CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

SENTIERI INCROCIATI – 49° capitolo

Stuart Miller, assistente personale del Presidente, aprì con cautela la porta in noce massiccio ed entrò nella stanza. Si avvicinò al letto con il baldacchino e con un filo di voce disse.
         “ Signor Presidente … sono le sei e trenta.”.
Il Presidente comparve alle sue spalle.
         “Grazie Stuart. Gi uomini sono già pronti?”.
Miller ebbe un sobbalzo e si girò di scatto. La faccia del Presidente era incorniciata da un largo sorriso. Già vestito di tutto punto e pronto per il jogging mattutino, lo aveva colto di sorpresa.
         “ Signor Presidente … Mi ha fatto venire un colpo.”: Disse Miller in un sibilo.
Il Presidente ridacchiò e aprì la porta.
         “Dopo di te … mio caro ragazzo.”.
Uscirono e nel corridoio incontrarono gli uomini del Secret Service di turno il mattino e due, che avevano la stesa tenuta ginnica del Presidente. Facevano parte del gruppo di militari che lo scortavano durante l’ora di ginnastica mattutina. Il Presidente strinse la mano a tutti, come d’abitudine e iniziò a scendere le scale, che dalle camere private, portavano giù, fino a una porta che dava sul parco della casa Bianca. Fuori l’aria era fresca e si sentiva chiaro il primo traffico della giornata. L’uomo e la sua scorta iniziarono a correre per il parco, alternando corsa e fermate per eseguire esercizi fisici a corpo libero. Trascorsa l’ora il Presidente rientrò e sempre di corsa risalì al suo appartamento, fece la doccia si cambiò. Da una sala vicina sentì l’acciottolio dei piatti della colazione. Quei momenti erano gli unici della giornata che aveva deciso di dedicare solo a se stesso e in questo era irremovibile. Salutò con calore moglie e figli e scese nuovamente le scale, questa volta per dirigersi nelle cucine. Su di un tavolone c’era un bricco di caffè nero e forte e assolse con tranquillità il rito del caffè con gli uomini di scorta, come ogni mattina da che era stato eletto. Per ciascuno aveva una parola o una domanda, normalmente sulla famiglia di chi si preoccupava di vegliare costantemente sulla sua vita. A volte commentavano gli avvenimenti sportivi più importanti, quindi sciolta la riunione, ciascuno riprendeva il proprio ruolo. Altre rampe di scale e poi una fuga di corridoi, fino all’Ufficio Ovale. Quella mattina l’Ufficio era già pieno di gente. Oltre al suo personale staff c’erano i senatori Norton e Wingwrithe, poi Blytone del F.B.I., Toland della C.I.A. e Reed del N.S.A., le mostrine dell’Aviazione del generale Simmon e quelle dei Marines di Batholemy avevano una luce particolare qual mattino.
         “Signori. Buon giorno. Novità?”.
Per tutti parlò Tovasio, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale.
         “ Signor Presidente, l’operazione Warthog è riuscita perfettamente. Dei cattivi non c’è più traccia e i buoni sono tutti rientrati a casa. Come rappresentazione è stata un successo. Ora non rimane che avvisare la stampa e goderci tutti i meriti.”.
Intervenne Toland.
         “Signore, abbiamo ricevuto un dispaccio da Città del Messico. Forze del Servizio di Sicurezza, hanno intercettato uomini di Gutierrez, sulla sponda messicana del Rio Grande e sono stati tutti eliminati. Credo proprio che il cartello sia stato sconfitto duramente.”.
A quelle notizie il presidente assunse un’espressione soddisfatta e compiaciuta. Aveva rischiato, ma aveva vinto.
Harry Tobbler, il portavoce ufficiale della Casa Bianca, intervenne.
         “Se permette Signore, avrei un’obbiezione. Credo che la notizia non debba essere data … adesso. Piuttosto nei prossimi giorni e mescolata ad altre. L’azione compiuta non è stata … come dire … secondo le regole e Lei si è troppo esposto.  Se qualche segugio della stampa vorrà andare in fondo alla questione, temo che possa saltar fuori tutto ed esploderci tra le mani. Dal successo al tonfo passerebbe un attimo e le ricordo che il prossimo anno ci sono le elezioni. Lei potrebbe avere ancora un altro mandato davanti a se.”.
Il Presidente corrugò la fronte e rifletté. Politicamente il suo azzardo forse era andato un po’ troppo oltre. Intervenire così com’era stato fatto sul suolo americano, portava con sé una montagna di problemi e di guai. Giustificare un’azione militare davanti alla nazione, sarebbe stata una prova difficile e opposizione si sarebbe infuriata e poi c’erano le prossime elezioni. La cosa avrebbe suscitato polemiche e scalpore. Il Senato avrebbe potuto anche invocare una commissione d’inchiesta e un successo, in breve, sarebbe potuto diventare una catastrofe politica.
Riprese Toland.
         “Signor Presidente, l’obbiezione è giusta. Facciamo passare qualche giorno, poi con gli aggiustamenti del caso, serviremo alla stampa la buona notizia. Racconteremo la verità … non tutta, ma … sono sicuro che andrà tutto per il meglio. Imbeccheremo le persone giuste, con il … mangime appropriato e punteremo soprattutto sul fatto che dei terroristi stavano tentando d’infiltrarsi con l’aiuto dei cartelli della droga. Così daremo una risposta chiara. Quella di non provarci, perché l’America sa rispondere e duramente. Un sollievo per i connazionali e agitazione per i narcotrafficanti. Certe posizioni, secondo me, saranno riviste e certe alleanze saranno difficili da cucire.”.
Intervenne Blyton.
         “ Conti sul mio appoggio, Signor Presidente. Credo che la soluzione prospettata sia quella giusta.”.
Ciascuno portò la propria opinione e fu deciso che si sarebbero attenuti alla proposta di Toland. Anzi Tobbler ebbe l’incarico di svilupparla e Toland gli promise aiuto da Langley.
Simmon e Batholemy sottoposero al Presidente ancora i casi dei due piloti e del tenente Diaz e il Presidente approvò promozioni e trasferimenti e si dichiarò disponibile a incontrare privatamente tutte le persone che erano intervenute a fare di “Warthog”, quel che era stato.
Norton andò via per ultimo e dopo quel che ebbe da raccontare sul suo stato di salute, il Presidente non volle ricevere nessuno per buona parte della mattinata.
Il nuovo Ambasciatore del Cile, avrebbe presentato ufficialmente le proprie credenziali solo nel pomeriggio.
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34 pensieri su “SENTIERI INCROCIATI – 49° capitolo

  1. Sorbole, Maestro, che angustia!
    Sono già in fibrillazione; va bene la suspence ma qui si esagera! Manca ancora molto? Mi piace il Presidente che condivide la colazione con gli addetti alla sua sicurezza, lo rende più simpatico.

    p.s. NewWhiteBear, t’ho fregato, sono arrivata prima io….

  2. Un presidente dal volto umano! Cape for President!
    Pur lasciandoci a bagnomaria, pregustando chissà quali invenzioni, hai scritto un ottimo capitolo preciso, intenso e che ci lascia con un palmo di naso.
    Aspettiamo ancora, Capo.

    O.T. Suzieq11. Stasera sono arrivato secondo! Pazienza sarà per la prossima puntata.

  3. La prefazione è mia!
    Tutto funziona alla perfezione: linguaggio, stile, trama. Il ritmo è incalzante e i personaggi sono caratterizzati in modo perfetto. Ottimo il presidente!
    Devi mandarlo da qualche parte, anche se so che è difficilissimo.
    Poi scriverò l’introduzione 😀

    • @ AB = Assolutamente … Tua.
      Non chiedo di meglio.
      Sono confuso e … é più che sufficiente per me.
      Grazie.

      Mandarlo dove? A chi? Non so …
      E’ un passo che non vorrei fosse più lungo della mia personale gamba di onesto zappatore della sintassi.
      E’ bene ponderare con oculatezza.
      Comunque … Grazie ancora per la tua fiducia e … Aspetto
      🙂

    • Sì Ale, tutto funzione bene, tranne WP che continua come al solito a spostare i commenti dove le pare !!!
      @@##!!!@@….cazzz

      • @ S 11 = Un normale WP …. de paura !!
        Invidia di Spinder? Forse no. Sotto sotto ce lo vuole ancora ricordare e ricordarci chi eravamo
        Splinedriani … vil razza dannata

        😛

  4. Mi pare che il discorso di Tobbler sia del tutto sensato. L’azione, per quanto ben congegnata e riuscita, non è stata del tutto come dire… cristallina, dal punto di vista legale.

    • @ Brum = Azioni di quel tipo, oltre essere molto borderline, sono politicamente pericolose.
      Soprattutto in uno stato come l’America., dove devi dire anche quante volte mastichi un boccone, a momenti, se hai un’alta visibilità politica.

  5. Beh, ma devo dire che tutto sommato reputo positivo poter dare carta bianca agli esecutori di un’operazione di vitale importanza. Il rischio è che costoro credano di poter fare tutto ciò che vogliono anche in altri campi. E’ quello che mi preoccupa.

    • @ Brum = E’ un prezzo morale che in pochi sono disposti a pagare e credo che sia un’offerta unica e irripetibile. Almeno me lo auguro.
      Nella logica del racconto ci può anche star bene.
      Nella vita reale avrei più domande che risposte e comunque non soddisfacenti. (Le risposte)

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