CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – 30° capitolo

Sullo schermo di Maeve, lampeggiava in basso a destra l’icona che richiamava l’attenzione di chi guardava lo schermo, di aprire velocemente il programma di posta elettronica. Era giunto un messaggio con altissima priorità e urgenza e alla ragazza per poco non andò di traverso il primo caffè della giornata che consumava in ufficio.

Era il messaggio inviato da Branson e Maeve lesse con avidità la deposizione rilasciata da Carlos. La stampò e con quei fogli chiese di essere immediatamente ricevuta dal Direttore. Blyton era in videoconferenza con Toland e il Presidente. Stavano aggiornando la situazione. Lesse velocemente i fogli che aveva sotto gli occhi segnatamente le parti evidenziate dalla ragazza.

         “Abbiamo anche noi delle novità. Dal Canada ci arrivano notizie circa il misterioso uomo accanto a quel … Secado. Alvaro Secado, un uomo di Gutierrez. Abbiamo anche un nome tutto da verificare e accertare sicuramente l’identità. Si chiama … Preston. Così ha detto il testimone. Naturalmente faremo in modo che la Polizia Canadese lo protegga. Si potrebbe rivelare l’asso nella manica, per quest’indagine.”.

Toland intervenne.

         “Ho allertato gli uomini in Olanda e abbiamo avuto l’appoggio dei tedeschi, degli inglesi e dei francesi. Senza condizioni, né hanno fatto obbiezioni di sorta. Anche gli olandesi ne sono a conoscenza e il generale Bartholemy, che ha mosso le pedine giuste alla NATO e naturalmente ai nostri in Germania. Se dovesse servire, abbiamo pronta una squadra della Delta Recupero Ostaggi in standby.”.

Il Presidente assunse un’aria pensierosa.

         “Signori ottimo lavoro, però adesso è necessario capire i movimenti dei terroristi. Un intervento deve essere concordato ai massimi livelli e credo proprio che dovrò convocare l’Ambasciatore olandese, per fare il punto della situazione. La diplomazia ha regole e tempi ben precisi e non possiamo mettere a soqquadro il salotto buono degli altri. Riguardo quel Preston, ti prego Bob, accelera al massimo l’identificazione di quell’individuo. Per una volta le cose sembra che girino nel verso giusto e naturalmente continuate a farmi sapere ogni mossa. Loro e vostra.”.

Terminò con un sorriso appena accennato e l’immagine scomparve dal grande schermo. Rimaneva solo quella di Toland.

         “Spero di avere migliori informazioni. Ci risentiamo questa sera come sempre. Ti terrò aggiornato immediatamente. A presto.”.

Anche il Direttore della C.I.A. scomparve dall’ultrapiatto appeso alla parete.

Blyton rivolgendosi a Maeve disse solo.

         “Scopri tutto quello che puoi su questo Preston. Anche che mutande ha messo questa mattina. Se è lui il bastardo che cerchiamo, lo voglio al più presto seduto su quella seggiola.”.

Maeve con l’espressione più seria possibile disse solo.

         “Ci conti, signore.”.

Raccolse le carte e lasciò l’ufficio del Direttore.

Dal suo, di ufficio, fece una serie di telefonate e poi andò in sala riunioni. Gli altri agenti della squadra stavano aspettando per il rapporto del mattino. Le notizie ricevute in nottata dai quattro angoli d’America dovevano essere vagliate, filtrate e poi raggruppate per interesse e priorità.

Maeve consegnò le copie della dichiarazione di Carlos ai presenti e la fotografia dei due uomini, scattata da Halverton, illuminò lo schermo.

         “Questo è un certo Preston.”. Disse la ragazza e il volto barbuto fu colpito dal punto rosso del raggio di una penna laser, che la donna aveva in mano.

         “Naturalmente dobbiamo identificarlo e sapere tutto di lui. Al più presto. Siamo a un punto cruciale delle indagini. Segretezza, discrezione accompagnata da tantissima determinazione. Ci siamo quasi e non possiamo fallire ora. Fate girare la foto in ogni dove. Tra i vostri informatori, al bar che frequentate, a ogni angolo di strada. Coinvolgete la Polizia di ogni Stato e città. Sapete quali siano gli ordini e dunque diamoci da fare.”.

Ognuno se ne andò con un incartamento in più, ma la macchina delle indagini adesso poteva partire e più il tempo passava e più avrebbe preso velocità sino al raggiungimento dell’obiettivo finale.

Maeve aveva avuto questa gradevole sensazione, dopo la lettura della deposizione. Controllò l’ora e decise di telefonare a Fort Ticonderoga.

Al terzo squillo sentì la voce di Gilles.

         “Pronto. Reale Polizia a Cavallo. Parla Branson.”

Maeve rispose in maniera meno professionale.

         “Ciao Gilles. Ti ho chiamato per ringraziarti del messaggio. Credo proprio che l’indagine abbia preso la piega, che da tanto tempo speravamo prendesse. Troveremo quel Preston e sarò molto felice di lasciarlo in compagnia del mio direttore e di qualche ragazzo degli interrogatori.”.

         “Me lo auguro anch’io. Non sai che colpo di fortuna e guarda il caso. Tutto è stato per colpa di una sigaretta, diciamo così: speciale. Meno male che il ragazzo è un tipo apposto. Lui e tutta la sua famiglia e … ma è lunga da raccontare in tutti i particolari. Piuttosto ti dirò tutto appena ci potremo rivedere. Già, quando ci potremo ancora rivedere?”.

             “Appena tutto sarà finito, credo che mi concederò una vacanza e questa volta dovrai armi visitare il Parco e se non lo fai tu, lo chiederò al tuo amico Larue.”.

                “Sai cavalcare?” Rispose Gilles.

                 “Sì. Perché?”.

                “Niente. Così. Per sapere. Ah … piuttosto. Se ti può interessare, l’oroscopo di oggi dice che sarà una giornata piena di sorprese.”.

                  “Non dirmi che credi agli oroscopi!”. La risata di Maeve esplose nella cornetta.

                  “Assolutamente no. Mi ha sempre fatto sbellicare dalle risate sapere che una persona che non conosco e che abita in qualunque parte di questo paese, mi venga a raccontare che la mia giornata sarà governata da stelle e pianeti e per di più sarà piena di sorprese.”.

La conversazione proseguì ancora per qualche minuto, poi ai momenti dei saluti si ripromisero di riprendere la chiacchierata la sera stessa, attraverso il PC.

Maeve scosse la testa e ripensò a Gilles e al suo oroscopo. “una giornata piena di sorprese”. In realtà una c’era già stata. Il riconoscimento di Preston.

Le ore successive avrebbero dato anche le altre.

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22 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – 30° capitolo

  1. Dopo un periodo di eclissi dovuta a ragioni di Stato superiori, riecco i nostri beniamini Maeve e Gilles.
    Nuovo colpo di fortuna o il destino è un baro? Mentre ai quattro angoli del mondo c’è una gigantesca caccia ai terroristi, i due ragazzi parlano serenamente.
    Ottimo capitolo in attesa delle altre sorprese.

  2. Anch’io sono in attesa delle sorprese, perché se lo dice Gilles bisogna crederci e quindi vedi di non deludermi.
    (Mai una volta che riesca ad arrivare prima di NwhiteB!)

  3. P.S. Ho stampato tutte le altre puntate, così mi faccio il libriccino da rileggere con calma. Mi ci vorrà una risma di carta.

  4. Ripeto: andrebbe pubblicato!
    Bene ha fatto la cara Suzie.
    Naturalmente aspetto forti sorprese.

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