero immediatamente ad Al-Qaida o un’altra organizzazione simile. Non ho voglia di rincorrere un branco di assassini venuti a compiere un altro 11 settembre. Neppure voi, immagino.”.

Tolan si sistemò meglio gli occhiali, dalla grossa montatura, sul naso.

         “Ci sei arrivato anche tu, allora. Allerterò le nostre sedi in Medio Oriente che seguano meglio eventuali spostamenti di uomini e penso che ne dovrò parlare anche con i Servizi Alleati. Più informazioni avremo, più le nostre risposte saranno efficaci.”.

A quelle parole tutti si alzarono, la riunione era terminata. Blyton fece presente che Maeve era l’incaricata delle indagini e che tutte le informazioni dovevano passare sul suo tavolo. Di qualunque genere. Assicurò l’agente che avrebbe ricevuto rinforzi e che c’era la possibilità di formare una squadra mista con agenti delle altre agenzie.

Tutti si mostrarono d’accordo, anzi nei giorni successivi avrebbero mandato gli uomini prescelti. La macchina iniziava a girare.

Il Presidente, chiusa la conversazione, si voltò verso il senatore Norton.

         “Allora Ed … che mi dici? Sto mettendo in piedi una macchina che costerà non poco al contribuente e spero per te che non siano soldi gettati dalla finestra.”.

Norton fissò il Presidente, sapeva che in quei giorni si stava giocando l’attendibilità di una vita, e dalle prime indagini sentiva che aveva colpito nel segno. Contava sulla professionalità, l’ingegno e l’esperienza dei tanti che si accingevano a chiudere il laccio sul traditore. Sapeva anche che una sua quanto improbabile caduta, avrebbe trascinato tanti insieme con lui.

         “Signor Presidente, ha fatto la cosa giusta. Non si tratta solo di schiacciare un cartello della droga, un’organizzazione di schiavisti, ma anche di possibili traghettatori di terroristi. C’è la possibilità che questo Gutierrez, non usi solo le informazioni avute, per se. C’è la possibilità che le venda al miglior offerente e ai terroristi non manca certo il denaro da spendere per tali informazioni. I soldi spesi ora, non saranno le lacrime di domani per l’intera Nazione e Lei, signor Presidente, sarà ricordata per questo. Non permetterà all’America, di piangere degli altri innocenti.”.

Il Presidente si passò le mani sulle sopraciglia, gesto che faceva quando si trovava impegnato a prendere le decisioni più gravi.

         “ Procediamo … Una cosa però sia chiara.”. Si rivolse a Stuard Granger, ministro della Giustizia.

         “Stuard … salvaguardiamo i diritti. Non voglio farmi passare addosso dalla stampa o essere coinvolto davanti alla Corte Suprema. durezza ma legalità, intesi. In ogni caso … se si dovranno prendere misure eccezionali, quelle spetteranno solo e unicamente al mio benestare e conseguentemente sarà mia, la responsabilità delle decisioni finali. Tenetemi aggiornato fin da ora. Signori … buon lavoro.”.

Nell’uscire dalla Casa Bianca Norton, prese la decisione che se le cose fossero andate bene avrebbe rimesso ogni mandato pubblico e si sarebbe ritirato nel suo ranch in Montana. Ugualmente se le cose avessero preso la piega contraria.

La prossima mossa sarebbe stata quella di mettere sotto controllo il senatore Faulner e setacciare la vita di quanti gli stavano attorno. Era lì il covo di vipere. Ne era sicuro, perché tutte le volte che ripensava al senatore dell’Ohio, avvertiva una fitta allo stomaco e quello era l’indice sicuro delle sue sensazioni. Seguendo quell’improvviso groppo si era salvato la vita a Nairobi, quando non era andato all’Ambasciata colpita dal camion bomba. Né era andato alle Torri quel maledetto giorno di settembre e quella volta la fitta era stata violenta, tanto che pensò a un attacco d’ulcera. Fu persino tentato di chiamare il suo medico. Traccheggiò da che si era alzato sino alle nove del mattino. Poi, quando vide le prime immagini sulla CNN, capì che era stato avvertito nel solito modo.

Ora aveva la certezza che tutto si muoveva dagli uffici dell’inconsapevole senatore della costa occidentale.

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4 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – 26° capitolo

  1. Si comincia a delineare il quadro della storia. Sono tutti in fibrillazione dal presidente ai vari capetti. Quale sensazione avveerte Norton che qualcosa di tragico sta per avvenire?
    Passo subito a quello successivo

  2. Qui ci sono in ballo problemi molto seri, descritti con chiarezza e in modo avvincente.
    Ma c’è un post sempre di oggi?
    Vado!
    Seguo newwhitebear 😀

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