CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “aprile, 2014”

L’altra faccia della medaglia

Passata la soglia dei sessanta, mi accorgo che esiste l’altra faccia della medaglia. Al di là di quelle che sono stati gli auguri per il traguardo superato c’è però, un lato che fa sorgere un pensiero. Lo materializza e non è solo un impressione, ma comincia ad avere i suoi bravi confini. Da impalpabile a reale, tangibile, oggettivo.

Il tempo.

Seneca ha scritto che il tempo certo è il passato. Con esso si ha la certezza inequivocabile di ciò che è stato, ciò che abbiamo vissuto. E’ una parte concreta della nostra realtà di essere umani. Entra a far parte di noi e niente e nessuno può togliercelo. Lo possiamo ripercorrere, anche passo dopo passo. Non varia, non muta, è oggettivamente una realtà. Possiamo in verità lavorarci sopra con il vecchio gioco dei se e dei ma. Una speculazione, a volte sfiancante o inutile, ma quella realtà non può mutare. Ciò che è fatto, è fatto. Punto.

Per il futuro il discorso è più semplice. Nella sua imperscrutabile complessità, rimane solo l’oggetto di un desiderio, un’attrazione che ci muove ad essere curiosi, ansiosi anche, per ciò che succederà domani o tra poche ore. E’ quello che per certi versi ci spinge a mettere i piedi giù dal letto al mattino. Scoprire quali saranno  le cose che faremo, le persone che incontreremo, le situazioni cui saremo partecipi che solletica la voglia di sapere. Occorre mettere in campo la propria intelligenza, le proprie capacità per affrontare il futuro. Così misterioso e bizzarro è la spinta che quotidianamente, sposta i nostri personali paletti in po’ più in là.

Il mistero ci affascina, lo ha sempre fatto e il non conoscere in fondo ci eccita. Aumentare le nostre conoscenze ci ha permesso di essere ciò che siamo e arrivare dove siamo ora. Se non fossimo stati mossi dalla curiosità del futuro, forse non sarei qui a tediarvi con queste speculazioni spicciole e mi starei, ci staremmo, arrabattando per mettere insieme la cena, cogitando nel fondo di qualche caverna.

Eppure il passato, con le sue certezze ci da il punto di partenza per affrontare il futuro. L’esperienza accumulata, le cose che sappiamo le potremo mettere a frutto domani, affrontando la novità. Anche nella routine c’è sempre un piccolo lieve, anche inavvertito, spostamento e il passato viene in soccorso. E il presente, chiederete voi?

Il presente è l’attualizzazione del passato. Le nostre conoscenze, la nostra vita, che si rimette in gioco, che, per dirla in maniera pomposa e abusata, scende in campo e non stiamo a scomodare calici più o meno amari. Nel quotidiano personale, non siamo tutti San Giorgio e i draghi e le principesse, non si trovano dietro l’angolo. Li dietro c’è ben altro, come sappiamo tutti.

Il presente è fatto del nostro passato e quelle certezze, quelle realtà, quelle conoscenze diventano i nostri strumenti. Quante volte ci siamo chiesti e abbiamo sostenuto che occorrerebbe essere giovani con il passato degli anziani. Se così fosse ad ogni generazione, l’umanità farebbe un balzo in avanti tale, che personalmente non riesco neppure ad immaginare. Anzi qualcosa riesco a concepire. La litigiosità ad esempio sarebbe quasi azzerata. Le guerre sarebbero sicuramente a zero. Avremmo più rispetto per noi e per gli altri e si rincorrerebbero meno i troppi idoli che ci inquinano l’esistenza. Forse saremo un po’ più cinici di quel che siamo ora, ma avrebbe, quel cinismo, l’impronta filosofica giusta, ma con qualche valore aggiunto. Il distacco dalle cose terrene, certo. L’importanza della semplicità, anche e con la giusta sintesi dell’una nell’altra, quella varrebbe la felicità. Un sentimento che ciascuno cerca spasmodicamente. Chi non vuol essere felice ed essere circondato da persone felici? Vivere in un ambiente che rispecchi quel sentimento? Tutti. Risposta così banale, ma univoca. E’ un’utopia. Certo che lo è, ma fa parte di quel futuro che ci sollecita a percorrerlo.

E’ un’utopia!

Ancora?!

 Fino ad ora l’essere umano non si è comportato in maniera tale da raggiungere la felicità. Quella continua ed appagante di cui parlavo prima. Disparità ne esistono e a quanto pare ne esisteranno ancora, ma tendiamo a farle sparire, ad appianarle, con alterne fortune in  verità, ma i tentativi continuano.

Perché davanti abbiamo un futuro da imparare e un passato come insegnante e nel presente, il luogo che ci permette di prepararci.

Tante cose è il tempo e pensare che per qualcuno è solo un galantuomo. Meglio quello che una fetida carogna da cui vengono solo cattivi insegnamenti e peggior esempi. Ci sono anche quelli e sono fin troppo usati, ma credo che  quelli del galantuomo siano migliori. Saranno un po’ più difficili da seguire, imparare e vivere, ma sai la soddisfazione di superare una prova un po’ più difficile. Ti senti più pronto ad affrontare il futuro, qualunque esso sia e in fondo fa meno paura di quel che è in realtà.

60

Ah … Le mie due donne

Torta Carlo_60

 

Sapeste com’é !!  Eccezionale , come le mie due donne!

Torta Carlo_cominciata

 

Mai compleanno é stato tanto speciale e difficilmente lo dimenticherò

Auguri

Tra tre giorni é Pasqua e naturalmente lavorerò. quindi colgo l’occasione e rivolgo a tutti quanti i miei sinceri auguri di Buona Pasqua.
Passatela nei migliori dei modi. Con le persone a voi più care, in un luogo che vi suscita bei pensieri e vi fa fare bei sogni, anche ad occhi aperti.
Andateci leggeri con uova e colombe, mi raccomando, che poi non voglio sentire lamentazioni circa i brufoli e i chili presi.
Ah … Un’ultima cosa  … Il 22 prossimo, tutti presenti.

BUONA PASQUA

Una storia ovale

Questa storia non é  la solita storia ovale. Non ci sono i ribaldi della “Compagnia della Buona Morte” . Nè la coorte delle “Allegri Comari”.

Non si svolge all”Hostaria del Pisellon Fuggiasco- Locanda ed uso di stallaggio. Non ci sono le stanze della “Bella Bignola – Sala da Tè e finissima pasticceria”.

No é una storia di rinascita sociale, di legalità riconquistata, di dignità riavuta. E’ una storia che ciascuno di noi vorrebbe raccontare tutti i giorni e quindi ecco a voi:

http://www.onrugby.it/2014/04/03/centro-sportivo-iseo-ripamonti-la-ndrangheta-presa-calci-dal-minirugby

E’ una storia ovale, ma potrebbe essere un incipit per una nuova storia della nostra società.

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