CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.14

A Kayla, il Lusitano riservò lo stesso trattamento, ma il pardo la ignorò, occupato com’era a pulirsi le zampe. In compenso fu piacevole bagnarsi finalmente nelle acque calde del Covo, e meglio ancora, affidare il proprio corpo alle mani sapienti di una massaggiatrice. La donna in più le spalmò sul tatuaggio ancora fresco, una pomata che si rivelò un vero toccasana. Prima di andare a cena, avvolse la testa con una bandana multicolore per nascondere completamente i capelli, bianchi come la neve. Un segno il suo fin troppo distintivo. Kayla non era albina, ma quei capelli erano il regalo di antiche mutazioni genetiche, che si presentavano di quando in quando. Per evitare troppi problemi e per comodità Kayla teneva una zazzera corta e se poteva, sempre qualcosa in testa. Non le andava di essere osservata, additata o peggio evitata, per il colore dei suoi capelli. In fondo non aveva un corpo disprezzabile, anzi. Con giuste proporzioni e persino l’uomo con gli artigli d’aquila tatuati sulle braccia le aveva fatto i complimenti. Si era spinto anche ad apprezzamenti più grevi, ma a quelli era abituata. Nel suo Clan, tra la sua gente, di ragazze e anche ragazzi come lei ce n’erano e non pochi e la fierezza dei Norreni, ci apparteneva, l’aiutava a sopportare certe spiacevolezze. Mentre era a tavola, osservava Logan. Aveva trovato posto due tavoli dietro di lui, sul suo fianco destro. Dalla sua posizione vedeva le spalle, forti e squadrate e i capelli scuri e lunghi, legati in  treccia da un laccio di cuoio. Vedeva la mano destra, forte e regolare e il braccio, che spuntava dalla manica della veste e notò che anche lui aveva un tatuaggio o forse era una macchia , ma non riuscì a capirne il motivo. Vicino a lei si misero seduti due ragazzi, forse dei cacciatori, da i discorsi che stavano facendo tra di loro, ma che smisero quasi subito, preoccupandosi piuttosto di tentare un approccio con lei. Kayla li degnò di un saluto freddo e distaccato, ma non si perse nulla delle mosse di Logan, anzi il momento della comparsa dell’uomo segaligno e l’altrettanto sua immediata fuga, aumentarono la sua attenzione. I due cacciatori continuarono nell’inutile corte, ma lei non li stava più ascoltando, concentrata com’era sul Logan e quando quello si alzò e lasciò la mensa, lei lasciò tutto e lo seguì. I due cacciatori tentarono un ultima volta di bloccarla in qualche modo, ma lei infastidita lanciò loro uno sguardo furibondo a significare che voleva essere lasciata in pace. Seguì Logan e si accorse che era concentrato su di un pezzo di carta. Qualcosa di sicuramente importante, tanto da farlo andar via immediatamente e senza guardarsi intorno. Lo seguì discretamente, mescolata tra la folla, fino a che lo vide raggiungere la camera.  Ora doveva decidere sul da farsi. Come avrebbe potuto avvicinarlo? Non era una Dama del Piacere e non ne aveva viste in giro, ma non per questo era sicura che non ce ne fossero. Spacciarsi per una di quelle, poteva essere pericoloso, anzi era contro le leggi vigenti. Era una Gilda forte e potente e la Lega che le raggruppava, più di una volta lo aveva  dimostrato. Meglio non fare un azzardo simile. Poteva attendere qualche tempo, perché non era detto che lui non sarebbe uscito in seguito. Se lo avesse fatto, avrebbe potuto avvicinarlo e poi avrebbe inventato sul momento. Oppure avrebbe tentato di entrare in camera sua , inscenando la scusa più vecchia del mondo: lo scambio di camera e avrebbe colto l’occasione. Optò di attendere e trovata una mescita vicina al corridoio su cui affacciava la stanza di Logan, ordinò una cosa da bere e si mise ad aspettare.

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Per il Giudice le cose furono molto più semplice e sbrigative. Quando il Lusitano se lo trovò davanti, non fece nient’altro che aprire il portone. Uno dei servi dell’accoglienza lo portò immediatamente in una saletta appartata. Qui l’uomo si cambiò d’abito e un altro servo lo scortò, attraverso una serie di stanze, fino alla porta di una sala. Dentro donne e uomini con le vesti dei Servi del Pissai, lo stavano attendendo. Una tavola imbandita, aspettava solo di essere occupata. Il Gran Protettore, l’unico che portasse al collo una sorta di collana fatta di corda e cuoio intrecciati, segno del suo incarico e conseguente potere, lo invitò a sedersi al suo fianco e con lui anche gli altri commensali presero posto a tavola. I primi momenti del banchetto furono silenziosi e ciascuno si trovò immerso nei propri pensieri. Solo dopo aver terminato pasto, consistente nella stessa zuppa di verdure e carne servita alla mensa comune, iniziarono ad intrecciarsi i discorsi.

Il Gran Protettore guardano il Giudice,  mostrò preoccupazione sul volto.

         < Allora, Giudice? Come mai di nuovo da queste parti? >.

Il Giudice terminò di bere il bicchiere di vino, che si era in precedenza versato, prima di rispondere.

         < Questa volta ci siamo. O almeno credo che riusciremo nel nostro intento. Anche se i piani originari sono cambiati. Prima di venire qui la situazione era ben altra. Purtroppo, mentre affrontavo l’ultimo tratto di strada sono stato raggiunto da Darius. Il nostro uomo è seguito e non dalla persona che credevamo. La donna appartiene al Primo Fuoco del Clan di Friso il Norreno. Quella banda di predoni non si è mai estinta, anzi le sue fila s’ingrossano con il tempo. Ora ha accoliti in tutti i Clan e Popoli e la Federazione e il Congresso sono molto preoccupati. Le Gilde e le Leghe spingono perché s’intervenga una volta per tutte. Questa situazione è diventata priorità assoluta e ho il fondato sospetto che qualcuno abbia tradito >.

A sentire quelle parole, quasi sussurrate dal Giudice, il Gran Protettore corrugò lievemente la fronte. Anch’egli, segretamente apparteneva alla Gilda dei Pacificatori, ma l’assoluta neutralità del luogo, il Covo e dei suoi abitanti, i Servi, potevano essere messi in discussione dagli ultimissimi avvenimenti. Quella appartenenza non doveva essere assolutamente scoperta.

Si alzò dalla sedia e interrompendo le conversazioni, che intanto si erano intrecciate tra  commensali, disse, indicando una porta della sala del banchetto.

         < Direi che è il momento di una buona tazza di caffè e per chi lo desidera un buon liquore. Faccio strada >.

Persone e parole lo seguirono, come anche il Giudice con la sua preoccupazione.

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22 pensieri su “La finestra del tempo.14

  1. Dunque Kayla ha i capelli bianchi. ottimo segno. Vediamo come andràa finire con Logan.
    Qualche carte si scopre. Non è chiaro il ruolo del Giudice ma qualcosa si muove.
    Ottimo sviluppo della storia, che è sempre più appassionante.

  2. Intreccio e scrittura a prova di… Logan 🙂

  3. Cip, è inutile che provi a commentare, la strana coppia non si scompone neppure se gli arriva un meteorite sulla capoccia. Fai come me, mi metto qui tranquilla e leggo in silenzio. Poi sarà quel che sarà…..

  4. Certamente, Logan manca di prudenza. Le sue mosse si leggono troppo chiaramente. Vedremo poi se questo gli provocherà problemi….

  5. @ BRUM = Logan é per sin stufo di tentare di non apparire, ma quanto sembra le stelle in questo momemto non gli sono favorevoli. Sembra che tutti o tutto sia un passo avanti o pari a lui, ma … girerà oh se girererà

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