CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

Archivi per il mese di “settembre, 2014”

La finestra del tempo.31

Mentre usciva udì il Giudice esclamare forte.

          < Sono stato uno stupido ! Un grandissimo stupido! >

Darius si fermò e fece dietrofront.

            < Prego? >.

Il Giudice non aveva cambiato posizione.

           < Sì ! Un enorme stupido! Non mi sono accorto subito che chi seguiva Logan non era Divette, ma un’altra persona e solo qui al Covo e grazie al Lusitano, per altro preziosissimo e meno male che c’è altrimenti … Lo dobbiamo a lui se abbiamo scoperto lo scambio di persona. Io, però, ero li. Li ho seguito, spiati e non me ne sono accorto. Che imbecille! >.

Darius si grattò la testa.

          < Giudice … se permettete, non dovete dire così. Sono stati giorni di pioggia e voi eravate lontano dai due. Poi … le mantelle, i cappucci che indossavano. Da lontano è difficile stabilire con esattezza le corporature dell’una o dell’altra. Una domanda … Voi conoscevate personalmente Divette? Mi pare di no. Quindi … No, non potevate sapere, come non lo potevamo sapere neppure noi >.

Il giudice alzò il volto dalle mani.

              < No Darius. Non la conosco … Divette. Hai ragione, ero lontano dai due e li ho sempre osservati di spalle, praticamente e con un binocolo. Il mio sesto senso però mi ha abbandonato, nel momento meno opportuno. Ora mi sorgono tanti e tali dubbi e perplessità. Non so se ho fatto bene a coinvolgere in questa storia Logan e gli altri. Più andiamo avanti e più credo che i sospetti di Van Der Meewe si stiano rivelando fondati >.

Darius si avvicinò alla scrivania.

              < Credete che ci sia una falla nel sistema? >.

Il Giudice appoggiò lentamente le braccia sul ripiano.

            < Credo proprio di sì. Proprio ora che il mio tempo sta per finire. Prossimamente ci sarà un nuovo Giudice. Il Capitolo della Gilda dei Pacificatori si riunirà tra poco ed io … Io volevo arrivarci con un buon successo. Invece temo di dover lasciare un grosso problema al mio successore. Mi sto domandando in quanti sanno di questa missione. Una decina di persone, che conoscono bene i fatti e … Gli altri che a vario titolo ne sono coinvolti, ma eseguono degli ordini e … >.

Darius annuì.

          < E’ vero, solo una decina conoscono i fatti, ma ben guardare, sono poche le persone che  hanno il quadro esatto della situazione. Voi innanzitutto. Sapete tutto e il Capitolo ristretto per ovvie ragioni.  Van Der Meewe abbastanza, ma non tutto e poi chi conta nel Consiglio Della Confederazione. Il Primo Consigliere, il Capo della Sicurezza e il Balì delle Gilde …  Marcus? L’indispensabile. Ah, dimenticavo .. Il Primo Maresciallo del Congresso Continentale che ci sta fornendo i supporti logistici e di uomini. Un numero che non è neanche sufficiente a coprire tutte le dita delle mani >.

Il Giudice fece una smorfia.

            < Aggiungi nella lista anche il tuo nome >.

Darius sorrise apertamente.

          < Io so quello che Voi volete che sappia. Per me è una missione come tante altre. Abbiamo visto e patito di peggio e ne siamo sempre usciti e sono sicuro che ne usciremo bene anche questa volta. Voi temete una falla nel sistema. Noi stiamo operando per chiuderla e per rimuoverne le cause. Da che ho capito gli interessi sono tanti e molto grossi. Interessi che sono ben al di sopra di me, sicuramente. Avete ragione sapete, quando avete parlato con il Gran Protettore, della paura. Quella è un’ottima leva per creare qualunque cosa, in qualunque parte del paese. Metterci contro i Mistrali o contro grandi Clan del Nord o dell’Est. Gilde che diventano sempre più forti, che iniziano ad essere potenti. Troppo potenti, tanto da governare la politica, da scatenare l’ennesima guerra. Lo riconosco … Quel programma, quella trasmissione sta diventando un pericoloso pugnale alla gola di e per tanti e, se qualcuno ci mette le mani sopra, i danni sarebbero incalcolabili. Comunque Giudice, personalmente non ho l’impressione che stiamo vuotando una nave che affonda con un secchiello. In campo abbiamo il meglio e al comando ci sono uomini validi. Arrenderci? La vedo dura >.

Il Giudice si abbandonò allo schienale della poltrona.

             < Hai ragione, amico mio. Hai ragione. Non bisogna arrendersi. Concentriamoci piuttosto sulle mosse successive. Bisogna sapere da quel … Rungard  chi è la ragazza. Come si chiama e se veramente appartiene al cerchio delle Rune del Primo Fuoco. Com’è collocata all’interno. Il posto che occupa. Insomma bisogna sapere tutto di lei. Poi accertiamoci che insieme ai nostri due uomini ci si gente sveglia. Se trovano i Lupi di Due Facce … Cazzo … Voglio due o più Lupi e non semplici cuccioletti. Altrettanto per gli uomini del Cosacco. Se non li trovano, che vadano loro in persona. Così avranno motivo di guadagnarsi il prezzo che chiedono. Avverti Van Der Meewe … Che apra gli occhi e che sguinzagli i suoi informatori, le sue spie migliori. Sempre che non lo abbia già fatto. Vediamo se c’è qualcuno che ha le nostre medesime informazioni o qualcosa in più. In quanto a Marcus … In quanto a lui … Teniamolo d’occhio. Discretamente, ma sotto osservazione. Lui e il suo gruppo. La scuola di Jeronimus ha lasciato tracce. Per ultimo avverti anche gli altri di quanto è successo. Un rapporto stringato con solo l’indispensabile. Prima di inviarlo vorrei leggerlo, va bene. Credo che non ci sia altro e … Naturalmente, di ciò che è stato detto … Neanche una parola >.

Darius assunse un’espressione di pietra sul volto.

                < Perché … Abbiamo detto qualcosa? Sono venuto è ho, come sempre, ricevuto degli ordini. Nient’altro >.

Il Giudice fece un cenno per dire che il colloquio era finito definitivamente e Darius si ritirò.

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Kayla aveva ormai più di ventiquattrore di vantaggio sui due uomini che la stavano cercando. Perché sicuramente ora Logan e il compare si erano messi sulle sue tracce.

In quel mare verde che era la foresta che si stendeva intorno al Rifugio e raggiungeva i confini di quella zona che era stata Bunker Hill, verso ovest e, che scendeva giù dalla montagna verso la pianura lei aveva girato inutilmente.

Dalla conversazione avuta con il vecchio, non aveva avuto nessuna notizia utilizzabile. Frasi sconnesse, senza un senso logico. Farneticazioni, aveva stabilito. Ucciderlo le era sembrato perfino un atto caritatevole. Aveva liberato per sempre quell’uomo dai sui fantasmi e in ogni caso non avrebbe rivelato di più di quello che aveva detto durante il primo colloquio con Logan e il compare. Sempre che a lui avesse detto qualcosa d’intellegibile. Cosa di cui dubitava. Comunque oramai le cose erano andate in un verso e niente avrebbe più potuto portarle indietro. Quel vecchio pazzo aveva parlato di alberi e lei era ventiquattrore che vagava in mezzo a quelli e sentiva solo stormire le foglie. Vedeva che i rami erano carichi di pigne, pieni di nidi di uccelli. Nascondigli per scoiattoli, ghiri e chissà quali atri animali. Aveva sentito il cinghiale, correre il cervo, aveva visto tracce di lupi, di un orso e scoperto la tana di un tasso. Alberi che sussurrassero, che vibrassero come se in loro scorresse una vita diversa inusuale, nessuno. Una fuga continua di abeti, pini, larici, intervallati da faggi, carpini, lecci e qualche raro castagno.

Ad un certo punto si sedette sconsolata, sulla radice di un albero abbattuto e sbuffò. Si rese conto che stava per arrivare il momento peggiore di ogni missione. Quella era la sua prima missione, la più importante e ora provava un amaro senso d’impotenza. Si sentì improvvisamente svuotata e sconfitta. Era è vero un passo avanti ai due uomini, ma come se fosse dietro loro di metri. Centinaia se non migliaia di metri. Se non riusciva a trovare quegli alberi, poteva considerarsi vincitrice di un fallimento.

La finestra del tempo. Intermezzo

Giunti al trentesimo capitolo un piccolo riassunto a questo punto ci calza a pennello.

Logan, giovane Inquisitore del Clan delle Colline, viene avvicinato da uno strano individuo, che lo sollecita a partecipare alla ricerca di un programma, o copia di esso, che pare sia sfuggita alla ricerca di cui fu oggetto molti anni prima, da parte di Corso e di Darla, di cui é diretto discendente.

Perplesso, titubante e carico di interrogativi accetta e si rende conto che i suoi legittimi sospetti, sono avvalorati dalla presenza di strani ed inquietanti personaggi, che intrecciano le loro esistenze con la sua.

L’unico compagno affidabile che lo affianca in questa impresa, Duncan uno Scoto già provato dal campo, che lo guida sulle tracce di quel programma, che pare faccia gola a più di una persona. Il Congresso delle Federazioni , il Congresso Continentale, la potente tribù dei Mistrali e l’altrettanto pericolosa Banda del Norreno o ciò che ne resta. Sullo sfondo la potente  e segreta Gilda dei Pacificatori, con l’enigmatica e misteriosa figura del Giudice, capo della Gilda stessa a trarre le fila, quasi un Mangiafuoco in carne e ossa.

Dopo alcune peripezie, tra equivoci e sorprese anche piacevoli, seppur inspiegabili sul momento, Logan e il socio arrivano in un rifugio ai bordi del territorio di Bunker Hill, che fu teatro delle gesta degli antenati. Qui, contattato casualmente un vecchio montanaro, scoprono che il famigerato programma non é solo un invenzione, bensì ha i precisi contorni di una realtà dai contorni pericolosi, nel caso cadesse in mani sbagliate. Inizia così la sistematica ricerca del programma e niente é lasciato al caso, o almeno così vorrebbero Logan e Duncan, ma si sa che le buone intenzioni lastricano le strade dell’inferno.

Buon proseguimento dal 31° capitolo.

La finestra del tempo.30

Terminata la colazione i due si ritirarono verso il fondo del salone, in un posto il più appartato possibile, perché non volevano essere disturbati. Misero in bella mostra le armi, giusto per seminare un po’ di apprensione per eventuali incauti che li avrebbero voluto avvicinare. Bastarono pochi sguardi scambiati con Amarilli, che la giovane donna si mettesse vicino al bancone e facendo finta di spazzare il pavimento, avrebbe trovato il modo di avvertirli di ogni possibile pericolo.
         < Allora le cose stanno così – Esordì Duncan – Darius, sa tutto. Gli ho raccontato per filo e per segno cosa è successo. Dai territori dei Mistrali, sta arrivando Evan il Bretone e al sua squadra di pulitori. Fosse necessario lui c’é. Verso la pianura, nel caso dovessimo spostarci , possiamo contare sull’aiuto di Due Facce e il suo gruppo. Gente più che affidabile e contro cui nessuno ha voglia di scontrarsi. Lo so … Sono considerati degli irregolari, ma almeno non sono dei predoni tagliagole. Mercenari e adesso lavorano per il Giudice e a me basta. Anche a te può bastare. Comunque alcuni di loro ci staranno già aspettando nei boschi oltre Ubertushause. Speriamo solo di non averne bisogno. In pianura il Cosacco e la sua gente ci darà copertura fino a casa tua. Il Giudice si sta muovendo in tutte le direzioni. Sta assumendo tutte le informazioni possibili e speriamo che gli arrivino in breve tempo e che ce le trasmetta >.
Logan sopirò.
         < Duncan … Tu credi veramente che esista quel programma. Quel dischetto o pen-drive o qualunque cosa sia? Quanti morti è già costato? Quante sofferenze ancora ci aspettano? A questo punto mi chiedo e credo che sia l’ultima domanda che mi farò: noi … Quanto valiamo veramente? Siamo o non siamo possibili danni collaterali? >.
Duncan lo stette a guardare per un po’, senza parlare, poi iniziò, con voce piana e neutra.
         < Quel programma esiste. Stanne certo e se lo cercano è perché in molti hanno paura. Una paura fottuta. Non del programma, almeno credo. No. Per quel che rappresenta. E’ l’immagine o meglio, un’immagine reale della paura. Fino ad ora l’uomo ha convissuto con la paura. In un modo o nell’altro lo ha spinto ad andare avanti soprattutto per cercare di vincerla. Attraverso il potere, attraverso il denaro, il sesso o comunque un qualcosa che servisse ad eliminarla. Lei però trova sempre il modo di aumentare la propria forza, il proprio di potere. Prendi l’informazione. E’ piacevole averla, sapere, conoscere, parlare eppure l’informazione può essere distorta attraverso la paura. Di chi la distorce e di chi la riceve tale. La paura è quella che muove chi, ti da l’informazione sbagliata ed è sempre paura quella che viene ricevuta. Non importa la forma. Importa la sostanza. Tu … Io cerchiamo in tutti i modi di abbatterla. A volte ci si riesce e a volte no. Togliamo  dalla circolazione dei delinquenti, ma non tutti e alcuni sono ancora fuori. Riusciamo a non far scoppiare dei disordini in questi luoghi, ma in altri scoppiano ugualmente. Possiamo dare da mangiare a molti ma non a tutti e chi ha fame ha paura di averne ancora di più. Chi possiede il cibo ha paura di doverlo condividere, il cibo. Abbiamo così paura della paura, che non siamo ancora stati in grado di ucciderci definitivamente. Ci abbiamo provato, ma siamo ancora qui a discuterne. Siamo danni collaterali? E’ una possibilità, ma sta a noi non farlo diventare una realtà. Il nostro valore? Riuscire ad arrivare fino in fondo a questa storia e prepararci per la prossima. Adesso però basta con tutte queste inutili filosofie. Portano solo ad allontanarci dalla missione. Trovare Kayla e quel programma maledetto. Il resto, non è proprio tutto affar nostro. Lasciamone anche un po’ agli altri, non credi>.
Logan fissò il compagno e sospirò. Dal volto risultava sempre emergere quella patina d’inquietudine che da quando tutta questa storia era iniziata, non lo aveva abbandonato un momento, poi allungò una mano e prese il fucile.
         < Se dobbiamo andare, facciamolo ora. Sono abbastanza pronto >.

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Il Giudice, seduto dietro la scrivania di uno studiolo, messogli a disposizione da Gran Protettore del Pissai, stava con la testa tra le mani e le braccia appoggiate al piano della scrivania stessa.
Le cose non andavano bene o comunque non andavano come lui le aveva immaginate e volute fin dal principio. Le notizie non erano assolutamente buone. Una possibile pista giaceva sul tavolo del’obitorio di Criseul. Il suo probabile assassino svanito nel nulla. Due dei migliori agenti, o almeno così glieli avevano spacciati tali, persi nei boschi sotto Bunker Hill, senza uno straccio di traccia nel per l’assassino, né, più importante, per quel maledetto programma. Un agente scomparso nei giorni precedenti e non ancora ritrovato e il buio più fitto.
Non aveva nulla, nulla che potesse dare almeno un accenno di svolta alle indagini. Lui, di tutto ciò, doveva rispondere al Capitolo della Gilda dei Pacificatori e al Consiglio della Confederazione dei Clan. Per tutti e due poteva solo rispondere con una triste raffigurazione: la sua testa sul ceppo, pronta per la mannaia.
Si udì un bussare discreto alla porta dello studiolo. Poi l’aguzza testa di Darius fece capolino.
         < Giudice, ho notizie abbastanza positive. I nostri uomini al Rifugio si sono mossi e pare che abbiano un solido indizio. Così mi ha riferito la nostra agente sul posto, quell’Amarilli, , che oggi avrà il cambio. Ho pensato di mettere al suo posto Esmeralda. Valido agente .. Appartiene ai Clan dell’Iberia. Bella donna e conosce bene la lingua mistrali. Ci potrebbe fare anche da collegamento con loro >.
Il Giudice non si mosse e si udì a mala pena un.
< Va bene. Quello che hai fatto  … Va benissimo, adesso se non c’é altro, vorrei riflettere  da solo >.
Darius, dopo un accenno d’inchino si ritirò lasciando il giudice a meditare.

La finestra del tempo.29

Duncan si alzò prestissimo, il mattino successivo. Il sole non era ancora sorto e solo i primi baluginii dell’aurora stavano mutando i colori del cielo. Da sotto il letto aveva estratto una grossa sacca, dalla quale aveva estratto due custodie. Dentro due fucili d’assalto BR75 calibro 5,5mm e numerosi caricatori bifilari da quaranta colpi ciascuno. Divise i caricatori e li unì con del nastro adesivo a due a due. Rimise al suo posto la sacca e controllò per l’ennesima volta la sua Aska45, si toccò uno dei tasconi del giubbotto che indossava per sincerarsi della presenza dei caricatori. Indossò un piccolo zaino, non prima di mettervi dentro i caricatori del fucile, prese il resto e uscì dalla stanza per poi bussare discretamente alla porta della stanza di Logan. Non attese neppure l’avanti e entrò.
Logan, davanti alla finestra aperta stava guardando il cielo. Le striature violette dell’aurora a poco a poco lasciavano spazio a robuste pennellate d’arancione. L’alba stava sorgendo e la giornata prometteva sole e cielo limpido. Si volò per guardare il socio e fu sorpreso nel vedere sul suo letto il fucile e i caricatori.
         < Si va a caccia . – Disse Duncan indicando l’arma – Si va armati e visto che hai solo la pistola … Quello è un aiuto … Ehi, non mi dire che non hai mai sparato con un fucile? >.
Logan tentennò con la testa.
         < Si … No .. Cioè … So usare un fucile. Ho sparato anche ed ho anche ucciso. Non so … Non mi piace … Non vorrei usarlo … Però, se è necessario … >.
Duncan aggrottò la fronte.
         <Sì. E’ necessario. Punto. Non sappiamo chi troveremo la fuori. Non sappiamo se dovremo usarli. Non sappiamo nulla. Quindi ce li portiamo appresso. Anch’io l’ho usato, un fucile e anch’io ho ucciso. Mi è piaciuto? No, è chiaro, ma sono disposto a rifarlo se occorre. La mia pelle è la mia e la devo difendere, come pure sono disposto a difendere quella di un collega … Di un amico. E’ tutto >.
Logan si avvicinò al letto e sfiorò con le dita il corpo dell’arma.
         < Sai, pensavo in questa notte all’altro ieri. Mi sono svegliato e Kayla era nel mio letto. Una situazione a dir poco imbarazzante, perché non ricordo nulla delle ore precedenti. Durante la notte avrebbe potuto benissimo uccidermi. Che so, con una puntura di qualche suo intruglio. Oppure una stilettata, qui … Alla base del collo. Non so … E’ stato strano. Perché mi ha risparmiato se ero io il suo bersaglio? Perché uccidere il vecchio Ciano? Più va avanti e più questa storia non ha senso. Sono giorni che me lo ripeto e non trovo una spiegazione, una risposta valida alle mille domande che mi sono posto. Forse sono solo paranoie, l’inizio di una pazzia cui dovevo arrivare e qualcuno mi ci ha spinto scientificamente >.
Duncan lo guardò fisso negli occhi.
         < Me l’avevano detto che eri un tipo strambo. In gamba nel suo lavoro, ma strambo. Uso questa parola per non dirti che sei un deficiente assoluto in questo momento. Se era lei che ti seguiva, se ci pensi bene, il fatto d’infilarsi nel tuo letto le ha permesso di avvicinarsi a te nella maniera più consueta. Sesso. Scusa banale, ma sempre valida. Che voi l’abbiate o non l’abbiate fatto, poco importa. Lei si è accodata a te e a me. Ci ha seguito, ha sentito i nostri discorsi e ha colto lì occasione propizia. Forse sei il bersaglio, ma non come lo intendi tu. Forse vuole arrivare solo dove arriverai. Dopo … bèh, dopo la cosa si farà interessante. Saremo in due però. Mhm … Forse >.
Logan chiuse la finestra e raccolse dal letto il fucile. Prese i caricatori e li infilò in uno zainetto quasi uguale a quello di Duncan. Prima di chiudere la porta, aprì uno dei cassetti dell’armadio, che aveva un’anta aperta. Da li tirò  fuori una scatola con un croce rossa impressa sopra.
         < Pomata contro le punture d’ortica. Non si sa mai, che ci metti una mano sopra … >. Uscì dalla stanza e chiuse la porta. Duncan grugnì e scese le scale.
Nel salone non c’era nessuno al di fuori di loro due e di Rolf, dietro al bancone. Sembrava che non se ne fosse mai andato via.
         < Due minuti e arrivano uova, pancetta, caffè nero, pane e formaggio … Amarilli – Si mise a gridare – Due colazioni per i più mattinieri >.
Amarilli giunse poco dopo con un grande vassoio. Sopra i piatti indicati da Rolf e poi portò il bricco del caffè.
         Duncan le prese un braccio.
         < Prepara i bagagli. Questa sera arriva il cambio … Due o tre giorni al massimo e sei a casa. Contenta? >.
La donna non rispose, ma si morse il labbro e gonfiò il petto per respirare profondamente e non scoppiare a piangere.
         < Grazie >. Disse e poi si mise il canovaccio, che aveva in mano, sul volto e corse letteralmente in cucina. Là si sarebbe sfogata.
         < Hai parlato con Darius, allora >. Domandò Logan tra un boccone e l’altro.
Duncan con la bocca piena non rispose ma assentì con la testa, poi mandato giù il boccone disse, prima di bere una sorsata di caffè.
         < A tavola, non si parla di affari >.
Quindi tagliò poi una porzione di formaggio che sparì ben presto nella sua grande bocca.

La finestra del tempo.28

Logan allungò le gambe verso il fuoco che piano piano si stava spegnendo. Amarilli intanto prese due ciocchi e li pose sugli alari. Le fiamme trovato di che nutrirsi ancora una volta, ripresero a saltare con ritrovato vigore. Poi la ragazza si rivolse ai due.
< Donna trovata? Che donna ? Kayla, forse? Perché proprio lei? >.
Logan si mise le mani sotto le ascelle, incrociando le braccia.
         < Seguite il ragionamento: l’uomo tatuato ci spia. Segue il colloquio tra noi due >. Indicando Duncan e se stesso <  Con il vecchio Ciano. Noi rientriamo e continua a spiarci, mandando nel contempo segnali a Kayla. Di non muoversi. Noi ci alziamo e ce ne andiamo di sopra a dormire. Lui controlla ancora una volta che Ciano sia nel capanno. Il vecchio ora dorme, ha mangiato e non va da nessuna parte. In teoria si alzerà solo al mattino. Fuori non c’è nessuno che si possa interessare ancora a lui. Diciamo che orami è solo. Il tatuato lancia un diverso segnale a Kayla. Questa raggiunge Ciano e diciamo che lo sveglia. Diciamo che gli fa qualche domanda e poi gli da bere il liquore avvelenato, di cui ha parlato il dottore. Ciano sente il richiamo dell’alcool, non resiste, non sa resistere, beve e muore. Fatto >.
Duncan si grattò il mento, prima di parlare.
         < Non è detto. Non é detto che gli abbia fatto qualche domanda. Potrebbe avergli fatto bere l’intruglio avvelenato, proprio per impedirgli di parlare ancora. Soprattutto con noi due >.
Logan  scosse la  testa.
< Non sono d’accordo. Lei deve aver sentito i discorsi sconclusionati di Ciano, prima che vomitasse. Prima che lo immergessi nella fontana o comunque secondo me era presente ai fatti. Non vista, dato il buon numero di persone che erano fuori dal Rifugio >.
Amarilli entrò nella discussione.
< Può essere benissimo. Sente  dei brani di discorso. Ci riflette e ne parla con il tatuato e lo mette di guardia da voi e a … Ciano, giusto. Il nome del vecchio … Bene. Il tatuato segue tutte le vostre mosse mentre lei si ripara  nell’ombra e aspetta il momento giusto. Quindi agisce. Il suo scopo era quello di uccidere. In ogni caso >.
Logan fissò il fuoco,  nella speranza che tra le fiamme ci fosse una risposta  utile.
< Sì. Il suo scopo era quello di uccidere. Se non ricordo male, mentre camminavamo nella foresta ha raccolto diverse erbe e ad un certo punto ha indossato i guanti e ha raccolto  dei fiori blu. Dallo stelo alto. Sembravano tante lumachine. Ha avvolto gli steli in un pezzo di stoffa e li ha messi in una bisaccia diversa da quella dove aveva messo le altre erbe. Sul momento non ci ho fatto caso, però, adesso che ci penso … Chissà? >.
Amarilli si era allontanata mentre Logan parlava e ritornò dopo qualche minuto, con in mano un vecchio libro pieno di fotografie.
         < Guarda un po’ qui … Può essere questo? >. Così facendo indicò un fiore dallo stelo alto
Dalle foglie sottili e palmate e dai fiori blu. Più che lumache quei fiori sembravano tanti piccoli elmi.
         < Sì … E’ lui. Cioè i fiori che ha raccolto Kayla sono proprio questi >.
Sotto la fotografia la didascalia parlava chiaro: Aconito – “aconitum napellus”   – velenoso e quel : velenoso suonava come una condanna annunciata. Nella pagina successiva c’era tutta le descrizione della pianta soprattutto riguardante le proprietà velenifere di essa.
Logan continuò.
         < Lei ci ha detto che era un’erborista. Che si interessava di fiori e piante officinali. Quindi conosceva la pianta  e le sue proprietà. Le sarà stato facile estrarre il veleno e mescolarlo al liquore alle erbe. Renderlo amaro o dolce non credo che sia difficile >.
Duncan sorbì l’ultimo sorso della sua birra.
         < Poteva già  averlo preparato in precedenza. Quella raccolta poteva servire a rimpinguare la scorta. Bèh adesso non ha molta importanza. I sospetti puntano su di lei. Movente e opportunità li aveva tutti e due. Ha avuta anche l’occasione. Se solo sapessimo se Ciano le ha detto qualcosa riguardo quelle antenne ? Se ci sono veramente e dove si trovano. Questa cosa lascia alquanto nel dubbio >.
Amarilli intanto aveva chiuso il libro e si era seduta sulla panca accanto a loro. Tutta la conversazione si era tenuta a voce bassa, ma ciò non aveva assolutamente comportato un cambiamento nel comportamento dei presenti. Le guardia dormicchiavano e di due commercianti erano troppo presi dei loro conti per far caso a tre persone che parlottavano tra i barbagli du un fuoco, che sentiva ancor il bisogno di essere alimentato almeno ancora una volta.
Rolf non era più al bancone, ma si era spostato nell’ufficetto dietro di esso. Ufficio che separava il salone dalla cucina.
Logan manteneva ancora un espressione di perplessità sul volto.
         < Non si  se ci hai fato caso, ma parecchie volte Kayla ha domandato di una stazione radio. Ha fatto degli accenni mantenendosi, è vero, sul vago, ma se ci penso bene … Quegli accenni li ha fatti e sperava in una nostra reazione >.
         < E’ vero >. Rispose Duncan < Anche noi, però non ne sapevamo quasi nulla. Vaghi accenni, che sapevano di favole e racconti di montagna, al limite dalla balla clamorosa. Ci muovevamo a casaccio … Sperando nella fortuna che si è beffardamente materializzata in Ciano. Poveraccio >.
Logan guardò Amarilli.
         < Del Siniscalco … Che ci dici? Che tipo è? >.
         < Quello? Spera tanto che gli risolviate voi il caso. Io non ci farei affidamento. Avete visto sulle pareti del suo ufficio delle foto segnaletiche? Giusto? Bèh, lasciate che ve lo dica chiaro e netto. Alcuni di quei ceffi erano qui, alla Fiera ed era suo dovere arrestarli. Come sono venuti se ne sono andati. Quest’anno si ritira e ci sarà un nuovo Siniscalco. Gli lascia del lavoro da fare, ,invece di lasciargli la scrivania pulita. Non contateci proprio sull’aiuto di quel buono a nulla >.
Duncan allargò le braccia sconsolato.
         < Andiamocene a letto. – Poi rivolgendosi ad Amarilli – Peccato che tu sia dei nostri. Un pensierino lo avevo fatto, te lo devo proprio confessare >.
Amarilli lo guardò sorniona.
         < A te come a tutti gli altri, la posso far solo sognare … Se voglio … Ho un marito e un figlio, che mi aspettano a casa. Qui ci sono venuta giusto per un avanzamento di carriera, ma spero tanto che arrivi presto il cambio. Di fare la sguattera ne ho piene le tasche e troppi lividi sul culo >.
Duncan si fece subito serio.
         < Vedrò cosa posso fare. Se riesco a mettermi in contatto con Darius, gli dirò che il tuo compito è finito ed è ora che tu rientri. Dai … ragazzo – Rivolgendosi a Logan – Andiamo al letto che domani si va a caccia >.
Logan si stirò e sbadigliò rumorosamente, poi con fatica si alzò dalla panca e con passo strascinato seguì i due verso la fine del salone, verso la scala che portava alle camere.

La finestra del tempo.27

Ricominciarono a sezionare i fatti dalla sera precedente, tentando d’inserire nel quadro degli eventi tutte le donne, di cui ricordavano la presenza e che in un modo o nell’altro potevano essere venute a contatto per un qualunque motivo con Ciano e con loro.

Disegnarono pure una mappa abbastanza accurata. Prima quella del salone, tentando di ricordare chi occupasse quel  posto preciso. Poi tentarono di ricostruire l’esterno e sforzandosi molto, anche di ricordare  chi, oltre a loro, ci fosse. Rifecero anche i discorsi, ma ricordarsi con esattezza delle parole sconclusionate del povero Ciano, fu praticamente impossibile. Passarono tutto il pomeriggio e la prima parte della serata continuando a sforzare la memoria, fino a che non dovettero gettare la spugna perché le parole e i pensieri iniziarono ad incrociarsi troppo pericolosamente. Il quadro, invece di svelarsi, si velava sempre di più e s’ingarbugliava tanto che iniziarono ad avere dei dubbi anche sulle cose che avevano date per assodate e certe. Era venuto il momento di smettere e di affidarsi alla notte e ai consigli che avrebbe potuto dar loro.

Su una cosa erano certi però e quella certezza era rimasta fino alla fine. La presenza di Amarilli e l’assenza  di Kayla. Logan e Duncan si accordarono con il Siniscalco di interrogare le due ragazze e scelta obbligata, per prima Amarilli. Era la cameriera del Rifugio e dunque l’avrebbero trovata la posto di lavoro.

Infatti la trovarono nella sala intenta a servire i pochi clienti rimasti dalle giornate di festa. Orami la fiera si era conclusa e nella maniera peggiore, con l’omicidio di Ciano. In sala pochi commercianti con qualche pastore che avrebbero dovuto accompagnare gli armenti acquistati. Qualche tagliaboschi ritardatario e pochi altri avventori formavano l quadro degli astanti. Amarilli passava da un tavolo all’altro portando le varie ordinazioni che Rolf faceva uscire dalla cucina. Non c’era la concitazione delle ore precedenti e tutto sembrava rallentato.

I due uomini si sedettero ad un tavolo libero e ordinarono la cena. Una zuppa , che risultò collosa e poco appetibile e qualche fetta di carne fredda, accompagnato il tutto con della birra leggera. Lasciarono perdere la torta che non aveva nulla di invitante. Poi si trasferirono su di una panca accanto al grande camino posto in fondo alla sala e aspettarono che la gente cominciasse a diminuire. Non attesero molto e dopo qualche tempo, dato un rapido sguardo in giro si accorsero che oltre a loro due rimanevano due commercianti intenti ai loro conti e quattro o cinque altri uomini , forse le loro guardie del corpo. Il resto della sala era vuota e anche Rolf dietro il bancone lo vedevano immerso nei conti. Amarilli intanto riassettava e presa una scopa si avvicinò a loro, scopando di malavoglia il pavimento.

Logan la chiamò con un cenno.

         < Senti .. Vorremmo fati alcune domande riguardo quanto è successo stamani? Hai tempo … Diciamo una decina di minuti? >.

Amarilli fece spallucce e poi si guardò intorno. Il gruppo dei commercianti come anche Rolf erano troppo intenti alle loro cifre e sicuramente non avrebbero avuto bisogno di lei per qualche tempo, quindi scosse la testa in maniera affermativa.

         < Allora … Senti >. Riocminciò Logan < Comincia a dirci dov’eri ieri sera >.

Amarilli non fece neppure finta di pensarci su.

         < Ascoltatemi bene … Sono Amarilli Zigler … Secondo Dipartimento Investigativo agli ordini della Confederazione Dei Clan. Tu sei Logan Inquisitore del Clan delle Colline e ora agente del Congresso Continentale, mentre tu … Duncan … Sei Agente Scelto del Congresso e … Della Gilda dei Pacificatori .. Non sbaglio vero? .> Così dicendo da sotto l’ampia gonna estrasse velocemente un distintivo, che altrettanto velocemente fece sparire, non prima di avere permesso a Duncan di accertarne il riconoscimento. Duncan mostrò per un attimo una espressione soddisfatta, che Logan capì al volo; erano tra amici e si sarebbero intesi alla perfezione, anche se il fatto che la ragazza conoscesse la loro vera identità li lasciò un momento perplessi, ma lei riprese subito a parlare.

         < Con la confusione che c’era ieri sera qui dentro, mi dispiace ho visto ben poco e capito ancor meno … Tranne per il momento in cui avete aiutato il vecchio qui in sala e quando vi ho visto uscire. Poi un po’ più tardi quando gli ho portato i panni e poi … Poi basta perché quell’animale di Rolf ha iniziato a sbraitare e la gente voleva essere servita … E , maledizione, si è servita fin troppo > Così dicendo iniziò a massaggiarsi un gluteo con una smorfia di sofferenza.

         < Se becco quel porco che mi ha pizzicato così forte … Giuro che gli annodo le dita >.

Duncan continuò a controllare la sala e fece il gesto a Logan di continuare l’interrogatorio.

         < Va bene .. Se sapevi chi siamo già da un paio di giorni, perché non ci hai avvicinato e non ti sei fatta riconoscere prima? >.

La ragazza sorrise.

         < Ho ubbidito agli ordini. Comunque nel corso della serata non mi sono accorta di nulla di significativo, tranne due cose … Su cui sto ancora riflettendo. Quella Kayla, che ti sei ritrovata nel letto ieri mattina. Lei è uscita per ultima o tra gli ultimi, ma è rientrata subito e si è messa alla finestra … Una di quelle che danno sul cortile. Fino ad un certo punto della serata l’ho incrociata, ma poi è come scomparsa per qualche tempo … Diciamo … Dopo che siete rientrati dal capanno dove avete messo a dormire il vecchio … Voi siete rientrati e poi voi siete andati a dormire … Giusto? >.

I due uomini s’interrogarono con lo sguardo, poi uno dopo l’altro annuirono.

< Bene … Lei deve essersi mossa subito dopo >. La ragazza s’interruppe e strizzò gli occhi per concentrarsi maggiormente e strinse con forza il manico della scopa cui si era appoggiata.

< Lei … Lei però non guardava già più fuori dalla finestra        , da almeno dieci … quindici minuti e dalla sua posizione … Non poteva avervi visto entrare … Perché … Perché era seduta … Dall’altra parte del salone, vicino all’orso impagliato >.

Nel salone c’era un gigantesco orso imbalsamato ucciso anni prima e ora il suo corpo, a mo’ di trofeo stava lì e, le sue forti zampe, per molti, erano un attaccapanni. Triste fine per un così splendido animale.

         < Era dietro l’orso, quindi non poteva vedervi, mentre eravate al bancone … Perché non c’era più posto ai tavoli e avete mangiato la, poi vi siete ritirati. Giusto? >.

         < Giusto! > Fece l’eco Logan.

Duncan interruppe la ricostruzione di Amarilli.

         < Quindi Kayla, pur non potendoci vedere, ha aspettato che ce ne andassimo a dormire e poi ha agito … Dunque aveva uno o più complice nel salone. Che controllava noi e forse anche il povero Ciano … Si chiamava così il vecchio morto ieri notte >.

         < Ah … Poveretto. Lo conoscevo da poco e con me si è sempre comportato da signore. Mai una volta che mi avesse rivolto una frase a doppio senso e men che meno, mai che avesse allungato le mani. Anzi … Mi ringraziava sempre … Quelle poche volte che gli portavo da bere o raramente da mangiare. Un  brav’uomo, insomma >.

Logan abbassò la testa verso il pavimento di pietra.

         < Già .. un brav’uomo. Ora però ci interessano le mosse di Kayla e del suo o dei suoi complici. Ti ricordi se ci fossero delle facce strane … Tipi particolari? >.

Amarilli rise sommessamente.

         < Scherzi? Ieri sera? Di tipi strani ce n’erano a bizzeffe. I più normali eravate tu e il tuo socio … Tipi strani … Una squadra di tagliagole … Un paio, se scendono a valle hanno da scontare due vite in prigione. Ce n’è un altro che se appena posso … Gli metto le mani sopra … Va béh, lasciamo stare … Vediamo … Kayla era dietro all’orso e vicino alle finestre … Chi c’era vicino alle finestre? Ah sì, ora ricordo … Un gruppo di Valsi … che hanno mangiato … Poi c’era … Ma certo, ecco … Ora ricordo .. L’uomo con gli artigli tatuati sulle braccia e la sua donna … Guardava fuori dalla finestra e poi guardava dalla parte opposta … Verso l’orso >.

Duncan guardò Logan

         < Cherchez la femme ! >.

Logan gli ricambiò l’occhiata.

         < Trovata >.

Amarilli corrugò la fronte.

La finestra del tempo.26

Non passò molto che il medico legale facesse il suo ingresso, nella sala del comando. Teneva alti una serie di fogli e li sventolava. Il suo sorriso, con quel bianco così in contrasto con la pelle scurissima, dava alla scena un che d’inquietante.

         < Buone notizie. Avevo ragione. E’ stato ucciso con il veleno e so anche quale veleno. Aconito. Una notevole quantità di aconitina nel sangue. Aconitina, mescolata a erbe alpine varie in diverse quantità e alcool. Insomma un liquore d’erbe alpine tossico. Mortale, come se già non lo fosse, il liquore stesso. Sì sono dell’associazione anti-alcool. Non sopporto l’odore e meno che mai chi ne fa uso e abuso >. Si fermò di colpo e sgranò gli occhi, poi come se parlasse a se stesso.

< Forse perché durante i miei studi universitari sono stato facile preda di una ubriacatura studentesca, ma ne sono uscito così malconcio che ho giurato a me stesso che mai avrei assaggiato ancora l’alcool in qualunque sua forma. Vino, liquore, anche i pasticcini o le caramelle che contengono tracce di alcol le ho bandite dalla mia vita >.

Il Siniscalco storse il naso.

         < Quanta ne avete trovata di questa a … con … i … tina … trina? O come diavolo si chiama, quel veleno? >.

Il dottore spalancò ancor di più gli occhi, poi prima di rispondere li fece diventare due fessure.

         < Tre volte la quantità necessaria per uccidere un uomo. Il veleno si estrae dalle foglie e dalla radice e colpisce abbastanza velocemente i centri nervosi. Soprattutto i centri della respirazione, provocando contrazioni della gola, senso di soffocamento e dispnea, questa volta fatale. E’ singolare che prima di questi effetti ci essere un improvviso aumento dell’attività motoria, anche se colpendo il midollo, il soffocamento avviene in tempi relativamente brevi. In questo caso e con la concentrazione del veleno … pochi minuti sono bastati. Proprio per questo aveva quell’ematoma sulla faccia. Ha sbattuto sullo stipite del capanno, forse perché affamato d’aria, cercava di uscire per respirare e questo ha amplificato gli effetti, che vi ho descritto. Hanno trovato tracce epiteliali compatibili con il morto e le abbiamo confrontate, con esito positivo. Qualcuno lo ha avvicinato e gli ha propinato la morte. Morte che lo avrebbe raggiunto sicuramente verso la fine dell’estate o al più tardi nell’autunno, visto lo stato del fegato. Una cirrosi avanzatissima dall’esito fatale. Ancora cinque, sei mesi al massimo >. Concluse assumendo un’espressione soddisfatta, per il lavoro svolto, per poi sedersi anche lui su di una delle scomodo sedie di legno della stanza, non prima di aver passato al Siniscalco il rapporto scritto.

Il Siniscalco lo scorse brevemente, poi lo passò a Duncan che insieme a Logan lo lesse invece con attenzione.

Passarono alcuni minuti di silenzio, mentre i due uomini erano concentrati sui fogli del rapporto, poi Duncan rese il malloppo al Siniscalco, che si rivolse al dottore.

< Qualcos’altro da aggiungere, dottore? Qualche sua impressione che in questi fogli non c’è scritta? >.

Il dottore sporse le grosse labbra tumide, che parevano rendere la sua bocca ancora più grande, poi in un soffio disse.

         < Cherchez la femme! >. Poi si alzò di scatto dalla sedia e lasciò la stanza agitando un braccio, a mo’ di saluto, senza aggiungere nient’altro.

I tre uomini rimasero immobili, anche se con lo sguardo cercavano il medico che si era dileguato, dopo quello strano saluto. Solo il Siniscalco si mosse per primo. Andò, con il solito passo lento, vicino alla caffettiera, che si trovava su di un bancone a lato della stanza.

         < Caffè? Qualcuno gradisce >.

Gli altri due scossero il capo.

         < No, grazie > Rispose Logan. Duncan rimase in silenzio ancora un momento, poi prese a parlare a alta voce, come se parlasse tra se e se.

         < Cherchez la femme. Cercate la donna. Cercate la cosa più ovvia? Oppure quella più lontana? Bisogna scoprire se il vecchio  aveva una compagna, una moglie … Una donna che lo accudiva, insomma >.

Il Siniscalco si passo la mano sul volto, nerastro di una barba lunga di un paio di giorni o più. Con la grande fiera in corso e gli ultimi eventi, il pensiero di radersi era stato sepolto.

         < Il vecchio, come dite voi, ha un nome … Si chiamava Ciano dla F’nera … Mi sembra giusto dargli il nome … Non so, ne riacquista di dignità e questa è l’unico bene che si porta via. Per il resto la sua vita è stata grama. Tanto grama. Sono vent’anni che faccio questo mestiere e lui, Ciano, bazzicava già in queste terre da parecchio tempo. Che abbia una donna, non si è mai saputo. Anzi non credo che ne avesse mai avuta una. Sempre in giro per pascoli e boschi, lavorando per l’uno o per l’altro. Una vita precaria è vero, ma mai sul filo dell’illegalità. Era disponibile per i lavori anche più umili e dal punto di vista della legge, non ha mai dato problemi. Forse gli ultimi tempi, quando la bottiglia era diventata il suo solo scopo di vita, ma … Bastava una sgridata e fargli passare una notte da noi e neanche in cella >. Poi indicando un vecchio divano sfondato < Quello era il suo letto e molte volte veniva qui a dormire, soprattutto d’inverno nelle notti più fredde. No signori, Ciano non ha mai dato problemi e ucciderlo è stato … Non so definire ciò che è stato >.

Il suo volto si allungò ancora di più e negli occhi si lesse un misto tra rabbia e tristezza profonda. Improvvisamene si rese conto di aver perso un pezzo della propria vita. Ciano gli apparteneva, come ad un uomo può appartenere un  paesaggio, uno scorcio, il giornale del mattino, la trasmissione preferita, la chiacchierata con gli amici. Era una consuetudine radicata era uno dei gesti compiuti durante il giorno. Era una sicurezza.

Il Siniscalco arricciò il naso, poi continuò ormai in un soliloquio.

         < Ciano poi, vagabondo com’era, era diventato anche un informatore, suo malgrado. Gli davamo da mangiare e lui raccontava, in quel suo modo confusionario, quello che succedeva, che aveva visto o sentito. A noi il compito di mettere insieme i pezzi di quelle parole date in libertà e molte volte ci sono venute utili >.

Duncan, che durante il discorso del Siniscalco, aveva fissato la grande mappa dei luoghi, si risvegliò dal suo stato catatonico apparente, dato dal perdersi tra le macchie di verde, l’intricato reticolo di sentieri, piste, confini e le figure geometriche che significavano case e covili.

         < Giusto ! Se erano anni che viveva in questi luoghi sicuramente aveva trovato le famose antenne, di cui parlavamo ieri sera. Gli alberi parlanti. La solitudine di una vita gli ha permesso di pensare a ciò che aveva visto e non era uno stupido. Ha messo insieme le cose … Ci ha riflettuto e ben bene e alla fine si persuaso che esiste un filo comune che lega tra loro quei famosi alberi >.

Logan  e il Siniscalco lo fissarono, sulle prime, interdetti poi ciascuno prese a correre dietro i propri pensieri e alla fine Logan si decise a parlare.

         < Non è mica sbagliato, quello che hai detto. Anzi è un ipotesi più che accettabile. E’ riuscito a ricostruire la ragnatela e senza saperlo con prove di fatto. Un ipotesi che si è rafforzata nel tempo e che forse non è poi così lontana dalla realtà. Bisogna solo scoprire se i famosi alberi sono solo dei trasmettitori oppure da qualche parte c’è una centrale, che controlla, smista e soprattutto immagazzina le trasmissioni >.

Il Siniscalco intervenne.

         < C’era una centrale,  ma un incendio la distrusse  forse una cinquantina d’anni fa. Intervennero i militari, quelli del Congresso delle Federazioni e i Mistrali. Non so bene cosa avvenne, perché ai civili non fu permesso di avvicinarsi ai luoghi. Motivi di sicurezza dissero allora e in certi luoghi della foresta è bene non andare >.

         < Se questi sono i fatti e per adesso nulla toglie che lo siano, chi è la donna che dobbiamo cercare? > Disse Duncan più pensieroso di prima.

         < Quella che lo ha avvelenato. L’arma è tipica della donna, fin dall’antichità >. Chiosò cupo Logan.

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