CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “marzo, 2014”

E un altro mese é andato …

Un’altra musica é finita …  giusto per fare citazioni colte. Si miei cari, anche marzo sta attendendo con noncuranza alle ultime ore che gli spettano, poi si ripresenterà puntuale il prossimo anno. Facciamo un bilancio mensile? Ma anche no! Perché ammorbarci e ammorbarvi. In verità potrei. Certo che potrei. Una dotta relazione sull’attività di questo luogo. Specificando  chi, quando e perché ho avuto visitatori e commentatori. Potrei anche infilarci un bel diagramma. , un istogramma a rete. oppure a colonne, ovvero a torte per gli abbisognosi di zuccheri, anche se virtuali.

Però … No, non vi e non mi tedio indarno. Il passato ha fatto ciò che doveva. passare e per il futuro, avanza avvolto nel mistero, fatto di una sostanza impalpabile, imperscrutabile. Anzi non é fatto di nulla se non di quello che metteremo noi con il nostro essere per gli altri , se capita e, se capita altrettanto. per noi stessi.

Un dato però lo voglio evidenziare. Il post precedente ha raggiunto la bellezza di 143 commenti. Sembra sentirlo già fin d’ora: Prova a battermi ! Detto tra noi a una simile provocazione vien d’istinto rispondere: Ma … mi faccia il piacere … Mi faccia ! Un bel e chissene …. non vogliamo dirlo e sottolinearlo. Dunque che rimanga il record, sino a che qualcosa o qualcuno smuoverà interessi tali che quel numero sarà superato. O forse no. Rimarrà unico e solitario … y final. Proseguiamo dunque per queste poche ore che ci separano da una data che per alcuni é fonte di gaudio e sollucchero. Forse perché dotati di spirito, tale da smuovere ingegno, fantasia e un marcato desiderio di sbeffeggio. Giusto per suscitare ilarità, curiosità e saggiare un’altra volta la dabbenaggine che alberga nell’animo umano. Domani sarà il 1° aprile, giorno dedicato al pesce (Inteso come scherzo scherzoso e non esempio di fauna ittica in generale) e se non ricordo male c’é tra di noi chi, proprio in questo giorno si dedica alla nobile arte. Nel senso che fa scherzi e non che tira pugni, anche se , in fondo, un paio di sganassoni li darebbe volentieri e di persone degne di tanto sicuramente ne conosce. Vedremo.

Una novità però c’é. Tra venti giorni saranno 21.900 i giorni che festeggerò. Arriva come ogni anno, simile alla rate del mutuo, il compleanno.  21.900 giorni vi pare un calcolo difficile, va bene: facciamo 12 lustri. Vi ho semplificato la vita? Non sentite un miglioramento nella e della vostra esistenza? Ne sono convinto.

Naturalmente per festeggiare ancor meglio la ricorrenza il Pazzificio mi ha già regalato una bella notte inutile da sprecare inutilmente al lavoro. Sento voci tra di voi che mi ululano: Che culo !!!

Certo rispondo io, con un mesto sorriso. Ritrovo in ciò tutta la normalità della mia esistenza. e guarda il fato come é beffardo ed infingardo nei miei confronti. Stesso turno per il giorno del genetliaco della Leonessa e di Artemisia, la mia. Ormai sono leggenda, tra gli sfigati di questa terra. Il fatto però presenta la seguente singolarità: appartengo ad una schiera di eletti e dunque per certi verso sono un … ragazzo fortunato. Anche perché  se la vita comincia a quarant’anni ora sono in piena tempesta ormonale. Dovrei sentirmi addosso il ruggito dell’ormone impellente, l’urlo da cosacco imbufalito, da cinghiale infoiato, che mi percorre in ogni dove. Che mi squassa e travolge.  Invece il tempo, in questo caso mascalzone, mi ha ricordato proprio oggi di come la mia cervicale sia sempre ben presente e attenta. Di come debba interrompere il sonno notturno con una visita nel luogo eletto. Nel tòpos assoluto. Di quanto siano presenti i crampi, accenni di dolori reumatici vari, con contorno di sintomi dall’eziologia incerta e di esito sicuramente infausto e di come, per contorno, gli stravizi siano preclusi a prescindere. Insomma  … Mi girano  … I tòpoi !!!

E’ l’età che avanza, bellezza e a quanto pare non é lontanamente grande. Anzi, la si desidera nascondere o almeno celare.  (NON CI RIPROVATE !!!)

Alcuni si affannano a farlo con esiti quanto mai ondivaghi, però in cuor mio non ci tengo. L’età avanza. Faccia il suo corso, ho già troppi impegni , presi e da prendere, da soddisfare, troppe paranoie da coltivare e troppe battaglie da battagliare, prima fra tutte quella contro un nemico duro e difficile da battere: me stesso. Quindi non ho tempo per la lotta esteriore, visto che mi affanno con quella interiore e lì consumo le forze che mi rimangono.

Rileggo e mi accorgo che sto … bilanciando. Non é il caso.

Vorrei chiudere con una citazione colta, così come ho iniziato, ma non me ne viene nessuna … anzi no: non é tempo d’eroi, non lo é stato mai.

(Anche perché gli eroi sono tutti morti e in maniera tale da riempire le bocche altrui di parole. Molte volte vane e vuote, che però suonano bene alle orecchie degli oratori, forse perché sono le loro ed é bello sentire il suono della propria voce. )

Ad essere normali ci vuole tanto, ma tanto coraggio. A volte troppo.

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Voi che continuate ad essere di bella scrittura

O voi, che continuate ad essere di bella scrittura, che non avete abbandonato il severo “Bodoni”, nè vi siete peritati di lasciare l’elegaza formale del “Book Antiqua”, mai avete dismesso di trastullarvi con il comune “Courier” , Voi , dicevo sappiate che, pur non avendo partecipato all’evento dell’anno, mi trovate magnanimo nell’informarvi che  tutto é bene ciò che finisce bene.

L’insipienza di questo detto é tale che non ho neppure i brividi, nè si manifestano conati di vomito o altre manifestazioni di spasmi dall’eziologia incerta.

La cantina é stata infine svuotata, il pozzetto é stato posto nella posizione strategica occorsa e occorrente e la pompa ad immersione ha svolto il suo duro e pervicace lavoro, per il quale é stata chiamata a svolgere.

Siamo salvi. Ora però rimane il più impietoso e gravoso degli obblighi, cui mi accingerò nel prossimo futuro. Svuotare ed eliminare tutto ciò che é andato perduto o che comunque si é rivelato di inutile presenza.

Quindi vi informo che prossimamente si svolgerà un altro apodittico evento: “Svuota la cantina”.

Chi volesse partecipare si può iscrivere gratuitamente. Ricchi premi e cotillions e all’occorrenza abbondante rinfresco con piatti della più squisita tradizione culinria italiana, libagioni comprese. Quindi non é necessario che veniate … Mangiati, né bevuti.

Dall’allagamento é tutto a Voi  … Paese asciutto

Voi che siete di bella scrittura

O voi che siete di bella scrittura,  amici, sodali di questo mondo virtuale ed etereo (Se spengo lo PC che rimane di voi e me? Quindi eterei é acconcio, ma non  per virtuale perché spenta la macchina ciascheduno di noi continua con la corporalità assegnata a suo tempo).

Dicevo o voi che siete di bella scrittura: voi che attendete dietro l’eleganza del “Edoardian Script”, indugiate sulle volute del “Vivaldi”, ovvero vi cimentate nelle severe linea del “Old English” abbandonate per un momento il calamo, le preziose carte a mano su cui vergate con ferma mano, il succo dei vostri pensieri. Fermatevi e cambiate strumento.

Pala e secchio e potete partecipare così all’evento dell’anno : “Svuota la cantina allagata”. Nella fattispecie la mia. Per alcuni una cantina magistrale ( Ahahh : tiepida celia per stemperare il dramma del momento)

Con ciò non ardisco certo a impetrare, in modo subdolo, con fare mellifluo, ammiccando vergognosamente un piccolo aiuto dagli amici. Sia mai ! Piuttosto vi offro la possibilità di dar sfogo a tutta la fisicità che vi urge, dopo troppi giorni di uggia e malo tempo. Di dar prova dei vostri muscoli, del vostro agile e temprato apparato scheletrico, di come i vostri corpi scolpiti palpitino davanti a tanto agone e non vi turba, né potrebbe e come lo farebbe, il pensiero dello sforzo cui andrete a sottoporvi. Qui al Paesello, dopo quest’inverno che ha visto la sfilata delle miglior canoe dell’Oltre Po. La gara degli “otto con” dei Tre Comuni. La miglior crescita e coltivazioni di funghi sulla schiena e alghe sotto le ascelle. Il premio al miglior piede palmato (Presenti tutte le età e condizioni sociali, credi religiosi compresi). Purtroppo non é stato possibile assegnare la “Branchia d’Oro”, in quanto evento intempestivo (Su ciò é stata aperta una inchiesta e se ne attendono i risultati . Situazione spiacevole e imbarazzante, ne converrete).

Quindi perché indugiate, perché tentennare.  Cos’é quell’aria procrastinatrice che vi leggo sul volto? Temete di non avere il fisico che avete fin’ora decantato e a ogni piè sospinto, per giunta?

Non la raccontate giusta. Come? Dite di essere di bella scrittura e quanto dovete solo cambiare l’attrezzo, con il quale modificherete la storia e gli eventi futuri, mi traccheggiate? Siete elusivi, come il tarabuso alla caccia? Svicolate e vi sottraete mimetizzandovi dietro improbabili riunioni di qualunque specie a qualunque ora, anche della notte? In luoghi che neppure conoscete, dato lo stato dello studio della geografia nel nostro paese, né personalmente, né tanto meno per sentito dire. Eppure é proprio li la riunione improcrastinabile, imprescindibile, irrinunciabile? E dire che per un momento ho avuto un sogno: ho visto uomini e donne stivalati, armati di pala e secchio da 7 lt. (qualcuno ne aveva da 10 lt.  I soliti … sboroni. Ma van bene anche quelli) Avanzavano ululanti come cosacchi, maledicendo le alluvioni, negando gli allagamenti di qualunque sito umanamente abitabile. Inveendo contro le infiltrazioni subdole, sbeffeggiando gli stillicidi di qualunque genere e caso. Insieme affrontavamo il desolante spettacolo e pugnando come Leonida, alle Termopoli. Come Robert Bruce a Bannockburn. Napoleone ad Austerlitz o Garibaldi a Calatafimi ecco che le acque si ritirano, recedono e evaporano. Spariscono fagocitate dalle ingorde bocche dei secchi e la cantina é restituita agli antichi splendori.

Invece ho guardato con occhio corrusco, ma l’orizzonte é rimasto desolatamente vuoto di tutti voi. Così mi sono armato di pala e secchi e ho combattuto …  E HO VINTO. 

Non indugio sulla mia schiena a pezzi, sulle contratture alle mani, alle ginocchia e al fastidioso ronzio che fa della mia cervice il luogo ideale per l’assemblea annuale di vespe, calabroni e api melarie della zona. C’é anche posto per una manifestazione di tafani e mosche, contrarie a prescindere.

Ora qualcuno potrebbe opinare che  aprendo un giusto pozzetto e fare abitare il medesimo da potente pompa ad immersione, mi avrebbe tolto ogni fastidio. Vero. Soluzione impeccabile. Anche se presta al fianco ad una giusta osservazione.

L’occasione di importunarvi con questo mio  accrocchio di parole, dalla punteggiatura anarchica, senza fine e scopo se non quello di tediarvi … non ne vogliamo parlare? No ! Va bene. Sarà per la prossima volta.

Bene, come sempre me la sono suonata e cantata tutto da solo … Però non é così che funziona o … Forse funziona così li da voi … Che siete di bella scrittura.

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