CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivio per il giorno “marzo 6, 2014”

Voi che siete di bella scrittura

O voi che siete di bella scrittura,  amici, sodali di questo mondo virtuale ed etereo (Se spengo lo PC che rimane di voi e me? Quindi eterei é acconcio, ma non  per virtuale perché spenta la macchina ciascheduno di noi continua con la corporalità assegnata a suo tempo).

Dicevo o voi che siete di bella scrittura: voi che attendete dietro l’eleganza del “Edoardian Script”, indugiate sulle volute del “Vivaldi”, ovvero vi cimentate nelle severe linea del “Old English” abbandonate per un momento il calamo, le preziose carte a mano su cui vergate con ferma mano, il succo dei vostri pensieri. Fermatevi e cambiate strumento.

Pala e secchio e potete partecipare così all’evento dell’anno : “Svuota la cantina allagata”. Nella fattispecie la mia. Per alcuni una cantina magistrale ( Ahahh : tiepida celia per stemperare il dramma del momento)

Con ciò non ardisco certo a impetrare, in modo subdolo, con fare mellifluo, ammiccando vergognosamente un piccolo aiuto dagli amici. Sia mai ! Piuttosto vi offro la possibilità di dar sfogo a tutta la fisicità che vi urge, dopo troppi giorni di uggia e malo tempo. Di dar prova dei vostri muscoli, del vostro agile e temprato apparato scheletrico, di come i vostri corpi scolpiti palpitino davanti a tanto agone e non vi turba, né potrebbe e come lo farebbe, il pensiero dello sforzo cui andrete a sottoporvi. Qui al Paesello, dopo quest’inverno che ha visto la sfilata delle miglior canoe dell’Oltre Po. La gara degli “otto con” dei Tre Comuni. La miglior crescita e coltivazioni di funghi sulla schiena e alghe sotto le ascelle. Il premio al miglior piede palmato (Presenti tutte le età e condizioni sociali, credi religiosi compresi). Purtroppo non é stato possibile assegnare la “Branchia d’Oro”, in quanto evento intempestivo (Su ciò é stata aperta una inchiesta e se ne attendono i risultati . Situazione spiacevole e imbarazzante, ne converrete).

Quindi perché indugiate, perché tentennare.  Cos’é quell’aria procrastinatrice che vi leggo sul volto? Temete di non avere il fisico che avete fin’ora decantato e a ogni piè sospinto, per giunta?

Non la raccontate giusta. Come? Dite di essere di bella scrittura e quanto dovete solo cambiare l’attrezzo, con il quale modificherete la storia e gli eventi futuri, mi traccheggiate? Siete elusivi, come il tarabuso alla caccia? Svicolate e vi sottraete mimetizzandovi dietro improbabili riunioni di qualunque specie a qualunque ora, anche della notte? In luoghi che neppure conoscete, dato lo stato dello studio della geografia nel nostro paese, né personalmente, né tanto meno per sentito dire. Eppure é proprio li la riunione improcrastinabile, imprescindibile, irrinunciabile? E dire che per un momento ho avuto un sogno: ho visto uomini e donne stivalati, armati di pala e secchio da 7 lt. (qualcuno ne aveva da 10 lt.  I soliti … sboroni. Ma van bene anche quelli) Avanzavano ululanti come cosacchi, maledicendo le alluvioni, negando gli allagamenti di qualunque sito umanamente abitabile. Inveendo contro le infiltrazioni subdole, sbeffeggiando gli stillicidi di qualunque genere e caso. Insieme affrontavamo il desolante spettacolo e pugnando come Leonida, alle Termopoli. Come Robert Bruce a Bannockburn. Napoleone ad Austerlitz o Garibaldi a Calatafimi ecco che le acque si ritirano, recedono e evaporano. Spariscono fagocitate dalle ingorde bocche dei secchi e la cantina é restituita agli antichi splendori.

Invece ho guardato con occhio corrusco, ma l’orizzonte é rimasto desolatamente vuoto di tutti voi. Così mi sono armato di pala e secchi e ho combattuto …  E HO VINTO. 

Non indugio sulla mia schiena a pezzi, sulle contratture alle mani, alle ginocchia e al fastidioso ronzio che fa della mia cervice il luogo ideale per l’assemblea annuale di vespe, calabroni e api melarie della zona. C’é anche posto per una manifestazione di tafani e mosche, contrarie a prescindere.

Ora qualcuno potrebbe opinare che  aprendo un giusto pozzetto e fare abitare il medesimo da potente pompa ad immersione, mi avrebbe tolto ogni fastidio. Vero. Soluzione impeccabile. Anche se presta al fianco ad una giusta osservazione.

L’occasione di importunarvi con questo mio  accrocchio di parole, dalla punteggiatura anarchica, senza fine e scopo se non quello di tediarvi … non ne vogliamo parlare? No ! Va bene. Sarà per la prossima volta.

Bene, come sempre me la sono suonata e cantata tutto da solo … Però non é così che funziona o … Forse funziona così li da voi … Che siete di bella scrittura.

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