CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.38

In quanto a fortuna, in quella giornata, Kayla ne ebbe ancora una buona dose. Infatti ad un certo punto il furgone di fermò e la ragazza sentì chiaramente il vociare di Bertu, il clacson del furgone che mandava i suoi richiami, ma soprattutto il belare continuo di pecore. All’entrata del paese la strada era interrotta da un mare di lana a quattro gambe. Kayla ebbe un guizzo e si lasciò cadere dal furgone e si gettò con lo zaino in mano, letteralmente nel fosso, che costeggiava la strada. Strisciando tornò indietro di qualche decina di metri e dopo aver osservato la situazione si alzò e di corsa infilò uno stretto passaggio tra due case. Un viottolo che portava su di uno stradello. Qui si ripulì alla belle e meglio gli abiti, e caricatosi lo zaino sulle spalle, s’incamminò fingendo di essere una viandante qualunque che dopo un giro in montagna ritornava al paese. Lo stradello era deserto e anche le case all’intorno. Kayla si rese conto che erano solo dei fienili e che non c’era anima viva che l’avesse vista. Rapidamente si trovò nel paese e cercò un punto di esso che fosse abbastanza alto per poter individuare una o più antenne, quelle del Centro. Le vide e di buon passo infilò la strada che l’avrebbe portata nelle vicinanze. Non poteva certo farsi scoprire, ma doveva essere sicura che Logan e il suo compare ci arrivassero. Infatti scorse il retro del furgone infilarsi dentro un cancello, che venne chiuso immediatamente. Un alto muro impediva a chiunque di sapere cosa ci fosse li dietro e d’angolo una torretta di guardi incombeva sulla strada. Kayla sperò di non essere stata notata e si guardò intorno, nella speranza di trovare un buon posto di osservazione, quando si sentì apostrofare con un bisbiglio.

         < Eih, tu … Dico a te, vieni da questa parte .. Mi manda Rungald … Vieni .. E andiamo, forza … Vuoi mica farti scoprire adesso >.

Kayla si voltò di scatto verso quelle parole. La figura di Udo, uno degli uomini di Wilmer, occupava un’intera porta e con la mano la sollecitava.

         < Sono Udo e questa è come se fosse casa tua. Vieni dentro, forza >.

Udo sparì dentro la porta e Kayla lo seguì. Dentro una ripida scala portava verso una sorta di bocca nera, che s’illuminò quando l’uomo aprì un’altra porta. Arrivarono tutti e due in una stanza disadorna. Tranne un tavolo e qualche sedia di legno, erano parte di uno scarno arredamento. Una finestra impolverata dava sul fabbricato del Centro e alla finestra un altro uomo che fece un cenno di saluto ai due che erano entrati.

         < Sono Wilmer >. Disse < Tu devi essere Kayla … Giusto? Rungald era molto in pensiero per te. Gli altri sono entrati lì dentro, vero – indicò il complesso del Centro –  Allora .. non ci resta che aspettare che escano … Vuoi da bere? Da mangiare’ Ti serve il bagno? >.

Kayla approfittò di tutte e tre le offerte ricevute, nell’attesa che maturassero gli eventi.

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Logan e Duncan furono portati prima al cospetto del Sovraintendente Bandino, il responsabile del Centro, che stette a sentire la loro richiesta di accedere all’archivio storico. Bandino rimase sulle prime, perplesso, poi di fronte ai documenti esibiti e a sentire che si trattava di un’indagine del Congresso Continentale, suo malgrado fece accomodare i due uomini in una stanza, assieme ad un tecnico. Quello prese a digitare velocemente su di una tastiera e sullo schermo cominciarono a comparire una sequenza di numeri e cifre.

Il tecnico indicandole, disse.

         < Queste sono le date che vi interessano. Queste cifre rappresentano il ripetitore di Bunker Hill. Le prime cifre accanto l’ora di trasmissione e il resto della sequenza a quali ripetitori è stata inviata la trasmissione. Infine la durata della trasmissione e l’ora di fine della trasmissione. Ditemi la data  e troveremo ciò che vi interessa. >

La data era presto detta, quella della battaglia di Bunker Hill. L’ultima combattuta.

         <  C’é. Cinque secondi ed eccola … qua. >

Una stinga di cifre e numeri comparve a schermo. L’operatore con il suo dito grassoccio scorse la risposta elettronica.

         < E’ arrivata alla Centrale … del Clan delle Colline. Destinazione finale > Un ampio sorriso gli si stampò sul volto.

I due uomini si guardarono in volto esterrefatti. Erano giorni che giravano a vuoto a cercare una cosa che molto probabilmente era sepolta in qualche archivio e a casa di Logan.

Ringraziarono il tecnico e poi anche Bandino, per la collaborazione e uscirono dal fabbricato. Nel cortile orami deserto di mezzi c’erano solo Jiri e Paavo, che stavano chiacchierando con una delle guardie.

Logan parlò piano, quasi sottovoce.

         < Dannazione. Quel programma è lì … Da quasi … Quanti anni, eh? Nessuno se ne è mai accorto. O comunque è transitato dal Centro Trasmissioni del Clan … Adesso? Dobbiamo tornare indietro e ricominciare tutto da capo. Per forza e non è detto che riusciremo a trovare ancora delle tracce e soprattutto , se è vero che è arrivato là … Soprattutto la domanda è: adesso chi ne è entrato in possesso e perché? Cosa ne ha fatto o cosa ne sta facendo? Mi sembra di impazzire. Questo è un  gioco troppo grande, troppo confuso, troppo … Troppo! >.

Mentre ne parlava cominciò a passeggiare nervosamente, gesticolando e sul volto esprimeva un misto d’incredulità e d’impotenza, di fronte a quella rivelazione.

Duncan, invece al contrario sembrò estraniarsi, quasi che la reazione del compagno, non o toccasse minimamente. Anche per lui quella realtà superava ogni fantasia possibile. Pensò che già due Giudici avevano rincorso quello che fino ad un momento fa era un fantasma. Quanti agenti, anche esperti, del Congresso erano scesi in campo prima di lui. Quante risorse spese, tempo consumato e la risposta era più vicina del previsto. Sogghignò. Perché rimaneva sempre il problema di scoprire dove fosse e chi lo detenesse. Cosa ne avesse fatto fino ad ora, era semplice da capire. La loro presenza, la ricerca da parte di Kayla e il suo inutile omicidio del vecchio Ciano. L’ennesima vittima del sistema della paura, del terrore. Di ciò che fino ad allora aveva mantenuto in vita la caccia. Avere il programma voleva dire rimettere in gioco le ultime armi termonucleari, nascoste chissà dove. Le parole di Van Der Meewe,il discorso fatto a Logan e che il giovane gli aveva riferito per filo e per segno, non lo avevano mai convinto. Era certo che esisteva e ben funzionante, un altro Bunker Hill, da qualche parte. Pronto per essere attivato. L’importante è avere quel maledetto programma. Non si perse dietro alle emozioni ed iniziò ad analizzare i pochi indizi che avevano. Qualcuno nel Clan della Pianura, alla fine della battaglia di Bunker Hill, era venuto in possesso del programma, perché era già stato stabilito. Visto che il PC di Darla era stato programmato per trasmettere in tempo reale, ciò che copiava. Doveva aver ricevuto anche l’ordine di custodirlo. Avrebbe dovuto consegnarlo a qualcuno, ma qualcosa era andato storto. Quel qualcuno poteva averne intuito il valore immenso e se lo era tenuto. Nascosto molto bene, in un luogo più che sicuro e lasciato in eredità. Questo era possibile e plausibile. Ad un gruppo ad esempio. Forte, ben organizzato e segretissimo. Cui mancava però l’informazione più preziosa. La certezza che esistesse un sito come Bunker Hill. Perché se le voci messe in giro, che non esisteva più un’altra Bunker Hill erano vere, tutte le indagini svolte fino a quel momento erano state … cosa? Perdita di tempo? Buffonata? Una grande e complessa macchinazione? Perché? A che scopo? Tenere sempre viva la fiamma della paura, del controllo? Bastavano già i fatti quotidiani a dar vita a quei sentimenti, a quelle pulsioni. Se invece un’altra Bunker Hill era sopravvissuta da qualche parte, pronta per esprimere tutta la sua tragica realtà e solo quel programma poteva sinistramente animarla, allora il gioco valeva la candela. Erano valsi tempo, energie e purtroppo anche i cadaveri, che avevano costellato fino ad allora il quadro della situazione.

         < Fermati Logan > Sbottò < Farai impazzire me, piuttosto. Ascolta, invece di agitarti inutilmente >

In poche frasi lo mise al corrente dei suoi pensieri, poi rientrò nella palazzina del Centro e si diresse nell’ufficio di Bandino.

         < Sovraintendente, scusi il disturbo e prometto che darà l’ultima volta. Mi saprebbe indicare un mezzo, il più veloce possibilmente, che permetta al mio compagno e a me di ritornare a Dorp?>

Bandino lo guardò e scosse la testa.

         < Certo. In serata parte un TransAir. Una sorta di … Cargo, ma porta anche qualche passeggero. Parte la sera e l’indomani è di ritorno. Posso informarmi >. Prese il telefono e fece una chiamata e mentre parlava annuiva e scuoteva la testa, per poi alzare la voce. Duncan capì solo che stava parlando di Logan e di lui. Finalmente la telefonata finì.

         < Tutto a posto. Avrete due posti per il volo della serata. Parte alle diciotto in punto e la superficie di volo è appena fuori dell’abitato. Avete il tempo di mangiare un boccone se volete, qui alla nostra mensa e sarò ben lieto di ospitarvi. Sempre che non vogliate cercare di meglio. Comunque sarò lieto di indicarvi un buon locale. Cibi semplici, ma naturali e poi tutti della zona. Non crediate chissà che … >

         < La ringrazio dell’ospitalità, ma credo che ne abbiamo già abusato abbastanza. No … accettiamo le indicazioni. Grazie > Così dicendo strinse la mano al Sovraintendente e gli assicurò che avrebbe parlato bene della sua collaborazione e cortesia. Sua e dei suoi uomini.

Bandino sorrise soddisfatto e lasciò uscire Logan. Poi seguì con lo sguardo il giovane, mentre con gli altri attraversava il cortile interno del Centro. Con una certa impazienza, Bandino, attese che gli uomini uscissero definitivamente dal cancello e dalla sua vita.

Poi si voltò e si avvicinò alla scrivania. Alzò la cornetta del telefono e compose il numero che gli era stato dato anzitempo. Pregustò la ricompensa. Forse non era molta, ma che importava. Erano soldi facili, facilissimi.

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6 pensieri su “La finestra del tempo.38

  1. Un altro capitolo sontuoso! Qui emerge Duncan, almeno secondo me.
    Ma emerge soprattutto la suspense.

  2. c’e qualcosa di sospetto ,mi pare quasi che Logan sia stato manovrato da quelli del congresso…..aspetto il seguito ….e le mosse di Kaila!
    Ciao

    • @ Mari1953= I sospetti sono molti e ciascuno ha le proprie colpe.
      Come sempre sei attenta e puntuale. 🙂

      Kayla morde il freno, per ora, ma non può fare altrimenti se non seguire i due soci.

  3. Uhm. Probabilmente volevano che loro scoprissero la destinazione della trasmissione. O forse li hanno depistati. Ma chi? E perchè?
    Beh, non vorrai mica saperlo da me! 🙂

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