CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.34

Passarono il resto della giornata a battere la zona, distanziandosi l’un l’altro di qualche decina di metri, rimanendo ove fosse possibile, in vista o a tiro di voce.
Fu proprio la voce di Paavo, che interruppe il loro peregrinare, apparentemente senza scopo.
         < Venite verso di me. Ho trovato qualcosa di interessante >.
Si ricongiunsero in pochi minuti, davanti ad una catapecchia, dalla porta sfondata, dai muri e dal tetto in pietra; pareva un ricovero abbandonato, una sorta di covile provvisorio.
Entrarono con circospezione e la prima cosa che disse Logan fu.
         < Non toccate nulla. Anzi, occorre fare un po’ di luce >. Dalla bocca di lupo che fungeva da finestra non entrava che un fioco baluginio.
Jirj estrasse dallo zaino, che aveva posato a terra una grossa lampada e puntò il fascio prima all’intorno, giusto per rendere conto del locale e di ciò che poteva contenere poi puntò il  fascio di luce sul pavimento. Potevano esserci delle brutte sorprese.
L’interno era ben misero. Una sorta di mangiatoia appoggiata alla parte più lunga della stanza. Alle  pareti opposte due tavolacci. Dal soffitto pendevano pigre ragnatele, che si muovevano giusto per l’aria spostata dagli attuali occupanti. Regnava un senso di abbandono, di vecchio, di dimenticato anche dal tempo.
Logan alzò una mano, poi indicò a Jirj dove posare il fascio di luce. L’uomo lo fece scorrere per tutto il pavimento e mentre gli altri si abbassarono per vedere se in controluce si potesse scorgere un filo che potesse suggerire una trappola, Logan allungò una mano e sfiorò uno dei tavolacci, poi si guardò le dita. Dall’esame del pavimento non emerse nulla se non un sottile strato di polvere che si era alzato dopo la loro entrata, venendo a formare bizzarre  gibigianne quando incrociavano il fascio della torci.
Logan fissò le dita e poi il  pavimento.
         < Questo posto non vede la mano di un uomo, non so più  da quanto tempo,  ma il  pavimento … Questo no.  C’è stata  una visita e abbastanza recente. Guardate un po’ li >.
Indicò il pavimento su cui spiccavano dei segni sbiaditi di terra, che formavano dei segni simili a  impronte.
Chiese ancora la luce e iniziò a strofinare pizzichi  di terra presa da quelle che sembravano orme.
Li annusò e se li passò ancora tra i polpastrelli.
         < Da quando non piove? >. Chiese.
Duncan rifletté un attimo.
         < Saranno quattro, cinque giorni. E’ finito di piovere il giorno prima del tuo arrivo al Rifugio. Sì, credo proprio  quattro giorni >.
Anche gli altri due uomini annuirono.
         < Quattro giorni fa qualcuno è stato qui ed è  arrivato sino a questo punto del pavimento. Non ci sono altre tracce in giro >.
Così dicendo indicò un punto preciso dell’impiantito,  che risultava con più polvere e  coperto da segatura vecchia, terriccio e briciole di foglie.
Logan iniziò a pulire con delicatezza quel posto e alla fine rivelò il contorno quadrato di una botola. Passò delicatamente le dita lungo i bordi fino a trovare un incavatura. Estrasse il coltello dallo stivaletto e con circospezione infilò la lama dentro ad un impercettibile anello, forzò verso l’alto  e come per magia il coperchio della presunta botola si aprì per svelare un buco nero che portava verso il basso. Jirj non si fece pregare e illuminò il buco.  Una scala a pioli infissi  nel muro, portava all’interno di un piccolo pozzo. Pochi metri sotto terra. Logan rimise il coltello nel fodero e impugnata la pistola, iniziò il viaggio verso l’ignoto.  Pochi gradini e fu sul fondo, dall’alto Jirj lo illuminava, attento ad non abbacinarlo,  mentre Paavo puntava il fucile pronto a far fuoco. Logan iniziò a tastare il muro in cerca di un interruttore che trovò alla sua sinistra. Si udì il crepitio delle luci che si stavano accendendo. Il corridoio che gli si aprì davanti terminava dopo pochi passi con una repentina svolta a destra. Logan impugnò meglio la pistola e fece quei pochi passi. Il budello continuava ancora girando ad angolo retto ancora a destra e poi ancora a sinistra. Gli altri, tranne Paavo, che decise di rimanere di guardia alla porta della stamberga, s’infilarono nel pozzo e seguirono Logan. In capo a qualche minuto si ritrovarono in una grande stanza di fronte ad una fuga di scaffali, sui chi lampeggiavano le luci di una serie di ponti radio. Erano arrivati finalmente alla famosa stazione radio, di cui avevano sentito parlare dal vecchio Ciano. Non era quindi l’invenzione malata di un vecchio pazzo, bensì una solida realtà. Contro una parete dello stanzone, che giudicarono lungo una decina e più di metri, facevano bella mostra pezzi di ricambio, apparecchi di varie dimensioni e dall’uso misterioso e poi una grande mappa sulla parete stessa contribuiva all’arredo.
Duncan si guardò all’intorno.
         < La caccia sembra conclusa a questo punto. Ciano aveva ragione, nei sui sconclusionati discorsi esisteva un fondo di verità vera e questa è la dimostrazione – rivolto a Logan aggiunse – Anche tu ha dato dimostrazione che sei un ottimo inquisitore. Complimenti >.
Logan fece spallucce.
         < Piuttosto mi domando non tanto sul perché mai di tanti apparecchi e ponti radio tutti insieme e così ben tenuti. Piuttosto chi li mantiene così in efficienza … E per conto di chi, aggiungerei? >.
Jirj intanto fece un giro per lo stanzone e chiamò i due uomini.
         < Guardate la parete – Disse indicando un grande disegno appeso – Quello è lo schema dell’impianto. Questi presumo che siano gli apparecchi riceventi. Questa o questi le unità di smistamento e quelli i trasmettitori e … Queste sono le antenne >. Indicando tre tratti netti e precisi che erano lontani dallo schema generale e uniti a quello con tratti segmentati. Quasi ad indicare come i segnali transitavano all’interno di tutte le apparecchiature presenti.
Logan lo apostrofò.
         < Tu ne capisci qualcosa? >.
Jirj nicchiò.
         < Ne mastico abbastanza per saper a grandi linee com’è fatto questo sito, ma andare nello specifico, no. Non sono in grado. Posso spiegare a grandi linee, ma è facilmente intuibile guardando lo schema generale. Il resto … Bèh ci vorrebbe uno specialista o chi viene in questo luogo, credo per tenerlo in ordine, fare manutenzione … Perché non ci sono in giro apparecchi riceventi o mezzi per trasmettere. Sembra proprio una centrale di smistamento e nient’altro >.
Duncan si guardò ancora un attimo intorno.
< Andiamocene. Qui non possiamo fare assolutamente niente. Non abbiamo niente con noi che ci possa permettere una qualche forma di spionaggio. Ammesso che serva e non saprei neppure … >. Lasciò le parole in sospeso.
< Sì. E’ meglio andarsene. Prima o poi qualcuno verrà. Se sono passati quattro, cinque giorni dall’ultima visita credo che sia venuto il momento di un’altra >. Concluse Logan
Fecero il percorso all’indietro e usciti dal pozzo, Logan richiuse la botola e cosparse tutto di terra, tentando di rifare la copertura.
Paavo disse che non aveva visto né sentito nessuno. Decisero di ritirarsi sotto alcuni abeti poco distanti. Si sarebbero nascosti approfittando dei rami bassi e lì passare la notte.
Consumarono una veloce e frugale cena, poi avvolti nei sacchi a pelo , con le armi a fianco, uno dopo l’altro si addormentarono.
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24 pensieri su “La finestra del tempo.34

  1. Dunque il fiuto di Logan ha permesso di scovare il primo tassello. Il vecchio bunker di buona memoria, quello di Tracce inutili (se non ricordo male. Acc. ti devo mandare le correzioni).
    Ma chi sarà il misterioso manutentore del sito?
    Se si addormentano cosa vedono. Almeno avessero fatti i turni di guardia.

  2. Enzo in ha detto:

    Ok, letto di un fiato. Sei un audace, post di grande lunghezza ma si fanno leggere: io ho fatto così con i miei post ma è un altro discorso, forse un giorno se riesco a sistemare le cose come voglio te li propongo in una veste diversa. Però adesso con calma me li devo leggere tutti. Alla prossima.

    • @ EnZo = Ti dirò … Due pagine di word senza spazi tra i paragrafi e in corpo 12 in originale li fanno un po’ lunghetti … Ma se riduci troppo all’osso non c’é il gusto della lettura.
      Il blog é quel che é

  3. Mi sa che non sarà un sonno tranquillo…..attento Logan!
    Ciao

  4. Logan grande!
    Come Cape 🙂

    • @ AB = Grazie.
      Logan sembra sempre li, in procinto di mollare, ma poi … Trova la maniera di continuare … O sono le circostanze in cui si imbatte che lo costringono …
      Adesso però la curiosità é tanta.

  5. Capitolo particolarmente intrigante e denso. Complimenti.

  6. Ah, no… io vado la ma poi ripasso di qua, eh?

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