CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.40

Il viaggio  per Houistain non fu certo agevole. La macchina si rifiutò ancora un paio di volte di proseguire e forse furono gli sforzi congiunti di Udo e le imprecazioni violente di Wilmer, se dopo un paio d’ore raggiunsero una fattoria isolata dal paese.
Da un vecchi granaio uscì un piccolo e maneggevole aeroplano, una sorta di ultraleggere di ultima generazione. Uno degli uomini di Wilmer, il pilota, si mise a trafficare intorno al velivolo e dopo una decina di minuti il motore prese a tossire e dopo un paio di tentativi iniziò a ronfare come un grosso felino. Tutto era pronto.
Kayla, prese posto dietro al pilota che non impiegò molto a far alzare il piccolo aereo. Wilmer disse alla ragazza che il volo sarebbe durato tre o forse quattro ore e che comunque sarebbe arrivata prima di Logan e compagno, a Dorp. Là ci sarebbero stati altri che si sarebbero presi cura di lei in tutto e per tutto. Subito dopo il decollo, Wilmer entrò nella casa patronale e prese un telefono. Compose il numero solito.
         < Rungald? Sono io … Si, tutto bene. La ragazza è partita ora per Dorp … Si, gli altri due arriveranno in serata … Credo che qualcuno li aspetterà ed è facile che saranno ospiti di Due Facce. Sono accompagnati da due suoi uomini, pensa te … Ah, piuttosto, mi serve un piccolo bonus in più … Mi serve a pagare chi ci ha fornito l’informazione … Si, diciamo una spesa imprevista … Tu caricala sulle spese generali, che te ne frega … Non dirmi che non sei abituato a questi trucchi … Bene, così mi piace. E’ sempre bello fare affari con te. Ci sentiamo, bello >.
Si voltò verso Udo e sorrise, malignamente soddisfatto.

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 Logan e Duncan si ritrovarono a mensa come stabilito. Logan si era già servito e aspettava che il socio  lo raggiungesse a tavola. C’erano pochi commensali, per lo più sparpagliati qua e la, ma nessuno che fosse interessato alla loro compagnia. Forse quelli erano stati gli ordini. Dovevano essere lasciati in pace.
Tra un boccone e l’altro la conversazione la iniziò Duncan.
         < Allora … Il rapporto? >.
Logan inghiottì e dietro al boccone sorbì una lunga sorsata di una birra chiara e leggera, in compenso ben profumata.
         < Tutto regolare. Non ho parlato con il Giudice, ma con un certo … Darius. Mi chiesto una relazione scritta, appena ritorniamo alla Città. Dovrò consegnarla a Van Der Meewe, che riceverà l’ordine di raggiungerci. Tutto qui … Tu, piuttosto, con Due Facce? >.
Duncan alzò le spalle e con la bocca mezza piena.
         < Niente. Regolate vecchie pendenze, abbiamo parlato dei vecchi tempi. Niente che ti possa interessare e che interessi l’indagine … La missione continua … Domani però. Questa sera vorrei dormire in un letto. Un vero letto, con un buon materasso e un ancora miglior cuscino, perché comincia a sentirne il bisogno. Mi sono reso conto che non ho più gli anni della gioventù e le mie ossa adesso si fanno sentire. Anzi senti un po’ anche tu >.
Così dicendo si sporse sul tavolo e avvicinò la spalla destra al volto di Logan e iniziò a far ruotare la spalla. Si udivano scricchiolii e scatti sinistri.
Logan sorrise.
         < Però! Hai bisogno di un buon lubrificante. Cigoli come un vecchio carrozzone >.
Duncan lo guardò male e piccato rispose.
         < Vecchio sarai tu. Pure carrozzone. Questo vuol dire che è più tempo che sono sul campo io, dei tuoi pochi anni di vita, sbarbatello che non sei altro …. Vecchio, ma senti questo, mi ha dato del vecchio. Bada la tuo timone … E dormi con un occhio aperto da questo momento >.
Logan lo guardò sorpreso, perché mai avrebbe pensato a quella reazione.
         < Bèh … Io stavo solo scherzando. Non volevo offenderti e se avessi saputo, non avrei detto niente >.
Duncan, quasi si strangolava per l’accesso di riso.
           < Sei un pivello! Ci sei cascato con tutti i pantaloni. Bene adesso però parliamo di cose serie. Darius ti ha detto qualcosa d‘importante? >.
         < No.  Ah … solo una cosa riferendosi al viaggio da Dorp alla Città. Dobbiamo andare al porto e cercare del capitano Luca Zane. Dobbiamo chiedere a lui un passaggio, presentandoci come amici del Giudice. Non solleverà obbiezioni, anzi sarà ben felice di sdebitarsi >.
         < Luca Zane? Luca Zane e quella sua caffettiera … Come si chiama? … Ah, sì … Luca Zane e l “ Eridanio Argentato”! Ma certo … Ecco un buon modo per imparare a fare naufragio e chissà che questa volta tu non impari qualcosa di nuovo … Diventare naufrago di fiume. E’ il primo passo. Poi, quando diventi grande, potrai diventare naufrago di mare >. Scosse la testa.
Logan lo guardò con fare interrogativo e Duncan continuò.
         <Luca Zane ha un vecchio postale, che imbarca acqua come da un colabrodo. Un motore ecologico, lo dice lui che lo è, che funziona a energia solare, quando le batterie non scoppiano e c’è sole. Poi che altro … Ah,sì … Brucia un carburante estratto dalle piante, una cosa puzzolente … Bhàe !! Passa più tempo in darsena per riparazioni, che sul fiume a navigare. Accidenti a Darius e la sua tirchieria. Non potevamo avere una bella cabina sul “Vanità Dorata”? Mi sarei accontentato anche di una poltrona ponte sulla “Alba del Ciliegio” di quel personaggio del capitano Tojitoko … No, lui meglio di no. Lì avremmo dovuto dormire a turno e … No meglio lasciar perdere quell’orientale. L’ultima volta ci siamo lasciati, diciamo in cattivi rapporti. Va bèh … Accontentiamoci del matto della laguna e … Speriamo di arrivare salvi e asciutti >.
Logan aveva seguito il discorso con gli occhi sbarrati. Pensava che il suo stile di nuotatore non fosse dei migliori e sentì di non aver assolutamente voglia di cimentarsi tra le acque del fiume. C’era da dire però, che tra Dorp e la Città il fiume era più che frequentato e quindi un eventuale bagno non  sarebbe durato a lungo, ma la pensiero di quell’acqua torbida storse la bocca.

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Il piccolo aereo, che portava Kayla era atterrato su di un prato poco distante da Dorp, quando già le prime ore della sera stavano scendendo. Il viaggio era stato scomodo, rumoroso e pieno d’aria e la ragazza aveva solo voglia di un bagno caldo, una cena calda e un letto altrettanto caldo, tanto era stato il freddo patito. A riceverla c’era un fuoristrada con due ceffi della banda di Wilmer, che con lei scambiarono giusto poche parole di convenevoli e dopo una mezz’oretta la scaricarono  davanti ad un’anonima costruzione nella periferia di Dorp. Entrò nel casamento, che sapeva di vecchio e a vederlo da fuori sembrava malmesso. Nell’androne, un filo con attaccata una lampadina dalla luce fioca, ad illuminare uno squallore da togliere il fiato. Alla sua destra, fatti pochi gradini a salire si aprì uno spiraglio e una voce roca la interpellò.
La porta si aprì giusto per farla entrare in una stanza di uguale squallore dell’androne. La luce era un po’ più forte, ma andava ad illuminare delle pareti coperte da carta da parati che si stava staccando e sotto evidenti macchie di umidità e muffa avevano preso il sopravvento sui colori precedenti. Di fronte a lei c’era la vecchia dal sorriso precario, che le mostrò prima lo stato della sua bocca e poi un tavolo su cui stava, malinconico, un piatto di fumante zuppa e un cucchiaio che aveva visto tempi migliori.
Kayla guardò la vecchia e chiese di lavarsi; poi avrebbe mangiato e subito dopo avrebbe voluto andare a letto.
La vecchia le mostrò un bagno, che a differenza delle altre stanze parve molto più pulito. Kayla sospirò. Non pensava di essere ricevuta la Grand Hotel, ma almeno in un ambiente dove non avrebbe dovuto ingaggiare un combattimento con insetti e topi. Si lavò velocemente, sotto un getto di acqua tiepida e poi trangugiò quella zuppa, divenuta tiepida anch’essa. Almeno era abbastanza buona, non fosse che la vecchia aveva esagerato con aglio e cipolla. Doveva avere delle origini Mistrali, pensò la ragazza. La stanza da letto aveva una branda con lenzuola ruvide, che sapevano di lavanderia industriale e anche lì una lampada dalla luce fioca e senza neppure il paralume. La vecchia le augurò la buona notte e chiuse la porta. Kayla si abbandonò sul letto, non prima di essersi assicurata che la pistola, che aveva messo sotto il cuscino, fosse carica e senza la sicura. Girò gli occhi e si accorse che la finestra della stanza non aveva gli scuri, da fuori filtravano le luci dei rari lampioni della strada. Chiuse gli occhi e si addormentò.
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7 pensieri su “La finestra del tempo.40

  1. Lasciamola dormire … mi sa che l’aspetta una giornata intensa… sempre che durante la notte… non si sa mai!

  2. Kayla dorme ignara del pericolo…
    Logan si prepara ad un viaggio sul fiume….
    Il grande burattinaio muove i suoi fili !
    Ciao

  3. Tutto perfetto! Ogni singolo dettaglio.
    La Maestria del Maestro.

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