CapeHorn

… Noi felicemente pochi. Noi questa banda di fratelli. Che mettono la faccia dove gli altri non mettono neppure un piede. – It ain't over till it's over

La finestra del tempo.43

Il rapporto da farsi a Van Der Meewe prese buona parte della giornata e Logan si sentì ancora più a disagio. Molto di più di quanto era iniziata la sua avventura. I giorni passati e le traversie vissute, l’essere seguito e da preda diventare cacciatore. La morte del vecchio Ciano, uomo che aveva visto molto e capito altrettanto, ma che non aveva mai avuto l’intenzione di mettere a frutto la sua scoperta. Forse non era mai riuscito a collegare le cose, ma se lo avesse fatto, nella sua testa ormai piena di vento, di cose e persone non rimaneva che in gran rimescolio. Loro stessi con difficoltà erano riusciti, innanzitutto a credere alle sue parole e poi a dare un riscontro reale ad esse. L’insistenza di Van Der Meewe sui più minimi particolari, il ritornare a farsi ripetere episodi, anche i più insignificanti a Logan instillava, più che in Duncan, quel senso di disagio e lo acuiva sempre di più. Da indagatore si trovava ora ad essere indagato e non capiva il perché di quell’accanimento. O almeno a lui pareva. Duncan rimase più distaccato, all’apparenza. Rispondeva, mantenendo se sempre la stessa linea nelle risposte. Non aggiungeva né toglieva nulla a quanto aveva detto di un episodio, anche quando veniva richiamato in un successivo momento. Fecero parecchie pause, durante le quali Vitalianus usciva con gli appunti presi e al suo ritorno, confabulava con Van Der Meewe.
Logan ad un certo punto esplose.
         < Non capisco quest’accanimento contro di noi. Sembra quasi che ciò che vi abbiamo detto fino a questo punto, non sia servito a nulla. Ci fate e rifate le stesse domande. Credete così di farci cadere in contraddizione? Pensate che via abbiamo mentito? Che nascondiamo qualcosa o qualcuno? Credete che questa caccia sia diventata la nostra caccia? Quando sono partito ho espresso dubbi e perplessità. Ho accettato per dovere e anche un po’ per curiosità, ma soprattutto per dovere. Aprire una finestra sul tempo e guardarvi dentro e fuori, mi ha solo persuaso che tutto ciò che ho fatto non è servito a niente. Ho corso e rincorso dei fantasmi; ho alimentato solo una sensazione di paura, che voi conoscete bene e che nutrite altrettanto bene. La paura di un pericolo, forse inesistente, ma che vi è utile. Se non a voi a qualcuno. Non so per quali sporco gioco politico. Posso elencarne, presupporre moltissimi e tutti validi. Chiunque ha il suo tornaconto. Qualunque Gilda, Commissione, Comitato ha interesse o potrebbe averne a che questa storia stia in piedi, prolifichi, moltiplichi i suoi effetti. Veri o falsi che siano >.
S’interruppe di colpo, come svuotato. Come se improvvisamente tutti i pensieri e tutte le parole che si erano affrettate nella gola e nella testa si fossero fusi in un muro insuperabile. Questi pensieri e quelle parole ora erano un muro, che lo avevano circondato, una prigione dalla quale era impossibile fuggire.
Sia Van Der Meewe che Vitalianus, lo guardarono senza battere ciglio. Come se lo sfogo rabbioso, li avesse penetrati da parte a parte, senza scalfirli, senza lasciare minima traccia. Duncan al contrario prima mostrò interesse, poi sembrò perdersi dietro personali pensieri, che lo stavano allontanando dal luogo e dalla compagnia.
Logan si sentì solo. Più solo di prima.
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Kayla, giunta nel porto della Città alle prime luci dell’alba, ora si trovava in una confortevole stanza del migliore albergo della città stessa. Dalla finestra godeva la vista di quello che sembra essere il centro della vita. Una grande piazza, con un parco, verdissimo e molto alberato. Da una parte c’era un’area attrezzata per lo sport all’aria aperta e un’altra per i giochi dei più piccoli. In fondo s’intravedeva una severa costruzione, sui tetti della quale garrivano, quando c’era un vento più forte della lieve brezza che spirava in quel momento, le bandiere della Città e della Confederazione. La ragazza prese dalla capace borsa, acquistata a Dorp, dopo la notte passata in quello squallido appartamento, e ne trasse un incartamento, che gettò sul letto. Si sfilò il vestito che indossava e si avvolse nell’accappatoio, con il logo del’albergo. Aprì il piccolo frigo bar della stanza, ma non c’era nulla che lei gradisse. Prese il telefono e fece l’ordinazione. Nel mentre attendeva, svuotò la valigia e appese gli abiti nell’armadio. Andò in bagno controllò che fosse ben fornito, ma soprattutto pulito e constatò che tutto era in ordine. Arrivò la cameriera con un carrello, sul quale c’era un bollitore, due tazze, zuccheriera e una capace confezione divisa in scomparti. Kayla annusò la confezione. Un profumo di erbe e aromi invase le sue narici, in una cacofonia di odori. Sorrise alla cameriera e prese dalla borsa quanto serviva per pagare subito e vi aggiunse una buona mancia, pregando la ragazza di mettere il cartello – non disturbare – fuori dalla porta.
Scelse una tisana di erbe rilassanti che sorbì osservando il traffico della piazza. Notò che alla destra del parco la quinta dei palazzi si snodava su dei portici e dal movimento intuì che fosse una area di intensi traffici. Guardò a sinistra e lo spettacolo fu analogo.  Dalla borsa prese anche la carta della città, che spigò sul tavolino, arredo della stanza. Guardando la carta e l’esterno iniziò a capire com’era strutturata la città e quali erano i luoghi che più le interessavano. Prese l’incartamento dal letto e si accomodò al tavolino. Erano tutte le notizie che Rungald e i suoi uomini avevano trovato ed ottenuto dai vari informatori, che avevano preceduto o seguito il suo passaggio e quello di Logan e socio. Importati informazioni erano quelle riguardo Logan parecchie pagine circa vita, amicizie, frequentazioni, che al momento opportuno avrebbero potuto rivelarsi preziose. Su Duncan una pagina striminzita. Il servizio informazioni dell’uomo con gli artigli tatuati sulle braccia, aveva fatto un buon lavoro in città. Kayla per sicurezza lesse l’intero fascicolo più volte.
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Il Giudice, seduto ad una severa scrivania, nell’appartamento anonimo, di un altrettanto anonimo caseggiato, nella periferia della Città, stava leggendo gli ultimi rapporti.
Darius, di fronte a lui, sedeva in silenzio, con un grosso blocco per gli appunti e aspettava che il Giudice finisse di leggere. Nell’aria si sentiva un odore di chiuso, ma neppure un rumore. Le pareti trasudavano di trascinata quotidianità; i colori banali, anzi dozzinali, non rendevano piacevole il soggiorno, ma il contrario e, i soli rumori che si sentivano, venivano dall’esterno. Dalle officine e dalle fabbriche che costellavano la zona e si alzavano fumi e odori di una economia che faticava a vivere. Anche lungo le strade, che formavano una ragnatela, solo pochi alberi e spelacchiati arbusti, tentavano di rallegrare una scena che oramai si era convertita alla disperazione cronica.
Il Giudice alla fine si alzò dalla scrivania e andò alla finestra. Guardò distratto una scena senza alcuna importanza per lui e prese a muovere avanti e indietro il labbro inferiore, in una specie di ginnastica, che avrebbe dovuto aiutarlo a riflettere. Poi si girò verso Darius.
         < Quindi il programma è qui. E’ sempre stato qui. In tanti anni nessuno si è mai preso la briga di controllare, di indagare …. Nessuno … I Servizi, il Congresso, la Confederazione … A nessuno è venuto mai in mente di avere una conferma .. A nessuno è venuto mai un sospetto, un dubbio … Ha formulato un ipotesi, ha azzardato una teoria … Nessuno … Solo dopo la morte di un vecchio … Pazzo? … Mhà … >.
Darius alzò un sopraciglio.
         < A quanto pare … Sì >.
Il Giudice senza voltarsi, fu telegrafico.
         < Avvisa quei due. Voglio il programma sul mio tavolo … Al più presto e … Avvisa Van Der Meewe. Voglio vederlo >.
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6 pensieri su “La finestra del tempo.43

  1. Bellissima la descrizione dello sfogo di Logan, e le conseguenze, in particolare l’atteggiamento di Duncan.

  2. Mi interrompono con telefonate moleste! Volevo aggiungere altro e adesso ho perso il filo…

  3. Eccoli tornati dove tutto era iniziato,la città sulle colline ,dove risiedono le eminenze grigie di questo nuovo mondo……il programma ,secondo me,viene ancora utlizzato…da chi? Lo scopriremo…..
    Aspettiamo pure le mosse di Kayla…..
    Buona domenica ☔️☔️☔️☔️☔️☔️☔️☔️

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