CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.16

Logan si trovò seduto sul letto, madido di sudore, con gli occhi spalancati nella soffusa luce ambrata della stanza. Si era addormentato di botto, ma un sono agitato e colmo di incubi lo aveva portato sino a quell’ora della notte. Controllando l’ora si accorse che mancavano ancora parecchie ore prima che spuntasse il sole. Si abbandonò sul materasso, senza forze. Poi, dopo aver atteso qualche tempo, si alzò e si diresse nel piccolo bagno. Aprì l’acqua e mise la faccia sotto il getto freddo del rubinetto. A tentoni riguadagnò il letto e fece lunghi respiri;  poco per volta riuscì a schiarirsi la mente.
La situazione era veramente confusa. Doveva andarsene dal luogo dov’era stato fissato un appuntamento, perché seguito e certo non da amici. A parte il fatto che non sapeva neppure chi avesse dovuto incontrare, comunque quel signor qualcuno non c’era o se c’era non si sarebbe fatto vedere. Poi non era sicuro neppure che quell’improvvisa visione fosse un amico o meno. Poteva essere anche un nemico. Qualcuno che voleva attirarlo in una trappola. La confusione era divenuta ingestibile. Si mise seduto sul letto, chiuse gli occhi e si sforzò di liberare la mente da ogni pensiero. Iniziò a respirare lentamente per poter concentrarsi solo su se stesso, sulle proprie emozioni, sensazioni, cercando l’istinto di Inquisitore che sentiva radicato in se. Riprovò la sensazione del tempo sospeso, riuscendo ad eliminare il prima creando nell’adesso una sorta di apertura, di porta da aprire per il dopo. Quante volte aveva sfruttato quest’occasione nelle sue indagini e quante volte la risposta ottenuta era stata quella vincente.
Apri gli occhi, anzi li spalancò come quando si era bruscamente risvegliato. Guardò l’ora e si accorse che l’alba era vicina.
Era venuto il momento di partire. L’istinto gli aveva parlato.
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 Kayla, con la testa abbandonata sul tavolo della mescita, invece dormiva profondamente. Neppure il servo che l’aveva avvicinata era riuscita a svegliarla. Dopo la seconda volta, decise di lasciarla dormire; in fondo era in un tavolo d’angolo e in giro oramai non c’era poca gente. Tiratardi per lo più, insonni abituali presi più che altro dai propri pensieri e ben lungi da accorgesi di una ragazza dai capelli bianchi addormentata sul tavolo d’angolo di una mescita. Al banco, un uomo di Darius, beveva lento ed annoiato la sua consumazione, lanciandole di tanto in tanto un occhiata, per sincerarsi della sua presenza. Guardò l’orologio appeso ad un montante del bancone e si accorse che l’alba era vicina. Sentì un leggero scalpiccio e una lenta fila di uomini incappucciati gli transitò accanto. Uomini di religione che andavano in una delle sale adibite a luogo di culto.
Erano sale spoglie e chi avesse voluto pregare o celebrare riti in onore della o delle divinità in cui riponeva tutta la personale vita spirituale, doveva procurarsi tutto il necessario. La ferrea legge dell’imparzialità e della assoluta neutralità vigeva anche nei riguardi della religione, anzi in quel caso era portata all’estremo. Ognuno poteva pregare come voleva, ma nessuno poteva approfittare per fare proseliti. Si veniva immediatamente scacciati dal Covo e banditi per sempre.
La fila sparì presto agli sguardi dei pochi che ancora vegliavano, ma all’uomo di Darius non sfuggì il fatto che Logan, uscito dal corridoio dove c’era la sua stanza, ora si stava dirigendo verso l’uscita del Covo e si apprestava a rifare la trafila fatta qualche ora prima.
         < Chiamo un interno >. Disse al servo che in quel momento stava dietro al bancone della mescita ed ebbe un grugnito in risposta e preso il telefono compose un numero.
         < Lui sta partendo. Lei dorme ancora >. Disse quasi in un soffio, quando dall’altra parte sentì aprirsi la comunicazione.
Il fatto fu comunicato immediatamente a Darius, che stava sonnecchiando.
         < Dite alla porta di trattenerlo quel tanto da permettere di mettergli qualcuno alle costole. Seguitelo e non perdetelo di vista. Manda il primo  disponibile e speriamo che sia uno sveglio. Voglio essere informato costantemente. Che si accerti che vada all’appuntamento con Duncan e quando ci sarà, faccia in modo che lo incontri. Poi … mandami Gwen. >  Disse rivolto all’uomo che lo aveva svegliato.
Passarono alcuni minuti e Gwen, l’assistente di Darius, avvolta in una casacca, tutta scarmigliata e con gli occhi pesti di sonno, lo raggiunse.
         < Scusami per l’ora ma è importante,. Quindi, vediamo … avvisa subito il Cosacco e Due Facce. Manda un messaggio ricordando loro che è venuto il momento. Gli avvoltoi tra poco saranno tutti fuori. Poi bisogna mettersi in contatto con Evan … il Bretone. Se avesse delle difficoltà che avverta immediatamente il Consigliere De Soussage e segua le sue direttive e … maledizione ci raggiunga la più presto. Cerchi poi negli elenchi se abbiamo un dormiente. E’ ora che si svegli … Il suo tempo è venuto. Per adesso basta così. Vada Gwen, vada … Ah … Un’ultima cosa. Quando ha finito … torni a dormire. La voglio fresca e riposata  … sarà una giornata lunga, questa >.
Darius guardò l’ora, poi chiamò l’uomo che lo aveva svegliato.
         < Chiama il Giudice e digli che il gioco ha inizio. Questa volta si comincia sul serio >.
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Logan, questa volta ebbe più problemi ad uscire da Covo o almeno così gli parve. Soprattutto per ritirare la sua Aska65, poiché il servo con la chiave d’apertura dello stipo blindato, pareva svanito nel nulla. Anche alla porta uno degli aiutanti del Lusitano impiegò un po’ più di tempo a trovare il nome di Logan nel registro degli ospiti e a depennarlo. Poi finalmente uscì nella luce lattiginosa di un’alba dal cielo coperto di nubi e dopo essersi sistemato meglio lo zaino sulla spalle iniziò il cammino. Poco distante, nascosto nel folto del sottobosco, l’uomo di Darius lo stava aspettando e gli diede un centinaio di metri di vantaggio sulla pista che conduceva al confine con la terra dei Mistrali. Logan raggiunse la baracca che fungeva di posto di controllo dopo un’ora circa. La guardia non uscì neppure dalla porta e guardatolo dalla finestre gli fece segno di proseguire senza chiedere nulla. Logan si allontanò con passo svelto e per i successivi dieci minuti, ogni tanto si volgeva indietro. Scorse una figura che lo seguiva, ma era lontano e non pareva intenzionato a raggiungerlo. Dei Mistrali nessuna traccia. Si mise a pensare sui atti strani dell’ora precedente, ma poi abbandonò quei pensieri per concentrarsi sulle mosse successive. Ormai era deciso ad arrivare sino in fondo e non gli importava più di essere o non essere seguito. Voleva trovare quella trasmissione, qualunque fosse il supporto tecnologico che la custodiva. Per lui era diventata la sfida, come quando iniziava e seguiva un’indagine. La sfida era trovare il colpevole e riuscire a ricostruire il più fedelmente possibile i fatti, per rendere una verità fino al quel momento celata e trasformarla in giustizia, attraverso i mezzi creati. Non sempre quella verità riusciva a giustificare la giustizia. A volte gli erano rimasti solo dei monconi, dei pezzi di mosaico che non rendevano il quadro completo e la giustizia rifletteva quelle mancanze. Questa volta voleva arrivare fino in fondo. Chiudere il cerchio e una volta per tutte, così che il passato rimanesse tale e nessuno, nessuna circostanza, lo facesse di nuovo riemergere. Doveva guardare al futuro, al suo futuro. Lui aveva una storia e doveva ancora raccontarla tutta. Quelle degli altri era obbligato a leggerle solo per banali motivi di lavoro. Erano necessarie, ma una volta lette e capite si passava oltre, anche quando si dovevano riprendere in mano.  Il cerchio, però si chiudeva sempre. Così anche questa storia doveva fare la stessa fine. Essere definitivamente chiusa. Poi che lo lasciassero in pace e lo facessero anche con chi ormai era solo un nome su di una lastra di pietra. 
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Kayla si svegliò di soprassalto. Il Covo e i suoi abitanti, definitivi e provvisori, stava riprendendo vita e lei si sentì improvvisamente in ritardo. Il primo pensiero fu Logan e non prese neppure una tazza di caffè o qualcosa che la svegliasse completamente. Si diresse verso la stanza di Logan e la trovò spalancata. Uno dei servi la stava rassestando. Chiese se l’occupante fosse uscito e alla risposta che se ne era andato definitivamente, abbozzò un sorriso, ma dentro si se sentì come una fitta. Aveva perduto il suo bersaglio e lo aveva fato alla prima missione importante, che le era stata affidata. Doveva assolutamente capire dove fosse andato. Cominciò a far domande, ma le risposte erano solo dei vaghi dinieghi. Logan sembrava svanito nel nulla. Andò a rivestirsi e consumò un breve pasto. Fece la stessa trafila di Logan, con più velocità questa volta e il giorno era già alto quando uscì dal covo. Guardò l’ora e fece un rapido calcolo di quanto tempo Logan avesse avuto di vantaggio su di lei. Percorse la pista che conduceva alle Terre Alte e passò davanti al baraccamento dei Mistrali, quello che fungeva da posto di confine. La guardia prese sgarbatamente i documenti della ragazza che tentò di porre qualche domanda, mentre quella li visionava, ma non ottenne che uno sguardo severo. Camminò per altre due ore, dopo essere stata quasi cacciata dal posto di confine e si trovò ad un bivio. Si mese ad osservare le tracce sul terreno, per vedere se scopriva quelle degli scarponi di Logan. Le aveva studiate a lungo nelle giornate precedenti e il disegno della suola era inconfondibile. Poi si accorse che c’era una costruzione, avanti un centinaio di metri o forse meno, dal bivio. Un posto tappa, una capanna dove ripararsi in caso di pioggia. Si diresse là e una volta arrivata iniziò a cercare ulteriori conferme del passaggio di Logan e scoprì nel bidone dei rifiuti il cartoccio di una confezione di cibo energetico.  Lo stesso che Logan aveva lasciato nei giorni precedenti. La pista era giusta e ora Kayla si sentì rinfrancata. Logan aveva del vantaggio ma dalla carta che stava consultando la ragazza, non poteva andare che al Rifugio del Kollut Manty. Da quel momento in poi non lo avrebbe più perso.
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18 pensieri su “La finestra del tempo.16

  1. Ciao
    Logan dovrebbe stare più attento quando butta gli incarti delle barrette….oppure non si cura di essere seguito perché ha tutto sotto controllo? Mahhhhh

    • @ Mari1953 = Credo che in questo momento sia più attento al sentiero delle proprie idee, che altro.
      Pensa di aver già un piano e di portarlo a termine, ma … Non sarà così.

  2. Ufficio refusi
    Le ultime vicende non hanno fatto bene
    in giro oramai non c’era poca ente –> in giro oramai non c’era poca gente
    Chiese si l’occupante fosse uscito –> Chiese se l’occupante fosse uscito
    Ovviamente sei ampiamente scusato. I farmaci e gli antidolorifici fanno brutti scherzi.

  3. Il giocsi fa duro. Logan è una preda ambita e tutti gli danno la caccia.
    Ma come un animale braccato usa l’istinto per tenere lontani i cacciatori.
    Bene, bene. Kayla ha visto giusto? L’uomo messo sulle code di Logan mi sembra alquanto incauto ma ci sta.
    Aspettiamo fiduciosi la prossima puntata

  4. Logan, secondo me, è imbattibile. Un personaggio da conservare e da mantenere a lungo.

  5. Kayla ha avuto fortuna. Ma come pedinatrice non vale una cicca… ahahaha

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