CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.17

Il Rifugio era una costruzione in pietra, all’apparenza solida, con grandi lastre di granito come copertura, spioventi e macchiate di muschi e licheni. Dal camino un filo di fumo grigio si dissolveva nell’aria. Fuori, alcune panche appoggiate al muro esterno, conferivano quel tocco in più. Pochi metri più a destra una bassa costruzione con le medesime caratteristiche del Rifugio fungeva da magazzino e da garage. Da una porta spuntava il muso di un MountainTruck e dall’interno proveniva il ronzio sordo di un generatore. Più in alto rispetto alle due costruzioni, su di un crinale a un centinaio di metri la presenza di una torre eolica, stava ad indicare quale fosse la fonte di tale energia. Sulla sinistra del Rifugio , si intuiva un avvallamento da cui provenivano grida e suoni, tanto che a Logan sembrò che ci fosse una festa in corso. Sulla parete esterna del Rifugio c’era una cosa inusuale e ci mise un po’ di tempo a capire che quella era una meridiana. Non credeva che esistessero veramente. Ne aveva letto su un libro e ne aveva visto una, un modellino, al museo delle antichità. Adesso trovarsela di fronte, vera e funzionante gli sembrò una cosa incredibile. La osservò meglio e si accorse che l’ombra si era posata sulle dodici circa. Avvertì un morso allo stomaco ed era fame.
Entrò nello stanzone che fungeva da mensa e mescita. Un lungo bancone sulla destra e dietro quello un uomo tozzo, dal collo taurino con un’evidente macchia bluastra sulla guancia sinistra. I capelli stopposi di un colore indefinibile gli facevano da corona. Mani grosse, dalle dita corte e arrossate e uno sguardo indagatore, emesso da occhi piccoli e porcini. Un naso rincagnato sopra una mandibola forte e sporgente formavano il quadro d’insieme. Sembra ad un pugile, salito con alterna fortuna, troppe volte sul ring.
         < Che bevi ?>. Disse senza tanti complimenti.
Logan lo guardò.
         < Una birra e se è possibile vorrei mangiare qualcosa. Quel che c’è di pronto va benissimo>.
L’uomo prese un grosso boccale e lo riempì di un liquido giallo scuro, poi con la testa gli indicò un tavolo sulla sua destra, infine dopo che Logan si fu seduto gli mise davanti l boccale.
         < Porco arrosto e cavoli stufati e mele al forno … fanno tre piastre. Pagamento anticipato>.
Logan si sfilò i portamonete e prese quanto richiesto e mentre aspettava quanto aveva chiesto si guardò in giro.
Lungo le pareti c’erano altri tavoli. Dalla parte opposta della sala solo uno era occupato da un altro avventore. Era un uomo dai capelli rossicci con i capelli raccolti in una grossa treccia, fermata da un anello argentato con strane incisioni. Sulla fronte tre linee parallele di un blu scuro e sulle braccia una serie di tatuaggi simbolici. Indossava un corpetto di pelle imbottito e sotto il tavolo s’indovinava una sorta di gonna di panno pesante. Alla cintura, evidente, il fodero di un grosso coltello da caccia dal manico coperto di pelle intrecciata. Era appoggiato allo schienale della sedia e teneva le mani, grandi, dalle dita  forti, coi palmi distesi sul tavolo. Un boccale di liquido scuro era davanti a lui, ormai finito. Al pollice della mano destra un grosso anello con un motivo blu e bianco. I due uomini si scambiarono un cenno di saluto, poi arrivò una ragazza, la cameriera e per un attimo l’atmosfera cambiò.
La ragazza in questione era alta, mora di capelli, dalla pelle ambrata e dalla scollatura generosa, che faceva risaltare un seno florido, due occhi scuri e due labbra rosate e turgide, che incorniciavano una chiostra di denti  bianchi, con l’unica imperfezione di un incisivo, quello destro leggermente storto. Era un difetto che rendeva l’insieme più intrigante. Aveva una voce calda, che la ragazza modulava molto bene, conscia delle sua bellezza e sfruttare quel tono, dava un valore aggiunto all’insieme.
         < Ecco … porco e stufato di cavoli. Le mele te le porto dopo … e se hai voglia di un’altra birra non hai che chiamare. Il mio nome è Amarilli >. Così dicendo, nell’appoggiare il piatto fece sporgere ancor di più il seno dalla scollatura. Poi alzandosi di scatto sorrise maliziosa a Logan.
         < Tu … come ti chiami? Vieni da lontano? Non ti ho mai visto da queste parti? >.
Il padrone o almeno così aveva creduto Logan, sbuffò seccato da tante moine della ragazza.
         < Amarilli … lascia perdere i clienti, che vogliono mangiare e bada ai fatti tuoi. Fila … in cucina, vedi se Gudrun ha bisogno di te – Poi rivolto a Logan – Scusate la cameriera, ma non sa farsi i fatti suoi >.
Logan scosse la testa e sorrise.
         < Nessun problema – Rispose all’uomo e poi rivolgendosi alla ragazza – Mi chiamo Logan, vengo dalla pianura e … no. Non sono mai stato da queste parti. Forse avrei dovuto venirci prima>.
Amarilli se ne andò ancheggiando e coprì l’ultima frase di Logan con una risata.
L’uomo dall’altra parte della sala, al sentire il nome di  Logan inarcò per un attimo un sopraciglio e si sistemò ancora più comodamente sulla seggiola. Poi ci ripensò e si alzò dirigendosi verso il bancone della mescita.
         < Rolf … Riempi il boccale. – Dirigendosi poi verso il tavolo di Logan –  Permettete … Logan se ho capito bene … Posso sedermi al vostro tavolo. Sono Duncan, piacere. Così venite dalla pianura. Interessante > . Si sedette davanti al giovane e poi gli sorrise amabilmente. < Alla vostra salute, allora >.
Logan rimase con la forchetta alzata e non si accorse che i cavoli che aveva raccolto, piano piano stavano ricadendo di nuovo nel piatto. Mente quello succedeva si domandò: “ Adesso?”
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16 pensieri su “La finestra del tempo.17

  1. Ufficio Refusi
    Tutto bene fino alla chiosa finale
    Mente quello succedeva si domandò: “ Adesso?”
    Non ho compreso bene il senso o forse sì.

  2. Dunque l’incontro da Duncan e Logan sta avvenendo e la riflessione finale riassume tutto il pensiero del giovane.
    Fa stragi di cuori femminili il nostro eroe.
    E mentre leggo questo, mi domando “E’ adesso?”

  3. Eccoci arrivati al rifugio! Per ora Logan pare solo mai suoi inseguitori saranno nei dintorni…? La meridiana sul muro……mi piace!
    Ciao

    • @ Mari1953 = Non si é mai soli e bisogna sempre guardarsi intorno.
      Dove andavo in montagna c’era una casa con la meridiana. Mi é venuta in mente e allora mi é sembrato bello farne un omaggio

  4. Cura dei dettagli, impeccabili descrizioni e il giusto grado di suspance.
    Leggo sempre con assoluto piacere, tuoni permettendo 😦

  5. E lasciatelo mangiare, almeno! ahahaha

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